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25 de enero

Beata Emilia Fernández Rodríguez de Cortés

Joven madre de familia, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y vida familiar

Emilia Fernández Rodríguez nació el 13 de abril de 1914 en la cittadina di Tíjola, en la diócesis de Almería, en España. La protagonista es una hija del pueblo gitano y su familia de etnia rom le enseñó sin da pequeña el mestiere di intrecciare canestri di vimini. Non avendo tempo per andare a scuola, si addestrò fin da bambina nell'arte dell'intreccio diventandone abilissima, mentre il popolo zingaro si guadagnava da vivere onestamente costruendo canestri di vimini. Le sue condizioni economiche erano molto modeste e al limite della povertà, e in paese divenne nota come Emilia la Canastera, potendo forse entrare nel martirologio romano con il nome di Emilia la canestraia. Fu battezzata nello stesso giorno della nascita nella chiesa di Santa Maria a Tíjola, e condusse una vita tranquilla secondo le usanze del suo popolo, compresa la partecipazione alle funzioni in chiesa prima della chiusura della parrocchiale.

La chiesa parrocchiale era chiusa per evitare profanazioni nel delicato clima della Spagna nel periodo 1936-1939, caratterizzato da persecuzioni contro la Chiesa e numerosi martiri. A causa della guerra civile spagnola e della persecuzione antireligiosa, la chiesa era stata chiusa per evitare profanazioni, e proprio per questa ragione si sposò secondo il costume gitano a causa della chiusura della chiesa parrocchiale da parecchi mesi. Tra febbraio e marzo del 1938 Emilia, all'età di 24 anni, si sposò, precisamente tra febbraio e marzo 1938, alla soglia dei suoi 24 anni. Il marito di Emilia si chiamava Juan Cortés Cortés ed era del suo stesso ceppo, e i festeggiamenti del matrimonio durarono una settimana intera tra balli e canti secondo il costume della sua gente, svolgendosi con balli e canti per una settimana intera.

El arresto y la cárcel

La luna di miele fu interrotta da una cartolina precetto con cui il marito Juan Cortés Cortés fu arruolato nella guardia repubblicana, poiché a Juan venne intimato l'arruolamento forzato nell'esercito repubblicano. Il popolo gitano si sentiva completamente estraneo alla guerra civile spagnola, ed Emilia si recò in municipio per chiedere ingenuamente al sindaco la dispensa dall'arruolamento per il marito, esprimendo vivamente il suo diniego al sindaco parlando a nome della coppia. Il sindaco le diede risposta negativa ricordandole che la diserzione era punita con l'arresto a partire dal 21 giugno in caso di mancata presentazione all'ufficio reclutamento, ingiungendo a Juan Cortés Cortés di presentarsi il 21 giugno 1938 agli uffici di reclutamento per aggregarsi al Fronte di Guerra. In caso di mancata comparizione, l'ordinanza minacciava la dichiarazione di diserzione, la cattura e l'incarceramento, specificando che la diserzione era punita con l'arresto a partire dal 21 giugno in caso di mancata presentazione all'ufficio reclutamento.

Nel giorno fissato Juan non si presentò, poiché Emilia mise negli occhi del marito alcune gocce di verderame per renderlo temporaneamente cieco ed evitarne il servizio militare. La Guardia Civile scoprì l'inganno e Juan fu catturato per diserzione, venendo poi rinchiuso nella prigione detta El Ingenio. Emilia, che si trovava in stato di avanzata gravidanza, fu arrestata per istigazione alla diserzione e favoreggiamento della latitanza, essendo accusata di aver appoggiato il marito. Emilia fu rinchiusa nel carcere femminile di Gachas-Colorás per scontare una condanna di sei anni, nonostante fosse in evidente stato di gravidanza, ed entrò in carcere la sera del 21 giugno 1938. Durante il processo dell'8 luglio Emilia fu condannata a sei anni di detenzione, e fu inizialmente rinchiusa insieme a un gruppo di quaranta donne cattoliche, numero poi salito a trecento, facendo vita comune con un gruppo di donne di Azione Cattolica.

La fe y el martirio

In cella ricevette conforto e sostegno da quelle donne per sopportare la carcerazione e la lontananza del marito, e una donna di nome Dolores del Olmo si prese maternamente cura di lei. Emilia rimase affascinata dalla delicatezza e premura delle donne di Azione Cattolica, e fu attratta dal loro modo di pregare e incuriosita dalla recita comunitaria del rosario, a lei finora sconosciuto. Un gruppo di prigionierie, tra cui religiose e donne di Azione Cattolica, recitava quotidianamente il Rosario, e Emilia, incuriosita, chiese di imparare a pregare e fu catechizzata da Dolores del Olmo. Benché analfabeta, Emilia aveva un'intelligenza sveglia e imparò presto le nozioni della fede, apprendendo rapidamente le parole latine del rosario grazie alla sua pazienza e alla sua innata intelligenza. Il rosario diventò il suo inseparable compagno di cella, e la protagonista si rivolgeva alla Vergine con la preghiera del Rosario, affrontando e superando la prova del martirio per intercessione di Maria.

Lo recitava con così tanto fervore e devozione da insospettire i carcerieri, e la semplicità con cui Emilia praticava le preghiere destò la preoccupazione della direttrice del carcere. La direttrice interrogò Emilia credendola la più debole del gruppo per farle riferire presunte azioni sovversive, e fu così sottoposta a torture e interrogatori senza fine per scoprire da chi avesse imparato il rosario. Emilia non parlò e non rivelò mai il nome delle sue catechiste pur sapendo di rischiare ulteriori punizioni, non rivelando il nome delle sue catechiste nonostante le torture e l'isolamento. Fu messa in cella di isolamento, un bugigattolo in cui a malapena una persona poteva stare sdraiata, e fu chiusa in cella d'isolamento come castigo.

La nascita di Ángeles e la morte

Alle due del mattino del 13 gennaio 1939, sdraiata su un pagliericcio in isolamento, Emilia diede alla luce una bambina senza l'assistenza necessaria, partorendo una bambina il 13 gennaio 1939 in completa solitudine sulla semplice stuoia che le faceva da materasso. La nascita è avvenuta a Tíjola, in Spagna, il 13 aprile 1914, mentre la morte e il martirio sono avvenuti ad Almería, in Spagna, il 25 gennaio 1939. La bambina fu battezzata col nome di Ángeles alle cinque del pomeriggio dalla catechista della madre, poiché Dolores riuscì a battezzare la piccola di nascosto dandole il nome di Ángeles. Emilia fu colpita da una copiosa emorragia post-parto, e a causa delle sue condizioni, Emilia fu condotta nottetempo in ospedale e riportata in cella dopo quattro giorni, sebbene un tardivo e breve ricovero in ospedale non servì a salvarla.

Il 25 gennaio alle 9 del mattino Emilia morì senza aver mai denunciato le persone che l'avevano portata a dare la vita per la fede, morendo dodici giorni dopo il parto. Se fosse vissuta altri tre mesi, Emilia avrebbe visto la fine della guerra, ma i suoi resti mortali furono sepolti in una fossa comune. La piccola Ángeles non fu affidata ai parenti ma portata in orfanotrofio come proprietà dello Stato e data in adozione, e di lei non si seppe più nulla a tutt'oggi, non sapendosi che fine abbia fatto la figlia Ángeles.

Il culto e la beatificazione

Emilia Fernández Rodríguez fu inclusa nel gruppo di potenziali martiri della diocesi di Almería, e l'inchiesta diocesana per lei e gli altri martiri fu celebrata dal 26 febbraio al 9 aprile 1999. Nel 2009 la Giornata dei Martiri spagnoli della diocesi di Almería fu solennizzata nella sua parrocchia nel settantesimo anniversario della morte, e il 14 giugno 2017 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sull'uccisione in odio alla fede di Emilia e di altri 114 martiri. Il 14 giugno 2017 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sull'uccisione in odio alla fede di Emilia e di altri 114 martiri, confermando il suo cammino verso gli altari.

Il popolo zingaro ha in lei la sua seconda beata e la prima donna beata dopo Ceferino Gimenez Malla, il quale fu elevato agli onori degli altari nel 1997. Emilia e gli altri compagni furono beatificati sabato 25 marzo 2017 al Palazzo delle Esposizioni e dei Congressi di Aguadulce, presso Almería, e il rito di beatificazione fu presieduto dal cardinale Amato come delegato del Santo Padre.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Emilia Fernández Rodríguez?

Si festeggia il 25 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.

Qual è il significato della sua testimonianza per il popolo gitano?

Il popolo zingaro ha in lei la sua seconda beata e la prima donna beata dopo Ceferino Gimenez Malla, esempio luminoso di fede e fedeltà.