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31 de julio

Beata Alfonsa María (Elisabeth) Eppinger

Fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Infanzia e formazione spirituale

Elisabeth Eppinger nacque il 9 settembre 1814 a Niederbronn-les-Bains, nel nord dell'Alsazia, oggi in territorio francese. Era la primogenita di undici figli nati dai coniugi Jean-Georges Eppinger e Barbe Vogt, entrambi impegnati nel lavoro della terra come agricoltori. Fu battezzata il giorno successivo alla nascita e crebbe nell'ambito familiare, condividendone le fatiche quotidiane e frequentando con costanza la parrocchia del paese. A causa della sua salute fragile, conobbe la malattia fin dall'infanzia e non poté frequentare la scuola regolare. Sebbene fosse debole e quasi analfabeta, Elisabeth fu profondamente attratta dalla contemplazione della Passione del Signore. Attinse forza da questa devozione sotto la sapiente guida del suo parroco, Jean-David Reichard. La Domenica in albis del 1828, all'età di quattordici anni, Elisabeth ricevette la Prima Comunione. Il parroco le aveva concesso in via eccezionale di accostarsi all'Eucaristia ogni quindici giorni, ma la giovane chiese e ottenne di comunicarsi ancora più spesso. La sua insistenza attorno al sacramento dell'Eucaristia costituiva l'indizio evidente di un'intensa devozione al Santissimo Salvatore. Possedeva un carattere forte e generoso, con il quale superò le prove fisiche e morali cercando costantemente di non scoraggiarsi. Col tempo, da un temperamento ritenuto ribelle e recalcitrante, divenne ubbidiente e profondamente fiduciosa nella misericordia divina.

Fenomeni mistici e discernimento ecclesiale

Nel 1846, nel corso di una lunga e dolorosa malattia, le parve di avvertire la presenza viva di Gesù che le appariva, le parlava e la confortava, donandole esperienze di estasi profonde. A seguito di tali apparizioni straordinarie, ricevette il dono della profezia, e i fatti da lei annunciati si avveravano in breve tempo. Era inoltre dotata della facoltà di scrutare i cuori e dispensava saggi consigli a quanti si rivolgevano a lei. La sua fama si estese ben oltre i confini della Francia, giungendo fino a Roma, e da ogni parte arrivavano persone desiderose di vedere colei che veniva chiamata l'estatica di Niederbronn. I fenomeni mistici che la riguardavano furono narrati dal sacerdote e testimone oculare Claude-Ignace Busson, il quale pubblicò tre serie di scritti su di lei tra il 1849 e il 1853. Nel frattempo, don Reichard continuava a seguirla con cura, annotando le sue parole e aiutandola a comporre la storia della sua vita. Il vescovo di Strasburgo, monsignor André Raess, resse la diocesi dal 1842 al 1887 ed era tenuto costantemente aggiornato sui fatti di Niederbronn tramite don Reichard. Non mancarono le incomprensioni, al punto che il sindaco Albert de Dietrich considerò il movimento di popolo attorno a Elisabeth come un disturbo per l'ordine pubblico. Nel luglio 1848 il vescovo si recò personalmente a Niederbronn e la sottopose a vari esami, sollecitati anche dalla Santa Sedeva. Monsignor Raess ne riportò l'impressione di trovarsi davanti a un'anima forte, capace di virtù eccezionali e che rifuggiva risolutamente dal clamoroso clamore della folla. Sebbene in un primo momento Elisabeth desiderasse entrare tra le Suore della Divina Provvidenza di Ribeauvillé, il vescovo le disse di attendere per ragioni di prudenza. Nel settembre 1848 lo stesso monsignor Raess comprese appieno l'ansia di Elisabeth di alleviare le sofferenze umane per far comprendere a tutti l'immenso amore di Dio.

La fondazione della congregazione

Elisabeth conosceva bene la sofferenza per averla sperimentata personalmente nella malattia e intuì di dover fondare una nuova opera dedicata all'assistenza dei malati a domicilio, senza alcuna distinzione di ceto o di confessione religiosa. Il 22 gennaio 1849 monsignor Raess approvò ufficialmente la congregazione delle Figlie del Divino Redentore, posta sotto il patrocinio di sant'Alfonso Maria de' Liguori. Il 28 agosto dello stesso anno, Elisabeth aveva iniziato a far vita comune con alcune compagne a Niederbronn. Il 10 settembre 1849 ricevette l'abito religioso, assumendo il nome di suor Alfonsa Maria in onore del fondatore dei Redentoristi e su proposta del superiore ecclesiastico delle Suore della Divina Provvidenza. Il 2 gennaio 1850 suor Alfonsa Maria emise i voti religiosi nella località di Niederbronn. A partire dal 1863 la famiglia religiosa assunse la denominazione di congregazione delle Suore del Santissimo Salvatore, scelta per evitare confusioni. Le comunità si moltiplicarono rapidamente in Francia, Germania, Austria e Ungheria, allargando progressivamente i propri scopi caritativi. Le suore si distinsero in modo particolare durante la grave epidemia di colera del 1854. Il 6 novembre dello stesso anno la congregazione fu riconosciuta di pubblica utilità con apposito decreto firmato dall'imperatore Napoleone III. Il 7 maggio 1863 la fondazione ottenne il Decreto di Lode, mentre l'11 aprile 1866 ricevette l'approvazione pontificia definitiva.

Sviluppi, prove e maturità dell'istituto

Nel marzo 1866 si verificò la separazione della comunità di Vienna, e il vescovo del luogo eresse la congregazione delle Figlie del Divino Salvatore, denominate dal 1984 Suore del Divino Redentore. Nello stesso anno, anche le comunità della diocesi di Würzburg furono rese autonome rispetto alla Casa madre di Oberbronn, dando origine alle Suore del Redentore. Nel giugno 1867 avvenne inoltre il distacco delle comunità di Raab, in Ungheria, le cui comunità passarono a comporre la congregazione delle Figlie del Divino Redentore, le cui religiose erano storicamente dette di Giavarino dal nome in italiano della città di Győr. Madre Alfonsa Maria soffrì molto, in qualità di superiora generale e fondatrice, per queste divisioni e per le tensioni sorte tra le comunità, ma si sentiva al contempo grandemente consolata dal pensiero che il suo progetto, guidato dalla Provvidenza di Dio, aveva assunto dimensioni vastissime. Ella diresse la congregazione delle Suore del Santissimo Salvatore per ben diciotto anni, infondendo in donne di diverse nazionalità il forte desiderio di far conoscere l'amore di Cristo a tutti gli uomini. Supplicava incessantemente il Signore di proteggere le giovani suore in formazione e proseguiva senza sosta la cura diretta degli ammalati. Raccomandava sempre alle sorelle di non negare nulla ai malati e accolse con amore bambini abbandonati e poveri, provvedendo al loro sostentamento e alla loro educazione. Curava con particolare attenzione la propria interiorità, considerando la preghiera come un atto sincero proveniente direttamente dal cuore.

Transito e glorificazione terrena

Madre Alfonsa Maria morì a Niederbronn il 31 luglio 1867, all'età di cinquantatré anni, spegnendosi a pochi giorni di distanza dalla scomparsa del suo parroco e guida spirituale, don Jean-David Reichard. Il suo corpo fu sepolto il 2 agosto nel cimitero cittadino di Niederbronn e successivamente traslato presso il castello di Oberbronn, che divenne la sede della Casa madre delle Suore del Santissimo Salvatore. La perdurante fama di santità e di segni celesti spinse le religiose ad adoperarsi per l'avvio della causa di beatificazione. Il processo informativo diocesano fu solennemente aperto il 29 gennaio 1951 nella diocesi di Strasburgo e si concluse il 12 gennaio 1955. La fase romana della causa ebbe inizio il 18 febbraio 1955 presso la Sacra Congregazione dei Riti, e il decreto sugli scritti fu pubblicato il 6 luglio 1963. Il processo diocesano riprese dopo quarant'anni con la nomina di una nuova postulatrice, in base alle mutate normative canoniche, e il nulla osta della Santa Sede fu ottenuto il 30 agosto 2005. La prima sessione del nuovo processo diocesano si svolse il 7 giugno 2006 e si concluse il 25 giugno 2007. Il decreto di convalida dei due processi degli anni cinquanta e duemila fu rilasciato il 29 febbraio 2008, mentre la Positio super virtutibus venne presentata alla Congregazione delle Cause dei Santi il 18 marzo 2009. La documentazione fu esaminata dai Consultori storici il 1 dicembre 2009, trattandosi di una causa divenuta antica. I Consultori teologi espressero parere positivo il 29 gennaio 2011, seguiti dai Cardinali e vescovi membri della Congregazione il 10 ottobre 2011. Papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile madre Alfonsa Maria il 19 dicembre 2011.

Il miracolo e la beatificazione

Il caso preso in esame come possibile miracolo fu quello di Marie Thérèse Schild, coniugata Guyot, avvenuto nel 1939. La donna fu ricoverata nella clinica del Santissimo Salvatore a Mulhouse a causa di un massiccio rigonfiamento della pancia. Ai medici apparve subito chiaro che la paziente era affetta da un'ulcera e dalla perforazione dell'appendice. Tale grave situazione comportò l'asportazione chirurgica di un ovaio e di una tuba, oltre alla rimozione di venti centimetri d'intestino e delle relative aderenze. I medici cominciarono a disperare della guarigione dopo la seconda operazione chirurgica. La superiora delle Suore del Santissimo Salvatore propose allora di iniziare una novena alla fondatrice e di collocare una sua reliquia sotto il cuscino della malata. Fu notato un progressivo e leggero miglioramento che crebbe giorno dopo giorno, destando lo stupore della stessa Marie Thérèse, dei visitatori e dei medici curanti. Il processo canonico sull'asserito miracolo ebbe inizio il 19 novembre 1962, e la documentazione relativa ottenne il decreto di convalida il 10 ottobre 2008. Papa Francesco autorizzò il 26 gennaio 2018 il decreto che attribuiva formalmente il fatto prodigioso all'intercessione di madre Alfonsa Maria. La beatificazione fu solennemente celebrata il 9 settembre 2018 nella cattedrale di Strasburgo. Il rito fu presieduto dal cardinale Giovanni Angelo Becciu in qualità di inviato del Santo Padre e Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Successivamente, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti stabilì con il protocollo 33/2019 che la memoria liturgica fosse fissata al 9 settembre, giorno del suo compleanno, sebbene il 31 luglio corrisponda alla sua nascita al Cielo.

L'eredità spirituale nel mondo

Le figlie spirituali di madre Alfonsa Maria sono oggi denominate Suore del Santissimo Salvatore. La Casa generalizia della congregazione ha sede a Niederbronn-les-Bains, mentre la Casa madre si trova nella vicina Oberbronn. Attualmente le religiose sono presenti e operose in quattro continenti. In Europa operano in Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi e Portogallo; in Africa sono presenti in Angola e Camerun; in Sud America prestano servizio in Argentina e Bolivia; in Asia operano in India. Le suore continuano instancabilmente la loro missione originaria di assistenza agli anziani, ai disabili e ai malati, offrendo il proprio aiuto sia a domicilio sia all'interno di strutture dirette da loro stesse, che comprendono case di riposo e ospedali. Nel corso del tempo, alcune ramificazioni hanno seguito percorsi specifici: le Suore del Divino Redentore di Vienna si sono successivamente rifuse con la congregazione originaria; le Figlie del Santissimo Salvatore nacquero nel 1916 dalla congregazione viennese e hanno la propria casa madre a Bratislava, nell'attuale Slovacchia; le Suore del Redentore di Würzburg sono rimaste autonome; infine, le Suore del Divin Redentore dette di Giavarino mantengono la loro casa generalizia a Roma dal 1955. Nonostante queste autonomie e articolazioni storiche, tutte le congregazioni derivate riconoscono unanimemente madre Alfonsa Maria come loro augusta fondatrice, colei che nacque e morì a Niederbronn-les-Bains, lasciando un indelebile segno di carità nel cuore della Chiesa universale.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Alfonsa Maria Eppinger?

La sua memoria liturgica si celebra il 9 settembre, giorno del suo compleanno, sebbene sia deceduta il 31 luglio.

Quale congregazione ha fondato la Beata Alfonsa Maria Eppinger?

Ha fondato la congregazione delle Figlie del Divino Redentore, oggi note come Suore del Santissimo Salvatore.