25 de enero
Beata Arcangela Girlani
Virgen
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza nel Monferrato e la vocazione
Eleonora Girlani nacque nel 1460 a Trino Vercellese, nel territorio del Monferrato. La nascita avvenne durante il marchesato di Guglielmo VIII, in un contesto familiare caratterizzato dall'agiatezza e dalla distinzione sociale. Fin da fanciulla, la fanciulla fu particolarmente incline alle pratiche di pietà, dando presto prova di virtù singolari che attiravano l'attenzione di quanti la circondavano. La sua prima formazione culturale e spirituale si svolse nel Monastero di San Francesco, un luogo di preghiera che sorgeva poco distante dalla sua abitazione, in una località nota come la Rocca delle Donne. Quando in lei si manifestò in modo chiaro la vocazione religiosa, il padre decisi di farla tornare a casa per un periodo di riflessione e di discernimento. Vivendo a contatto con le altre due sorelle, Scolastica e Maria, il desiderio di consacrarsi interamente a Cristo nacque gradualmente anche in loro. I genitori, dopo un primo rifiuto iniziale, acconsentirono alla scelta delle figlie a patto che entrassero nel convento situato nelle vicinanze della loro casa. Tuttavia, Eleonora scartò l'opportunità del convento vicino perché comprendeva che la vicinanza eccessiva della famiglia avrebbe ostacolato il suo cammino di perfezione e di santità spirituale. In questo momento delicato, ricevette la provvidenziale visita in famiglia di un amico carmelitano, il cui intervento risultò decisivo. Grazie a questo incontro e al suo saggio consiglio, fu scelto il Convento di Santa Maria Maddalena, sorto da poco tempo a Parma e appartenente alla importante Congregazione Carmelitana Mantovana. All'età di diciassette anni, Eleonora prese l'abito monacale il venticinque gennaio 1478, assumendo il nome religioso di Arcangela.
Gli anni a Parma e la chiamata a Mantova
Nel cenobio parmense, le doti e i carismi della giovane monaca non passarono inosservati alle consorelle e ai superiori. Pochi anni dopo il suo ingresso, fu eletta Priora della comunità, assumendo una responsabilità che seppe esercitare con grande saggezza. Le sue esortazioni spirituali e il suo rigoroso stile di vita costituivano un costante esempio di virtù per tutte le consorelle. Tutta la città di Parma conosceva la perfezione con cui le Carmelitane vivevano la propria solenne consacrazione a Dio. Per questo motivo, molti cittadini si rivolgevano a loro per chiedere aiuto, sia spirituale che materiale, al fine di far fronte alle necessità di quei tempi particolarmente difficili. La Beata rimase a Parma per un periodo complessivo di quindici anni, radicando profondamente il proprio spirito nella preghiera e nell'abnegazione. In seguito, fu ritenuta la fondatrice ideale per un nuovo monastero che si desiderava aprire nella città di Mantova. Tale scelta fu fortemente caldeggiata dal desiderio di Elisabetta d'Este, con il pieno assenso del Vicario Generale dei Carmelitani, Padre Tommaso da Caravaggio. Lasciare la città di Parma fu un'esperienza molto dolorosa per Madre Arcangela, legata da profondo affetto a quel luogo. Della sua partenza soffrirono profondamente le consorelle e l'intera cittadinanza che ormai la amava e la stimava immensamente per la sua bontà. Per garantire la continuità spirituale nel monastero parmense, la sorella Scolastica subentrò a Parma nel ruolo di priora, proseguendo il cammino tracciato.
Il cenobio di Mantova e la perfezione spirituale
Nel nuovo cenobio di Mantova, intitolato a Santa Maria del Paradiso, Madre Arcangela improntò la vita della comunità in modo rigoroso ed esemplare. Il titolo stesso del monastero rispecchiava appieno il modo in cui le monache trascorrevano la loro intera giornata terrena, immerste nella lode divina. La vita in questo nuovo cenobio si svolgeva in condizioni di molte ristrettezze materiali, dove l'unica ricchezza che abbondava era la fiduciosa speranza nella Divina Provvidenza. La Madre offriva costantemente a Dio penitenze e digiuni rigorosi, invocando la benedizione celeste per la buona riuscita dell'opera intrapresa. Raggiunse uno stato così elevato di perfezione nella preghiera e nelle pratiche di pietà da arrivare frequentemente a sperimentare stati di profonda estasi mistica. La sua venerazione per le cose sante era tale che toccava il breviario solamente dopo essersi lavata accuratamente le mani, in segno di estremo rispetto verso le verità divine ivi contenute. Amava in modo particolare meditare a lungo sul mistero del Santissimo Natale e sulla dolorosa Passione di Cristo. Si affidava sempre con totale abbandono alla Santissima Trinità, avendo l'abitudine di dare inizio ad ogni azione importante della giornata solo dopo averne chiesto con insistenza l'assistenza. Alle sue alte virtù si unirono anche straordinari doni mistici, tra cui il dono della profezia, e per sua intercessione il Signore elargì numerose grazie al popolo fedele.
Il transito e le vicende terrene delle reliquie
Negli ultimi anni della sua esistenza terrena, sebbene fosse ancora giovane di età, la Beata Arcangela soffrì di diverse infermità e fu colpita da febbri frequenti che ne debilitarono il fisico. Sentendo vicina la fine dei suoi giorni terreni, radunò amorevolmente tutte le consorelle nella sua cella per rivolgere loro il commosso congedo. In quel momento supremo, raccomandò loro di custodire con cura più delle altre virtù la santa umiltà, considerata il fondamento della vita religiosa. Promise inoltre che avrebbe continuato a vegliare sulle sue consorelle anche dal cielo, intercedendo per loro presso l'Altissimo. Spirò serenamente il venticinque gennaio 1494, pronunciando come sue ultime parole la fervida invocazione: Gesù, amore mio! La tradizione riferisce che, appena compiuto il suo transito terreno, essa apparve miracolosamente a Parma alla sorella Scolastica per certificarne la beatitudine. In poco più di trenta anni di vita terrena, suor Arcangela aveva raggiunto la vetta più alta della santità cristiana. Fu sepolta inizialmente nella tomba comune delle monache, ma dopo tre anni le fu riservata una sepoltura distinta in segno di venerazione. Nel 1782, per un preciso ordine imperiale emanato da Giuseppe II, il Monastero fu soppresso, costringendo la comunità a lasciare la sede. Il corpo della Beata fece così ritorno nella nativa Trino, trovando accoglienza presso le Carmelitane locali. Successivamente, nel 1802, in seguito alla soppressione anche delle Carmelitane di Trino, la venerata salma fu traslata nella chiesa dell'Ospedale di San Lorenzo, dove tuttora riposa ed è devotamente venerata dai fedeli. Il culto tributato alla sua figura fu ufficialmente approvato dalla Chiesa per mano del sommo pontefice Pio IX il primo ottobre 1864.
Il cammino di fede
Il percorso spirituale di Arcangela Girlani ebbe inizio nella sua terra natale di Trino Vercellese, ma trovò la sua piena realizzazione nel contesto dell'ordine carmelitano. Nel 1478, la giovane Arcangela scelse di consacrarsi pienamente al Signore entrando nel convento carmelitano di Parma. In questa comunità, la sua vita di preghiera e il suo spirito di servizio furono presto riconosciuti dalle consorelle, che videro in lei una guida sicura e illuminata, tanto da eleggerla priora del convento.
Il suo zelo apostolico non si limitò alla guida della comunità parmense, ma si tradusse in un impegno concreto per l'espansione della vita religiosa. Arcangela fu infatti la fondatrice del monastero di Santa Maria del Paradiso a Mantova, un luogo destinato a diventare un punto di riferimento per la preghiera e la vita contemplativa. In questa nuova fondazione, ella continuò a esercitare il suo ministero di accoglienza e santità, guidando le monache con l'esempio e la parola. La sua vita, seppur breve, fu segnata da una costante ricerca del bene comune e della gloria di Dio, culminando con la sua morte avvenuta a Mantova il 25 gennaio del 1494. La sua esistenza resta una testimonianza di come il desiderio di Dio possa plasmare la vita di una persona, rendendola strumento di edificazione per tutta la Chiesa.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità di Arcangela Girlani da parte della Chiesa universale avvenne il primo ottobre del 1864, quando il Papa Pio IX ne confermò solennemente il culto. Questo atto ha sancito ufficialmente la venerazione di una figura che, per secoli, è stata custodita con affetto dalla devozione popolare e dall'ordine carmelitano.
La memoria liturgica della Beata Arcangela viene celebrata il 25 gennaio, giorno del suo transito al cielo. Tale ricorrenza assume un carattere particolare nella diocesi di Mantova, luogo in cui ella profuse le sue ultime energie e dove il suo ricordo è particolarmente sentito, venendo commemorata il 29 gennaio. Ogni anno, in queste date, i fedeli sono invitati a fare memoria del suo esempio di vita, riconoscendo in lei una sorella nella fede che ha saputo tradurre in gesti concreti l'amore per il Vangelo e per la vita monastica.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Arcangela Girlani?
La memoria liturgica della Beata Arcangela Girlani si celebra il venticinque gennaio, mentre nella diocesi di Mantova la ricorrenza viene osservata il ventinove gennaio.
Quando è avvenuta l'approvazione del culto di Arcangela Girlani?
Il culto della Beata Arcangela Girlani è stato ufficialmente approvato dal papa Pio IX il primo ottobre 1864.
En Mantova, beata Arcangela (Eleonora) Girlani, virgen de la Orden de las Carmelitanas, priora del convento de Parma y fundadora del cenobio de Mantova. — Martirologio Romano