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3 de junio

Beato Diego (José) Oddi

Religioso de los Frailes Menores

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la chiamata

Diego Oddi nacque a Vallinfreda in provincia di Roma il 6 giugno 1839 da una famiglia povera ma ricca di sentimenti religiosi, onestà morale e virtù cristiane. La modesta casa familiare era un nido di felicità e di pace, e la sua giovinezza fu segnata dalla fatica quotidiana per vivere. Al battesimo, ricevuto lo stesso giorno della nascita, gli fu imposto il nome di Giuseppe. Il parroco si interessò della sua educazione civile e religiosa, e Giuseppe fece gran tesoro degli insegnamenti ricevuti. Il 3 ottobre 1841 ricevette la Cresima, mentre all'età di dodici anni si accostò alla Prima Comunione. Fin da piccolo fu soprannominato frate per la dedizione al lavoro e alla preghiera e per il desiderio manifestato di entrare in convento. Fino all'età di trentadue anni aiutò i genitori nel duro lavoro dei campi.

Verso i vent'anni i genitori parlavano sempre di più del suo matrimonio, ma la risposta di Giuseppe alle insistenze della madre tardava a venire. Un giorno, stanco delle sollecitazioni materne, si decise a dichiarare di non volersi sposare. Poco tempo prima, mentre mieteva l'orzo nel podere di famiglia, si era sentito chiamare ripetutamente. Mentre falciava le spighe chino sui solchi, sentiva nascere dal fondo dell'anima la risposta da dare a Colui che lo chiamava. Maturò questa risposta durante la visita che ogni sera faceva in chiesa di ritorno dai campi. Era solito fare un colloquio quotidiano con Dio e con la Madre Celeste, alla quale era legato da una forte devozione filiale. Chiese al Signore cosa volesse da lui, e dal momento di quella chiamata Dio entrò nella sua vita.

A ventun'anni si recò a visitare il Ritiro di San Francesco a Bellegra con un gruppo di pellegrini. Restò suggestionato dal luogo e dalla santa vita condotta dai frati nel Ritiro, e non riusciva a liberarsi dalla suggestione ricevuta. Volle ritornare al Ritiro di San Francesco nella primavera del 1864, quattro anni dopo la prima visita. Ad aprirgli la porta durante la seconda visita fu fra Mariano da Roccacasale, proclamato in seguito Beato. Fra Mariano aveva per tutti una parola buona e un sorriso. Giuseppe tentò di baciargli la mano, ma questi la ritirò porgendogli da baciare l'abito. Giuseppe gli chiese un consiglio o un avvertimento, e fra Mariano gli rispose di essere buono e se ne andò in chiesa. Le semplici parole di fra Mariano ebbero un'importanza determinante per il suo futuro, poiché in esse Giuseppe intuì il significato segreto della sua vita.

La vita religiosa nel Ritiro

Aumentò il tempo dedicato alla preghiera e riprese il suo lavoro, rafforzandosi nella certezza della sua chiamata, che fece a poco a poco tutt'uno con la sua vita. Superò le resistenze paterne alla sua scelta e, nel 1871, all'età di trentadue anni, entrò nel Ritiro di Bellegra. Sopportò le avverse circostanze legate all'esproprio dei beni ecclesiastici da parte del Regno d'Italia. Il Superiore lo rivestì della tonaca francescana in qualità di Terziario Oblato il 12 aprile 1872. Svolse con fede e diligenza l'incarico di curare l'orto e successivamente l'ufficio di questuante. Il 17 maggio 1877 i religiosi furono espulsi dal Ritiro e furono ospitati in casa Saulini per otto mesi e dodici giorni. Il canonico anno di prova fu differito al 12 febbraio 1885, data in cui fu ammesso al noviziato in qualità di novizio laico e gli fu imposto il nome di fra Diego.

Il 14 febbraio 1886 terminò il noviziato e fece la professione semplice, mentre il 16 maggio 1889 fu ammesso alla professione dei voti solenni e perpetui. Fin dai primi momenti del suo ingresso in convento osservò le regole e le costituzioni. Era illetterato ma arguto e facile al dialogo, e sorprendeva tutti con le sue parole provenienti da un cuore abituato al colloquio con Dio. Pregava continuamente giorno e notte, mentre lavorava e camminava. Durante la questura nei paesi, terminato il giro delle case, la sera entrava in chiesa ad assistere alla funzione con i fedeli. Persuadeva il sagrestano ad andare a casa offrendosi di suonare l'Ave Maria e chiudere la chiesa. Restava spesso in preghiera per tutta la notte, e al mattino i benefattori presso cui era ospitato trovavano il suo letto intatto.

Attingeva sapienza e profondità di fede dal continuo colloquio con il Signore, e gli altri raccoglievano la sapienza e la profondità della sua fede dalle sue parole e discorsi. Semplici fedeli, sacerdoti, parroci, Vescovi e Cardinali restavano edificati da fra Diego. Il modo in cui serviva la Messa e si accostava alla santa Comunione equivaleva a una predica. La preghiera assidua e profonda e l'austerità della vita ammiravano coloro che lo avvicinavano. Camminava sempre a piedi per strade sassose e fangose con i piedi protetti da sandali francescani, affrontando la neve e la pioggia d'inverno, e la polvere e il sole d'estate.

Il transito e il culto

Dio operò cose grandi nella normalità della vita di fra Diego. Si verificarono molti avvenimenti straordinari riguardanti le cose umili e semplici di contadini e pastori incontrati da fra Diego, ma il fenomeno più vero era lui con il suo sorriso che lasciava passare il soffio creatore di Dio ovunque. San Pio X, vedendolo, esclamò che era un vero figlio di San Francesco. Nella vita di fra Diego si realizzarono le parole di San Francesco rivolte ai frati sulla povertà della Regola bollata VI, e le parole sul non preoccuparsi di apprendere le lettere e avere lo Spirito del Signore della Regola bollata X. Le caratteristiche dominanti di fra Diego erano umiltà, letizia, amore verso Dio e il prossimo. Quando chiedeva l'elemosina ai contadini, ascoltava con pazienza e comprensione i loro sfoghi e desideri, lenendo i loro dolori. Non c'era persona che non si rallegrasse della presenza di fra Diego e non si raccomandasse alle sue preghiere.

Le forze fisiche di fra Diego non reggevano più. Nel pomeriggio del 3 giugno 1919 era disteso sul povero letto dell'infermeria del Ritiro ad attendere la morte. Aveva trascorso cinquant'anni al Ritiro pregando, lavorando e facendo del bene. Era stanco ma sereno, felice e impaziente di morire, aspettando cantando come il suo Serafico Padre. Prediligeva e canticchiava con un filo di voce la laude popolare alla Madonna Andrò a vederla un dì. Morì il 3 giugno 1919 all'età di ottant'anni nel Ritiro di Bellegra. Visse in fama di santità per tutta la vita.

La sua tomba si trova nella Chiesa del Ritiro di San Francesco in via San Francesco a Bellegra, in provincia di Roma. Il 3 ottobre 1999 Diego Oddi è stato proclamato Beato da Papa Giovanni Paolo II. Il martirologio lo ricorda nel villaggio di Bellegra vicino a Roma come beato Diego, al secolo Giuseppe Oddi, religioso dell'Ordine dei Frati Minori, insigne per dedizione alla preghiera e per semplicità di vita.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Diego Oddi?

Si festeggia il 3 giugno, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1919.

En el pueblo de Bellegra, cerca de Roma, beato Diego (José) Oddi, religioso de la Orden de los Frailes Menores, insigne por su dedicación a la oración y por la sencillez de su vida. — Martirologio Romano