5 de mayo
Beata Virgen de la Adoración
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
El contexto histórico y geográfico de Fivizzano
Fivizzano es una cittadina della Toscana posizionata ai confini della provincia di Massa e Carrara. La localidad está situada su una collina fertile che scende dall'Appennino Tosco-Emiliano, lungo la strada nazionale verso il Passo del Cerreto e Reggio Emilia. L'origine di Fivizzano risale a un insediamento ligure-etrusco. Tale nucleo originario sopravvive alle invasioni sannitiche e successivamente si unisce a una colonia romana. Nel corso dei secoli Fivizzano viene governata da vari Principi e Marchesi che la trasformano in un feudo importante. Nel 1478 Fivizzano passa sotto il dominio di Firenze, che la utilizza come residenza estiva per la sua posizione strategica e climatica. Successivamente, Cosimo I De' Medici fa circondare Fivizzano da solide mura difensive. Fivizzano passa in seguito sotto il governo di Modena, mantenendo le sue mura e i suoi castelli fino all'unificazione d'Italia. A seguito del devastante terremoto del 1920, Fivizzano è stata in parte ricostruita in stile moderno, pur conservando la propria memoria storica. Attualmente la località si presenta come una cittadina di villeggiatura definita perla sperduta tra i monti.
La lunga infermità e la solitudine di Margherita
A Fivizzano viveva una donna semplice di nome Margherita, la quale svolgeva il ruolo di sposa e madre di famiglia dedita ai suoi cari. Margherita viene soprannominata Caugliana dal paese di origine del marito. All'improvviso Margherita viene colpita da una malattia debilitante che muta radicalmente la sua esistenza terrena. Inizialmente la malattia di Margherita viene scambiata per un disturbo di breve durata destinato a risolversi spontaneamente. Col passare dei giorni e delle settimane, tuttavia, le condizioni di salute di Margherita non migliorano affatto. I medici non riescono a diagnosticare la natura dell'infermità di Margherita né a trovarle una cura efficace che possa alleviare le sue pene. A causa del progressivo aggravamento, Margherita rimane totalmente immobile a letto, giudicata dai sanitari senza alcuna speranza di guarigione o di ripresa delle forze. La malattia di Margherita suscita inizialmente la pietà della popolazione e un gran numero di persone si reca in pellegrinaggio a farle visita nella sua abitazione. Con il trascorrere del tempo, la gente si assuefà alla situazione e l'interesse verso Margherita diminuisce in modo sensibile. Le visite a Margherita diventano rare, riducendosi infine a quelle di poche vicine e conoscenti affezionati che non l'abbandonano. Ciononostante, Margherita rimane consapevole del proprio dolore e trascorre il tempo pregando e sperando dal suo letto di sofferenza, affidando la propria esistenza alla misericordia divina.
L'attesa della grazia e la dimenticanza di Nicola Vaseschi
Dopo diciotto anni di infermità e solitudine trascorsi tra le pareti domestiche, Margherita viene a conoscenza della venerazione di un'Immagine miracolosa della Madonna a La Ghiara, una località deserta presso Reggio Emilia. La notizia della Madonna della Ghiara riaccende in Margherita la certezza profonda che riceverà una grazia dal cielo. Un giorno Nicola Vaseschi, vicino di casa e amico di Margherita, si reca da lei prima di partire per affari verso Reggio Emilia. Durante la visita, Nicola Vaseschi chiede a Margherita se abbia bisogno di qualcosa da Reggio Emilia per il suo soggiorno o conforto. Margherita interpreta la visita di Nicola come un segno divino della Provvidenza e gli chiede espressamente di portarle un'Immagine della Madonna della Ghiara. Margherita raccomanda caldamente a Nicola di non dimenticare la sua richiesta, affidandogli un compito di grande valore spirituale. Nicola Vaseschi rassicura Margherita promettendole solennemente di portarle l'immagine sacra al suo ritorno. Il 5 maggio 1596 Nicola Vaseschi torna a Fivizzano e fa subito visita a Margherita per salutarla. Margherita chiede immediatamente a Nicola se le abbia portato l'Immagine richiesta con tanta insistenza. Con grande rammarico, Nicola Vaseschi si rende conto di essersi dimenticato di acquistare l'Immagine e lo confessa imbarazzato a Margherita, mortificato per la propria distrazione.
Il prodigio dell'apparizione e la guarigione istantanea
Alla notizia della dimenticanza da parte dell'amico, Margherita si accascia sui cuscini piangendo amaramente e rivolge uno sguardo di invocazione verso il cielo. In quel preciso istante, sulla trave del soffitto della stanza appare improvvisamente un'Immagine di grandi dimensioni della Madonna della Ghiara. L'Immagine apparsa raffigura la Madonna in atteggiamento soave mentre adora il Figlio, con dei fiori ai suoi piedi in segno di purezza e grazia. Alla vista dell'Immagine celeste, Margherita urla e avverte un'immediata guarigione che le restituisce la mobilità del corpo. Senza esitare, Margherita si fa consegnare i vestiti dai presenti, si alza prontamente dal letto e si inginocchia con le braccia tese verso l'Immagine proclamando ad alta voce la propria guarigione. Margherita guarisce istantaneamente dopo diciotto anni di immobilità e gravissima infermità. La guarigione miracolosa di Margherita viene subito accostata al miracolo di Marchino, un ragazzo muto che aveva riacquistato la parola il 29 aprile 1596 a seguito dell'apparizione della Madonna della Ghiara a Reggio Emilia. La notizia del miracolo di Margherita si diffonde velocemente in tutta la regione, richiamando una gran folla di persone nella sua stanza. La stanza di Margherita diventa così il luogo d'origine di una devozione all'Immagine miracolosa che si tramanda ininterrottamente fino all'epoca contemporanea.
La devozione e il culto della Madonna dell'Adorazione
Dal 1596 a Fivizzano è attiva una forte devozione alla Madonna, legata in modo indissolubile al Santuario della Madonna dell'Adorazione. Il Santuario della Madonna dell'Adorazione è meta costante di pellegrinaggio per le popolazioni della Lunigiana e dei territori circostanti. La popolazione di Fivizzano identifica una specifica raffigurazione della Madonna con il nome tradizionale di Madonna di Reggio, in ricordo della provenienza dell'effigie. La denominazione liturgica ufficiale della venerata effigie è tuttavia Madonna dell'Adorazione. Il titolo liturgico deriva direttamente dalla postura della Vergine Maria, rappresentata nell'atto di adorare Gesù Bambino con profonda umiltà. Il culto popolare verso questa immagine mariana appare storicamente radicato e ampiamente partecipato dalla comunità. In tutte le abitazioni locali è consuetudine collocare l'immagine della Vergine sulle facciate esterne e all'interno delle stanze da letto per invocare protezione. Fino alla generazione precedente, la tradizione locale prevedeva che le donne sposate facessero incidere l'effigie della Madonna dell'Adorazione sulla propria fede nuziale come pegno di fede. Il fatto all'origine di questa straordinaria devozione rimane l'apparizione mariana verificatasi il 5 maggio 1596.
Una vida de entrega
La historia de la Beata Virgen de la Adoración encuentra sus raíces en Caugliana, donde transcurrió su vida como una persona laica cuya existencia, aparentemente sencilla, escondía una fortaleza espiritual admirable. Durante el siglo dieciséis, se vio sometida a una dura prueba al caer en un estado de infermitad que la obligó a permanecer inmóvil en cama durante dieciocho años. Lejos de caer en el desaliento, mantuvo una vida interior volcada hacia la oración y la confianza en Dios, convirtiendo su propio lecho en un lugar de recogimiento y entrega.
Su devoción se centraba especialmente en la figura de la Virgen María. En el momento culminante de su tribulación, expresó el deseo de contemplar una imagen de la Virgen de la Ghiara. Esta petición, nacida de una necesidad profunda del alma, fue respondida de manera sobrenatural el cinco de mayo de mil quinientos noventa y seis. En aquel día, se produjo la aparición milagrosa de la imagen sagrada, un evento que no solo marcó su vida, sino que trajo consigo su curación repentina y completa. Tras dieciocho años de inmovilidad, recuperó la salud de forma instantánea, un hecho que fue interpretado por los fieles como un signo palpable de la bondad divina y de la cercanía de la Madre de Dios hacia quienes sufren con paciencia.
El culto y la devoción
Tras el prodigio de su curación, la figura de la Beata Virgen de la Adoración se arraigó profundamente en la tradición religiosa de Fivizzano. La memoria de aquel cinco de mayo se mantiene viva a través de la veneración local, donde se le rinde culto bajo el título de Virgen de la Adoración. Su legado no es solo el del milagro recibido, sino el de una vida que, habiendo pasado por el crisol del sufrimiento prolongado, supo esperar el momento de la gracia divina.
Los fieles de la región continúan recordando su historia como un modelo de perseverancia en la plegaria. La iglesia local preserva su memoria, recordando que la fe puede transformar incluso las situaciones más desesperadas. La veneración hacia ella invita a los fieles a buscar consuelo en la intercesión de la Virgen María, reconociendo en la historia de esta mujer de Caugliana una luz de esperanza que trasciende los siglos y sigue inspirando a quienes atraviesan momentos de dolor o enfermedad.
Preguntas frecuentes
Cuándo se celebra la festividad de la Beata Virgen de la Adoración?
Se commemora el 5 de mayo de cada año, recordando el milagro y la aparición acaecidos en 1596.
Dónde se originó la devoción a la Madonna dell'Adorazione?
La devoción se originó en Fivizzano tras la milagrosa aparición de la imagen mariana en la habitación de Margherita el 5 de mayo de 1596.