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13 de agosto

Beato Ferdinando Saperas Aluja

Religioso claretiano, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Fernando, in catalano Ferran Saperas Aluja, nacque l'8 settembre 1905 ad Alió, in provincia e diocesi di Tarragona. Suo padre si chiamava José Saperas ed era un muratore, mentre sua madre si chiamava Escolástica Aluja. Fu battezzato nella parrocchia di San Bartolomeo Apostolo nel suo paese natale due giorni dopo la nascita e ricevette il Sacramento della Cresima alcuni anni dopo. Compì gli studi elementari nella scuola del paese, distinguendosi più per il comportamento che per il profitto. Suo padre morì nel 1912, lasciando la madre senza beni di fortuna e con tre figli di dieci, sette e quattro anni. I tre figli della coppia erano Juan, di dieci anni, Fernando, di sette anni, e Román, di quattro anni. La madre, trovandosi in questa difficile situazione, divenne venditrice ambulante per sostenere la famiglia. Successivamente la madre comprò una pescheria a Valls e vi si trasferì con i figli. In cerca di lavoro e desideroso di rendersi utile, Fernando maturò una notevole devozione frequentando assiduamente la chiesa e servendo il parroco anche come chierichetto. A tredici anni gli fu affidata, insieme al fratello Juan, la cura di alcuni appezzamenti di terra acquistati dalla madre. Data la fatica dei lavori agricoli, la madre cercò per lui un lavoro più adatto. Lavorò per un paio d'anni come cameriere in due alberghi a Valls. Negli alberghi le sue mani si screpolavano per l'acqua e il suo comportamento differiva da quello dei colleghi. Subì lo scherno dei coetanei durante il periodo negli alberghi. Tornò a casa e, aiutato dal fratello Juan, trovò lavoro nel negozio del signor Alejo Montaner, che lo accolse come un padre. Mantenne la religiosità e la fedeltà ai doveri cristiani lavorando nel negozio. I coetanei lo prendevano in giro chiamandolo dispregiativamente beato, con intenzione bigotta o paolotta. Dopo tre anni tornò in famiglia per prestare il servizio militare. Durante il periodo a casa fu considerato un fannullone dai familiari e continuò a essere chiamato beato all'esterno per la frequenza assidua della chiesa.

La vocazione e l'ingresso tra i Clarettiani

Nel 1925 entrò in caserma per iniziare il servizio militare e nel 1926 fu inviato a Barcellona. Fu assegnato alla Cavalleria grazie al suo buon fisico. La caserma della Cavalleria non era lontana dal Santuario del Cuore di Maria, retto dai Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, i Clarettiani, che prendono il nome dal loro fondatore sant'Antonio Maria Claret. L'ambiente militare non gli piaceva a causa delle conversazioni grossolane degli altri soldati. Fece amicizia con il cappellano militare, che probabilmente intercedette per lui presso il colonnello. Fu scelto come assistente del colonnello, incarico che comprendeva anche l'accompagnare a scuola i figli del superiore. Nel tempo libero partecipava alle funzioni religiose nel Santuario del Cuore di Maria. Iniziò a pensare alla vocazione religiosa nel Santuario, frenato inizialmente dall'età avanzata per gli studi. Padre Soteras, un Clarettiano, gli spiegò che non servivano studi speciali e che poteva entrare come fratello coadiutore per aiutare i sacerdoti nei servizi domestici. Chiese tempo per riflettere sulla proposta. Il padre sacrestano Jaime Puig notò la sua devozione commentando che non era fatto per restare nel mondo. Confidò a Jaime Puig di pensare seriamente a entrare tra i Clarettiani ma di temere la reazione dei familiari. Decise di lasciare il servizio militare prima del termine e tornò a casa per parlare con la madre. Madre e fratello Juan inizialmente furono contrari ma poi cedettero alla sua determinazione. Nell'autunno 1928 si diresse a Vic, sede del noviziato. Prima del noviziato seguì il postulandato per i religiosi fratelli. Il 21 dicembre scrisse ai familiari una lettera esprimendo la prova positiva della vita religiosa e chiedendo preghiere per la perseveranza fino alla morte. Vestì l'abito religioso il 14 agosto 1929 e iniziò il noviziato. Partecipò alla professione religiosa anche sua madre. Durante l'anno di noviziato si dimostrò gran lavoratore, con un carattere forte ma controllato, a volte brusco ma tenace.

La vita religiosa e i servizi comunitari

Il suo primo incarico, esattamente una settimana dopo la professione religiosa, fu quello di cuoco presso il postulandato di Alagon, che ospitava oltre cento ragazzi. Ad Alagon dovette impiegare molta patience a causa della sua inesperienza. A causa dell'aumento delle difficoltà ad Alagon, gli fu chiesto un periodo di pausa. Il 13 ottobre 1930 fu trasferito a Cervera come aiuto-cuoco e incaricato del cibo per i malati. Con la proclamazione della Repubblica il 14 aprile 1931 fu scelto come portinaio in quanto uomo di poche parole e dal contegno serio. Negli intervalli liberi dai servizi di quella vasta comunità recitava il Rosario completo. Agli inizi del 1934 fu destinato a Mas Claret, una fattoria che serviva da luogo di vacanza per i Missionari e per fornire alimenti alla comunità di Cervera. Fratel Fernando si dedicò alla cura degli animali domestici a Mas Claret. Fratel Fernando si prestava anche ai lavori di ampliamento della casa a Mas Claret. Il 29 maggio dello stesso anno cadde da una scala a mano fratturandosi tibia e perone. Sopportò pazientemente le prime cure che gli furono prestate e l'operazione. Appena possibile rientrò a Cervera e venne nominato aiutante del fratello calzolaio per avere meno problemi. In tutti i rapporti dei superiori emergono lodi al suo comportamento e alla sua fedeltà ai propri doveri. Nell'estate del 1936 fratel Fernando seppe di non essere stato ammesso ai voti perpetui che avrebbe dovuto professare il mese seguente. Il Governo Provinciale scelse l'aggiunta di un ulteriore anno di prova invece dell'uscita dalla congregazione. Fratel Fernando accettò certo di doversi sottoporre a ogni sorta di sacrificio pur di restare fedele alla sua vocazione.

La persecuzione e l'esilio a Montpalau

Il 21 luglio 1936, due giorni dopo l'inizio della guerra civile spagnola, arrivò una telefonata dal sindaco alla comunità di Cervera per lasciare l'edificio dell'ex università entro un'ora. L'edificio dell'ex università era la loro casa dal 1887. Usciti dalla porta del giardino i Clarettiani si divisero. Ventuno Clarettiani si rifugiarono nell'ospedale o presso famiglie amiche. Quindici Padri, quarantaquattro Scolastici, venticinque Fratelli e trentotto Postulanti salirono su autobus inviati dal Municipio. I mezzi si diressero verso Solsona ma i rivoluzionari di quella città non li accolsero. Ormai di notte i mezzi fermarono a San Ramon dove furono accolti nel convento dei Mercedari. Trascorsero la notte a San Ramon e al mattino seguente fu celebrata la Messa. Durante la Messa a San Ramon alcuni rinnovarono i voti religiosi mentre altri li professarono per la prima volta. Il mattino del 23 luglio si dispersero di nuovo. Gli Scolastici e alcuni Fratelli si avviarono verso Mas Claret. Mas Claret è una fattoria a sette chilometri da Cervera. Arrivati a Mas Claret si dispersero nuovamente. Fratel Fernando proseguì da solo fino a Montpalau. A Montpalau trovò ospitalità dal signor Ramón Riera. A Montpalau dava lezioni di catechismo ai figli del padrone di casa. A Montpalau lavorava come trebbiatore con gli altri uomini. A Montpalau guidava la preghiera del Rosario. Dato che alla casa era annesso un piccolo bar pubblico, dava una mano anche lì. Spesso interveniva nel bar per impedire le bestemmie. Commentò una volta al padrone di casa che cercava di frenare il suo zelo: Se mi uccidono, sia lodato Dio!... Coloro che ci perseguitano sono poveri disgraziati, per i quali io penso solo a pregare. E a me costa molto poco perdonarli.

L'arresto e la testimonianza suprema

Il 12 agosto lasciò Montpalau e s'incamminò verso la proprietà del signor Miguel Bofarull. Miguel Bofarull aveva nascosto due giumente coi loro puledri, parte del bestiame della fattoria di Mas Claret. Stava quasi per arrivare quando notò un'auto sospetta ferma di fronte alla casa e cambiò direzione. I miliziani erano arrivati per prelevare i cavalli. I miliziani catturarono il padrone di casa, che in seguito rilasciarono, e fratel Fernando. I miliziani iniziarono subito a provocarlo a bestemmiare. Si oppose alle provocazioni svelando la sua identità di religioso. Esclamò: Questo no! Sono un religioso! Arrivati al luogo della prigionia, Juan Casterás e i suoi uomini passarono alle minacce fisiche rivolte contro la castità di fratel Fernando. La sua reazione fu decisa e ripetuta: Questo no! Fate di me quello che volete, ma lasciate che il mio seme mi muoia dentro. I persecutori decisero di portarlo in una casa di prostituzione per vedere se cedesse di fronte alle donne. Un miliziano detto Pepito insinuò: Senti, se tuo padre e tua madre si fossero comportati come te, dovresti sapere che tu non saresti al mondo. Rispose prontamente: Mio padre e mia madre erano sposati. E io sono un religioso! Le prostitute di Tàrrega presero le sue difese quando fu trascinato lì. Fratel Fernando tenne gli occhi bassi restando raccolto in preghiera davanti alle prostitute. La tenutaria del bordello, una certa Carmen, fu la prima a opporsi, seguita dalle sue compagne. Ben oltre le 21 del 12 agosto 1936 fratel Fernando fu spinto in un'automobile. Fu portato presso il cimitero di Tàrrega per l'esecuzione. Fratel Fernando è nato ad Alió in Spagna l'8 settembre 1905 ed è morto a Tárrega in Spagna il 13 agosto 1936. Mentre veniva obbligato a porsi con la schiena contro il muro accanto alla porta, chiese il permesso di parlare. Pronunciò le parole: Perdonali, Signore, perché non sanno quello che fanno. Ripeté: Io vi perdono! Io vi perdono! Juan Casterás domandò: Di cosa ci perdoni?, prima di dare ordine ai suoi di sparare. Il condannato gridò: Viva Cristo Re! Viva la Religione!, mentre i colpi lo raggiunsero in pieno petto. Il comandante diede al condannato il colpo di grazia. Nel mezzo dell'agonia, fratel Fernando invocava: Madre! Madre!, pensando forse alla madre terrena o alla Madonna.

Il processo di beatificazione

La congregazione clarettiana ha sempre considerato fratel Fernando martire della castità. La sua causa fu inserita nel gruppo denominato Jaime Girón e 59 compagni, accomunati dall'essere membri della comunità clarettiana di Cervera per accertare il martirio in odio alla fede. Il processo informativo fu aperto nella diocesi di Solsona l'11 febbraio 1948 e fu concluso il 26 dicembre 1954. Il decreto sugli scritti fu emanato il 22 giugno 1966. La convalida del processo informativo porta la data del 3 giugno 2000. Con il decreto del 13 settembre 2006, la causa fu inclusa in un più ampio elenco di 109 potenziali martiri della stessa congregazione. Fratel Fernando fu indicato come capogruppo insieme a Mateo Casals Mas e Teófilo Casajús Alduán in rappresentanza delle tre vocazioni presenti tra i Clarettiani. Mateo Casals Mas era un religioso sacerdote e Teófilo Casajús Alduán era un religioso scolastico in formazione verso il sacerdozio. La Positio super martyrio fu consegnata nel 2006 e fu esaminata dai consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi l'8 febbraio 2016. La valutazione positiva fu confermata dalla riunione dei cardinali e dei vescovi membri della medesima Congregazione. Il 21 dicembre 2016 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto di riconoscimento del martirio in odio alla fede cattolica per fratel Fernando Saperas Aluja e i suoi 108 compagni e confratelli. Papa Francesco ha concesso tale autorizzazione ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La beatificazione è stata celebrata il 21 ottobre 2017 nella basilica della Sagrada Familia a Barcellona. A presiedere il rito di beatificazione in qualità di inviato del Santo Padre è stato il cardinale Amato.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Ferdinando Saperas Aluja?

La sua ricorrenza si celebra il 13 agosto.

Di cosa è patrono il Beato Ferdinando Saperas Aluja?

Non sono indicati patronati specifici nei fatti.