2 de marzo
Beato Engelmaro (Hubert) Unzeitig
Sacerdote y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la vocazione
Il soggetto nacque a Greifendorf, una ristretta enclave di lingua tedesca situata nell'attuale Repubblica Ceca e oggi rinominata Hradec nad Svitavou, il 1° marzo 1911. La tradizione registra che il beato Engelmaro Unzeitig nacque proprio in questa località della Boemia. Fu il sesto e ultimo figlio di Johann Unzeitig, proprietario di una piccola azienda agricola, e di Cäcilia Kokl. Pochi giorni dopo la nascita, il 5 marzo 1911, ricevette il santo battesimo e gli venne imposto il nome di Hubert. La sua infanzia fu segnata da un grave lutto quando rimase orfano di padre il 14 gennaio 1916. Il genitore, arruolato nella prima guerra mondiale, morì come prigioniero di guerra a Simbirsk, lungo il fiume Volga. La madre mantenne la famiglia con grandi sforzi economici, garantendo la gestione della fattoria e l'educazione religiosa a Hubert e alle sue quattro sorelle. Negli anni della fanciullezza, Hubert ricevette la Prima Comunione il 16 maggio 1920 e, successivamente, il 26 settembre 1921, ricevette il sacramento della Cresima. Frequentò la scuola primaria dal 14 settembre 1917 al 27 giugno 1926, ottenendo un rendimento scolastico eccellente. Terminati gli studi primari, lavorò per un anno presso un altro agricoltore a Vresioce per perfezionare la conoscenza della lingua ceca. In seguito rientrò nella fattoria di famiglia per riprendere il lavoro agricolo in aiuto alla madre. Nel tempo libero si dedicava assiduamente alla lettura e alla preghiera, maturando la vocazione al sacerdozio. A causa della saturazione dei seminari locali, valutò l'opportunità di compiere gli studi religiosi all'estero. Chiese consiglio a un religioso redentorista di Vierzighuben, che gli indicò il seminario per vocazioni adulte di Riemlingen, nella Svevia, gestito dai padri Missionari di Mariannhill. La congregazione dei Missionari di Mariannhill era stata fondata dal monaco trappista dom Francesco Pfanner, al secolo Wendelin. Dom Pfanner aveva accettato di stabilire un monastero in Africa, affiancando al carisma trappista la dimensione dell'apostolato missionario. L'attività d'oltremare entrò in contrasto con le esigenze di silenzio, digiuno e preghiera della regola trappista. Nel 1909 papa Pio X intervenne personalmente separando l'abbazia di Mariannhill dall'Ordine Trappista, poco prima della scomparsa del fondatore. Per dom Francesco Pfanner è in corso una causa di beatificazione. Svincolatisi dall'ordine di origine, i Missionari di Mariannhill divennero una congregazione autonoma con una rapida diffusione. Hubert fu accolto nel seminario di Riemlingen, dove si distinse negli studi fino al conseguimento della maturità nel 1934. In occasione del Giubileo della Redenzione del 1933, svolse un pellegrinaggio a Roma viaggiando in treno, a piedi e in autostop. Ottenuto il diploma, tornò brevemente in patria prima di recarsi a Venlo, nei Paesi Bassi, sede del noviziato della provincia tedesca dei Missionari di Mariannhill. Il 30 aprile 1934 vestì l'abito religioso, assumendo il nome di fra Engelmaro o Engelmar. Emise la prima professione religiosa il 1° maggio 1935. Svolse gli studi di filosofia e teologia a Würzburg, presso il Pius-Seminar della propria congregazione. Parallelamente alla formazione ordinaria, si dedicò allo studio autonomo dell'inglese, del francese, dell'italiano e del russo. Iscrisse i voti perpetui il 1° maggio 1938. Fu ordinato sacerdote il 6 agosto 1939. Celebrò la sua prima Messa al paese natale il 15 agosto 1939. Poco tempo dopo la prima Messa, l'invasione della Polonia da parte della Germania diede inizio al secondo conflitto mondiale.
Il ministero pastorale e l'arresto
Nell'autunno del 1940 fu trasferito al castello di Riedegg, sede della provincia austriaca della congregazione. Grazie alle sue competenze linguistiche in francese, svolse il ruolo di cappellano per un gruppo di trenta prigionieri di guerra francesi. Il 18 dicembre 1940 ricevette l'incarico di provvisore per la parrocchia di Glöckelberg, oggi Zvonková, un piccolo centro della foresta boema. La parrocchia sorgeva in una zona disagiata a 800 metri di altitudine, caratterizzata da clima rigido, povertà diffusa e una popolazione di circa 1200 fedeli. Padre Engelmaro si stabilì nella nuova sede facendosi raggiungere dalla sorella Maria, che ne divenne la perpetua. Svolgeva regolarmente l'omelia domenicale e l'insegnamento del catechismo nelle scuole locali. Con l'inasprirsi delle persecuzioni anti-ebraiche, si adoperò per mettere in guardia i parrocchiani dalle ingiustizie del nazismo. A scuola, alcuni studenti cercavano di provocarlo formulando domande atte a fargli esprimere posizioni contrarie al regime. Venne denunciato alle autorità dal padre di un dirigente della Gioventù hitleriana e da un appartenente alle SA. A seguito della denuncia, subì un primo interrogatorio ad opera della Gestapo. Il 21 aprile 1941 la sorella notò un'automobile sopraggiungere nei pressi della canonica. Padre Engelmaro avvisò la sorella della presenza della Gestapo e la invitò a seguirlo immediatamente. Gli agenti perquisirono gli ambienti della parrocchia, focalizzandosi sugli appunti preparatori delle prediche. Raccolti rapidamente pochissimi effetti personali, il sacerdote venne tratto in arresto dalla polizia nazista. Fu detenuto in regime di custodia cautelare a Linz per sette settimane, mentre la comunità di Glöckelberg rimase fortemente scossa dalla vicenda. Padre Engelmaro manifestava preoccupazione per la sua parrocchia. Scrisse alla sorella chiedendo l'invio di un successore e dei manuali di teologia indispensabili per sostenere l'esame quinquennale. Il 3 giugno 1941 venne deportato nel campo di concentramento di Dachau senza aver avuto il tempo di prepararsi.
La prigionia a Dachau e il martirio
Nel lager gli era permesso inviare due lettere a settimana ai familiari. Le comunicazioni epistolari dovevano nascondere la reale e dura condizione di vita all'interno del campo. In una lettera del 7 settembre 1941 descrisse la vita del campo come varia, scandita da ritmi serrati tra preghiera, Messa, breviario, pasti e riposo. Nella medesima missiva affermava di impegnarsi per la propria crescita spirituale e di offrire quotidianamente la Messa per i suoi cari. Testimonianze successive rivelarono che la presunta varietà della vita nel campo consisteva in realtà nei lavori forzati destinati a circa tremila ministri del culto, perlopiù cattolici e protestanti. Tra i lavori forzati vi era il trasporto dei recipienti del rancio agli altri blocchi e la coltivazione di orti ricavati in terreni paludosi. Nel tempo libero padre Engelmaro cercava di redigere un libro e pregava nella cappella del blocco 26, noto come Pfarrerblock e riservato ai sacerdoti. Esercitava la preghiera e la penitenza tollerando le offese inflittegli dalle guardie del lager. Nell'estate del 1942 si verificò una forte riduzione delle razioni alimentari nel campo. Chiese per lettera ai familiari di non privarsi del cibo per mandarlo a lui, poiché lo avrebbe comunque condiviso con gli altri prigionieri. Nel 1944 scoppiò nel campo un'epidemia di tifo. I prigionieri che sopravvivevano al tifo venivano sottoposti a esperimenti di laboratorio, mentre la maggioranza moriva. Ispirandosi al fondatore del suo ordine che si era offerto per l'Africa, padre Engelmaro si propose volontario per curare i malati di tifo. Assisteva gli ammalati e li preparava alla morte somministrando i Sacramenti, compito evitato dalle SS per paura del contagio. Contrasse egli stesso il tifo durante l'assistenza agli ammalati. Morì di tifo il 2 marzo 1945, all'età di trentaquattro anni compiuti il giorno precedente. Ha trascorso quattro dei suoi sei anni di sacerdozio in uno stato di prigionia. Un confratello detenuto, grazie all'amicizia con un addetto ai forni crematori, riuscì a far cremare il suo corpo singolarmente. La salma fu identificata attraverso il numero di matricola 26147 assegnatogli all'ingresso nel lager. Il 30 marzo 1945, giorno di Venerdì Santo, le sue ceneri giunsero fortunatamente presso i Missionari di Mariannhill. I Missionari di Mariannhill custodirono le ceneri nella cappella funeraria del cimitero comunale di Würzburg. Le ceneri, inizialmente conservate in una scatoletta di legno, furono riposte nel 1947 in un'urna metallica. Il 20 novembre 1968 l'urna metallica venne trasferita nella chiesa del Sacro Cuore presso la casa dei Missionari di Mariannhill. Subito dopo la sua scomparsa, il beato venne soprannominato angelo di Dachau. In uno degli ultimi messaggi inviati ai suoi familiari, il beato ha espresso un testamento spirituale incentrato sulla grazia divina e sull'amore.
Il cammino verso la beatificazione
La Santa Sede ha concesso il nulla osta per la causa di beatificazione il 5 settembre 1988. Il 26 luglio 1991 è stata avviata una doppia inchiesta per valutare sia le virtù eroiche sia l'eventuale martirio. Per la beatificazione tramite la via delle virtù eroiche sarebbe stato richiesto l'accertamento di un miracolo. L'inchiesta diocesana sulle virtù eroiche si è chiusa nel giugno 1996 ed è stata convalidata l'11 gennaio 2002. I consultori teologi il 30 gennaio 2009 e la Congregazione delle Cause dei Santi il 28 aprile 2009 hanno espresso parere favorevole sulle virtù eroiche. Con decreto del 3 luglio 2009 padre Engelmaro è stato proclamato Venerabile. Durante le testimonianze del processo diocesano è emersa l'ipotesi del martirio per la morte causata dalle sofferenze della prigionia ex aerumnis carceris. Numerosi testimoni hanno affermato che la sua morte fosse da considerare un martirio. La sua offerta della vita è stata paragonata a quella di san Massimiliano Maria Kolbe per la piena consapevolezza del gesto. L'inchiesta diocesana sul martirio, iniziata il 26 luglio 1991, si è conclusa il 25 maggio 2012 ed è stata convalidata il 14 dicembre 2012. L'11 marzo 2014 i consultori teologi hanno approvato ufficialmente la dichiarazione del suo martirio. Il 21 gennaio 2016 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che confermava il martirio di padre Engelmaro. Il rito di beatificazione come martire si è svolto sabato 24 settembre 2016. La cerimonia di beatificazione si è tenuta nella cattedrale di San Chiliano a Würzburg. Il cardinale Angelo Amato ha presenziato alla beatificazione in qualità di delegato del papa. La memoria liturgica del beato è stata stabilita per il 2 marzo, data della sua morte. Il beato Engelmaro Unzeitig è il primo membro dei Missionari di Mariannhill a essere stato beatificato.
La vida y el sacrificio
Engelmaro Unzeitig nació en el año mil novecientos once en Hradec nad Svitavou. Su camino vocacional se consolidó al ingresar en el año mil novecientos treinta y cuatro a los Misioneros de Mariannhill, donde profundizó su llamado espiritual. Tras años de formación, recibió la ordenación sacerdotal el seis de agosto de mil novecientos treinta y nueve, iniciando así una misión que lo llevaría por diversos lugares como Riemlingen, Venlo, Würzburg, Glöckelberg y Linz, desempeñando su labor con sencillez y profunda convicción.
Su compromiso con el Evangelio le valió la persecución por parte del régimen nazi, siendo arrestado por la Gestapo el veintiuno de abril de mil novecientos cuarenta y uno. Fue enviado al campo de concentración de Dachau, un lugar que se convirtió en su última parroquia. En medio de la privación y el horror, el beato Engelmaro no permitió que el miedo silenciara su espíritu. Su entrega alcanzó su punto máximo cuando, conociendo el riesgo inminente, se dedicó a asistir a los prisioneros afectados por una epidemia de tifus. Esta elección consciente de amor al prójimo lo condujo al martirio, falleciendo en el mismo campo en el año mil novecientos cuarenta y cinco.
El culto y la memoria
La memoria del beato Engelmaro Unzeitig perdura en la Iglesia como un recordatorio de que la luz de Cristo brilla incluso en los momentos más oscuros de la historia humana. Su beatificación, celebrada por el papa Francisco en el año dos mil dieciséis, confirmó ante el mundo la santidad de su vida y la grandeza de su sacrificio en el campo de Dachau.
La Iglesia celebra su memoria litúrgica el día dos de marzo, fecha que marca su tránsito a la vida eterna. Los fieles acuden a su ejemplo para encontrar fortaleza en las pruebas y aprender el valor de la caridad desinteresada. Su figura, vinculada a los lugares donde vivió su ministerio, sigue siendo un testimonio vivo de fidelidad a la vocación sacerdotal hasta el extremo del don de sí mismo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Engelmaro Unzeitig?
La sua memoria liturgica si celebra il 2 marzo, giorno della sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono il beato Engelmaro Unzeitig?
Nei fatti forniti non viene menzionato alcun patronato specifico.