10 de junio
Beati Tomás Green y Gualterio Pierson
Mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto della persecuzione in Inghilterra
Durante il sedicesimo secolo, Enrico VIII re d'Inghilterra decretò una grande persecuzione contro i cattolici, segnando profondamente la storia religiosa della nazione. Ogni Ordine religioso dell'epoca e il clero diocesano lasciarono un tributo di sangue e martirio per la difesa della Chiesa Cattolica. I certosini erano monaci benvoluti e non dediti a nessuna attività politica, dediti alla preghiera e al silenzio nei loro monasteri. I monaci della Certosa di Londra ricevettero la visita dei funzionari del re, i quali chiedevano a tutti i maggiorenni, inclusi i religiosi, di approvare il ripudio della regina Caterina d'Aragona da parte del re e l'accettazione di Anna Bolena come sovrana. Il priore e il procuratore finirono in carcere per aver obiettato sulla legittimità del ripudio. Dopo un mese, convinti che il giuramento non toccasse la fede, il priore e il procuratore giurarono e furono liberati. Ritornati alla Certosa, convinsero gli altri monaci delle loro argomentazioni. Il venticinque maggio millesimo cinquecento trentaquattro i monaci della Certosa di Londra giurarono ai funzionari reali, accompagnati da soldati.
A fine anno millesimo cinquecento trentaquattro un nuovo decreto del re e del Parlamento stabilì che tutti i sudditi dovevano disconoscere l'autorità del papa e riconoscere il re come capo della Chiesa anglicana anche nelle cose spirituali. Chi non acconsentiva al nuovo decreto era considerato reo di lesa maestà. Il priore Giovanni Houghton riunì tutti i certosini per comunicare la notizia del nuovo decreto. Tutti i monaci si dissero pronti a morire per la Chiesa romana. Arrivarono nella certosa due priori di altre case, i quali si recarono dal vicario del re Tommaso Cromwell per chiedergli di esentarli dal giuramento impossibile da fare. Tommaso Cromwell fece arrestare i due priori e li rinchiuse nella Torre di Londra come ribelli e traditori. Dopo una settimana i due priori subirono un processo a Westminster, ribadirono il loro rifiuto, furono condannati a morte e rinchiusi nuovamente. I due priori furono raggiunti in carcere da altri due religiosi condannati per lo stesso motivo.
Il martirio dei primi confratelli
Il quattro maggio millesimo cinquecento trentacinque padre Roberto Laurence, padre Agostino Webster, padre Riccardo Reynolds e il sacerdote Giovanni Haile indossarono gli abiti religiosi. I quattro condannati furono legati stesi su delle stuoie e trascinati per le vie sassose e fangose verso il Tyburn, che era il famigerato luogo delle esecuzioni capitali. Il padre Giovanni Houghton, priore di Londra, salì per primo il patibolo e collaborò con il boia per l'impiccagione, proferendo parole di perdono e fiducia in Dio. Prima di morire soffocato, uno dei presenti tagliò la corda e padre Giovanni Houghton cadde a terra. Il boia denudò Giovanni Houghton e gli cavò le viscere ancora vivo per mostrare il cuore ai consiglieri del re. Seguì l'esecuzione degli altri quattro religiosi. I corpi dei martiri furono fatti a pezzi ed esposti al popolo per incutere terrore ai papisti.
Altri tre certosini, il vicario Umfrido Middlemore, il dotto latinista Guglielmo Exmew e Sebastiano Newdigate di nobili origini, furono arrestati, torturati e martirizzati il diciannove giugno millesimo cinquecento trentacinque. Altri due certosini trasferiti da Londra alla Certosa di Hull furono denunziati, arrestati e impiccati l'undici maggio millesimo cinquecento trentasette. Altri dieci certosini furono imprigionati il ventinove maggio millesimo cinquecento trentasette nel carcere di Newgate. I dieci certosini morirono di stenti e patimenti nel carcere di Newgate in breve tempo.
La testimonianza dei beati Tommaso Green e Gualterio Pierson
Tommaso Green e Gualterio Pierson si opposero alla rivendicazione dei diritti supremi in materia ecclesiastica da parte di Enrico VIII, mantenendo ferma la propria fedeltà al pontefice e alla dottrina cattolica. A causa di questa irremovibile posizione di coscienza, Tommaso Green e Gualterio Pierson furono rinchiusi in un sordido carcere dove incontrarono una morte gloriosa consunti dalla fame e dalla malattia. Essi morirono nel carcere di Newgate il dieci giugno millesimo cinquecento trentasette, suggellando con la sofferenza quotidiana il proprio impegno spirituale. Guglielmo Horn fu l'unico a sopravvivere al carcere e fu impiccato il quattro novembre millesimo cinquecento quaranta. Altri diciotto monaci rimasero nella certosa e avevano aderito al giuramento sperando di salvare il monastero. I diciotto monaci furono espulsi dopo qualche tempo e la certosa fu venduta a privati.
La tradizione e la memoria storica hanno consegnato ai posteri il sacrificio di questi uomini di fede. I diciotto Certosini di Londra e altri trentacinque martiri furono beatificati da papa Leone XIII il nove dicembre millesimo ottocentottantasei. I primi tre morti nel millesimo cinquecento trentacinque sono stati canonizzati da papa Paolo VI il venticinque ottobre millesimo novecento settanta all'interno di un gruppo di quaranta martiri, confermando il valore universale della loro testimonianza cristiana.
El testimonio de los monjes
La historia de Tomás Green y Gualterio Pierson se desarrolla en el convulso siglo dieciséis, una época marcada por la ruptura religiosa en Inglaterra. Como monjes dedicados a la vida de oración y servicio, se vieron enfrentados a una decisión que cambiaría el curso de sus vidas: reconocer la autoridad del monarca como cabeza suprema de la Iglesia en su país. Ante esta exigencia, que consideraban contraria a su fe y a su lealtad a la Iglesia universal, ambos eligieron el camino de la resistencia silenciosa.
Esta postura les condujo directamente a la detención. Fueron trasladados al presidio de Newgate, en la ciudad de Londres, un lugar caracterizado por sus condiciones extremas y la dureza del trato hacia los prisioneros de conciencia. En aquel entorno sombrío, lejos de la paz de su vida monástica, Tomás y Gualterio soportaron una prolongada agonía. Su muerte, ocurrida en el año mil quinientos treinta y siete, no fue el resultado de una ejecución pública, sino la consecuencia directa de los rigores, el hambre y los sufrimientos físicos que padecieron en la cárcel. Su entrega fue un acto de entrega total, donde el cuerpo se desgastó hasta el límite mientras el espíritu se mantenía firme en su convicción. Su legado ha perdurado a través de los siglos como un ejemplo de perseverancia, recordándonos que la paz interior y la fidelidad a la verdad son dones que pueden sostener al ser humano incluso en las circunstancias más adversas de la historia.
La memoria y el culto
La Iglesia reconoce el sacrificio de estos dos monjes como un martirio silencioso nacido de la fidelidad a la doctrina. Tras siglos de silencio, su figura fue rescatada del olvido por el Papa León trece, quien el nueve de diciembre de mil ochocientos ochenta y seis procedió a su beatificación, reconociendo oficialmente la heroicidad de sus virtudes y el sentido de su muerte.
Hoy, la liturgia nos invita a honrar su memoria en dos momentos distintos del calendario. Por un lado, se celebra una memoria común el día cuatro de mayo, que permite a los fieles recordar su testimonio junto al de otros mártires de aquel periodo. Por otro lado, la Iglesia preserva el aniversario individual de su fallecimiento el diez de junio. Estas fechas no son solo hitos en el calendario, sino ocasiones para reflexionar sobre la libertad de conciencia y el valor de los principios religiosos frente al poder temporal.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Beati Tomás Green y Gualterio Pierson?
Si festeggiano il dieci giugno, anniversario della loro morte nel carcere di Newgate, mentre la festività comune dei martiri certosini ricorre il quattro maggio.
En Londres, Inglaterra, beatos mártires Tomás Green, sacerdote, y Gualterio Pierson, monje de la Cartuja local, que, por haberse opuesto a la reivindicación por parte del rey Enrique VIII de los supremos derechos en materia eclesiástica, fueron encerrados en una sórdida cárcel, donde, consumidos por el hambre y la enfermedad, encontraron una muerte gloriosa. — Martirologio Romano