31 de julio
Beata Esperanza de la Cruz (Teresa Subirá Sanjaume)
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini nei Pirenei e la giovinezza
Teresa Subirà Sanjaume nacque a Ventolà il 27 febbraio 1875. Ventolà è un paesino dei Pirenei Orientali, in provincia di Gerona e diocesi di Urgel. Teresa fu battezzata nella chiesa parrocchiale del suo paese. Proveniva da una famiglia di umili origini. Durante la sua adolescenza e prima giovinezza, Teresa portava al pascolo le pecore. Non ricevette una formazione scolastica regolare. Compensò la mancata istruzione scolastica da autodidatta, apprendendo i primi rudimenti di base e migliorandoli in seguito. Ancora giovane, Teresa si mise a servizio dell'ospedale di Bagur. L'ospedale di Bagur era retto da una comunità di Suore Carmelitane Missionarie. Le Suore Carmelitane Missionarie furono fondate nel 1861 dal padre carmelitano Francisco Palau y Quer. Francisco Palau y Quer è stato proclamato Beato nel 1988.
La consacrazione e la vita religiosa
All'età di vent'anni, Teresa decise di consacrarsi a Dio entrando nella congregazione delle Carmelitane Missionarie. Iniziò il noviziato nella casa madre di Gracia, a Barcellona. Il 10 ottobre 1895 fece la vestizione religiosa e cambiò nome in suor Speranza della Croce. Emise i voti temporanei il 3 dicembre 1896. Il 10 marzo 1902, all'età di ventisette anni, emise i voti perpetui. Svolse la sua missione in varie case della congregazione. Inizialmente fu inviata a Tàrrega, partecipando alla fondazione della casa. Successivamente prestò servizio ad Alayor e Ciudadela, a Minorca. Nella prima fase si occupò dei malati prestando servizio a domicilio. Svolgeva il servizio con amore e dedizione nonostante le continue uscite di casa la affaticassero. Temeva che la vita lontana dalla comunità potesse privarla dello spirito religioso o allontanarla dalla ricchezza della fraternità. Le consorelle che vissero con lei affermarono senza reticenze la sua disponibilità incondizionata al lavoro, la vicinanza ai malati e il calore dei suoi gesti e delle sue parole. In seguito fu incaricata dell'insegnamento nel collegio di Sans a Barcellona. Fu insegnante anche nel collegio di Vilarrodona, in provincia di Tarragona. In entrambe le località di Sans e Vilarrodona fu anche superiora di comunità. Come superiora comprese la responsabilità dell'incarico e imparò a dare bontà, comprensione e amore di fronte ai problemi della gente.
Il tempo della prova e il martirio
Con l'oscurarsi dell'orizzonte politico in Spagna e l'approssimarsi della guerra civile, suor Speranza si dispose intimamente al martirio del sangue. Subì prima il martirio del cuore a causa delle defezioni di alcune religiose, per le quali pianse segretamente nella cappella della comunità. Il 20 luglio 1936, due giorni dopo l'inizio della guerra civile spagnola, le suore decisero di non abbandonare la casa di Vilarrodona mentre i bambini erano in vacanza. Il 21 luglio, consapevole che le suore erano sorvegliate dai miliziani rivoluzionari, suor Speranza le radunò in cappella per distribuire la Comunione e svuotare il Tabernacolo. Il 22 luglio le suore dovettero abbandonare il collegio e cercare riparo presso famiglie di conoscenti. Suor Speranza fu ospitata dal signor Eugenio Robert. Il 24 luglio un gruppo di miliziani imprigionò tutte le Carmelitane Missionarie radunandole in piazza. Le suore furono caricate su un furgoncino scortato da due automobili con uomini armati. Il gruppo si fermò momentaneamente per inscenare una finta fucilazione prima di proseguire il viaggio. Nella notte successiva, grazie all'intervento di una signora amica, le suore furono recluse in casa di quest'ultima. Trascorsero sei giorni nell'incertezza ma accudite con affetto dalla padrona di casa. Il 31 luglio vennero liberate con il permesso di recarsi a Barcellona per ricongiungersi alle famiglie. Nel separarsi dalle consorelle, suor Speranza si congedò ripetendo l'espressione Arrivederci in cielo!. Suor Maria Rifugio di Sant'Angelo decise di non abbandonare suor Speranza e la seguì. Le due religiose si diressero verso la casa della sorella di suor Rifugio, ma nessuno aprì loro. Dopo attimi di sconforto, furono nuovamente imprigionate e consegnate al comitato rivoluzionario locale, che le rinchiuse in una casa vicina. Furono prelevate e condotte alla sede del comitato, da dove salirono su un camioncino che le portò fuori città. Furono fatte scendere sulla strada de La Rabassada e lì fucilate. Al momento della morte, suor Speranza aveva 61 anni, di cui quaranta trascorsi nella vita consacrata. Suor Rifugio aveva 58 anni, di cui 38 vissuti tra le Carmelitane Missionarie. Suor Speranza è nata a Ventolá in Spagna il 27 febbraio 1875. Suor Speranza è morta a Barcellona in Spagna il 31 luglio 1936.
Il ritrovamento e il cammino verso la beatificazione
Il 1° agosto furono raccolti i cadaveri di suor Speranza, suor Rifugio e di altre due suore della stessa congregazione uccise nello stesso luogo. Le altre due suore provenivano dalla casa madre di Gracia e si chiamavano suor Daniela di San Barnaba e suor Gabriella di San Giovanni della Croce. Dopo l'autopsia, i quattro corpi furono seppelliti in una fossa comune. Le quattro Carmelitane Missionarie sono state incluse in una causa di beatificazione comprendente in totale 64 presunti martiri. Gli altri 60 presunti martiri della causa erano 44 Fratelli delle Scuole Cristiane, 14 Carmelitani Scalzi, 1 Suora Carmelitana della Carità e un seminarista. Per tutti loro si è svolto un unico processo. È stata ottenuta l'autorizzazione della Sacra Congregazione dei Riti. La Sacra Congregazione dei Riti competeva un tempo per le cause di beatificazione e canonizzazione. Le sessioni del processo si sono celebrate dal 13 novembre 1952 al 7 giugno 1959. L'inchiesta diocesana è stata convalidata il 18 ottobre 1991. È stata composta la Positio super martyrio. La Positio super martyrio è stata esaminata positivamente dai vari componenti della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 22 giugno 2004 il Papa san Giovanni Paolo II ha autorizzato la promulgazione del decreto che dichiarava martiri. Tra i dichiarati martiri vi sono suor Daniela, suor Gabriella, suor Rifugio e suor Speranza. Esse erano comprese in un gruppo di 64 martiri. I 64 martiri sono stati beatificati a Roma il 28 ottobre 2007. Il rito di beatificazione ha elevato agli altari in tutto 498 tra Religiosi e Laici. I 498 beati erano accomunati dal martirio avvenuto durante la persecuzione della guerra civile spagnola.
Su camino de fe
Teresa Subirá Sanjaume inició su vocación religiosa al ingresar en la congregación de las Suore Carmelitane Missionarie en el año mil ochocientos noventa y cinco. Tras años de formación y entrega, emitió sus votos perpetuos el diez de marzo de mil novecientos dos, consagrándose definitivamente al servicio de la Iglesia. A lo largo de su vida, su labor se extendió por diversos lugares como Bagur, Barcelona, Tárrega, Alayor, Ciudadela y Vilarrodona, donde desempeñó con diligencia sus tareas de asistencia a los enfermos y su labor en la enseñanza escolar.
Su vida fue una ofrenda constante, caracterizada por la sencillez y el trabajo abnegado. Durante el siglo veinte, en medio de los acontecimientos de la guerra civil española, la Beata Esperanza de la Cruz fue arrestada por milicianos revolucionarios. A pesar de la hostilidad que enfrentó, permaneció firme en su fe. El treinta y uno de julio de mil novecientos treinta y seis, en La Rabassada, Barcelona, fue fusilada por odio a la fe. Su partida no fue el fin, sino el cumplimiento de una vida que eligió, sobre todas las cosas, la fidelidad al Evangelio, dejando una huella de caridad que perdura en la memoria de la Iglesia.
Memoria y culto
La Iglesia reconoce la santidad de la Beata Esperanza de la Cruz como un modelo de perseverancia para todos los fieles. Su beatificación, celebrada el veintiocho de octubre de dos mil siete por el Papa Benedicto XVI, supuso el reconocimiento oficial de su entrega heroica y de su testimonio martirial.
La memoria litúrgica de la Beata Esperanza de la Cruz se celebra cada treinta y uno de julio, en comunión con los mártires de la guerra civil española. Esta fecha invita a los fieles a recordar su sacrificio y a pedir su intercesión, manteniendo vivo el legado de una mujer que supo transformar su vida cotidiana en una oración ininterrumpida y en un acto de amor supremo hacia Dios y hacia el prójimo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Esperanza de la Cruz?
La memoria liturgica della Beata Esperanza de la Cruz si celebra il 31 luglio.