14 de marzo
Beato Felipe Longo
Religioso franciscano
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e vocazione accanto a San Francesco
La natalità di frate Filippo Longo è molto discussa tra gli storici e i biografi, poiché diversi luoghi ne rivendicano la patria d'origine nel corso del tredicesimo secolo. Alcuni ritengono che Filippo Longo fosse originario di Mandria, borgo situato ai piedi del monte Subasio, mentre altri sostengono che provenisse dal contado di Perugia. Esistono inoltre pareri differenti che lo dicono nativo di Atri, paese della provincia di Teramo in Abruzzo, oppure reatino, precisamente di Castel San Savino, un borgo esistente nel Medioevo sul monte Izzo e limitrofo al santuario di Fontecolombo. Fu cognominato Lungo per essere di statura lunga e grande, in netto contrasto con il beato Morico, suo compagno e crocifisso, che fu invece cognominato Piccolo per la sua statura minuta. Secondo le fonti antiche, fu il settimo compagno di San Francesco d'Assisi. Il Signore gli aveva toccato e purificato le labbra con il carbone ardente, un segno straordinario che lo rendeva capace di parlare di Dio con mirabile dolcezza. Possedeva la grazia di interpretare la Scrittura spiegandone il significato più recondito senza aver studiato nelle scuole umane, risultando simile a coloro che i principi dei Giudei disprezzavano come ignoranti e illetterati, ovvero gli apostoli del Vangelo.
San Francesco radunò tutti i compagni parlando loro del Regno di Dio, del disprezzo del mondo, del rinnegamento della propria volontà e della soggezione del corpo. Al termine del colloquio spirituale, Francesco divise i compagni in quattro gruppi ordinando loro di andare a due a due ad annunziare la pace e la penitenza agli uomini. Raccomandò caldamente di essere pazienti nelle tribolazioni, sicuri che il Signore avrebbe adempiuto il suo disegno di salvezza. Ordinò inoltre di rispondere umilmente a chi interroga, di benedire chi perseguita e di ringraziare chi ingiuria e calunnia. I frati ricevettero il precetto della santa obbedienza prostrandosi a terra con profondo rispetto. Francesco li abbracciò teneramente dicendo a ognuno di riporre la massima fiducia nel Signore. Il santo fondatore ebbe sempre grande stima per frate Filippo. Dal processo di canonizzazione di Santa Chiara si apprende che Francesco si faceva regolarmente accompagnare da frate Filippo nei suoi incontri con la futura Reclusa di San Damiano. Frate Filippo prendeva parte attiva alle conversazioni spirituali tra Francesco e Chiara, e fu persino presente nel delicato trasferimento di Chiara dal monastero di San Paolo di Bastia a quello di San Angelo di Panzo, insieme a santo Francesco e a frate Bernardo. Egli fu inoltre un particolare e costante sostenitore delle sorelle, tanto che Cecilia di Gualtieri Cacciaguerra entrò nell'Ordine per le esortazioni di madonna Chiara e della bona memoria di frate Filippo.
Predicazione, vicende istituzionali e ultimi anni
Egli possedeva il carisma della contemplazione, dell'interpretazione delle scritture e di vivere una silenziosa apertura a Dio, unita alla straordinaria capacità di rendere accessibile agli uomini il nocciolo autentico delle scritture. Possedeva inoltre un particolare carisma per la predicazione. Predicava con fervore in San Damiano e nella Marca d'Ancona, riscaldando gli animi di una grande folla di fedeli. Il giovane marchigiano Giovanni della Penna, dopo una visione premonitrice, si diresse in San Stefano nelle Marche dove una folla attendeva una predica. Frate Filippo era uno dei primi frati venuti nella Marca d'Ancona per diffondere il messaggio evangelico. Predicava devotissimamente non con parole di sapienza umana ma in virtù di spirito santo di Cristo, annunziando con forza il reame di vita eterna. Nel milletrecentodiciannove frate Filippo Longo fu eletto primo Confessore, Visitatore, Correttore e Presidente delle monache di San Damiano, che sarebbero poi dette di Santa Chiara. San Francesco si trovava in Terra Santa al momento della nomina di Filippo, avvenuta per mano del cardinale Ugolino, il quale conferì la carica al frate probabilmente per avere un proprio controllo diretto sull'Ordine delle Povere Dame. La nomina suscitò l'ira di Francesco che, tornato dalla missione in Oriente, destituì immediatamente Filippo dall'incarico. Francesco credeva fermamente che la nomina di un frate come superiore delle Recluse di San Damiano fosse il sintomo di un desenvolvimento infausto e irreversibile della fraternitas, e in quell'occasione affermò che i frati sono chiamati Minori proprio per non presumere di diventare maggiori. Dopo la morte di San Francesco, avvenuta tra gli anni milleduecentoventotto e milleduecentoquarantasei, frate Filippo fu nuovamente visitatore delle Povere Dame per disposizione del papa. Successivamente il soggetto rinunciò al proprio incarico e si ritirò nel romitaggio di Greccio, dove visse in compagnia dei famosissimi Tre Compagni di Francesco, ovvero i frati Leone, Angelo e Rufino. In quel luogo di silenzio e preghiera, contribuì attivamente alla raccolta di materiale biografico su San Francesco d'Assisi.
Successivamente il soggetto fu inviato dai superiori in Francia per continuare la sua missione. Secondo quanto attesta lo storico Iacobilli, in ogni luogo visitato in Francia predicava con mirabile fervore, lasciando ovunque luminosi segni delle sue grandissime virtù. Il soggetto morì in fama di miracoli a Monte Ferrando, città d'Alvernia, nella provincia della Francia. Sebbene alcuni scrittori abbiano asserito che sia morto a Perugia e sepolto in un monastero di monache, tale tesi non corrisponde a verità. È invece verissimo che il suo corpo riposa nel suddetto luogo d'Alvernia, in Francia. La morte del soggetto avvenne il quattordicesimo giorno di marzo dell'anno milleduecentocinquantanove, suggellando una vita interamente consacrata a Dio nella sequela di San Francesco.
Su vida junto a San Francisco
El Beato Felipe Longo ocupa un lugar de honor en la historia de la Orden Franciscana al ser reconocido como el séptimo compañero de San Francisco de Asís. Su cercanía con el Santo de Asís le permitió ser testigo privilegiado de los momentos fundacionales de la espiritualidad menor. Entre sus responsabilidades más destacadas, destaca el acompañamiento constante a San Francisco durante los encuentros que este sostuvo con Santa Clara de Asís, facilitando así el vínculo espiritual entre el convento de San Damiano y la fraternidad de los hermanos menores.
En el año mil doscientos diecinueve, Felipe recibió el encargo de ejercer como visitador de las monjas de San Damiano, una tarea que requería una profunda madurez espiritual y una clara fidelidad a la regla. Su celo apostólico lo llevó a recorrer diversos territorios, destacándose su labor de predicación en la Marca de Ancona, donde sembró la palabra del Evangelio con sencillez y firmeza. Posteriormente, su compromiso con la verdad y la memoria histórica quedó patente en Greccio, donde colaboró activamente en la recopilación de testimonios y materiales sobre la vida de San Francisco. Su existencia fue un peregrinaje constante, culminando su camino terrenal lejos de su tierra natal, en Monte Ferrando, dentro de la región de Alvernia, Francia, donde falleció en el año mil doscientos cincuenta y nueve.
Su memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria del Beato Felipe Longo cada catorce de marzo. Esta fecha invita a los fieles a recordar a aquellos hombres que, como Felipe, caminaron junto a los grandes santos de la historia, sosteniendo con su discreción y servicio el desarrollo de la vida religiosa. Su culto es un testimonio de gratitud por su fidelidad a la vocación franciscana y por su esfuerzo en documentar el ejemplo de humildad de su maestro. Al honrar al Beato Felipe, la comunidad cristiana reconoce la importancia de quienes, sin buscar gloria propia, trabajaron con diligencia por la edificación de la Iglesia y la preservación de la memoria de los santos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Filippo Longo?
La ricorrenza del Beato Filippo Longo si celebra il quattordicesimo giorno di marzo.
Quale fu il ruolo di frate Filippo Longo nell'ordine francescano?
Fu il settimo compagno di San Francesco, predicatore, visitatore delle Povere Dame e custode della memoria storica del Poverello di Assisi.