16 de diciembre
Beata María de los Ángeles (Mariana Fontanella)
Virgen carmelita
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza a Torino
Nel diciassettesimo secolo, precisamente il sette gennaio 1661, nacque a Torino la piccola Maria Anna Fontanella, ultima di undici figli del conte Giovanni Fontanella di Baldissero e di Maria Tana di Santena. La madre apparteneva alla stessa famiglia originaria di Chieri da cui era nata Marta Tana un secolo prima, la quale era madre di San Luigi Gonzaga, il principe mantovano nato tra il sedicesimo e la fine del sedicesimo secolo, precisamente tra il 1568 e il 1591. San Luigi Gonzaga aveva rinunciato alla sua cospicua eredità e ai titoli nobiliari per seguire Gesù tra i Gesuiti come vergine, obbediente e povero, immolando la sua vita a ventitré anni servendo gli appestati a Roma ed essendo poi proclamato santo. Marianna crebbe tenendo Luigi Gonzaga come modello e intercessore, imitandone la fede, la carità, la purezza e la dedizione a Gesù, mentre Torino possedeva una grande fede saldamente radicata nelle famiglie, nelle parrocchie e nei monasteri, in un periodo in cui si assisteva alla nascita di nuove fondazioni di case religiose. Carlo Emanuele II era salito al trono di Torino nel 1638, migliorando l'amministrazione e riformando gli ordinamenti militari in senso moderno, sebbene il Piemonte rimanesse sotto la tutela francese che rallentava ogni iniziativa politica.
La formazione giovanile di Marianna fu intensamente cristiana e arricchita da una tenera devozione alla Madonna e a San Giuseppe. La fanciulla era dotata di una natura vivacissima e volitiva, manifestando una precoce femminilità e un forte senso dell'onore, ma anche una forte propensione per la preghiera. Nondimeno, si sentiva combattuta tra il desiderio di Dio e le vanità mondane, soffrendo un profondo disagio interiore a causa dei suoi conflitti spirituali. Subiva il condizionamento di un mondo vuoto e frivolo sia per volontà della mamma sia per sua naturale inclinazione, possedendo una naturale inclinazione verso il bello, l'eleganza e soprattutto la danza, che considerava una vera passione. Ebbe una breve esperienza di educanda presso le Monache Cistercensi di Saluzzo, dove si dedicò con maggiore impegno alla vita di pietà e intensificò il suo rapporto con Dio nell'orazione, che la attirava in modo irresistibile. Dovette lottare duramente con se stessa per sfuggire alle lusinghe della vanità, lottando contro le tentazioni del mondo prima di arrendersi completamente ai richiami dello Spirito Santo e scegliere per sempre il Crocifisso come interlocutore preferito dei suoi appassionati colloqui interiori. All'età di quattordici anni Marianna rimase orfana di padre.
La vocazione e l'ingresso nel Carmelo
Il Signore la ricompensò con molte grazie e favori, ricevendone un richiamo forte e chiaro alla vita religiosa. A seguito di un incontro fortuito con un carmelitano scalzo durante una ostensione della Sindone a Torino, ella optò decisamente per il Carmelo, affascinata dall'ideale di Santa Teresa d'Avila e di San Giovanni della Croce. I Savoia avevano fondato a Torino il monastero delle Carmelitane di Santa Cristina il trenta aprile 1639, e tale monastero attirava fortemente Marianna. Superando l'opposizione della famiglia, entrò nel monastero con notevole fermezza il diciannove novembre 1676, poco più che quindicenne, e lo stesso diciannovesimo giorno di novembre del 1675 vestì l'abito religioso assumendo il nome di suor Maria degli Angeli. Durante l'anno di noviziato si infervorò nella nuova vita e si innamorò di Gesù. Il ventisei dicembre 1676, nel periodo natalizio, emise la professione religiosa. All'età di quindici anni camminava già velocemente verso la santità per un dono singolare di Dio.
La giovane suora era dotata di una forte personalità, di un temperamento equilibrato e riflessivo, e di spiccate doti di intelligenza, unendo a ciò un'eccezionale statura spirituale. Presto incontrò la sofferenza sulla sua strada, accettando tutte le prove con fiducia, serenità ed eroismo per farsi affinare nell'anima e puntare alla mistica trasfigurazione in Gesù. Attraversò un durissimo periodo di prove interiori, di cui esiste una narrazione particolareggiata nella corrispondenza col direttore spirituale padre Lorenzo Maria di San Michele e in una relazione scritta per ordine dei Superiori. La sua vita di preghiera e unione con Gesù traboccava sulle consorelle e su quanti si recavano alla grata del monastero in cerca di preghiera e consiglio. Suor Maria comprendeva a fondo la realtà di Dio, l'umanità e la storia del suo tempo, godendo giovanissima di fama di santità, tanto che le consorelle la stimavano profondamente e si fidavano di lei come di un angelo inviato da Dio, ed era stimata dai concittadini e dalla città di Torino.
Priorità, grazia mistica e vicende della patria
Nel 1694, all'età di trentatré anni, fu eletta priora. Per la sua elezione si dovette richiedere una dispensa apostolica, e venne confermata nella carica altre tre volte come segno di autorevolezza. Il periodo della prioria coincise con la sua piena maturità umana e spirituale. Terminata la possibilità di essere eletta priora, diventò maestra delle novizie, e le sorelle più piccole trovarono in lei una madre e una guida verso la santità. Nel pieno della sua maturità, il Signore la favorì di grazie mistiche straordinarie ed ella corrispose con una generosità senza riserve, facendosi tutta a tutti. Agiva con umiltà, dedizione, spirito di servizio e attenzione delicata ai bisogni delle sorelle, mostrando sollecitudine amorosa per la loro crescita spirituale e mantenendo una fedeltà piena al carisma dell'Ordine. Nutriva una particolare predilezione e una singolare devozione per la Santa Madre Teresa, ed era ricambiata da quest'ultima con eccezionali favori. La sua santità brillò soprattutto nell'amore ardente per le anime, alimentato dall'esperienza forte della preghiera, dalla penitenza generosa e da una carità ardente che si concretizzava in opere a favore di chiunque avesse bisogno di aiuto o preghiera.
Ella era consapevole delle sofferenze vissute a Torino e dei conflitti tra gli Stati europei in guerra per motivi dinastici, di supremazia militare ed economica, e rivolgeva continuamente lo sguardo a Dio come all'Unico e alla storia del suo tempo, ritenendo di poterla influenzare attraverso la forza della preghiera e dell'offerta. Vittorio Amedeo II assunse il governo nel 1684 dopo essere uscito dalla minorità, e la pressione della Francia sul Piemonte si fece fortissima sotto il suo governo. Il re di Francia Luigi XIV, che controllava Pinerolo e Casale, intendeva usare il Piemonte per accrescere l'egemonia francese in Italia. Di fronte alle pretese francesi intollerabili, Vittorio Amedeo II dichiarò guerra. La sorte delle armi gli fu avversa, ma egli guadagnò prestigio grazie all'accortezza politica. Madre Maria degli Angeli pregò nel Carmelo di Santa Cristina ottenendo da Dio la fine della guerra e la liberazione di Torino, e il re di Francia lasciò libero il Piemonte. Maria attribuì la vittoria all'intercessione di San Giuseppe e lo fece proclamare patrono della città. I cittadini di Torino di ogni ceto crebbero nell'ammirazione e nella stima per la santa monaca, e i Reali di Savoia diventarono suoi confidenti.
Fondazioni e protezione di Torino
Nel 1702 Madre Maria degli Angeli diventò fondatrice aprendo un altro Carmelo a Moncalieri. Desiderava sfuggire alla notorietà, ma era spinta dal desiderio di fondare un nuovo Carmelo per accogliere le giovani non ricevute a Santa Cristina per mancanza di posti. Avviò trattative con i Superiori e con la Corte per la fondazione del nuovo monastero, dedicato a San Giuseppe. Ella era una vera figlia di Santa Teresa d'Avila, zelava l'osservanza piena della Santa Regola e dei consigli teresiani, e si impegnava a rassomigliare alla Santa offrendo la sua vita per la Chiesa e la conversione del mondo a Gesù. Superò innumerevoli difficoltà, e il sedici settembre 1703 fu inaugurato il Carmelo di Moncalieri. Tuttavia, non poté trasferirsi a Moncalieri per l'opposizione dei Savoia, che esercitarono forti pressioni sui Superiori per impedire che la Madre si allontanasse da Torino. Continuò da Torino a provvedere le monache di Moncalieri del necessario, si occupò della loro formazione spirituale e vigilò con cuore di madre sul buon andamento della comunità. Nel frattempo, benché assetata di preghiera e di nascondimento, si trovò presto sulla ribalta internazionale.
Nel 1706 Torino fu nuovamente assediata dai francesi per quattro mesi, durante i quali Pietro Micca si sacrificò per impedire ai francesi l'ingresso nella città. Maria degli Angeli si rivolse alla Madonna per ottenere la protezione di Torino. Il sette settembre 1706 le forze unite del principe Eugenio di Savoia riportarono una decisiva vittoria, come ella aveva predetto, e i francesi fuggirono da Torino. Maria fu molto lieta quando sul colle di Superga fu innalzato il Santuario alla Madonna per ringraziare della vittoria, promesso con voto nell'ora del pericolo. Ella aveva da sempre una tenerissima devozione alla Madonna, invocata a Torino con vari titoli, primo fra tutti quello di Consolatrice. Onorava la Madonna con il Rosario e la imitava nelle virtù più alte e nello zelo apostolico per la salvezza delle anime. Offriva a Dio le sofferenze che non le mancano mai come segno della predizione divina, vivendo con particolare ardore la dottrina della sofferenza come associazione al Figlio Crocifisso.
Ultimi anni e transito al cielo
La fama della sua santità varcò presto le soglie della clausura, diffondendosi soprattutto per le frequenti visite al monastero di principesse reali e del loro seguito. Persone di ogni ceto e categoria ricorrevano a lei per consiglio o intercessione, e tra esse si distinguevano Madama Reale, la Duchessa e lo stesso Vittorio Amedeo II. Era nota a tutti per l'amore alla patria, alla Chiesa, al Papa e al sacerdozio cattolico, vivendo il suo amore attraverso la preghiera continua e la silenziosa immolazione in unione con il Crocifisso. Arricchita di singolari doni di Dio, illuminava i fratelli con lettere di incoraggiamento e di consiglio come vera maestra. Negli scritti di Maria risplendono lo stile autobiografico, la sua vita angelica e la sua dottrina. Diceva che la voce di Dio è delicata e non si può udire dove vi sono grandi e molti rumori, e raccomandava di tenere il cuore libero da ogni cosa per poter godere del Signore. Insegnava che l'anima nello stato dell'aridità è senza dolcezze di Dio ma non senza Dio, e che il Signore è vicino all'anima e nel suo cuore durante l'aridità, sebbene sembri dormire come Cristo sulla barchetta con gli Apostoli. Ammoniva che quando si commette qualche infedeltà non ci si deve angustiare, ma bisogna ricorrere subito al Signore con umiltà e confidenza, abbracciandolo come amante e domandando perdono, poiché la bontà del Signore è maggiore di tutti i mali e i peccati che si possono commettere, e gli uomini si stancano prima di offendere Dio di quanto lui si stanchi di perdonare. Aveva anche composto una preghiera a San Giuseppe, definendo Gesù, Maria e Giuseppe come beatissima trinità terrena.
Nel pieno della sua attività spirituale, insigne per le sue volontarie penitenze e per la virtù dell'obbedienza, il sedici dicembre 1717, a soli cinquantasei anni, andò incontro a Dio a Torino. Cinque anni dopo la sua morte si iniziò la causa di beatificazione. Il cinque maggio 1778 Papa Pio VI ne proclamò le virtù eroiche, e il venticinque aprile 1865 Papa Pio IX la iscrisse tra i beati del cielo. Nel 1866 San Giovanni Bosco ne scrisse la biografia, diffondendola tra le sue letture cattoliche e proponendola come modello di santità e di amore cristiano alla patria. Le sue spoglie si venerano nella chiesa delle carmelitane scalze a Moncalieri, in provincia di Torino. Autentica figlia di Santa Teresa e prima carmelitana italiana beatificata, la Beata Maria degli Angeli diede inizio alla lunga schiera di santi che sono la gloria di Torino.
Una vida de entrega
Mariana Fontanella nació en la ciudad de Turín en el año mil seiscientos sesenta y uno. Desde su juventud, sintió el llamado a la vida consagrada, ingresando en el Carmelo de Santa Cristina de su ciudad natal en el año mil seiscientos setenta y seis. Allí, bajo la regla carmelita, desarrolló una espiritualidad profunda, caracterizada por la oración y la humildad. Con el paso de los años, sus dotes de liderazgo y su ejemplar conducta la llevaron a ser elegida priora del Carmelo de Santa Cristina en el año mil seiscientos noventa y cuatro, cargo desde el cual guio a su comunidad con prudencia y dedicación.
Su celo apostólico y su deseo de expandir la vida contemplativa la impulsaron a fundar el Carmelo de San Giuseppe en la localidad de Moncalieri en el año mil setecientos tres. Esta nueva fundación fue un testimonio de su compromiso con el carisma de la orden. Durante su vida, también estuvo vinculada a Saluzzo, consolidando su labor como religiosa en diversos lugares de la región. Uno de los momentos más significativos de su existencia ocurrió durante el asedio de Turín en el año mil setecientos seis, cuando, con absoluta confianza, elevó sus oraciones por la liberación y protección de su ciudad. La Beata María de los Ángeles falleció en su ciudad natal de Turín en el año mil setecientos diecisiete, dejando tras de sí una estela de santidad que perdura en la memoria de la Iglesia.
El recuerdo de la Beata
El culto a la Beata María de los Ángeles ha sido un faro para quienes siguen el camino del Carmelo. Su beatificación, proclamada solemnemente por el Papa Pío Nono en el año mil ochocientos sesenta y cinco, confirmó la santidad de una vida entregada por completo a la contemplación y al servicio. Ella es, ante todo, una figura protectora para las Carmelitas descalzas, quienes ven en su trayectoria un ejemplo de fidelidad a la regla y de amor a la Iglesia.
Su memoria se celebra con devoción cada dieciséis de diciembre, fecha en la que los fieles recuerdan su tránsito a la vida eterna. A través de los siglos, su ejemplo sigue inspirando a quienes buscan en el silencio y en la oración una forma de contribuir al bienestar de la sociedad y a la paz de las naciones. La figura de la Beata María de los Ángeles permanece como un testimonio vivo de cómo una vida, aparentemente oculta en el claustro, puede tener una repercusión profunda y duradera en la historia y en el corazón de los creyentes.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Maria degli Angeli?
La sua festa si celebra il sedici dicembre di ogni anno.
Di cosa è ricordata la Beata Maria degli Angeli?
È ricordata come la prima carmelitana italiana beatificata, insigne maestra di preghiera, fondatrice del Carmelo di Moncalieri e protettrice spirituale di Torino.
En Turín, beata María de los Ángeles (Mariana) Fontanella, virgen de la Orden de los Carmelitas, insigne por sus voluntarias penitencias y por la virtud de la obediencia. — Martirologio Romano