7 de enero
Beato Mateo Guimerà de Agrigento
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La formazione e i primi anni di ministero
Nel periodo compreso tra gli anni 1391 e 1392, il giovane entrò nell'Ordine serafico presso il convento di San Francesco d'Assisi nella sua città natale di Agrigento. All'interno dello stesso convento agrigentino emise la propria professione religiosa nel 1394, ponendo le basi di una solida dedizione alla regola di San Francesco. Successivamente fu inviato a Bologna per intraprendere gli studi teologici, che completò in seguito a Barcellona, dove ottenne probabilmente il titolo di Magister. Nel 1400 ricevette la sacra ordinazione sacerdotale e nello stesso anno avviò la sua intensa attività di predicatore nella città di Tarragona. Tra il 1405 e il 1416 risiedette nel convento di Sant'Antonio a Padova, ricoprendo la delicata carica di maestro dei novizi o magister professionis, guidando i giovani nella via della perfezione evangelica.
Terminato il soggiorno padovano, fece ritorno in Spagna, dove rimase fino verso la fine del 1417. Tale permanenza in terra spagnola è attestata da un documento ufficiale, ovvero una lettera del re Alfonso datata 28 novembre 1417. La missiva del sovrano chiarisce che il ritorno in Italia del religioso era motivato dal profondo desiderio di incontrare San Bernardino da Siena, di conoscere da vicino il movimento dell'Osservanza e di aderirvi pienamente. Il movimento francescano dell'Osservanza era nato nel quattordicesimo secolo con l'obiettivo fondamentale di rispettare la regola originaria di San Francesco senza alcuna attenuazione, e si organizzò e diffuse nel quindicesimo secolo sotto la guida di San Bernardino degli Albizzeschi di Siena, vissuto tra il 1380 e il 1450.
L'adesione all'Osservanza e l'opera letteraria
San Bernardino fu affiancato da validi collaboratori quali San Giovanni da Capestrano, vissuto dal 1386 al 1456, Alberto di Sarteano, vissuto dal 1385 al 1459, San Giacomo della Marca, vissuto dal 1394 al 1476, e il Beato Matteo di Agrigento, vissuto dal 1376 al 1450. San Bernardino e il Beato Matteo si incontrarono in Italia nel 1418, ipoteticamente a Mantova durante il Capitolo Generale dell'ordine. In seguito a tale incontro, il Beato Matteo aderì ufficialmente al movimento dell'Osservanza, distinguendosi anche come promotore e diffusore della devozione al Santissimo Nome di Gesù. Al momento dell'adesione, il religioso aveva circa quarant'anni. Secondo quanto annotato da padre Serafino, all'epoca l'Agrigentino era al culmine delle sue forze fisiche, saldamente formato nella virtù, dotato di una solida cultura e di un'ampia esperienza umana e religiosa che gli permise di progredire alla sequela di San Bernardino, distinguendosi per santità e zelo per le anime.
Fino a pochi decenni fa si conosceva soltanto la fama di predicatore del Beato Matteo, mentre venivano totalmente ignorati i suoi scritti e la corrispondenza intercorsa con i sovrani d'Aragona, con San Bernardino e con altri destinatari. Nel 1960 padre Agostino Amore dell'Ordine dei Frati Minori ha pubblicato i Sermones varii, composti da trentatré discorsi, rinvenuti all'interno di un codice di San Giovanni da Capestrano a cui erano stati precedentemente attribuiti. Successivamente padre Serafino Maria Gozzo ha scoperto altri quarantaquattro sermoni nel codice diciotto barra due barra tre della Biblioteca vescovile di Nocera. Padre Serafino Maria Gozzo ha trascritto e predisposto per la stampa tali quarantaquattro sermoni, ma la sua morte improvvisa gli ha impedito di darli alle stampe, elencandoli comunque nel suo volume intitolato Ricerche e Studi. I sermoni sono stati redatti parte in volgare e parte in latino, e consistono in genere in commenti a testi biblici articolati in due, tre o più punti. Alcuni sermoni presentano un testo completo, argomentazioni estese e istruzioni didascaliche sulle modalità di recitazione, mentre altri sono costituiti da semplici appunti o da una traccia sintetica dei temi principali. I testi evidenziano la cultura teologica dell'autore, la struttura logica dei ragionamenti, il senso pratico, lo zelo apostolico e la sensibilità interiore del santo.
Le fondazioni e il ministero episcopale
Nel 1425 papa Martino V concesse al Beato Matteo la facoltà di fondare nuovi conventi dell'Osservanza. Tra i cenobi francescani fondati dal religioso figurano quelli di Santa Maria di Gesù a Messina, a Palermo, San Nicolò ad Agrigento, San Vito ad Agrigento, Cammarata, Caltagirone e Siracusa. In terra spagnola, inoltre, il Beato Matteo ha fondato due conventi nella città di Barcellona. All'interno del proprio ordine ha ricoperto il ruolo di vicario provinciale nei bienni 1425-1427 e 1428-1420. Nel 1432 è stato nominato Commissario Generale della provincia di Sicilia, mantenendo con dedizione tale incarico fino all'anno 1440.
Il 17 settembre 1442 papa Eugenio IV lo ha nominato vescovo di Agrigento. Il 30 giugno 1443 ha ricevuto la consacrazione episcopale nella chiesa madre di Sciacca ad opera del vescovo Nicola, ausiliare dell'arcivescovo di Palermo. A motivo della sua straordinaria carità verso i bisognosi, una parte del clero a lui ostile lo ha accusato presso la Santa Sede di sperperare il patrimonio ecclesiastico. Diverse fonti storiche attestano che egli aveva rinunciato a tutte le entrate della diocesi a favore dei poveri, tenendo per sé e per i suoi collaboratori solo il minimo indispensabile per vivere. Oltre alle accuse di natura patrimoniale, il vescovo è stato calunniato di aver avuto rapporti carnali con una donna. Durante il processo celebrato presso la corte pontificia è stata dimostrata la sua completa innocenza, e il pontefice lo ha prosciolto da ogni accusa, rinnovandogli la propria stima e reintegrandolo pienamente nella carica di vescovo di Agrigento. Poiché le persecuzioni e le ostilità nei suoi confronti continuavano, il Beato Matteo ha deciso di rinunciare alla carica episcopale dopo essersi preventivamente consultato con San Bernardino da Siena. È deceduto a Palermo il 7 gennaio 1450.
Il culto e la memoria liturgica
La popolazione ha iniziato a venerare il religioso come santo immediatamente dopo la sua pia morte, avvenuta nella città di Palermo. La devozione nei suoi confronti è proseguita ininterrottamente nei secoli successivi, alimentata dal ricordo delle sue virtù e del suo instancabile servizio alla Chiesa. Il processo diocesano per la sua beatificazione è stato formalmente avviato nell'anno 1759. La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente il suo culto attraverso un decreto emesso il 21 febbraio 1767. L'approvazione solenne del culto è avvenuta sotto il pontificato di papa Clemente XIII. La sua memoria liturgica si festeggia tradizionalmente il giorno otto febbraio.
Su vida y vocación
El Beato Mateo Guimerà inició su camino de entrega en el año mil trescientos noventa y uno, al ingresar en la Orden franciscana de su ciudad natal, Agrigento. Tras recibir la ordenación sacerdotal en el año mil cuatrocientos, su espíritu buscó una mayor austeridad, adhiriéndose al movimiento de la Observancia en mil cuatrocientos dieciocho. Este compromiso marcó profundamente su labor apostólica, llevándolo a fundar numerosos conventos de esta rama de la orden tanto en Sicilia como en España. Su presencia fue significativa en diversos lugares, extendiendo su ministerio por ciudades como Bolonia, Barcelona, Tarragona, Padua, Mesina, Cammarata, Caltagirone y Siracusa.
En el año mil cuatrocientos cuarenta y dos, su labor y virtudes fueron reconocidas con su nombramiento como obispo de Agrigento. Sin embargo, su ministerio episcopal estuvo marcado por una dura prueba de humildad. Debido a falsas acusaciones y calumnias, decidió renunciar a su cargo pastoral, retirándose con espíritu de paz. Sus últimos años transcurrieron en Palermo, donde entregó su alma a Dios en el año mil cuatrocientos cincuenta, dejando tras de sí un ejemplo de entereza cristiana ante la adversidad y un amor inquebrantable hacia su Orden y la Iglesia.
El culto y la memoria
La memoria del Beato Mateo Guimerà ha sido preservada con veneración a lo largo de los siglos, destacando especialmente su rol como incansable propugnador del Santissimo Nombre de Jesús, una devoción que fue el centro de su predicación y de su vida espiritual. La Iglesia reconoció oficialmente su santidad mediante la beatificación otorgada por el Papa Clemente decimotercero en el año mil setecientos sesenta y siete.
Hoy, los fieles recurren a su intercesión recordando su capacidad de perdón y su entrega desinteresada. Su figura continúa siendo una luz para quienes buscan seguir los pasos de San Francisco con rigor y alegría, especialmente en las tierras de Sicilia donde su huella permanece presente en los conventos que ayudó a fundar. Su vida nos invita a centrar nuestra existencia en el nombre del Señor y a mantener la paz interior incluso cuando las circunstancias terrenales se tornan difíciles.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Mateo Guimerá de Agrigento?
La sua memoria liturgica si festeggia il giorno otto febbraio.
Di cosa è patrono il Beato Mateo Guimerá de Agrigento?
Nei dati storici forniti non vengono menzionati specifici patronati ufficiali.
En Palermo, tránsito del beato Mateo Guimerá, obispo de Agrigento, de la Orden de los Menores, cultivador y propugnador del Santísimo Nombre de Jesús. — Martirologio Romano