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17 de marzo

San Conrado de Baviera (de Claraval)

Monje y eremita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini nobili e la formazione a Colonia

San Corrado nacque a Ravensburg, in Svevia, intorno al 1105. I suoi genitori erano Enrico IX di Welf, noto come il Nero, e Wulfilde di Sassonia. Enrico IX divenne duca di Baviera nel 1120, succedendo al fratello Guelfo V, e in seguito gli successe nel 1126 il primogenito Enrico X il Superbo. Il secondogenito Guelfo VI divenne duca di Spoleto, mentre le figlie Giuditta, Matilde e Wulfilde contrassero importanti matrimoni dinastici. Da Giuditta, sorella maggiore di Corrado, nacque l'imperatore Federico Barbarossa. Tra gli avi di Corrado vi è San Corrado di Costanza, una figura di grande rilievo nella storia della Chiesa. Essendo il minore dei figli maschi ed educato agli studi letterari, Corrado fu avviato dai genitori alla carriera ecclesiastica a Colonia, con l'intento della famiglia di farlo succedere all'arcivescovo Federico, suo cugino paterno. A Colonia il giovane si distinse per virtù tali da suscitare grande ammirazione tra il clero e il popolo. Corrado si istruì negli studi superiori, nella disciplina ecclesiastica e nel diritto canonico e civile, compiendo progressi tali da lasciar presagire un brillante avvenire. Corrado era figlio di Enrico il Negro, duca di Baviera, e fu mandato giovanetto a Colonia per essere istruito dai dotti canonici nelle scienze sacre e profane.

La vocazione monastica e la spedizione in Terra Santa

Ascoltando la predicazione di Arnoldo, abate cistercense di Morimond, Corrado si infervorò nello spirito. Compresa la sua vocazione monastica, Corrado trasgredì le aspettative familiari e abbandonò gli onori del suo rango. Ancora adolescente, Corrado abbracciò la severa regola dell'Ordine Cistercense presso Morimond. Attratto dalla fama di San Bernardo, Corrado si portò a Chiaravalle, dove vestì l'abito religioso. Arnoldo avviò una spedizione in Terra Santa per fondare un monastero, coinvolgendo i monaci di Morimond. Questa spedizione suscitò la disapprovazione di San Bernardo di Chiaravalle, il quale riteneva che in Palestina servissero soldati e non monaci. San Bernardo scrisse due epistole per cercare appoggio contro la spedizione: una al canonico Brunone dei conti di Berg e Altena e l'altra a Papa Callisto II. Nelle epistole Bernardo menzionava Corrado come il nobile giovane trascinato via da Colonia con grande scandalo. All'inizio del 1125 Arnoldo morì all'improvviso e l'impresa fallì. Corrado proseguì da solo il pellegrinaggio, attratto dal fascino mistico della Terra Santa, e a Chiaravalle aveva ottenuto poco prima il permesso di recarsi in Palestina per consacrarsi a vita eremitica nella terra di Gesù. Corrado rimase in Palestina alcuni anni in compagnia di un vecchio solitario, e nella sua umiltà faceva da servitore al vecchio solitario. A causa dell'infelice riuscita della seconda crociata aumentò il pericolo islamico, e Corrado apprese che la salute di San Bernardo declinava. Corrado decise così di tornare a Chiaravalle, ma apprese che San Bernardo era ormai deceduto.

Il ritorno in Italia e il ritiro a Modugno

Corrado varcò le Alpi e raggiunse la Puglia dopo una malattia contratta durante il viaggio per mare. In Puglia visitò i santuari di San Michele sul Gargano e di San Nicola a Bari, tappe obbligate per i pellegrini diretti in Palestina, e venerò il sepolcro di San Nicola. Sfinito dal viaggio con mezzi di fortuna, Corrado si ammalò prima di imbarcarsi e trovò rifugio presso la comunità benedettina di Santa Maria ad Cryptam nell'agro di Modugno, nella diocesi di Bari. Corrado si ritirò nel territorio di Modugno, in una grotta dedicata alla Madonna, adiacente alla cappella. Corrado visse gli ultimi mesi della sua breve vita in questo luogo, conducendo un'esperienza di monachesimo eremitico pregando, digiunando e dormendo sulla roccia nuda. Corrado suscitò grande ammirazione nella gente del posto, che iniziò subito a ricorrere alla sua intercessione. Corrado morì nella grotta il 17 marzo 1154 o 1155, famoso per santità e miracoli, poco più che ventenne. La tradizione fissa il giorno della morte al 17 marzo, e la data di morte secondo le registrazioni storiche è il 17 marzo 1154. Secondo il Martirologio, Corrado condusse vita eremitica in Palestina abitando fino alla morte in una misera grotta a Modugno vicino a Bari in Puglia.

La traslazione delle reliquie e il patrocinio su Molfetta

Il corpo di Corrado fu inumato nella cappella di Santa Maria ad Cryptam e la tomba divenne meta di pellegrinaggio. Nel 1309 la comunità benedettina di Santa Maria ad Cryptam fu soppressa. Il 9 febbraio di un anno imprecisato, i molfettesi si impossessarono del corpo di Corrado. Inumando i resti nella Cattedrale, Corrado fu riconosciuto santo patrono di Molfetta, e il corpo fu deposto nell'antica cattedrale di Molfetta, che gli fu dedicata. Un messale del XIV secolo attesta che al 9 febbraio era fissata la festa della Traslatio Sancti Corradi Confessoris con una messa propria. Con lo spostamento della sede episcopale, il 10 luglio 1785 le reliquie furono trasferite nella nuova Cattedrale di Molfetta, il corpo fu posto in un altare a destra di chi entra, ornato di una tela di Corrado Giaquinto, e il Duomo Vecchio, prima intitolato all'Assunta, venne dedicato a San Corrado. Dal 1893 il corpo di San Corrado è custodito in una teca mobile d'argento e cristallo, e nel 1981 la teca fu spostata nella cappella dei Santi. Nella Cattedrale, in una cassaforte, si conserva il busto argenteo contenente il teschio di Corrado, mentre il capo è custodito in un reliquiario portato in processione in certe circostanze. Nella Cattedrale si conserva anche il reliquiario della terza vertebra cervicale, la quale veniva portata un tempo al capezzale dei moribondi. Frammenti delle ossa di Corrado sono sparsi nelle varie chiese della città, mentre a Modugno si conservano le falangi del pollice destro nella Cattedrale e un frammento osseo presso il Santuario di Santa Maria ad Cryptam.

I miracoli, la protezione e la canonizzazione

Nei periodi di siccità, portando in processione la reliquia del suo cranio, si è spesso ottenuta la pioggia. Nel 1529 la città fu assaltata di notte a sorpresa dalle truppe francesi del conte Caracciolo, e durante l'assedio i cittadini si sentirono chiamare nel sonno da un guerriero che li avvertiva del pericolo imminente. Raggiunte le mura, i cittadini videro la Madonna dei Martiri e San Nicola insieme a San Corrado, riconosciuto nel misterioso guerriero. L'esercito francese fuggì atterrito per l'apparizione, e Molfetta fu immune da molte epidemie per intercessione di San Corrado, inclusa la pestilenza del 1657. Per riconoscenza alla protezione contro la peste, fu raccolto argento per scolpire un busto reliquiario per il cranio del santo, e a San Corrado sono stati attribuiti poteri di placare tempeste, alluvioni e terremoti. Il 7 aprile 1832, sotto il pontificato di Gregorio XVI, si concluse a Roma il processo di canonizzazione equipollente e Corrado fu proclamato santo. Il culto di Corrado fu confermato da Gregorio XVI il 6 aprile 1832, e nel 1834 giunse la messa propria per il santo. Nel 1967 fu tradotta in italiano la preghiera di colletta della messa propria di San Corrado. Il culto fu posto definitivamente al 17 marzo dal Nuovo Martirologio Romano.

L'iconografia e le memorie liturgiche

Per secoli si ritenne che Corrado fosse morto anziano, ed egli fu rappresentato anziano, con barba bianca, cappa e bordone da pellegrino. Nell'iconografia di Corrado compaiono spesso il cilicio e il teschio come simboli dell'automortificazione, oltre a corona e scettro abbandonati al suolo come segno delle origini nobili. La festa liturgica di Corrado cade il 9 febbraio, giorno della traslazione, ed è festeggiato il 9 febbraio come dies natalis. Il 17 marzo si commemora il transito di Corrado ed è festeggiato per il patrocinio. La seconda domenica di luglio si festeggia il trasferimento delle reliquie nella nuova Cattedrale, ricorrenza fissata al 10 luglio per la traslazione. Le festività comprendono le date del 9 febbraio, del 17 marzo e del 10 luglio. Questo testo biografia è stato scritto da Pietro Angione per onorare la memoria e la santità del beato confessore.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Corrado de Baviera?

La festa liturgica principale si celebra il 17 marzo per il transito, mentre il 9 febbraio si ricorda la traslazione del corpo e il 10 luglio il trasferimento nella nuova Cattedrale.

Di cosa è patrono San Corrado de Baviera?

San Corrado è il santo patrono della città di Molfetta, dove viene invocato a protezione contro le epidemie, la siccità e le calamità naturali.

En Modugno, cerca de Bari en Puglia, beato Conrado, que llevó vida eremítica en Palestina, habitando hasta la muerte en una mísera gruta. — Martirologio Romano