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11 de agosto

Beato Mauricio (Maurice) Tornay

Sacerdote y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y juventud en el Vallese

El cantone svizzero del Vallese fu teatro nel III secolo del massacro della Legione Tebea capeggiata da san Maurizio. Il beato Tornay nacque nel Vallese sedici secoli dopo il massacro della Legione Tebea e al beato Tornay fu dato il nome del capitano della Legione Tebea san Maurizio. Maurizio Tornay nacque nel comune di La Rosiére il 31 agosto 1910 e la sua nascita fu registrata anche con riferimento alla località di Rosière in Svizzera. Maurizio era il penultimo di otto figli nati da Giangiuseppe Tornay e Faustina Dossier, una coppia di laboriosi agricoltori. La famiglia di Maurizio viveva in condizioni modeste ed era irrobustita da una solida fede, capace di sostenere la quotidianità della laboriosa esistenza contadina. Maurizio ricevette il sacramento del battesimo il 13 settembre 1910, iniziando così il suo cammino di grazia all'interno della Chiesa. Fin dalla fanciullezza, Maurizio si rivelò ben presto di carattere impulsivo e dominante, una tempra forte che avrebbe richiesto un profondo lavoro di maturazione interiore. Maurizio collaborava con i fratelli nei lavori campestri e custodiva le greggi sugli alpeggi di Crèstes ad un'altitudine di 1700 metri, vivendo a contatto con la natura aspra e solitaria delle montagne elvetiche. All'età di sette anni, Maurizio ricevette la Prima Comunione, un momento sacramentale di svolta che migliorò felicemente il comportamento e il carattere di Maurizio. Spinto da una fervida devozione, ogni settimana Maurizio percorreva per un'ora le mulattiere della vallata per scendere ad Orsière per la confessione e la Comunione, affrontando la fatica del cammino per nutrirsi dell'Eucaristia.

Dopo aver completato la scuola primaria nel villaggio natale, Maurizio frequentò il ginnasio nel collegio abbaziale di Saint Maurice, un importante istituto gestito dai Canonici Regolari di Sant'Agostino. Nello studio ginnasiale Maurizio prediligeva la letteratura francese, mostrando particolare interesse per le opere di Molière e per gli scritti degli autori contemporanei. In qualità di capoclasse, la sua spiccata personalità emerse quando Maurizio organizzò uno sciopero di protesta contro il linguaggio di un nuovo professore, manifestando un precoce senso della giustizia e del decoro morale. Parallelamente agli impegni di studio, Maurizio alimentava la sua sensibilità religiosa partecipando quotidianamente alla Messa e recitando il Rosario con costanza. La sua condotta era tale che Maurizio costituiva un modello per i compagni per comportamento e carità esemplari. Durante le vacanze estive Maurizio tornava a casa ad aiutare i familiari nelle faccende domestiche e nei campi, e non mancava di recarsi in pellegrinaggio al santuario di Lourdes. In quel periodo di fervore spirituale, Maurizio compose un'orazione a Santa Teresa di Gesù Bambino per chiedere il dono dell'umiltà, implorando la grazia di correggere i propri difetti caratteriali.

La vocazione e la congregazione di San Bernardo

Il 25 agosto 1931 Maurizio fu ammesso come novizio nella Congregazione dei Canonici di San Bernardo, istituzione profondamente radicata nella tradizione alpina. Il convento del noviziato si trovava al passo del Gran San Bernardo, situato al confine tra il Vallese e la Valle d'Aosta. La scelta di intraprendere questa via era maturata profondamente in lui, poiché Maurizio aveva chiesto l'ammissione un mese prima affermando di essere sicuro di dover essere là. Il giovane aspirante nutriva un chiaro disegno spirituale, giiché Maurizio voleva impegnarsi per divenire un sacerdote di Sant'Agostino simile a Sant'Agostino. All'interno di quell'austero convento, Maurizio trascorse l'anno di noviziato concentrandosi sulla formazione spirituale e sullo studio della regola e della storia della congregazione. La congregazione deve la sua origine a San Bernardo di Menthon, originario della Savoia e arcidiacono d'Aosta vissuto nell'XI secolo. San Bernardo di Menthon si occupava ad Aosta dell'accoglienza e della cura dei viandanti provenienti dal Col du Mont Joux, che affrontavano i pericoli dei valichi montani. Per garantire la sicurezza dei viaggiatori, San Bernardo decise di edificare un ospizio a 2500 metri di altitudine per la sicurezza del colle. L'ospizio divenne ben presto un centro fondamentale di accoglienza e di preghiera per i pellegrini e i mercanti. Altri compagni si unirono a San Bernardo dando vita a una nuova comunità religiosa con regola agostiniana, votata al servizio eroico del prossimo. Nel corso dei secoli i membri della congregazione oscillarono tra i 50 e i 100 religiosi, mantenendo sempre viva la missione originaria di carità. Nel tempo, il ministero della congregazione si è esteso alle terre di missione in Tibet negli anni trenta e poi sull'isola di Taiwan. Concluso il noviziato, Maurice Tornay emise i primi voti l'8 settembre 1932, consacrandosi definitivamente al Signore. Dopo tre anni di intensi corsi filosofici e teologici, Maurice fece la professione solenne, consolidando il proprio legame con la famiglia religiosa in cui era cresciuto spiritualmente.

Il ministero in Cina e la direzione del seminario

Nel 1936 a Maurizio fu concesso di partire in missione per la Cina prima di terminare gli studi di teologia, accogliendo una chiamata che sentiva irrinunciabile. In merito a questa decisione, Maurizio confidò al fratello Luigi che preferiva partire per rendersi utile anziché restare con la famiglia. Con mirabile radicalità evangelica, Maurizio affermò di voler consumarsi per puro amore verso Dio e che non sarebbe più tornato dalla Cina, consapevole dei pericoli e della definitività del distacco. Il viaggio verso la Cina durò un mese intero e presentò diverse difficoltà logistiche e ambientali. Giunti a destinazione, a Weisi trovarono le porte della residenza dei canonici sbarrate perché i canonici erano fuggiti dai briganti che imperversavano nella regione. Tornata la calma dopo le turbative iniziali, Maurizio riprese gli studi teologici interrotti e imparò con dedizione la lingua cinese per poter comunicare con la popolazione locale. Il 24 agosto 1938 Maurizio fu ordinato sacerdote ad Hanoi, coronando il sogno di una vita dedita al sacerdozio. Poco dopo, Maurizio celebrò la sua prima Messa a Siao-Weisi, circondato dalla commozione dei primi fedeli. Dopo meno di tre mesi da quel momento solenne, Maurizio fu incaricato di dirigere la formazione degli allievi del seminario di Houa-Lo-Pa. Maurizio diresse il seminario di Houa-Lo-Pa per sette anni distinguendosi per dedizione encomiabile e spirito di sacrificio. Durante quel lungo incarico di guida, Maurizio sosteneva di dover combattere un grande nemico: la pigrizia propria e quella degli allievi. Il direttore si dedicava a formare i suoi alunni alla pietà, alla lealtà, al sostegno reciproco e all'amore per il lavoro quotidiano. Fedele ai suoi principi pedagogici, il direttore dava l'esempio per primo, riservando teoria ed esortazioni a un momento successivo. La sua giornata era scandita da una ferrea disciplina spirituale, giiché il direttore si alzava di buon'ora per pregare, meditare e celebrare la Messa. Animato da carità operosa, il direttore si rendeva disponibile per i suoi alunni dal mattino alla sera per ogni necessità. Il direttore si occupava dei ragazzi con la tenerezza di una madre, specialmente durante le malattie che colpivano i giovani seminaristi. In segno di estrema povertà e amore fraterno, il direttore talvolta donava i propri vestiti e il proprio letto agli alunni più bisognosi. Tali e tanti erano i gesti di generosità del direttore che essi costringevano il superiore a rifornirlo continuamente di nuovi beni per far fronte alle sue privazioni. Il periodo storico era caratterizzato da anni di guerra e carestia che imponevano una disciplina rigorosa e una dieta forzata per tutti i convittori. Per tutelare la sua salute precaria, il cuoco preparava piatti speciali per il delicato stomaco di Tornay. Tuttavia, con generosità commovente, Tornay preferiva distribuire i suoi piatti speciali ai seminaristi che soffrivano la fame. Tornay motivava il suo gesto dicendo che non poteva mangiare mentre i suoi alunni lo divoravano con gli occhi, testimoniando un amore autentico e disinteressato.

Il martirio in Tibet e la memoria

In prossimità della Pasqua del 1945 Tornay ricevette la nomina a parroco di Yerkalo, assumendo un compito irto di difficoltà. Yerkalo era un solitario avamposto missionario in Tibet, terra in preda a una violenta persecuzione anticristiana che minacciava la sopravvivenza della comunità cattolica. Consapevole del pericolo mortale, prima di partire Tornay supplicò i suoi ex-alunni di pregare molto perché temeva di lasciare la propria vita a Yerkalo. A Yerkalo le autorità civili e religiose erano gestite dai lama, i quali fecero intendere subito di non volere più la presenza cristiana in Tibet. Di fronte alle intimidazioni, padre Maurice spiegò di ricoprire l'incarico per volontà del suo vescovo e per adempiere al mandato evangelico. Di fronte alla crescente tensione, alcuni abitanti del villaggio si mobilitarono per mediare tra le parti ed evitare il peggio, cercando un difficile compromesso. Nonostante i tentativi di conciliazione, Tornay scelse la via dell'esilio ritirandosi a Pamé, pur continuando a sostenere spiritualmente i suoi fedeli. Con coraggio ammirevole, Tornay esortò i parrocchiani a resistere alle atrocità della persecuzione scatenata contro di loro. Nel tentativo di trovare una soluzione diplomatica, Tornay cercò l'appoggio del Nunzio Apostolico e del governo cinese per difendere i diritti della missione. Purtroppo la via diplomatica fallì miseramente e il nunzio suggerì a Tornay di partire per Lhasa. L'obiettivo della partenza per Lhasa era la vaga speranza di ristabilire la tolleranza da parte del Dalai Lama nei confronti dei cristiani perseguitati. Venuti a conoscenza dei suoi piani, i lama che lo avevano espulso organizzarono un agguato mortale in territorio cinese. In quell'imboscata premeditata, Tornay fu ucciso insieme al suo domestico l'11 agosto 1949, coronando con il sangue la sua testimonianza di fede. L'omicidio avvenne sul colle di Choula a un'altitudine di 4000 metri, segnando la fine terrena del missionario che morì specificamente a To Thong in Tibet l'11 agosto 1949. Gli uomini armati responsabili dell'eccidio ricevettero un premio di 1000 piastre per il delitto commesso. Dopo la morte, i due cadaveri furono inizialmente trasportati e sepolti nel giardino della missione di Atuntze per motivi di sicurezza. Successivamente, i resti furono trasferiti nel cimitero della missione di Yerkalo, dove oggi i corpi di Tornay e del domestico sono tuttora venerati nel cimitero della missione di Yerkalo dai fedeli riconoscenti. La Chiesa cattolica ha ufficialmente riconosciuto la santità del suo servo attraverso il magistero di Giovanni Paolo II, il quale riconobbe il martirio in odium fidei. Maurice Tornay fu beatificato da Giovanni Paolo II il 16 maggio 1993, elevato agli onori degli altari come fulgido esempio di pastore. Il Martyrologium Romanum ricorda Tornay nel giorno del suo martirio, e lo stesso martirologio definisce Tornay presbitero e martire ai confini del Tibet. Nello stesso testo liturgico si ricorda che Tornay era canonico regolare della Congregazione dei Santi Nicola e Bernardo di Monte Giove. Nel corso della sua esistenza terrena, Tornay annunciò instancabilmente il Vangelo in Cina e in Tibet, e per questa ragione egli è giustamente venerato perché Tornay fu assassinato dai nemici di Cristo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il beato Mauricio Tornay?

La memoria liturgica del beato Mauricio Tornay si celebra l'11 agosto, giorno del suo martirio.

Quali furono le tappe principali della vita missionaria di Maurizio Tornay?

Ordinato sacerdote nel 1938 ad Hanoi, diresse per sette anni il seminario di Houa-Lo-Pa in Cina prima di essere inviato come parroco a Yerkalo, in Tibet, dove subì il martirio.

En la región del Tíbet, beato Mauricio Tornay, sacerdote y mártir, que, canónigo regular de la Congregación de los Santos Nicolás y Bernardo del Mont-Joux, anunció con empeño el Evangelio en China y en el Tíbet y fue asesinado por los enemigos de Cristo. — Martirologio Romano