5 de enero
Beata María Repetto
Virgen
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza a Voltaggio
Maria Repetto è nata a Voltaggio, comune situato in provincia di Alessandria ma compreso nella diocesi di Genova, il 31 ottobre 1809. Era la primogenita del notaio Giovanni Battista Repetto e di Teresa Gazzale. Dall'unione tra il padre e la madre nacquero successivamente altri dieci figli. È stata battezzata il giorno stesso della nascita, ricevendo il nome della Vergine Santissima. In qualità di figlia maggiore, dovette presto collaborare con la madre nella cura dei fratelli minori e nel lavoro domestico. Cresce in una famiglia fortemente religiosa, all'interno della quale quattro sorelle e un fratello scelsero la vita consacrata. All'età di dieci anni ricevette la Prima Comunione, evento che fece nascere in lei il desiderio permanente di vivere unita a Gesù. Ha frequentato la scuola per qualche anno, sviluppando un forte interesse per la lettura, in particolare dei testi agiografici. Ricevette verosimilmente un'istruzione dal padre, uomo di buona cultura, mentre la madre le insegnò l'arte del ricamo. La serenità familiare fu interrotta quando Maria aveva tredici anni a causa della scomparsa prematura di due suoi fratelli. La famiglia Repetto godeva di uno stato sociale ed economico superiore rispetto alla media degli abitanti di Voltaggio, centro prevalentemente agricolo. Sotto la guida materna, Maria e la sorella Giuseppina prestavano assistenza alle famiglie bisognose del paese mediante piccole elemosine o aiuti domestici. Talvolta le due sorelle portavano nella propria abitazione abiti da lavare e rammendare per conto dei poveri, facendosi carico di un lavoro impegnativo per la loro giovane età. Spinta da una profonda fede, maturò gradualmente la volontà di consacrarsi alla vita religiosa. Comunicò ai genitori l'intenzione di entrare in convento all'età di ventidue anni, quando la sua presenza in casa non era più indispensabile.
L'ingresso tra le Brignoline e il lavoro nel laboratorio
Il 7 maggio 1829 fece il suo ingresso a Genova presso il Conservatorio di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario. Tale istituto era stato fondato a Genova circa due secoli prima da Santa Virginia Centurione Bracelli. Le religiose dell'istituto sono note come Brignoline, in omaggio al nobile Emanuele Brignole che donò la sede della prima Casa Madre. Nel luogo in cui sorgeva la prima Casa Madre delle Brignoline si trova oggi una delle stazioni ferroviarie di Genova. La dote fornita dal padre era sufficiente a garantirle il sostentamento per tutta la vita e comprendeva una somma supplementare che Maria, previa autorizzazione della superiora, poteva destinare a opere caritatevoli. Grazie al suo livello di istruzione e alle sue doti, fu accolta tra le suore coriste anziché tra le inservienti ausiliarie. Chiese e ottenne di vivere la propria vocazione al riparo dal clamore, in completo nascondimento. Il giorno della festa dell'Assunta del 1831 pronunciò i voti privati di povertà, castità e obbedienza. Possedeva un'indole semplice, allegra e una calma che risultava di esempio per gli altri. Inviata nel laboratorio di ricamo, trascorreva le sue giornate dividendosi tra il lavoro manuale e la preghiera. L'attività del laboratorio di ricamo rappresentava una fonte di guadagno fondamentale per la sussistenza della comunità. Attraverso il lavoro di ricamatrice, suor Maria intendeva emulare San Giuseppe, suo patrono e guida spirituale, che aveva sostenuto la Sacra Famiglia con il mestiere di falegname. Nutriva una fiducia smisurata verso San Giuseppe.
Il servizio eroico durante le epidemie di colera
Nel 1835 superò la propria timidezza per assistere i malati durante l'epidemia di colera scoppiata a Genova. Assieme ad alcune consorelle, si dedicò alla cura dei colerosi con forte spirito di sacrificio e dedizione. Il suo operato durante l'epidemia le valse tra la gente l'appellativo di monaca santa. Nonostante la fama, era difficile notarla a causa della statura minuta e dell'atteggiamento umile. Terminata l'epidemia di colera, riprese il suo lavoro all'interno del laboratorio di ricamo. Nell'estate del 1854, a distanza di vent'anni, Genova fu colpita da un'ulteriore epidemia di colera durante la quale Maria operò nuovamente come volontaria con totale dedizione. In seguito alle sue azioni durante la seconda epidemia, la popolazione iniziò a considerarla una persona con una speciale elezione divina.
Il ministero in portineria e la devozione a San Giuseppe
A causa di un calo della vista, venne successivamente sollevata dagli incarichi precedenti e nominata portinaia del convento. Il ruolo di portinaia, pur apparendo secondario, risultava determinante poiché costituiva il principale punto di contatto tra il convento e il mondo esterno. Numerose persone si presentavano alla porta del monastero per chiedere aiuti materiali o sostegno morale. In qualità di portinaia, suor Maria si dimostrò premurosa e attenta verso ogni visitatore, offrendo a ciascuno parole di conforto. Nello svolgimento dell'incarico di portinaia la sua devozione verso San Giuseppe divenne celebre. Era solita raccomandare gli ammalati all'intercessione di San Giuseppe. Lungo il corridoio situato accanto alla portineria si trovava una statua raffigurante San Giuseppe. Quando i fedeli le domandavano preghiere per grazie particolari, suor Maria si recava davanti alla statua di San Giuseppe per pregarlo e interrogarlo. Una donna si rivolse a suor Maria chiedendo preghiere per il marito che aveva perso la vista. Suor Maria si pose dinanzi a un dipinto di San Giuseppe, girò il quadro con la tela rivolta verso la parete e disse ad alta voce al santo che se non avesse esaudito la richiesta avrebbe provato cosa significasse stare al buio. A seguito dell'episodio del quadro girato, l'uomo riebbe la vista nei tempi previsti. Il modo di pregare di suor Maria denotava una devozione confidente e filiale verso il santo. Regalava alle persone medaglie e immagini di San Giuseppe, chiamate Giuseppini. Gli infermi applicavano le immagini dei Giuseppini direttamente sulle parti del corpo colpite dalla malattia.
Spiritualità, trasferimenti e legami spirituali
Manteneva uno stile di preghiera molto profondo e si dedicava quotidianamente alla meditazione della Via Crucis. Colpiva e affascinava chi la incontrava per la costante serenità e per il sorriso. Dimostrava un'elevata sensibilità verso il tema delle vocazioni religiose. Suor Emanuela chiederà un giorno quando la fondatrice Virginia Centurione Bracelli sarebbe stata proclamata santa. Suor Maria rispose che la canonizzazione della fondatrice sarebbe avvenuta dopo quella di una sua consorella. Suor Maria non sapeva che la consorella a cui alludeva era se stessa. Santa Virginia Centurione Bracelli è stata beatificata quattro anni dopo suor Maria Repetto. Santa Virginia Centurione Bracelli è stata successivamente canonizzata. Nel 1868 la comunità religiosa dovette abbandonare il proprio convento. L'abbandono del convento fu necessario per consentire la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Genova Brignole. La nuova Casa della comunità fu eretta nella località di Marassi. Nella nuova sede di Marassi la beata Maria ottenne nuovamente la mansione di portinaia. Negli stessi anni operava a Genova il cappuccino San Francesco Maria da Camporosso, vissuto tra il 1804 e il 1866. San Francesco Maria da Camporosso si dedicava all'aiuto dei bisognosi. Suor Maria e San Francesco Maria da Camporosso non si incontrarono mai di persona. I due santi mantennero un contatto spirituale e misterioso tramite le persone da loro assistite.
La povertà, il tramonto terreno e la memoria
Maria visse un'esistenza improntata a una profonda povertà. Maria preferiva indossare gli abiti usati dalle consorelle, riadattandoli alla propria corporatura esile, piuttosto che vestiti nuovi. Maria gestì ingenti somme di denaro nel corso della sua vita. Maria raccoglieva donazioni dai ricchi e le distribuiva con gioia ai poveri. All'età di ottanta anni Maria si ritirò nell'infermeria. Maria è deceduta serenamente il 5 gennaio 1890. Le ultime parole pronunciate da Maria prima di morire sono state Regina Coeli, laetare alleluja. La fama di santità di Maria fu estremamente vasta dopo la sua morte. Le consorelle hanno perpetuato la memoria di Maria proseguendo un'intensa opera caritativa nel suo nome. Maria Repetto è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1981. I resti mortali di Maria sono conservati e venerati all'interno della chiesa della Casa Madre a Genova. Secondo il Martirologio, la beata Maria Repetto era una vergine appartenente alla congregazione delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario. Il Martirologio attesta che Maria visse separata dal mondo e si distinse nell'offrire conforto agli afflitti e nell'infondere speranza di salvezza ai dubbiosi. Maria Repetto è nata a Voltaggio, in provincia di Alessandria, il 31 ottobre 1809 ed è deceduta a Genova il 5 gennaio 1890.
Su vida
La historia de la Beata María Repetto comienza en la localidad de Voltaggio, donde nació en el año mil ochocientos nueve. Desde su juventud, sintió el llamado a la vida consagrada, decisión que concretó al ingresar en el Conservatorio de Nuestra Señora del Refugio en el año mil ochocientos veintinueve. En aquel entorno, María comenzó un camino de humildad que definiría su personalidad espiritual a lo largo de las décadas siguientes. Su vocación no se limitó a la oración dentro del claustro, sino que se expandió hacia las realidades más dolorosas de su tiempo. Cuando el cólera azotó a la población en los años mil ochocientos treinta y cinco y mil ochocientos cincuenta y cuatro, ella no dudó en asistir a los enfermos, brindándoles no solo cuidados físicos, sino también el alivio de su presencia serena y confiada en la divina providencia.
Con el paso del tiempo, su labor tomó formas sencillas pero profundamente significativas. Como portinaia del convento, María Repetto se convirtió en un faro de esperanza para quienes acudían al umbral del monasterio. En este servicio, marcado por la devoción a San José, demostró que la santidad puede florecer en las tareas más cotidianas y ocultas. En el año mil ochocientos sesenta y ocho, acompañó a su comunidad en el traslado a Marassi, donde continuó desplegando su espíritu de servicio hasta el final de sus días. Su partida de este mundo ocurrió en Génova, el cinco de enero de mil ochocientos noventa, dejando una estela de paz y entrega absoluta a la voluntad de Dios. Su proceso de beatificación culminó en el año mil novecientos ochenta y uno, cuando el Papa Juan Pablo Segundo la elevó a los altares, confirmando la fecundidad de su vida entregada a los demás.
Su memoria
La figura de la Beata María Repetto es venerada hoy como un modelo de caridad, especialmente para quienes dedican su vida al cuidado de los enfermos. Su memoria litúrgica se celebra cada cinco de enero, fecha en la que la Iglesia invita a los fieles a meditar sobre la sencillez y la eficacia de su amor al prójimo. El legado de la Beata María no reside en grandes gestos públicos, sino en la fidelidad constante a los deberes del estado de vida y en la capacidad de transformar un oficio sencillo, como el de portinaia, en un apostolado de acogida y escucha.
La Iglesia reconoce en ella una intercesora poderosa, particularmente para aquellos que sufren dolencias físicas, dada su heroica entrega durante las epidemias de su época. Al recordar su beatificación por el Papa Juan Pablo Segundo en el año mil novecientos ochenta y uno, los cristianos encuentran en ella un aliento para vivir la fe con sobriedad y alegría. Su vida nos enseña que el servicio a Dios se manifiesta siempre en la atención amorosa hacia el hermano, haciendo de la vida diaria un sacrificio agradable y un testimonio vivo de la caridad cristiana que trasciende el paso de los siglos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María Repetto?
La memoria liturgica della Beata María Repetto si celebra il 5 gennaio.
En Génova, beata María Repetto, virgen, de las Hermanas de Nuestra Señora del Refugio en Monte Calvario: viviendo lejos del mundo, se distinguió en confortar a los afligidos y en elevar a los dubitativos a la esperanza de la salvación. — Martirologio Romano