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15 de mayo

San Donnino de Piacenza

Diácono

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le fonti e le origini

Le notizie storiche su San Donnino si trovano nel testo sulla sua Memoria scritto dal monaco Rufino del monastero di San Savino nel tredicesimo secolo. Questo prezioso documento medievale fu successivamente citato nell'opera Italia sacra dell'abate Ferdinando Ughelli. La figura di Donnino si muove nel contesto della Piacenza del quinto secolo, dove egli fu diacono di San Mauro, terzo vescovo della diocesi morto nel 449. La sua morte terrena sopraggiunse nell'anno 443. Alcuni storici, tra cui il Campi nella sua Historia ecclesiastica, ipotizzano che Donnino fosse stato ammesso tra i chierici di San Savino, mentre altri storici indicano Donnino come monaco del monastero delle Mose. Il nome di San Donnino è inoltre comunemente associato a San Vittore, anch'egli diacono piacentino vissuto nella stessa epoca. Alcuni storici affermano che di San Donnino non esistono immagini né leggende popolari, sebbene la ricerca artistica e documentaria restituisca tracce concrete della sua venerazione.

Il monastero delle Mose e la traslazione delle reliquie

Dopo la sua morte, Donnino fu sepolto sotto l'altare della chiesa del monastero delle Mose, situato nella zona nord di Piacenza. In quel luogo prosperava una grande comunità di monaci, i quali custodivano con cura i corpi dei Santi Savino, Gelasio, Vittore e Vittoria, oltre ai resti dello stesso San Donnino. Questa situazione di quiete monastica subì una drammatica interruzione nel novecentoquattro, quando la chiesa del monastero delle Mose fu distrutta da un incendio durante un'incursione degli Ungari. Dopo la devastazione causata dal fuoco, le reliquie di San Donnino furono trasportate dal vescovo Everardo nella cripta della chiesa di San Savino, edificio che era stato costruito all'interno della città per offrire un rifugio sicuro al culto e alle spoglie dei martiri e dei confessori.

Le immagini e il culto

Nonostante la sobrietà del culto, la memoria visiva di San Donnino ha trovato espressione in alcune importanti opere d'arte sacra. Esiste un'immagine di San Donnino posta sull'altare della cripta della chiesa di San Savino, opera di uno scultore lombardo realizzata nel quattordicimilaottocentoventuno. Tale opera fu commissionata dall'abate Rufino Landi e, nella scultura, il santo è presentato a mani giunte e girato verso la Madonna. Esiste un'altra immagine riscoperta nel diacentoottantotto che raffigura San Donnino insieme a San Vittore sul muro della cappella del seminario cittadino. Il santo viene oggi ricordato nella festa di tutti i santi piacentini, mentre fino all'ultima riforma liturgica la sua memoria liturgica era fissata al quindici maggio, con un ufficio e messa del comune dei confessori non pontefici.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Donnino de Piacenza?

San Donnino è ricordato nella festa di tutti i santi piacentini, e precedentemente veniva celebrato il quindici maggio con ufficio e messa del comune dei confessori non pontefici.

Qual è il ruolo di San Donnino nella Chiesa di Piacenza?

San Donnino fu un diacono vissuto nel quinto secolo, collaboratore del vescovo San Mauro, e la sua memoria è custodita nella cripta della chiesa di San Savino.