14 de marzo
Beata Eva
Reclusa de San Martín de Lieja
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la vocazione
Nata a Cornillon tra il 1205 e il 1210, la beata Eva crebbe in un ambiente certamente agiato. La sua vocazione non fu subito chiara, ed ella visse un tempo di combattimento interiore, divisa tra la vita civile e la scelta della reclusione. In questo cammino, santa Giuliana influì molto sulla sua scelta di vita. Eva decise infine di entrare nel monastero di San Martino a Liegi, dove visse come monaca di clausura nel monastero di San Martino, definita anche beata Eva da Cornillion e ricordata dal Martirologio a Liegi in Lotaringia, nell'odierno Belgio.
L'amicizia spirituale e l'Eucaristia
Nel monastero, la monaca riceveva spesso la visita di santa Giuliana, la quale le confidava le sue visioni e il grande desiderio di veder istituito un culto per l'Eucaristia. Eva fu testimone diretta degli stati mistici della compagna. All'inizio non era tanto convinta dei propositi di Giuliana, ma successivamente aiutò Giuliana nel suo scopo, adoperandosi insieme a lei affinché papa Urbano IV istituisse la solennità del Corpo di Cristo. Quando Giuliana fuggì da Cornillon, trovò ospitalità a San Martino proprio presso di lei.
La Bolla papale
Dopo la morte di Giuliana, Eva continuò l'opera da sola con grande dedizione. A causa di questo impegno solitario successivo, fu a lungo creduta la vera promotrice della festa a discapito di Giuliana, la cui figura fu a lungo ignorata. Eva agì con determinazione presso il vescovo di Liegi Enrico de Gueldre per ottenere un decreto da papa Urbano IV. Il pontefice le inviò una Bolla l'otto settembre 1264, con la quale annunciava l'istituzione della Festa del Corpus Domini per tutta la Chiesa Universale e le chiedeva di diffondere il testo proprio della ricorrenza. La Bolla costituisce un fondamento storico attestante l'istituzione della festa tra l'agosto e il settembre del 1264 e testimonia il grande fervore di Eva nel determinarne l'introduzione.
Il culto e le reliquie
La monaca morì a San Martino di Liegi verso il 1265. La sua tomba divenne rapidamente un luogo di culto per i fedeli. Nel corso del tempo le fu dato indifferentemente il titolo di santa o beata, sebbene alla fine sia prevalso il titolo di beata. Nel sedicesimo secolo i suoi resti furono sollevati dal suolo a causa di lavori nella chiesa e deposti in altare laterale. Nei secoli successivi le sue reliquie furono richieste da regine ed abati, e il diciotto dicembre 1746 le reliquie stesse furono deposte sull'altare di San Martino. La sua popolarità è giunta fino ai nostri giorni, e il suo ricordo e quello di Giuliana si sono perpetuati senza interruzione in alcune parrocchie. Il suo culto fu ufficialmente approvato nel 1902.
Una vida dedicada al Señor
La vida de la Beata Eva transcurrió en el corazón de Lieja, donde nació en el año mil doscientos cinco. Su vocación religiosa la llevó a ingresar en el monasterio de San Martín, un lugar de oración donde, bajo la forma de vida reclusa, pudo cultivar una profunda intimidad con Dios. En el silencio de su celda, Eva no vivió aislada del mundo, sino atenta a los movimientos del Espíritu que inspiraban a su comunidad y a la Iglesia de su tiempo.
Su papel fue decisivo en el apoyo brindado a Santa Juliana de Cornillon, con quien compartió la convicción de la necesidad de una fiesta dedicada específicamente a honrar la Eucaristía. La tenacidad de Eva fue clave para que el proyecto trascendiera las fronteras de Lieja. Ella fue la destinataria de la bula papal de Urbano Cuarto, documento que formalizó la institución del Corpus Domini. Con gran celo, se encargó de difundir el texto litúrgico de esta celebración, asegurando que la veneración al Santísimo Sacramento se extendiera con la dignidad que el misterio requería. Su fallecimiento en el año mil doscientos sesenta y cinco marcó el fin de una existencia entregada, pero dejó una huella indeleble en la vida litúrgica de los fieles, siendo finalmente reconocida por su santidad con su canonización en el año mil novecientos dos.
El culto a la Beata Eva
La memoria de la Beata Eva es custodiada con especial devoción en su tierra natal. Como promotora del Corpus Domini, su figura es recordada cada año como un modelo de obediencia a la jerarquía eclesiástica y de amor ardiente hacia el Sacramento del Altar. Su culto, aunque enraizado profundamente en Lieja, ha servido para iluminar la importancia de la Eucaristía en la vida cotidiana de todo cristiano.
La liturgia celebra su vida el catorce de marzo, fecha en la que los fieles se unen para agradecer por su intercesión y por el legado de oración que nos ha dejado. En algunas regiones, su memoria también se vincula a las celebraciones del veinticinco de junio, permitiendo que su ejemplo de mujer consagrada siga inspirando a las nuevas generaciones a buscar, en el silencio del corazón, la plenitud de la presencia de Cristo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la beata Eva?
Viene festeggiata il quattordici marzo a Liegi e il venticinque giugno in altre zone.
En Lieja, en Lotaringia, en la actual Bélgica, beata Eva de Cornillon, monja de clausura en el monasterio de San Martín, que junto con santa Juliana, priora del mismo cenobio, se esforzó para que el papa Urbano IV instituyera la solemnidad del Cuerpo de Cristo. — Martirologio Romano