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15 de septiembre

Beato Anton Maria Schwartz

Fundador

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Anton Maria Schwartz nacque il ventotto febbraio del millenovecentocinquantadue a Baden, in Austria, quarto di tredici figli. Suo padre prestava servizio come impiegato comunale, mentre sua madre si dedicava alla cura della casa e della famiglia. Frequentò le scuole elementari nella scuola parrocchiale della sua città natale, per poi proseguire la propria istruzione frequentando la scuola di canto a Heiligenkreuz e successivamente il ginnasio presso i padri scozzesi. All'età di quindici anni subì il dolore della perdita del padre. Un anno dopo questo lutto doloroso, pur essendo stato in precedenza uno studente eccellente, cadde in preda a una crisi di rendimento scolastico. Superata felicemente questa difficile prova, nel millenovecentosessantanove entrò nella scuola dei Piaristi, dove rimase fino al conseguimento della maturità. Risale proprio a quel periodo formativo la grande devozione che nutrì per san Giuseppe Calasanzio, fondatore dei Piaristi e delle Scuole popolari gratuite in Europa. In seguito, i padri Piaristi gli consigliarono di lasciare la scuola nel proprio interesse, poiché si prevedeva la soppressione del loro Ordine in Austria. Nel millenovecentosettantuno entrò nel seminario diocesano. Il suo periodo di seminarista si distinse per gli eccellenti risultati negli studi e per due gravi malattie che lo colpirono duramente. Dopo la seconda malattia si consacrò alla Madonna, e l'otto dicembre del millenovecentosettantatré aggiunse il nome Maria come secondo nome. Anton Maria Schwartz fu ordinato sacerdote il venticinque luglio del millenovecentosettantacinque dal cardinale Rauscher.

La chiamata tra gli ultimi e le prime opere

Dopo l'ordinazione sacerdotale, svolse per quattro anni il ministero di cappellano. In seguito venne chiamato a Vienna per svolgere l'incarico di curatore spirituale dei malati ricoverati negli ospedali delle Suore della Misericordia a Sechshaus. Svolgendo questo delicato servizio, ebbe l'opportunità di constatare direttamente la condizione disagiata degli apprendisti, i quali, una volta inseriti nel mondo del lavoro, non potevano più essere seguiti adeguatamente dalle suore. Per rispondere a questa urgente necessità pastorale, fondò l'Unione degli apprendisti cattolici sotto la protezione di san Giuseppe Calasanzio, avviando così una intensa e fiorente pastorale. Per ben quattro anni condusse contemporaneamente l'assistenza agli ammalati e quella agli apprendisti. Desiderando dedicarsi a tempo pieno a questa missione, chiese al cardinale Ganglbauer di Vienna di potersi occupare esclusivamente degli apprendisti in modo più ampio. Il vescovo rifiutò la richiesta perché credeva che non fosse possibile finanziare un'opera di tale portata. A causa della forte delusione, il giovane sacerdote si mise a letto con un male inguaribile. Alcune donne, chiamate da una suora della Misericordia, si presero cura di lui per due anni interi. Quando finalmente il cardinale accettò la sua richiesta, don Anton riprese a vivere attivamente, dedicando ogni minuto della sua vita a quest'opera grandiosa. Nel millenovecentottantotto fondò l'Artigianato cristiano, un giornale destinato agli artigiani e agli operai, che per lungo tempo scrisse interamente da solo.

La lotta per la dignità del lavoro e la maturità spirituale

Nel millenovecentottantanove, in soli otto mesi e sotto la sua diretta direzione, fu edificata la chiesa di San Giuseppe Calasanzio per gli operai di Vienna. Il ventiquattro novembre dello stesso anno fondò proprio in questa chiesa la Congregazione degli Operai cristiani di san Giuseppe Calasanzio. Cercò di combattere con tutte le forze contro i gravi abusi operati contro i lavoratori del tempo. In quell'epoca gli operai non disponevano di un sindacato né di un regolamento per i turni di lavoro. I bambini erano costretti a lavorare dodici ore al giorno, anche la domenica e nei giorni festivi. Le ore straordinarie non venivano retribuite e le condizioni di lavoro erano inimmaginabili rispetto ai parametri odierni. Egli non si limitò a denunciare le ingiustizie, ma garantì agli apprendisti e agli operai non solo una solida formazione cristiana, ma anche una crescita umana, sociale e culturale attraverso attività come il teatro e la musica. Creò inoltre un primo ufficio di collocamento per apprendisti, stabilendo migliaia di contatti con imprenditori e proprietari cristiani. Grazie a questa intuizione e ai relativi accordi dell'istituzione, migliaia di apprendisti ottennero un posto di lavoro con un trattamento decente e la domenica libera. Fondò anche un pensionato destinato agli apprendisti provenienti da fuori città e partecipò personalmente agli scioperi organizzati dalle varie categorie in lotta a Vienna in quel periodo. Fondò varie fondazioni in Austria, nel Sud-Tirolo e a Budapest. La sua visione fondamentale era che, se la Chiesa non fosse riuscita a portare gli operai a Cristo, la società si sarebbe allontanata sempre più da Cristo, ma purtroppo pochi compresero la giustizia di tale visione. L'incomprensione che lo circondava lo rattristava profondamente ma non lo fermava mai. Restò fedele al suo mandato fino alla morte, giunta il quindici settembre del millenovecentoventinove. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone nonostante una pioggia battente. Nel millenovecentosettantadue avvenne a Vienna un miracolo riconosciuto come tale dalla Chiesa, e papa Giovanni Paolo II lo proclamò beato il ventuno giugno del millenovecentonovantotto durante la sua visita pastorale nella capitale austriaca.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Anton Maria Schwartz?

La memoria liturgica del Beato Anton Maria Schwartz si celebra il quindici settembre.

Di cosa è patrono il Beato Anton Maria Schwartz?

Il Beato Anton Maria Schwartz è patrono degli operai e degli apprendisti.

En Viena en Austria, beato Antonio María Schwartz, sacerdote, que fundó la Congregación de los Obreros Cristianos de San José de Calasanz para la cura pastoral y la defensa de los derechos de los aprendices y de los jóvenes trabajadores. — Martirologio Romano