16 de julio
Beato Claudio Béguignot
Sacerdote cartujo, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vocazione e la tempesta rivoluzionaria
Claude Beguignot nacque a Langres, in Haute-Marne, il 19 settembre 1736, in un'epoca di profonde trasformazioni sociali e spirituali. Entrò nell'Ordine Certosino e divenne monaco professo nella certosa di Bourgfontaine, distinguendosi per la sua profonda dedizione alla vita contemplativa. Nel corso dei secoli i monaci certosini sono stati vittime di guerre di religione, rivolte locali e rivoluzioni per rimanere fedeli alla propria fede, e proprio questa fedeltà fu messa alla prova alla fine del diciottesimo secolo. Durante la Rivoluzione francese vi fu un grande spargimento di sangue contro chi si opponeva al cambiamento radicale promosso dai nuovi poteri statali. Nel 1789 l'Assemblea Costituente confiscò i beni ecclesiastici e soppresse gli Istituti religiosi, sconvolgendo la quiete dei conventi e dei monasteri in tutta la Francia. L'Assemblea Costituente decretò successivamente la Costituzione Civile del Clero, imponendo l'elezione popolare di vescovi e parroci in aperta violazione della tradizione ecclesiale. A tutto il clero fu imposto il giuramento di adesione alla Costituzione Civile del Clero, un atto che mirava a subordinare la Chiesa allo Stato. Il clero francese si divise inevitabilmente tra clero giurato e clero refrattario, che scelse di non sottomettersi alle imposizioni politiche. Iniziò così una persecuzione sistematica contro i religiosi refrattari, che furono spietatamente imprigionati, uccisi o deportati.
La Rivoluzione francese fece ben quarantasei vittime tra i monaci dell'ordine di San Bruno, colpendo duramente la grande famiglia certosina. Tra i monaci certosini vittime della rivoluzione vi furono quarantadue sacerdoti, un suddiacono, una suora priora ghigliottinata, e due conversi che avevano servito il Signore nel silenzio. Le modalità dell'esecuzione e della morte di questi religiosi furono molteplici e crudeli: dei certosini vittime della rivoluzione, sedici furono ghigliottinati nelle piazze pubbliche. Altri quattordici morirono in prigione per maltrattamenti e fame, e uno fu addirittura ghigliottinato dopo la morte per accanimento ideologico. Dieci monaci certosini morirono tragicamente sulle navi di deportazione organizzate per raggiungere la Guyana. Due perirono in esilio lontano dalla patria, due furono fucilati senza alcun processo e due annegarono in mare durante i trasferimenti forzati. Nel 1792 Claude Beguignot fu costretto ad abbandonare la certosa di Bourgfontaine a causa della sua soppressione decretata dalle leggi rivoluzionarie. In fuga per sottrarsi alla furia anticlericale, Claude Beguignot si recò a Rouen, sperando di trovare un rifugio temporaneo. Nell'aprile del 1793 Claude Beguignot fu arrestato e imprigionato a Rouen, vittima dell'incarcerazione causata dall'odio verso il loro sacerdozio. Claude Beguignot si oppose con un netto rifiuto al giuramento contro la Chiesa imposto dai rivoluzionari, confermando la sua totale adesione alla fede cattolica. Il Regime del Terrore colpì duramente Claude Beguignot e altri quindici confratelli di San Bruno, accomunandoli nella medesima sorte di sofferenza.
La deportazione e il martirio sui pontoni
Il 6 marzo 1794 Claude Beguignot e altri quindici confratelli furono prelevati per essere deportati verso una destinazione disumana. Tra novembre 1793 e luglio 1794 circa ottocentoventinove prigionieri giunsero a La Rochelle e Rochefort dopo viaggi estenuanti. I prigionieri furono divisi in due gruppi e costretti ad imbarcarsi su navi negriere chiamate pontons, adattate a prigioni galleggianti. Le navi dei prigionieri erano ancorate sulla foce del fiume Charente di fronte all'isola di Aix, isolate dal resto del mondo. Le due imbarcazioni adibite a prigione si chiamavano Les Deux-Associés e Washington, simboli di una detenzione crudele e spietata. Le navi negriere erano state usate anni prima per il trasporto degli schiavi, e ora tornavano a ospitare esseri umani in condizioni analoghe. Le navi non poterono salpare per la Guyana a causa della presenza della flotta inglese che bloccava le coste, e furono usate come campo di concentramento permanente. Nicola Savouret e Claudio Béguignot erano sacerdoti e martiri che condivisero questa drammatica esperienza, essendo entrambi imprigionati in una galera ancorata al largo di Rochefort sulla costa francese. La prigionia avvenne durante la rivoluzione francese in un contesto descritto come sordida e degradante per la dignità umana. I detenuti subirono trattamenti bestiali, essendo ammucchiati, incatenati e costretti a stare in piedi in spazi angusti e malsani. Ogni mattina i religiosi imprigionati erano affumicati da un denso fumo di catrame per intossicarli sistematicamente e piegare la loro resistenza morale. Molti detenuti morirono di stenti e di fame a causa della totale mancanza di cibo adeguato e di cure igieniche. All'interno della nave Les Deux-Associés, Claude Beguignot si distinse per la sua fede straordinaria, assistendo con amorevoli cure i sofferenti e pregando continuamente il Signore. Nicola Savouret e Claudio Béguignot morirono entrambi consunti da malattia, logorati dalle privazioni estreme della reclusione. Il calvario di Claude Beguignot terminò il 16 luglio 1794 con la sua morte all'età di cinquantotto anni, avvenuta al largo di Rochefort in Francia. Il corpo di Claude Beguignot fu sepolto sulla vicina isola di Aix, consegnando alla terra le spoglie mortali di un fedele servitore di Dio.
La testimonianza della santità di Claude Beguignot fu tramandata dai superstiti della prigionia che conservarono il ricordo del suo eroismo spirituale. Nel febbraio del 1795 furono rimessi in libertà duecentottantadue superstiti della brutale prigionia, sopravvissuti miracolosamente alle epidemie e alle angherie. Tra i superstiti dei pontoni vi furono tuttavia solo cinque certosini, a testimonianza della decimazione subita dall'ordine. Nel 1932 iniziarono a La Rochelle le procedure per la beatificazione di sessantaquattro martiri con documentazione idonea sulla morte e sulle virtù eroiche. Il 2 luglio 1994 fu ufficialmente riconosciuto il martirio dei sessantaquattro martiri, spianando la strada al riconoscimento ecclesiastico definitivo. Il 1 ottobre 1995 il pontefice Giovanni Paolo II dichiarò solennemente la beatificazione dei martiri, commemorando i cinquecentoquarantasette religiosi deportati scomparsi. I beati sono noti come i Martiri dei Pontoni di Rochefort del 1994, ricordati con devozione dalla Chiesa universale. Sulla spiaggia dell'isola Madame, alla foce del fiume Charente, i pellegrini hanno deposto una croce di ciottoli a memoria dei martiri che lì soffrirono. Ogni anno nella seconda metà d'agosto si svolge un pellegrinaggio sull'isola Madame per ricordare gli avvenimenti della Rivoluzione francese e rinnovare la memoria di questi testimoni della fede.
Su camino de santidad
La historia del Beato Claudio Béguignot comienza en la ciudad de Langres en el año mil setecientos treinta y seis. Desde su juventud, sintió el llamado a una vida de entrega total a Dios, lo cual le condujo a ingresar en la orden de los cartujos. En el recogimiento de la cartuja de Bourgfontaine, Claudio profundizó en la oración y en la vida contemplativa, preparándose así para las circunstancias históricas que le tocaría enfrentar años más tarde.
Con la llegada de la Revolución Francesa, la fe católica fue puesta a prueba mediante la imposición de juramentos que contradecían la disciplina y la unidad de la Iglesia. En mil setecientos noventa y tres, mientras se encontraba en Rouen, el padre Claudio fue arrestado debido a su firme negativa a suscribir dicho juramento. Este acto de valentía marcó el inicio de su calvario personal. Fue trasladado como prisionero hacia Rochefort, donde las autoridades revolucionarias habían habilitado naves para albergar a los sacerdotes y religiosos que permanecían fieles a su ministerio. Durante su reclusión, el Beato Claudio sufrió privaciones extremas, enfermedades y el aislamiento en las duras condiciones de las naves prisión y en las cercanías de la Isla de Aix. Finalmente, en el año mil setecientos noventa y cuatro, entregó su alma al Señor, falleciendo a causa de los estragos provocados por el cautiverio y la falta de cuidados básicos. Su muerte no fue un final, sino el sello de una vida íntegra y profundamente vinculada al sacrificio de Cristo.
El culto y su memoria
La memoria del Beato Claudio Béguignot se mantiene viva en la Iglesia como parte del grupo de los mártires de los pontones de Rochefort. Su testimonio de fidelidad, que no buscó el aplauso humano sino la fidelidad a la verdad, fue reconocido oficialmente el primero de octubre de mil novecientos noventa y cinco, cuando fue beatificado por el Papa Juan Pablo Segundo. Esta proclamación invita a los fieles a recordar el valor de la libertad de conciencia y la importancia de la coherencia cristiana en tiempos de hostilidad.
La Iglesia celebra su memoria litúrgica el dieciséis de julio. Este día es una oportunidad para reflexionar sobre el sacrificio de quienes, como el Beato Claudio, no dudaron en perder la vida terrenal para preservar el tesoro de su fe. Su intercesión es invocada especialmente por quienes sufren a causa de sus convicciones religiosas, recordándonos que el sufrimiento, cuando es ofrecido con amor, se convierte en un camino de unión con el sacrificio redentor de nuestro Señor Jesucristo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Claudio Béguignot?
La data di celebrazione liturgica di Claude Beguignot è fissata al 16 luglio, con ulteriori note di ricorrenza il 19 settembre.
Di cosa è patrono il Beato Claudio Béguignot?
Il Beato Claudio Béguignot è annoverato tra i Martiri dei Pontoni di Rochefort.
En una galera anclada frente a Rochefort en la costa francesa, beatos Nicolás Savouret, de la Orden de los Frailes Menores Conventuales, y Claudio Béguignot, de la Orden Cartuja, sacerdotes y mártires, que, durante la revolución francesa, obligados en odio a su sacerdocio a una sórdida prisión, murieron consumidos por la enfermedad. — Martirologio Romano