8 de abril
Beato Agustín Jeong Yak-jong
Padre de familia, catequista y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y conversión en el siglo XVIII
Agostino Jeong Yak-jong nacque nel 1760 a Majae, presso Gwangju, nel distretto del Gyeonggi. Il luogo di nascita corrisponde attualmente a Neungnae-ri, Joan-myeon, Namyangju-si, Gyeonggi-do. Agostino nacque in una famiglia di studiosi molto noti. Nel 1786, due anni dopo l'introduzione del cattolicesimo in Corea, Agostino venne a conoscenza della religione cattolica. Apprese il catechismo da suo fratello maggiore. Dopo aver assimilato profondamente il catechismo, Agostino ricevette il Battesimo. Iniziò a insegnare il catechismo ai membri della sua famiglia. Insegnò la fede alla sua seconda moglie, Cecilia Yu So-sa. Insegnò la fede ai figli Carlo Jeong Cheol-sang, nato dalle prime nozze, Paolo Jeong Ha-sang ed Elisabetta Jeong Jeong-hye.
Impegno ecclesiale e stesura del catechismo
Per praticare più tranquillamente la sua religione, Agostino si trasferì a Bunwon, attualmente Bunwon-ri, Namjong-myeon, Gwangju-si, Gyeonggi-do. Mentre i suoi fratelli si distaccavano gradualmente dalla Chiesa, Agostino si impegnava ancora di più. Aveva frequenti contatti con i fedeli dei villaggi vicini e li invitava a casa sua per apprendere il catechismo. Prendeva attivamente parte alle attività ecclesiali. Sul finire del 1794 arrivò clandestinamente in Corea padre Giacomo Zhou Wen-mo, missionario cinese. Agostino andò spesso a Seul per incontrare padre Giacomo e ricevere i Sacramenti. Si dedicò ad aiutare padre Giacomo e gli altri fedeli. Grazie alla sua padronanza della dottrina, scrisse lo Jugyo-yoji, un catechismo in lingua coreana in due volumi facilmente comprensibile a tutti. Con l'approvazione di padre Giacomo, il testo ricevette larghissima diffusione tra i fedeli. Padre Giacomo fondò il Myeongdohoe, una comunità di credenti, e nominò Agostino primo presidente. Insieme a Giovanni Choe Chang-hyeon, aiutò molti fedeli nello studio del catechismo, tra cui Paolo Yi Guk-seung.
L'arresto e la testimonianza nel martirio
Nel 1800, all'inizio di una persecuzione nei dintorni della regione vicina, Agostino e i loro familiari si trasferirono a Seul. Nel 1801, con la persecuzione Shinyu, l'intera Chiesa cattolica di Corea fu a rischio. Il nome di Agostino finì subito sulla lista dei ricercati e i suoi libri furono consegnati all'ufficio del governo. La corte reale ordinò di arrestarlo immediatamente. Agostino fu arrestato l'11 febbraio 1801 del calendario lunare. L'indomani dell'arresto fu pesantemente interrogato e torturato. Era determinato a morire in nome di Dio e non cedette a nessuna tentazione. Non disse nulla di dannoso per la Chiesa o per i fedeli. Cercò di spiegare che la dottrina cattolica era esatta e veritiera. Affermò che venerare il Signore è cosa buona e giusta e che Dio è il Grande Re e Grande Padre del cielo e della terra. Sostenne che non comprendere il motivo per cui bisogna venerare Dio rende le persone peccatrici e morte pur essendo vive. I persecutori adoperarono tutti i mezzi possibili per farlo cedere, ma risultarono confusi dalla dottrina che predicava. La corte approvò la condanna a morte promulgata dal Ministero della Giustizia.
La morte e l'eredità spirituale della famiglia
Quindici giorni dopo il suo arresto, Agostino fu condotto presso la Piccola Porta Occidentale a Seul per essere giustiziato. Appena pronto il carro per il terreno di esecuzione, vi salì sopra. Gridò a voce alta alla gente radunata esortandola a non deriderli e affermando che morire per Dio è naturale. Predisse che nel giorno del giudizio finale le lacrime si sarebbero mutate in pura beatitudine e le liete risate in acerbi dolori. Agostino morì dicendo che è meglio morire guardando in alto verso il cielo che vivere guardando in basso sulla terra. Morì l'8 aprile 1801, corrispondente al 26 febbraio del calendario lunare, all'età di quarantuno anni. I suoi familiari furono privati dei loro beni e subirono la sua medesima sorte. Il figlio Carlo Jeong Cheol-sang fu giustiziato il 14 maggio 1801. La moglie Cecilia Yu So-sa fu giustiziata il 23 novembre 1839. Il figlio Paolo Jeong Ha-sang fu giustiziato il 22 settembre 1839. La figlia Elisabetta Jeong Jeong-hye fu giustiziato il 29 dicembre 1839. Paolo Jeong Ha-sang, Elisabetta Jeong Jeong-hye e Cecilia Yu So-sa furono canonizzati il 6 maggio 1984 da san Giovanni Paolo II nel primo grande gruppo dei martiri coreani. Agostino Jeong Yak-jong e Carlo Jeong Cheol-sang sono stati inseriti nel gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung. Del gruppo di Paolo Yun Ji-chung fanno parte anche padre Giacomo Zhou Wen-mo, Giovanni Choe Chang-hyeon e Paolo Yi Guk-seung. Agostino Jeong Yak-jong e Carlo Jeong Cheol-sang sono stati beatificati da papa Francesco il 16 agosto 2014 durante il viaggio apostolico in Corea del Sud.
Una vida entregada a la fe
La trayectoria de Agustín Jeong Yak-jong estuvo marcada por una búsqueda sincera de la verdad. Originario de Majae, en Gwangju, su camino de fe comenzó tras profundizar en el estudio del catecismo, guiado por su hermano. Este encuentro personal con Cristo transformó su existencia, llevándolo a asumir un compromiso activo dentro de una comunidad cristiana naciente que enfrentaba grandes desafíos y restricciones sociales.
Como primer presidente de la asociación Myeongdohoe, Agustín asumió la responsabilidad de liderar y organizar a los creyentes, promoviendo una vida comunitaria basada en la caridad y la enseñanza. Su contribución más significativa fue la redacción del Jugyo-yoji, una obra escrita en coreano que permitió que la enseñanza cristiana fuera accesible para sus compatriotas. Este esfuerzo intelectual y pastoral demuestra su deseo de arraigar la fe en la cultura de su pueblo, superando las barreras lingüísticas de su tiempo.
La persecución Shinyu marcó el fin de su peregrinaje terrenal. Arrestado por causa de su fe, enfrentó con entereza las torturas que le fueron infligidas. A pesar de la presión para renunciar a sus convicciones, mantuvo su firmeza hasta el último instante. Fue conducido a la muerte en la zona de la Piccola Porta Occidentale de Seúl, entregando su espíritu en el año mil ochocientos uno. Su muerte no fue un final, sino el sello de una vida que se consumió por amor a Dios y al prójimo, dejando una huella imborrable en la historia de la Iglesia coreana.
El recuerdo de su testimonio
La memoria del Beato Agustín Jeong Yak-jong es celebrada con devoción, especialmente como parte del grupo de mártires coreanos encabezado por Pablo Yun Ji-chung. Su beatificación, proclamada por el Papa Francisco el dieciséis de agosto de dos mil catorce, confirmó ante toda la Iglesia la santidad de su vida y la integridad de su sacrificio. Su figura es venerada no solo como un mártir, sino como un modelo de catequista que supo poner sus talentos al servicio de la evangelización.
La Iglesia recuerda su paso por lugares como Majae, Bunwon y Seúl, espacios que fueron testigos de su oración y de su entrega apostólica. Hoy, su ejemplo invita a los fieles a valorar la importancia de la formación en la fe y a mantener la constancia en el testimonio cristiano, incluso en las circunstancias más difíciles. Su vida sigue siendo una luz que ilumina el camino de aquellos que buscan vivir con coherencia su vocación bautismal en medio del mundo actual.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Agustín Jeong Yak-jong?
La memoria liturgica si celebra l'8 aprile.