Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

31 de julio

San Fabio el Vexilifero

Mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e contesto della persecuzione

San Fabio nacque in Mauritania e la sua vicenda si inserisce nel drammatico contesto della persecuzione anticristiana indetta dall'imperatore Diocleziano, che imperversava verso il tremotré o tremotrentaquattro. Le notizie sulla sua vita terrena sono scarse, ma i dati tramandati offrono il quadro di un'epoca di prova per le comunità cristiane. L'appellativo Vessillifero deriva direttamente dalla sua vicenda terrena e dal compito che gli era stato affidato. Il preside romano della Mauritania convocò infatti una grande assemblea presso Cesarea. Fabio era stato incaricato di portare il vessillo del governatore in occasione di tale adunanza. La cerimonia pubblica aveva uno spiccato carattere religioso pagano, imponendo ai partecipanti atti di ossequio agli dèi dell'impero.

Il rifiuto, il processo e il martirio

Di fronte alle richieste delle autorità, Fabio rifiutò fermamente di partecipare alla cerimonia pagana per via della sua fede cristiana. Per punizione del suo rifiuto, Fabio fu immediatamente incarcerato. La prima parte della passio di san Fabio narra la confessione, il processo ed il martirio, e tale racconto pare fornire sufficiente garanzia di veridicità. Dopo qualche giorno di detenzione, durante la quale continuò a dichiararsi cristiano, Fabio fu condotto dinanzi ad un tribunale per l'esame del suo caso. Dinanzi al giudice, Fabio rimase fermo nel suo proposito di non prendere parte agli onori divini tributati al potere imperiale. Di fronte a tale irremovibile testimonianza, il giudice condannò Fabio alla decapitazione. Il Martirologio Romano colloca il martirio di san Fabio a Cesarea di Mauritania, nell'odierna Algeria, avvenuto nel tremotré o tremotrentaquattro.

Le spoglie e il prodigio delle reliquie

La persecuzione non si esaurì con la sentenza capitale, poiché il giudice non volle che Fabio ricevesse una conveniente sepoltura, nel chiaro intento di evitare una venerazione popolare nei suoi confronti. Per impedire il culto del martire, il giudice ordinò che il capo e il corpo di Fabio venissero gettati separatamente in mare. La tradizione riferisce che il capo e il corpo di Fabio si ricongiunsero miracolosamente in mare. Il corpo e il capo uniti furono quindi spinti dalle onde sino al lido di Cartenna. La città di Cartenna si trova sulle coste della Mauritania, che era la patria del santo. Proprio a Cartenna il corpo e il capo trovarono finalmente una degna sepoltura. La parte conclusiva della passio è assai fantasiosa e costituisce un evidente tentativo di giustificare il possesso delle reliquie del santo da parte della città di Cartenna.

Il culto e le memorie liturgiche

La festa principale di san Fabio è celebrata il trenta e uno luglio. Tuttavia, la devozione e la memoria del martire si estendono anche ad altre date e luoghi attraverso vari calendari locali. Calendari locali ricordano a Sabina i Santi Fabio, Basso e Massimo il venti ottobre. Altri calendari locali ricordano san Fabio insieme ad altri martiri l'undici maggio. Inoltre, alcuni Corpi santi ricevettero il nome Fabio a Milano il nove agosto. Un Corpo santo con il nome Fabio è ricordato a Vienna il venti sette maggio. Un ulteriore Corpo santo con il nome Fabio è ricordato ad Udine la seconda domenica di Quaresima.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Fabio il Vessillifero?

La festa di san Fabio è celebrata il trentuno luglio, sebbene calendari locali ricordino la sua memoria anche in altre date dell'anno.

Di cosa è patrono San Fabio il Vessillifero?

Nei dati storici e liturgici forniti non vengono menzionati specifici patronati legati alla figura del santo.

En Cesarea de Mauritania, en la actual Argelia, san Fabio, mártir, que, negándose a llevar en la asamblea general de la provincia el vexilo del gobernador, fue primero arrojado a la cárcel y, continuando declarándose cristiano, fue luego condenado a muerte por el juez. — Martirologio Romano