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6 de diciembre

Beato Eliodoro Ramos García

Coadjutor salesiano, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La vocazione salesiana e la lettera alla sorella

Il percorso vocazionale del Beato Eliodoro Ramos García si delineò attraverso tappe di profondo discernimento spirituale. Dopo l'esperienza iniziale con i domenicani, il suo ingresso nel seminario salesiano di Carabanchel Alto segnò l'inizio di una nuova fase. Di fronte alle difficoltà incontrate negli studi, i superiori lo indirizzarono verso la vocazione di coadiutore salesiano, scelta che egli abbracciò con piena serenità. Tale stato d'animo traspare chiaramente dalla lettera che egli scrisse il 27 gennaio 1936 alla sorella. In quello scritto, caratterizzato da uno stile calmo e premuroso, Eliodoro sottolineava la serietà del proprio impegno e l'importanza del periodo di formazione che stava vivendo. Menzionava inoltre la calda atmosfera familiare salesiana sperimentata durante le recenti vacanze natalizie, esprimendo grande felicità per il cammino intrapreso come coadiutore e confermando la sua ferma determinazione nel coltivare intensamente la propria vita interiore.

L'arresto e la persecuzione a Mohernando

Il noviziato di Mohernando, situato nella provincia di Guadalajara, fu teatro dei drammatici eventi legati alla persecuzione religiosa. Il 23 luglio 1936, giorno stesso in cui Eliodoro emise la sua professione religiosa, la casa salesiana fu assalita e occupata dai miliziani. Il giovane coadiutore condivise così tutte le vicissitudini della comunità religiosa dall'inizio della persecuzione fino al 2 agosto successivo. In quella data fu tratto in arresto insieme al direttore Michele Lasaga e ad altri cinque compagni, identificati come Giovanni Larragueta Garay, Luigi Martínez Alvarellos, Florenzio Rodríguez Guemes, Pasquale de Castro Herrera e Stefano Vázquez. L'intero gruppo fu immediatamente trasferito e rinchiuso nella prigione di Guadalajara, dove i sei giovani e il loro superiore rimasero confinati fino al giorno della esecuzione capitale.

Il martirio e la testimonianza di fede

Durante la permanenza nella prigione di Guadalajara, i confratelli mantennero viva la loro unione spirituale in vista della prova suprema. Il 6 dicembre 1936, avvertendo l'imminenza della fine, ricevettero l'assoluzione dei peccati dal loro superiore. Subito dopo, i condannati si radunarono in preghiera attorno al direttore poco prima di essere giustiziati. All'interno della prigione di Guadalajara essi furono fucilati quel medesimo giorno, suggellando con il sangue la propria fedeltà a Cristo e alla Chiesa. La memoria di tale sacrificio è rimasta viva nel tempo all'interno della famiglia salesiana e della Chiesa universale.

La beatificazione e il culto

Il riconoscimento ufficiale del martirio si compì il 28 ottobre 2007 a Roma, quando Eliodoro Ramos García fu solennemente proclamato beato. La cerimonia di beatificazione fu presieduta dal Cardinale José Saraiva Martins, allora prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, nel corso di una celebrazione che elevò agli altari ben quattrocentonovantotto martiri spagnoli. All'interno del Martirologio ciascuno dei martiri viene ricordato nel rispettivo anniversario del martirio. Inoltre, la memoria liturgica comune dei novantacinque Beati Martiri Spagnoli Salesiani si celebra annualmente il 22 settembre, mentre il beato Eliodoro riceve particolare venerazione nel giorno del suo transito al cielo, il 6 dicembre.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Eliodoro Ramos García?

La sua memoria liturgica si celebra il 6 dicembre, giorno del suo martirio. La memoria liturgica comune dei Beati Martiri Spagnoli Salesiani si celebra invece il 22 settembre.

Di cosa è patrono il Beato Eliodoro Ramos García?

Le fonti biografiche non riportano specifici patronati affidati alla sua intercessione.