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16 de agosto

Beata Piedra de San José Pérez Florido (Ana Josefa)

Fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la chiamata alla carità

La madre di Ana Josefa morì quando lei aveva tre anni, lasciando un grande vuoto nella numerosa famiglia. La nonna paterna Teresa Reina, donna molto pia, si interessò dell'educazione della numerosa famiglia, trasmettendo saldi principi morali e religiosi. Fin da fanciulla la giovane rivelò una particolare inclinazione alla carità. Tale inclinazione era alimentata dalla devozione all'Eucaristia, alla Vergine Addolorata e a san Giuseppe. Giunta alla giovinezza si trovò di fronte alla scelta della propria vita futura. Fu chiesta due volte in matrimonio da due giovani di buona famiglia. Le richieste di matrimonio non furono accolte dal padre per ragioni politiche. Ana Josefa provò grande sollievo per il rifiuto del padre. Ana Josefa affermava con sincerità di non avere vocazione per il matrimonio. Rifiutò altre occasioni di matrimonio che le furono proposte. Per via di questi rifiuti fu trattata con durezza in famiglia. Un giorno sentì nel cuore una voce che le diceva Tu sarai mia. Da quel momento fu convinta che la sua vita dovesse essere dedicata ai poveri. Tentò di entrare nella Congregazione delle Piccole Suore dei Poveri, ma fallì per l'opposizione dei familiari. Cercò inutilmente di coinvolgere i familiari nella fondazione di un ospizio per vecchi abbandonati ad Abdalajís. Nel 1872 il padre acconsentì a lasciarla vivere come desiderava. Il padre le disse che vedeva che non era pazza e che la sua decisione non era un capriccio. Il padre riconobbe che era Dio a volerla e le disse di andare con i poveri lasciandosi vedere tutti i giorni. L'11 gennaio 1875 morì suo padre.

I primi passi nell'assistenza e le Mercedarie della Carità

Ana Josefa Pérez Florido prese a curare gli anziani abbandonati. Serviva gli anziani provvedendo alla loro igiene personale e li sfamava elemosinando il necessario. La voce si sparse sulle sue buone azioni. Tre donne si unirono a lei: Frasquita Bravo Muñoz, la sorella Elisabetta e Raffaella Conjo Jiménez. Dopo la morte del padre, Anna fu libera di andare più lontano. Due mesi dopo, il 19 marzo 1875, su richiesta del sindaco di Alora a Malaga, aprì un'altra piccola Casa per anziani. Questa attività fu avviata senza essere legata ad alcun Ordine religioso e con l'aiuto delle giovani unite a lei. La piccola casa in cui andarono ad abitare fu denominata Il portichetto di Betlemme. Ricevettero un fattivo aiuto da parte di un uomo misterioso ed anonimo. Cresceva in lei e nelle compagne il desiderio di donarsi completamente a Dio, non solo visibile nei poveri. Dietro consiglio del suo confessore, il 2 novembre 1877 Anna e le compagne indossarono l'abito delle Novizie della nuova Congregazione Mercedarie della Carità. Tale congregazione era stata fondata dal canonico di Malaga, don Juan Nepomuceno Zegrí. Il fondatore le lasciò nella Casa di Alora. Un'inquietudine la prese perché non comprendeva perché l'essere diventata suora la rattristasse. La situazione peggiorò quando fu trasferita come superiora all'ospedale di Vélez-Malaga. Alla fine rinunciò e il 23 settembre 1879 lasciò l'abito mercedario.

La fondazione delle Madri degli Abbandonati

Si mise a disposizione del vescovo di Malaga, monsignor Manuel Gomez-Salazar. Il vescovo, per metterla alla prova, volle che Anna e le compagne rimanessero a lavorare nel suddetto ospedale. Il 25 dicembre 1880 il vescovo diede loro l'approvazione a fondare una nuova Congregazione. La nuova congregazione prese il nome di Madres di Desamparados, ovvero Madri degli Abbandonati. Il nome scelto era il titolo della Madonna patrona di Valenza. Il vescovo concesse la conferma canonica della Congregazione l'8 gennaio 1883. Il 2 febbraio 1891 nella chiesa di San Giovanni Battista a Vélez Malaga, quattro giovani indossarono il nuovo abito e fecero la professione temporanea. Le giovani entrarono nella nuova Congregazione delle Madri degli Abbandonati. Anna Josefa fu la fondatrice della Congregazione su iniziativa del vescovo di Malaga. Anna Pérez Florido cambiò il proprio nome in Petra di S. Giuseppe. Anche le compagne di Anna presero un nome religioso. Le suore promisero di seguire Gesù Cristo e di vivere povere, ubbidienti e disposte ad amare liberamente molta gente. Papa Leone XIII concesse l'approvazione della Santa Sede alla Congregazione il 21 luglio 1891. Petra di S. Giuseppe fece la professione perpetua il 15 ottobre 1891.

Le opere, il santuario e gli ultimi anni

La fondatrice era devotissima a san Giuseppe e a lui dedicò tutte le Case fondate. Il 19 marzo 1901, giorno della festa di san Giuseppe, inaugurò a Barcellona un grandioso santuario denominato San José de la Montaña. Nel 1903 fondò la rivista religiosa La Montaña de San José per diffondere la devozione al santo. Nel 1905 fu aggiunto al titolo della Congregazione anche il riferimento a San Giuseppe della Montagna. Nel 1905 Petra si recò a Roma da papa san Pio X per illustrare la venerazione al padre putativo di Gesù. Le opere fondate da Petra di San Giuseppe per i bisognosi compresero collegi, orfanotrofi, case di riposo, ricoveri e missioni. La fondatrice si sentì esausta a causa del continuo spostarsi tra le Case e per gli sforzi compiuti per sostenerne le attività. Il 14 agosto 1906 disse alle suore di voler ricevere gli ultimi sacramenti il giorno dell'Assunzione per essere portata via dalla Santa Vergine. Morì il 16 agosto 1906 all'età di 61 anni. Il decesso avvenne nella Casa del Santuario di San José de la Montaña a Barcellona. La salma rimase esposta nel Santuario per due giorni e migliaia di persone sfilaronono davanti ad essa. Il 18 agosto la salma fu tumulata nel cimitero di Barcellona.

Il culto, le reliquie e la beatificazione

Il 5 novembre 1920 le spoglie furono traslate dal cimitero al Santuario di San Giuseppe. Le spoglie restarono nel Santuario fino al 1936, anno in cui scoppiò la Guerra Civile in Spagna, e poi scomparvero. I resti furono ritrovati il 15 luglio 1983 in un terreno di Puzol. Dopo ricognizioni e autenticazioni, le spoglie furono inumate il 10 giugno 1984 nella Cappella di S. Giuseppe della Casa Generalizia a Valenza. Il processo per la beatificazione fu introdotto il 3 dicembre 1944. Papa Giovanni Paolo II proclamò Beata Petra di San Giuseppe a Roma il 16 ottobre 1994. Il martirologio ricorda la beata Pietra di San Giuseppe come vergine che offrì assistenza agli anziani soli e fondò la Congregazione delle Suore Madri degli Abbandonati a Barcellona.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la beata Petra di San Giuseppe?

La celebrazione liturgica della beata è fissata al 16 agosto.

Quale congregazione ha fondato la beata Petra di San Giuseppe?

Ha fondato la Congregazione delle Suore Madri degli Abbandonati, dedicate all'assistenza degli anziani e dei bisognosi.

En Barcelona, en España, beata Piedra de San José (Ana Josefa) Pérez Florido, virgen, que ofreció con solicitud asistencia a los ancianos solos y fundó la Congregación de las Hermanas Madres de los Desamparados. — Martirologio Romano