15 de julio
Beato Ignacio de Azevedo y 38 compañeros
Jesuitas, mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y vocación
Ignacio de Azevedo nació en 1527 presso Oporto en Portogallo da una famiglia nobile. A ventuno anni, il 28 dicembre 1548, Ignazio entrò tra i Gesuiti di Coimbra. Ignazio si affermò nell'Ordine fondato da sant'Ignazio di Loyola per la sua genuina fede ed operosità. Successivamente, Ignazio divenne per parecchi mesi rettore dei Collegi gesuiti di Lisbona e di Braga. Nel 1558 Ignazio fu Vice Provinciale dell'Ordine nel Portogallo. Nel 1566 Ignazio de Azevedo fu inviato come Visitatore nella Missione del Brasile. I gesuiti erano giunti in Brasile diciassette anni prima al seguito dei colonizzatori portoghesi. I gesuiti avevano già stabilito alcune Case in Brasile anche in mezzo alle tribù dei cannibali. Dopo tre anni di permanenza nelle missioni brasiliane, Ignazio ritornò a Roma nel 1569 per relazionare sulle esperienze fatte. Ignazio chiese con insistenza al Generale dei Gesuiti san Francesco Borgia di inviare nuovi e numerosi missionari in Brasile. Il Brasile era considerato sconfinato come territorio e con grande possibilità di evangelizzazione fra i popoli non cristiani. Il desiderio di evangelizzare le popolazioni del Brasile spinse i gesuiti ad intraprendere il viaggio per mare ed a dare la vita.
La preparación del viaje
Ignazio ottenne l'incarico di raccogliere nelle Province gesuitiche del Portogallo e di Spagna religiosi adatti e giovani. Ignazio ottenne l'incarico di ripartire per il Brasile con la carica di Provinciale. I martiri gesuiti provenivano dal Portogallo e dalla Spagna. Ignazio radunò sessantotto religiosi e si ritirò con loro a Valle delle Rose presso Lisbona. Il periodo di preparazione a Valle delle Rose durò cinque mesi. Nei primi giorni del mese di giugno 1570 era pronta a salpare una flotta di otto navi per il Brasile. La flotta aveva il compito di portare e scortare nel Brasile il viceré don Luigi de Vasconcellos. Alla flotta si aggregò la nave San Giacomo, noleggiata da Ignazio de Azevedo per il suo gruppo di missionari. I missionari furono divisi in tre gruppi: quaranta sulla nave San Giacomo, venti sulla nave ammiraglia e tre su un'altra nave. I tre missionari sulla terza nave avevano il compito di fare catechismo ad alcune centinaia di fanciulli orfani raccolti per popolare la colonia. La flotta partì il 5 giugno e raggiunse il 12 giugno l'isola portoghese di Madera nell'Atlantico. La flotta rimase in attesa di venti favorevoli a Madera per ordine del viceré.
La navigación y el asalto
Il capitano della nave San Giacomo preferì puntare prima del Brasile su Las Palmas nelle Isole Canarie per interessi commerciali. Le Isole Canarie erano colonie spagnole dal 1476. Ignazio decise di proseguire anche senza la protezione della flotta, conscio del pericolo delle navi corsare. Ignazio lasciò liberi i missionari di seguirlo nella scelta di proseguire. Quattro missionari rinunciarono a proseguire e furono subito sostituiti con altri quattro tolti dalla nave ammiraglia. La nave San Giacomo, salpata da Madera il 30 giugno, navigò agevolmente con venti a favore. La nave arrivò a nove miglia dalla costa dell'arcipelago delle Canarie verso la metà di luglio 1570. I martiri morirono uccisi a nove miglia dalla costa delle Canarie mentre erano diretti in Brasile. La nave dovette fermarsi per la bonaccia, ovvero la mancanza di vento. La nave fu attaccata da cinque navi corsare guidate da ugonotti comandati dal corsaro francese Giacomo Souríe. Gli ugonotti erano protestanti seguaci di Calvino, protagonisti delle guerre di religione in Francia dal 1562 al 1598.
El martirio y los testigos
I corsari ebbero l'ordine di risparmiare l'equipaggio ed i passeggeri ma di sterminare i gesuiti. I martiri morirono senza aver messo piede a terra nelle Canarie. Il martirio avvenne nell'arcipelago delle Canarie il 15 luglio 1570. I quaranta gesuiti complessivi sono classificati come i Martiri del Brasile del 1570. Ignazio de Azevedo nacque a Oporto in Portogallo nel 1527. I martiri erano compagni della Compagnia di Gesù in numero di trentotto oltre a padre Ignazio. Il gruppo si dirigeva verso le missioni in Brasile a bordo di una nave chiamata San Giacomo. La nave fu assalita dai pirati. I gesuiti furono trafitti con spada e lancia in odio alla religione cattolica. Quarantuno religiosi furono massacrati a colpi di spada e lancia e buttati in mare, morti o moribondi. Il quattordicenne Giovanni Sanchez fu risparmiato perché serviva i pirati come cuoco. Il giovane Giovanni Sanjoaninho, figlio del comandante della nave, indossò furtivamente la veste talare di uno degli uccisi. Giovanni Sanjoaninho fu scambiato per un religioso e ucciso, aggiungendosi ai martiri con il nome di Giovanni Adauto. Il numero totale dei martiri rimase quaranta. I quaranta martiri erano costituiti da ventisei sacerdoti, tredici novizi e un candidato. Il martirio avvenne il 15 luglio 1570 per quasi tutti, tranne uno ucciso il giorno dopo. La carmelitana Teresa di Gesù, ad Avila in Spagna, vide in un'estasi il cugino e martire Francesco Pérez Godoy salire in cielo con i compagni. Teresa di Gesù comunicò la visione al suo confessore e le notizie giunte da Madera e dal Brasile la confermarono. Altri quattordici gesuiti imbarcati sulla flotta del viceré furono uccisi da navi corsare in seguito ad altri avvenimenti. È in corso il processo di beatificazione anche per i quattordici gesuiti uccisi dai corsari.
El culto y la memoria
I martiri furono subito venerati in Brasile, dove ebbero una prima solenne celebrazione a Bahia il 15 luglio 1574. Quaranta martiri gesuiti furono proclamati Protettori del Brasile nel 1574. I martiri furono venerati anche nei loro Paesi d'origine, Portogallo e Spagna. Nel 1625 papa Urbano VIII emanò decreti sul culto dei Santi che fecero interrompere il culto pubblico. Un decreto di papa Pio IX dell'11 maggio 1854 confermò il culto. La festa liturgica fu fissata al 15 luglio. La lista dei quaranta gesuiti è consultabile nel libretto edito da Jesus Società San Paolo intitolato Storia della vocazione e della missione di Ignazio di Loyola.
La vida y misión
La trayectoria del beato Ignacio de Azevedo comenzó en Oporto, desde donde emprendió un camino de consagración al ingresar en la Compañía de Jesús en la ciudad de Coimbra, en el año 1548. A lo largo de los años, su capacidad y entrega lo condujeron a desempeñar responsabilidades de gran relevancia para la orden, siendo nombrado visitador de la misión jesuita en Brasil en el año 1566. Esta labor le permitió conocer de cerca las necesidades de aquellas tierras, despertando en él un celo apostólico renovado por expandir la luz de la fe en el Nuevo Mundo.
Con el objetivo de reforzar esta presencia misionera, Ignacio de Azevedo se dedicó en el año 1569 a recorrer diversas regiones de Portugal y España con el fin de reclutar nuevos compañeros dispuestos a servir en la misión del Brasil. Su convocatoria logró reunir a un grupo numeroso de hombres comprometidos. Sin embargo, el designio de Dios tenía preparado un destino distinto para aquellos misioneros. Durante su travesía por el océano Atlántico, la nave llamada San Giacomo fue interceptada y atacada por corsarios ugonottos en las proximidades de las islas Canarias. En aquel encuentro violento, Ignacio de Azevedo y treinta y ocho de sus compañeros fueron asesinados por odio a la fe católica, ofreciendo sus vidas en un sacrificio supremo de coherencia cristiana que permanece vivo en la memoria de la Iglesia.
El culto y memoria
La Iglesia venera la memoria de estos mártires como un recordatorio constante de la entrega total que el Evangelio exige a sus discípulos. El reconocimiento oficial de su santidad tuvo lugar el once de mayo del año 1854, cuando el papa Pío Noveno confirmó su culto. Desde entonces, el nombre del beato Ignacio de Azevedo y el de sus treinta y ocho compañeros ha quedado inscrito en el martirologio, siendo honrados especialmente como figuras protectoras de la misión en el Brasil, país que fue el destino final de su anhelo misionero.
La memoria litúrgica de estos siervos de Dios se celebra cada año el día quince de julio. Esta fecha invita a los fieles a reflexionar sobre la valentía de quienes, movidos por el amor a Cristo, no temieron ofrecer su sangre en defensa de la verdad y de la fe. Su legado trasciende las fronteras geográficas y temporales, uniendo en un mismo espíritu de oración a los cristianos de Portugal, España, Brasil y de todo el mundo, recordándonos que el testimonio del martirio es, ante todo, una semilla de esperanza y de luz para la Iglesia universal.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Ignacio de Azevedo e compagni?
La memoria liturgica e la celebrazione si tengono il 15 luglio.
Di cosa è patrono il Beato Ignacio de Azevedo e compagni?
I quaranta martiri gesuiti sono protettori del Brasile dal 1574.
Pasión de los beatos mártires Ignacio de Azevedo, sacerdote, y treinta y ocho compañeros de la Compañía de Jesús, que, mientras se dirigían hacia las misiones en Brasil en una nave llamada San Giacomo, fueron asaltados por los piratas y en odio a la religión católica traspasados con espada y lanza. — Martirologio Romano