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13 de agosto

Beato Mariano Mullerat Soldevila

Padre de familia, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Mariano Mullerat Soldevila nacque a Santa Coloma de Queralt, presso Tarragona, il 24 marzo 1897. Il suo nome in catalano è Marià Mullerat i Soldevila. I suoi genitori erano Ramon Mullerat Segura e Bonaventura Soldevila Calvís. I suoi genitori avevano avuto molti figli, ma solo sette erano sopravvissuti, e Mariano era il penultimo dei figli sopravvissuti. Fu battezzato sei giorni dopo la nascita, il 30 marzo 1897. Ricevette la Cresima il 17 maggio 1897, poco meno di due mesi dopo la nascita, secondo l'uso del tempo in Spagna. Rimase molto presto orfano di madre. Frequentò la scuola nel suo paese natale fino a tredici anni. Divenne allievo interno del collegio San Pietro Apostolo di Reus a tredici anni. Il collegio di Reus era retto dai religiosi Figli della Sacra Famiglia. Ottenne ottimi voti nei quattro anni trascorsi nel collegio di Reus. Ottenne ottimi voti anche nell'Istituto d'Insegnamento Secondario di Reus. Durante le vacanze tornava al suo paese natale. Nel 1914 entrò a far parte della Guardia d'Onore al Sacro Cuore di Gesù. Si impegnò per tutta la vita a offrire un'ora della sua giornata in riparazione alle offese contro l'Eucaristia. Si accostava molto di frequente ai Sacramenti della Confessione e della Comunione eucaristica. Fino ai diciott'anni fu socio di un circolo giovanile di Santa Coloma de Queralt. Il circolo giovanile portava avanti gli insegnamenti politici del movimento conservatore del carlismo. Cominciò a promuovere gli ideali del carlismo tramite articoli per la stampa.

Formazione universitaria e vocazione medica

Nel 1914 s'iscrisse alla facoltà di Medicina dell'Università di Barcellona. I suoi voti all'università furono eccellenti. La sua testimonianza di fede all'università si fece ancora più intensa. Da studente del primo anno difese la verginità di Maria in aperto contrasto con un professore che la negava. Nel 1918 entrò nel pensionato della facoltà. Cominciò il tirocinio pratico e imparò a trattare direttamente con i malati nel 1918. Nel 1918, con un compagno, diede alle stampe un testo di anatomia patologica. Nel l'ottobre 1921 ottenne la licenza in Medicina e Chirurgia. Mariano Mullerat è nato a Santa Coloma de Queralt in Spagna il 24 marzo 1897. Trascorreva le vacanze estive nel vicino paese di Arbeca, ospite della sorella Josepa e del marito di lei. Ad Arbeca conobbe una ragazza di nome Maria Dolores Sans Bové. A partire dal novembre 1918 le scrisse lettere manifestandole i propri sentimenti e la determinazione a formare una famiglia veramente cristiana. Prese a modello la Santa Famiglia di Nazaret per la sua futura famiglia. Si sposarono il 14 gennaio 1922 ad Arbeca.

La vita familiare e l'impegno sociale ad Arbeca

La loro prima figlia, Maria Dolores, morì appena nata nel gennaio 1923. La prima figlia ricevette il Battesimo d'urgenza in casa lo stesso giorno della morte. Nel 1925 nacque una seconda bambina con lo stesso nome, Maria Dolores. Nel 1929 nacque la figlia Josefina. Nel 1932 nacque la figlia Adela. Nel 1935 nacque la figlia Maria Montserrat. Mariano e sua moglie educarono le bambine secondo i principi cristiani. Nella loro casa vivevano i nonni materni, una bisnonna e una serva di nome Teresa. Ogni sera tutti insieme svolgevano una liturgia domestica recitando il Rosario, ascoltando una breve meditazione e restando in silenzio. La domenica Mariano amava arrivare molto tempo prima della Messa per prepararsi e accostarsi alla Confessione. Dal 1923 al 1926 diresse il periodico 'L'Escut'. Il periodico conteneva articoli su agricoltura, religione e storia locale. Era entusiasta del progresso civile dei suoi concittadini e lo manifestava nei suoi articoli. Nei suoi articoli trasmetteva la sua fede senza imporla a nessuno. Godeva della stima dei cittadini di Arbeca. Fu eletto sindaco di Arbeca il 29 marzo 1924 all'età di ventisette anni. Non apparteneva a nessun partito politico quando fu eletto sindaco. Promosse varie opere urbanistiche come sindaco. Fece costruire nuove scuole e strade durante la sua amministrazione. Aumentò i terreni coltivabili come sindaco. Mariano aprì l'archivio municipale ai ricercatori storici per favorire la riscoperta delle tradizioni locali. Mariano fondò una biblioteca. Le realizzazioni e il carattere simpatico resero Mariano famoso in tutta la provincia. Mariano terminò la sua carica nel marzo 1930 durante la persecuzione della guerra civile spagnola.

Il medico dei corpi e delle anime

Era stimatissimo come medico di famiglia nel suo paese e in quelli vicini. Riceveva tutti i giorni in studio o a domicilio, quest'ultimo più di frequente. Ai pazienti guariti rispondeva immancabilmente di non ringraziare lui ma Dio, poiché è lui che cura. Aiutava materialmente i malati più poveri lasciando sotto il loro cuscino i soldi per le medicine. Accompagnava la preoccupazione per la salute dei corpi con quella per la salvezza delle anime. Quando si trovava davanti un moribondo, lo preparava a ricevere gli ultimi Sacramenti. Apparteneva all'associazione degli Esercizi Spirituali Parrocchiali. L'associazione promuoveva la pratica degli Esercizi secondo gli insegnamenti di sant'Ignazio di Loyola. Prese parte agli Esercizi Spirituali più di una volta. S'iscrisse all'Apostolato della Preghiera. Era presidente del gruppo della Perseveranza nella fede. Partecipava a tutte le attività della parrocchia di San Giacomo nel suo paese. Era devoto alla Vergine Maria. Non si vergognava di essere l'unico uomo a partecipare alle funzioni del mese di maggio. Era molto vicino all'Ordine domenicano. Una sua cognata era monaca Domenicana dell'Assunzione.

La tempesta della persecuzione e l'arresto

La seconda repubblica spagnola fu proclamata pochi mesi dopo la fine della sua carica. Mariano si distaccò gradualmente dall'azione politica percependo un serio pericolo per la Chiesa spagnola. I rischi per Mariano aumentarono dopo il 1934 a causa della rivoluzione delle Asturie. Mariano era consapevole che il suo essere credente lo rendeva un bersaglio per la persecuzione. Mariano mantenne la sua affabilità pur entrando in un silenzio interiore. Mariano contemplò con silenzio interiore il rogo delle immagini sacre della sua chiesa parrocchiale. Mariano accettò il consiglio di scappare a Saragozza per salvarsi. Arrivato a Lerida, Mariano decise di tornare indietro per non abbandonare i suoi malati. Mariano intensificò la preghiera recitando ogni giorno l'orazione per la buona morte inginocchiato davanti al Crocifisso di casa. Mariano aiutò le suore domenicane del suo paese. Mariano aiutò altre suore rifugiate in paese grazie ad alcuni colleghi. La cognata suor Montserrat Sans Bové tornò a casa per scampare alla persecuzione. Mariano affermava spesso che avrebbe perdonato i propri persecutori se fosse stato ucciso. Il 10 e il 12 agosto Mariano fu costretto dai miliziani a firmare documenti di esproprio dei fondi della pensione. Il 13 agosto alcuni miliziani si presentarono a casa di Mariano per saccheggiarla. I miliziani gettarono dalla finestra le immagini sacre trovate in casa. Prima di uscire di casa, Mariano baciò un grande Crocifisso acquistato rinunciando per qualche tempo a fumare tabacco. Mariano baciò la figlia più piccola tenuta in braccio dalla madre. Mariano disse alla moglie Dolores di perdonare tutti come faceva lui.

Il martirio e la testimonianza estrema

Mariano fu portato nella caserma della Guardia Civile dove erano detenuti altri cinque abitanti di Arbeca. Mariano prestò servizi medici a un miliziano feritosi per sbaglio con la propria arma. Mariano prestò servizi medici a una donna venuta a chiedere una medicina per il figlio gravemente malato. Il padre del ragazzo malato era tra i persecutori. I sei prigionieri furono fatti salire su un camion. Mariano invitò gli altri prigionieri a recitare l'Atto di dolore sul camion. Mariano annotò i nomi di persone da visitare chiedendo di consegnare la lista al medico Francisco Galceran. Il mezzo si fermò a El Pla vicino a una cava di sabbia a tre chilometri dal paese. Sceso dal camion, Mariano invitò nuovamente gli altri a pregare e perdonare i carnefici. Il giovane Antoni Martí Tilló udì Mariano ripetere le ultime parole di Gesù in croce. Mariano pronunciò le parole Nelle tue mani Signore affido il mio spirito. Un persecutore colpì Mariano al viso con una zappa facendogli perdere alcuni denti. Verso le due del mattino i condannati furono colpiti con armi da fuoco. I corpi furono cosparsi di benzina e bruciati sebbene non tutti fossero già morti. Mariano aveva trentanove anni al momento della morte. Mariano Mullerat è morto ad Arbeca in Spagna il 13 agosto 1936. Poche ore dopo la morte i miliziani tornarono a casa di Mariano. Il nonno era disposto a consegnare il grande Crocifisso baciato da Mariano. La figlia maggiore Maria Dolores si oppose vivamente alla consegna salvando l'oggetto. Il mattino dopo la domestica e le vedove recuperarono gli effetti personali del dottore tra cui un crocifisso bruciato la chiave di casa e strumenti medici. I resti dei congiunti furono deposti in un monumento inaugurato il 13 agosto 1940.

Il cammino verso la beatificazione

Il nulla osta per la causa di beatificazione fu emesso dalla Santa Sede il 13 febbraio 2003. Il processo diocesano a Tarragona si svolse dal 9 luglio 2003 al 26 aprile 2004. Il processo diocesano fu convalidato il 9 aprile 2007. La fase romana della causa fu seguita dalla Postulazione Generale dei Domenicani per il legame speciale con l'Ordine. I Consultori storici della Congregazione delle Cause dei Santi si riunirono l'8 aprile 2014. È stata presentata la Positio super martyrio riguardo a Mariano. I Consultori teologi, i cardinali e i vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi hanno esaminato la causa. È stato riconosciuto che Mariano è morto in odio alla fede. Papa Francesco ha promulgato il decreto ufficiale sul martirio il 7 novembre 2018. La beatificazione del dottor Mullerat si è svolta il 23 marzo 2019. La cerimonia di beatificazione ha avuto luogo nella cattedrale di Tarragona. Il cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha presieduto il rito come inviato del Santo Padre. La memoria liturgica per la diocesi di Tarragona è stata fissata al 13 agosto. Il 13 agosto è considerato il giorno della nascita al cielo del beato. Esiste una preghiera per affidarsi all'intercessione del Beato Mariano Mullerat tradotta dall'originale in catalano. Il beato Mariano ha portato amore a Gesù ed è stato fedele fino alla morte in un martirio glorioso. Esiste una preghiera per domandare la grazia della guarigione di un malato tradotta dal catalano. Il beato Mariano è definito martire di Cristo, apostolo di carità e medico disponibile. Esiste una preghiera dei medici per domandare l'intercessione del Beato Mariano Mullerat tradotta dall'originale in catalano.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Mariano Mullerat Soldevila?

La memoria liturgica del beato Mariano Mullerat Soldevila si celebra il 13 agosto, giorno della sua nascita al cielo.