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23 de agosto

Beato Antonio el Etíope (o Catagerò o D'Avola)

Eremita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Dalla cattività alla fede

Il Beato Antonio nasce a Barce di Cirene in Libia intorno al 1490 da genitori di fede maomettana che lo educano alla legge coranica. La sua vita prende una direzione inattesa quando le galee della Sicilia catturano Antonio come prigioniero, conducendolo nell'isola per essere sbarcato a Siracusa insieme al bottino. Qui il giovane viene esposto al bando come schiavo al migliore offerente e trovato da un massaro di Avola che lo acquista. L'uomo impiega Antonio come pastore affidandogli un gregge di pecore e capre e, nel tempo, cerca di iniziare lo schiavo al cristianesimo attraverso la catechesi. L'insegnamento si concentra in particolare sul dramma d'amore e della passione di Gesù, suscitando nel giovane una profonda commozione. Antonio rimane talmente affascinato dal racconto da chiedere con insistenza di ricevere il sacramento del Battesimo, momento in cui sceglie per sé il nome del famoso santo di Padova. Da quel giorno Antonio si impegna a mettere in pratica la parola di Dio per servire ed essere grato al Signore.

Il cammino ad Avola e il trasferimento a Noto

Negli anni trascorsi ad Avola Antica, Antonio frequenta assiduamente la chiesa di Santa Venera. In quel luogo sacro il Beato si confessa, si comunica e alimenta con dedizione la lampada votiva posta all'altare dell'apostolo San Giacomo. La permanenza di Antonio in territorio avolese si protrae per ben trentotto anni di lavoro umile e preghiera costante. Successivamente, il massaro che lo aveva acquistato dà in matrimonio due sue nipoti a uomini di Noto e, in occasione delle nozze, dona ai nipoti sia il gregge sia lo schiavo libico. A seguito di questo trasferimento, Antonio si stabilisce stabilmente a Noto. I nuovi padroni non tardano a riconoscere le qualità soprannaturali e i miracoli operati dallo schiavo, spingendosi a riconoscergli la libertà. Antonio, tuttavia, sceglie di rimanere a servizio dei nuovi padroni per altri quattro anni in segno di gratitudine e fedeltà.

La vita eremitica e il transito

Concluso il servizio presso la famiglia netina, Antonio compie un ulteriore passo di radicale abnegazione, offrendosi di servire i carcerati e i malati con carità operosa. In seguito matura la chiamata alla vita eremitica, abbracciando la regola come terziario francescano. L'eremitaggio si svolge ai Pizzoni di San Corrado Fuori le Mura, un luogo di assoluto silenzio e raccoglimento. Periodicamente Antonio lascia il rifugio per recarsi a Noto, dove si accosta con regolarità ai sacramenti e coglie l'occasione per raccogliere elemosine destinate ai poveri della città. Antonio muore il 14 marzo 1550, consumato dall'ascesi eremitica, dal peso degli anni e dalla malattia, lasciando un'eredità di profonda santità e dedizione agli ultimi.

Il culto e la memoria

Dopo la morte, Antonio viene sepolto nella chiesa francescana di Santa Maria del Gesù a Noto. La tomba del Beato nella chiesa di Santa Maria del Gesù diventa ben presto meta di pellegrinaggi e di grazie ottenute per sua intercessione. Nel 1611 viene concessa la licenza ufficiale di divulgare l'immagine di Antonio con l'aureola di beato. La diocesi di Noto celebra la memoria liturgica del beato Antonio il 14 marzo, giorno della sua nascita al cielo. Nel Netino il culto è stato riscoperto grazie alle ricerche di Monsignor Guastella nel 1992, il quale ha proposto il Beato Antonio come patrono della Caritas della Diocesi di Noto. La devozione ha varcato i confini nazionali ed è oggi molto viva in Brasile. Inoltre, il 14 marzo 2012 è stata inaugurata ad Avola Antica una statua in bronzo dedicata al Beato Antonio Etiope, a perpetua memoria della sua testimonianza di fede.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Antonio el Etiope?

La memoria liturgica del Beato Antonio si celebra il 14 marzo, data della sua morte e della sua nascita al cielo.

Di cosa è patrono il Beato Antonio el Etiope?

Il Beato Antonio è il patrono della Caritas della Diocesi di Noto.