8 de abril
Beato Martino da Pegli (o da Genova)
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la conversione
Il personaggio è noto come Beato Martino Ansa o Beato Martino da Pegli, dal luogo della sua penitenza santificatrice. Nacque a Rimini, sebbene alcuni storici indichino la nascita nella Marca di Ancona. L'anno della sua nascita è incerto. In gioventù fu un uomo brillante d'armi. In un momento d'ira uccise con la spada un cavaliere suo amico sulle rive del mare Adriatico. Dopo l'omicidio fuggì disperato e vagò per le campagne fino a giungere a Genova. Fu accolto nel Convento benedettino di Capo Faro. Nel convento si distinse per la sua grande umiltà e carità. Per espiare maggiormente la sua colpa, divenne eremita.
La vita eremitica a Pegli
Alloggiò in una grotta formata da massi di roccia nella Baia di Castelluccio in Pegli, trovando una conca tra due rocce marine. Considerava sé stesso e la propria vita annullati dal peccato commesso, vivendo in costante penitenza. Nella grotta sostava a pregare in ginocchio, in continuazione ritmica con il flusso del mare, fermo come gli scogli. Per divina permissione, sul luogo del suo martirio sorsero un ospedale e una chiesa. La tradizione gli attribuisce concessioni di grazie innumerevoli e guarigioni di ogni sorta ai suoi devoti, sia in vita che dopo il transito.
La carità verso i pellegrini
Fu celebre per la carità usata soprattutto verso i viandanti, i pellegrini e i naufraghi di mare. Accoglieva pellegrini che andavano a piedi dalla Spagna o dalla Francia lungo la via Aurelia verso Roma o Loreto. Il torrente Laviosa gli era amico per il soccorso cristiano. La sua umile grotta era piena di erbe e di frutti da donare agli affranti. Non teneva nulla per sé tranne il cilicio e gli avanzi degli altri. Accoglieva fratelli medicando ferite dell'anima e del corpo. Rattoppava, ricuciva e lavava vestiti laceri, dimostrando abilità nell'aggiustare gli abiti dei pellegrini.
Il transito e il culto
Ricevette un avvertimento da Gesù, in luce d'amore, circa l'imminente trapasso. Raccolse gli strumenti di sua espiazione e preghiera e, sorridendo e guardando le cose con occhi nuovi, andò a piedi a Genova. Andò a Genova per ricevere dal suo superiore la licenza e l'estrema assoluzione. Si spense sereno nel Convento benedettino che lo aveva accolto penitente. Alla sua morte, una bianca tortora gli si posò sul cuore. Morì il giovedì dopo Pasqua dell'anno 1344. L'8 aprile 1344 è ritenuta la data della prima traslazione delle spoglie nella chiesa di San Benigno. Fu nominato Patrono dei Sarti Liguri grazie alla carità e all'abilità dimostrata nell'aggiustare gli abiti dei pellegrini. Le sue reliquie sono attualmente venerate nella Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate in Pegli. La chiesa di Sant'Antonio Abate sorge proprio sopra la grotta che egli aveva abitato durante la sua vita eremitica. Nel Calendario genovese del cardinale Durazzo del 1640 la sua memoria liturgica ricorre l'8 aprile. Il ricordo del peccatore penitente divenuto santo si affievolì alquanto nel corso dei secoli.
Su camino de vida
La historia del Beato Martino da Pegli, originario de Rimini o de la Marca de Ancona, es un relato de conversión sincera y profunda humildad. Su vida dio un giro definitivo tras un episodio lamentable en el cual, dominado por un momento de ira, terminó con la vida de un caballero. Este suceso marcó profundamente su conciencia, impulsándolo a buscar la paz espiritual y el perdón divino a través de una vida de retiro y penitencia.
Martino ingresó al convento benedictino de Capo Faro, iniciando así su búsqueda de santidad. Posteriormente, eligió vivir como eremita en una gruta situada en Pegli, un lugar de silencio donde pudo cultivar su relación con el Señor. Durante su tiempo de ermitaño, se dedicó con esmero a asistir a los peregrinos y viandantes que transitaban por la zona. Su labor principal consistía en reparar los abrigos y las ropas de aquellos viajeros, ofreciendo no solo un alivio material ante las inclemencias del tiempo, sino también el testimonio de un hombre que había encontrado en el servicio a los demás su propia redención. Finalmente, Martino falleció en el año mil trescientos cuarenta y cuatro, mientras se encontraba en el convento benedictino de Génova. Su existencia fue un eco constante de la misericordia divina, transformando una historia de violencia en una vida de paz, oración y trabajo artesanal al servicio de los más necesitados.
Su memoria y culto
El recuerdo del Beato Martino da Pegli ha sido custodiado con afecto a lo largo de los siglos, especialmente en la región de Liguria. Su figura se mantiene viva en la memoria de la Iglesia a través de su memoria litúrgica, que se celebra cada ocho de abril. Además de esta fecha, existe una tradición popular muy arraigada que celebra su fiesta el jueves después de la Pascua, un tiempo de alegría y esperanza que resuena con la historia de redención del santo.
Debido a su dedicación constante a reparar las ropas de los peregrinos durante su vida eremítica, el Beato Martino es invocado con especial devoción como el santo patrono de los sastres ligures. Esta vinculación con el oficio de la sastrería subraya cómo su santidad no se manifestó en grandes obras visibles, sino en los pequeños gestos de cuidado y atención hacia las necesidades cotidianas del prójimo. Su legado continúa siendo un faro de humildad, recordándonos que cada acto de servicio, realizado con amor y espíritu de reparación, tiene un valor eterno ante los ojos de Dios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Martino da Pegli?
Il giovedì dopo Pasqua si celebra una festa popolare, mentre nel Calendario genovese del cardinale Durazzo del 1640 la memoria liturgica ricorre l'8 aprile.
Di cosa è patrono il Beato Martino da Pegli?
È stato nominato Patrono dei Sarti Liguri grazie alla carità e all'abilità dimostrata nell'aggiustare gli abiti dei pellegrini.