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14 de julio

San Camilo de Lellis

Sacerdote

San Camilo de Lellis

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza inquieta

San Camillo de Lellis nacque a Bucchianico, in provincia di Chieti, il 25 maggio 1550, secondo figlio e atteso per molto tempo dai nobili Giovanni de Lellis e Camilla de Compellis. Fu battezzato col nome di Camillo in onore della madre, nome che significa ministro del sacrificio, e crebbe come un fanciullo vivace e irrequieto. Durante la fanciullezza imparò a leggere e a scrivere, ma a tredici anni subì la dolorosa perdita della madre, evento che segnò l'inizio di una vita vagabonda. Seguì il padre, militare di carriera negli eserciti spagnoli, iniziando a frequentare le compagnie dei soldati e ad apprendere il linguaggio e passatempi come il gioco delle carte e dei dadi, mostrando una spiccata inclinazione ai vizi del mondo nella giovinezza. Mentre si stava preparando e arruolando nell'esercito della Lega santa, gli morì improvvisamente il padre Giovanni, con il quale doveva imbarcarsi. A seguito della morte del padre gli comparve una dolorosa ulcera purulenta alla caviglia destra, forse causata da osteomielite, e l'ulcera lo costrinse a recarsi a Roma per il trattamento all'ospedale San Giacomo degli Incurabili. Parzialmente guarito, decise di fare il militare mercenario e fu mandato al soldo della Spagna prima in Dalmazia e poi a Tunisi con la seconda Lega, distinguendosi come un gigante di forza, di coraggio, di carità e di dolcezza. Fu congedato nel 1574, dopo aver condotto una vita segnata anche dal vizio del gioco che lo aveva portato a perdere ogni suo avere.

La conversione e il servizio ai malati

La grazia di Dio raggiunse Camillo nel febbraio del 1575, quando aveva quasi venticinque anni, dopo aver girovagato in cerca di elemosina ed essere stato accolto dai Cappuccini di San Giovanni Rotondo a fare il manovale. Durante un viaggio verso il convento, incontrò un frate che lo prese in disparte per esortarlo a salvare l'anima, e fu trasformato dalle buone parole e dalla grazia del Signore. Chiese quindi di diventare cappuccino, ma fu dimesso per due volte dal convento a causa di una piaga nella gamba aperta ai tempi delle scorribande militari. Per tale motivo fu ricoverato nuovamente nell'ospedale romano di San Giacomo, dove la piaga alla gamba si estese ulteriormente. Durante questo secondo ricovero, vissuto con uno spirito profondamente diverso, si rese conto dello stato di abbandono e di miseria dei malati, i quali si trovavano alla mercé di un personale indifferente e insufficiente. Negli ospedali dell'epoca i malati erano letteralmente abbandonati a se stessi, ma Camillo cominciò a servire i compagni sofferenti con grande delicatezza e diligenza. Gli amministratori dell'ospedale, notandone le doti, lo promossero responsabile del personale e dei servizi, ma non riuscendo a cambiare la situazione generale della struttura, ebbe l'ispirazione di convocare un gruppo di amici consacrati a Cristo Crocifisso per dedicarsi totalmente agli ammalati. Diede così vita ai Ministri degli Infermi, un'opera nata dall'intuizione di unire la pregressa disciplina del soldato alla carità cristiana.

Fondazione e crescita dell'Ordine

Camillo trovava il tempo per studiare nel frattempo, e nel 1584 fu ordinato sacerdote a San Giovanni in Laterano. Nonostante la sua intensa attività, l'ulcera della caviglia non l'abbandonò mai, e fu colpito anche da patologia renale e gastrica, sopportando ogni sofferenza con fortezza. Nel frattempo, a Roma esisteva il grande ospedale o arcispedale di Santo Spirito, fondato nel 1204 come Hospitium Apostolorum da Papa Innocenzo III, il cui pontificato si svolse dal 1198 al 1216. Papa Sisto V aveva provveduto a rinnovare e ingrandire l'ospedale di Santo Spirito, e Camillo con i suoi compagni vi presero presto servizio, prodigandosi con ogni attenzione per i malati per ben ventotto anni. Guidato da un profondo misticismo, Camillo contemplava Gesù Cristo stesso nei malati, sostenendo fermamente che chi assiste il soffrente avrebbe dovuto farsi carico anche del suo spirito, oltre che della cura del corpo. Sotto la sua guida illuminata, riuscì a far esigere che le corsie fossero ben arieggiate, impose che ordine e pulizia fossero costanti, fece in modo che i pazienti ricevessero pasti salutari e dispose che i malati affetti da malattie contagiose fossero posti in quarantena. Papa Sisto V regnò dal 1585 al 1590, e il 20 giugno 1586 approvò la Compagnia, concedendo a ognuno di portare l'abito nero come i Chierici Regolari e di portare la croce rossa cucita sull'abito religioso. Padre Sanzio Cicatelli, primo biografo del Santo, riferì nel 1620 le tre ragioni per cui il padre volle che si portasse la croce nei vestimenti come impresa e insegna. La prima ragione era per fare distinzione dall'abito della Compagnia di Gesù; la seconda era per far conoscere al mondo che i segnati da tale impronta di croce sono come schiavi venduti e dedicati al servizio dei poveri infermi; la terza era per dimostrare che la religione è di croce, cioè di morte, di patimenti e di fatica, affinché chi vuole seguire tale modo di vita si presuponga di abbracciare la croce, abnegar se stesso e seguire Gesù Cristo fino alla morte. Il simbolo della croce rossa sul petto ricorda anche il dono del Preziosissimo Sangue di Cristo. Successivamente, Papa Gregorio XIV elevò la Compagnia ad Ordine religioso, e l'8 dicembre 1591 il sacerdote e venticinque compagni fecero la prima professione dei voti. Ai tre voti abituali di povertà, castità e obbedienza fu aggiunto il quarto voto, che consisteva nella perpetua assistenza corporale e spirituale ai malati, ancorché appestati. Per entrare a far parte dei Ministri degli Infermi erano dunque necessari quattro voti: obbedienza, povertà, castità e servizio ai malati. I Ministri degli Infermi stabilirono il paradigma secondo cui il corpo viene prima dell'anima, il corpo è per l'anima, e l'uno e l'altra sono per Iddio. L'Ordine dei Camilliani ha avuto un progressivo sviluppo lungo quattro secoli di storia, pur attraversando alcuni momenti difficili nel Settecento e nell'Ottocento, e nel tempo si sono formate comunità di religiose e le Ministre degli Infermi, oltre al sorgere in varie parti del mondo di gruppi di laici, uomini e donne, che hanno fatto proprio il carisma e la missione di San Camillo, costituendo tutti insieme la Famiglia Camilliana.

Ultimi anni e glorificazione

Il sacerdote Camillo governò personalmente l'Ordine per un certo tempo e fondò Case in parecchie città d'Italia, rivelandosi un uomo eminentemente pratico e semplice, non privo di cultura né di interessi. Nel suo apostolato educativo non ricercò squisitezze teoriche ma si servì di poche linee direttive, sostenuto da un acuto discernimento dei cuori, da un grande buon senso e da una paterna dolcezza. Nel 1607 Camillo rinunciò a governare l'Ordine a causa di dissensi tra i confratelli, ma dopo tale data riprese a tempo pieno l'assistenza ai malati, ai poveri e ai diseredati. Nel mese di marzo del 1550 moriva a Granada Giovanni di Dio, un altro grande santo della sanità, prefigurando quasi una stirpe di apostoli della carità ospedaliera. San Camillo si spense a Roma il 14 luglio 1614, e i suoi resti mortali sono attualmente sepolti nella piccola chiesa di Santa Maria Maddalena a Roma. Don Camillo de Lellis venne beatificato nel 1742, e fu proclamato santo quattro anni dopo la beatificazione, nel 1746, da Papa Benedetto XIV. Leone XIII lo dichiarò patrono degli infermi e degli ospedali nel 1886, Pio XI lo proclamò patrono degli infermieri nel 1930, e Paolo VI lo proclamò protettore particolare della sanità militare italiana qualche decennio più tardi, suggellando la perenne attualità del suo luminoso carisma al servizio dei sofferenti.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Camillo de Lellis?

La festa liturgica di San Camillo ricorre il 14 luglio di ogni anno.

Di cosa è patrono San Camillo de Lellis?

San Camillo è il patrono degli infermi, degli ospedali, degli infermieri e della sanità militare italiana.

San Camilo de Lellis, sacerdote, que, nacido cerca de Chieti en los Abruzos, después de haber seguido desde la adolescencia la vida militar y haberse mostrado inclinado a los vicios del mundo, maduró la conversión y se esforzó con celo en servir a los enfermos en el hospital de los incurables como si fueran Cristo mismo; ordenado sacerdote, fundó en Roma la Congregación de los Clérigos regulares Ministros de los Enfermos. — Martirologio Romano