Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

27 de febrero

San Gabriel de la Dolorosa

Religioso

San Gabriel de la Dolorosa

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e i primi anni

Il protagonista di questa storia nacque ad Assisi, in provincia di Perugia, il primo marzo 1838. Prima di diventare religioso, il suo nome di battesimo era Francesco Possenti. Egli condivise i natali e le radici cittadine con figure emblematiche della spiritualità come san Francesco e santa Chiara di Assisi. Crebbe in una numerosa famiglia curata e allevata con amore dai genitori Sante e Agnese. Il padre Sante era un personaggio importante, facoltoso e in carriera, che ricopriva l'incarico di alto funzionario dello Stato Pontificio. L'uomo si prese molta cura dell'educazione civile e religiosa dei figli, preparandoli alla vita nei suoi aspetti belli e dolorosi.

La serenità dell'infanzia fu tuttavia segnata da dolorose perdite. Francesco perse la madre alla tenera età di quattro anni a Spoleto, dove il padre si trovava per un nuovo incarico amministrativo. La donna morì all'età di trentotto anni. Quando il piccolo invocava la madre, gli rispondevano indicando il cielo e dicendo che era lassù. Gli facevano lo stesso gesto e davano la stessa risposta quando gli parlavano della Madonna. Francesco crebbe così con il ricordo di queste due mamme veglianti su di lui dal cielo. Fin da piccolo recitava il Rosario in ginocchio accanto al padre, pensando alle sue due mamme in cielo. Queste esperienze generarono in lui una grande e tenera devozione per la Vergine Maria.

Prima di lui, Francesco aveva già perso la madre e due fratelli. Un grave lutto familiare aveva già funzionato come messaggio per fargli riflettere sulla propria strada. La morte della sorella maggiore Maria Luisa, avvenuta nel 1855 a causa del colera, scosse profondamente il ragazzo. Il lutto della sorella lo costrinse a pensare a un'esistenza diversa e lo determinò a prendere le distanze dalla vita di società per pensare alla vita religiosa.

La giovinezza e le passioni mondane

Il giovane studente, che aveva quasi diciotto anni, apparteneva a una famiglia agiata. Il ragazzo era dotato di buona intelligenza, carattere esuberante e aperto al fascino della vita. Era un bel ragazzo biondo, con capelli ben curati, figura delicata e snella e carnagione rosea. Il ragazzo teneva molto al proprio look, vestendo bene e in modo raffinato. Portava ogni vestito in maniera signorile e distinta. Era di buona compagnia, socievole, con una battuta pronta e intelligente.

Aveva recitato in alcune accademie incantando tutti con la sua voce dolce, maliosa ed evocatrice. Era ben consapevole del proprio dono vocale. Amava la natura e andare a caccia in allegra compagnia. Non disdegnava letture romanzesche, teatro e danza. Invidiava il fratello perché il padre gli aveva dato il permesso di fumare. Aveva un debole per la musica. Aveva un carattere emotivo, sentimentale, era buono di cuore e facile a commuoversi di fronte alla miseria. A volte bastava una minima scintilla per scatenare in lui reazioni di ribellione e d'ira. Non si vergognava di andare in chiesa e di pregare. Per un certo periodo non era rimasto insensibile a un incipiente amore umano.

La chiamata e la conversione

Il ventidue agosto 1856 si verificò qualcosa di soprannaturale e diretto da parte della Madonna. A Spoleto si celebrava una grande processione per solennizzare l'ultimo giorno dell'ottava dell'Assunzione. Francesco era presente alla processione e attendeva il passaggio della Madonna inginocchiato tra la folla. La Madonna arriva durante la processione e sembra cercare qualcuno tra la folla. La Madonna trova Francesco e lo guarda. Dal cuore di Francesco scaturisce un fuoco dolcissimo e inestinguibile appena viene toccato dallo sguardo della Madonna.

Ogni precedente affetto appare insipido rispetto alla forza d'amore da cui Francesco è posseduto. Francesco ode distintamente una voce che lo chiama per nome e lo invita a lasciare il mondo per seguire la sua vocazione. L'episodio dello sguardo e della voce rappresenta la svolta radicale e la conversione alla santità di Francesco. Nella sua camera teneva una statua della Madonna Addolorata che sorreggeva sulle ginocchia Gesù morto. Contemplava a lungo la statua piangendo per i dolori della Madre davanti al Figlio.

La devozione alle sofferenze della Madre di Gesù spiegò la scelta del nome Gabriele dell'Addolorata quando divenne religioso nel 1856 a diciotto anni. Il confessore espresse parere favorevole all'ingresso di Francesco in noviziato. Il padre di Francesco espresse parere contrario all'ingresso in noviziato poiché lo voleva come collaboratore nel lavoro amministrativo. Nonostante le resistenze familiari, a diciotto anni entrò in convento per diventare religioso passionista, facendo un taglio netto con interessi, abitudini, amicizie e progetti precedenti.

La vita religiosa e la morte

Francesco entrò nel noviziato dei Passionisti presso Loreto e scelse il nome di Gabriele di Maria Addolorata. Francesco scrisse al padre di essere pieno di contentezza per la via scelta e di non voler barattare un quarto d'ora davanti a Maria con un anno di divertimenti mondani. Il giovane diciottenne si adattò con entusiasmo alla rigida regola della Congregazione dei Passionisti. Gabriele inaugurò una vita di austera penitenza e mortificazione. Gabriele seguì con attenzione la formazione spirituale incentrata sulla meditazione della passione di Cristo.

Nel 1859 Gabriele e i suoi compagni si trasferirono a Isola del Gran Sasso in Abruzzo per continuare gli studi in vista del sacerdozio. Gabriele intensificò le pratiche di mortificazione e di autorinuncia a beneficio dei poveri e dei compagni. Gabriele approfondì la spiritualità mariana aggiungendo un voto personale di diffondere la devozione all'Addolorata. La salute di Gabriele si deteriorò a causa della costituzione fisica fragile, della vita rigida e delle privazioni volontarie.

La tubercolosi polmonare condusse Gabriele alla morte nel 1862 all'età di ventiquattro anni, precisamente il ventisette febbraio 1862 a Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo. Prima di morire Gabriele chiese al confessore di distruggere il diario delle grazie ricevute dalla Madonna per timore della vanagloria. Il confessore obbedì alla richiesta di umiltà e distrusse il diario. Il martirologio ricorda san Gabriele dell'Addolorata come accolito che ha rigettato ogni vanità mondana ed è entrato adolescente nella Congregazione della Passione.

Il culto e la canonizzazione

La Congregazione dei Passionisti e la Chiesa cattolica accelerarono il processo di canonizzazione per offrire un modello giovanile di santità. La devozione dei fedeli conterranei spinse fortemente il processo di canonizzazione. Gabriele venne dichiarato santo il tredici maggio 1920 da papa Benedetto XV. Nel 1926 papa Pio XI dichiarò Gabriele patrono della gioventù cattolica italiana, riconoscendo l'attualità e la forza del suo esempio spirituale per le nuove generazioni.

Il ricordo del santo morto a ventiquattro anni è molto vivo in Abruzzo, dove la sua memoria continua a essere celebrata con profonda fede e partecipazione. Il Santuario di Isola del Gran Sasso è meta di pellegrinaggio di centinaia di migliaia di giovani ogni anno. I giovani vedono in Gabriele un aiuto valido e moderno per la loro crescita umana e spirituale, trovando nella sua breve ma intensa testimonianza di vita una guida sicura per orientare le proprie scelte alla luce della fede e dell'amore per la Vergine Maria.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Gabriel de la Dolorosa?

La ricorrenza liturgica di san Gabriele dell'Addolorata si celebra il ventisette febbraio di ogni anno.

Di cosa è patrono San Gabriel de la Dolorosa?

Nel millenovecentoventisei papa Pio XI ha dichiarato san Gabriele patrono della gioventù cattolica italiana.

En Isola del Gran Sasso en Abruzo, san Gabriel de la Dolorosa (Francisco) Possenti, acólito, que, rechazada toda vanidad mundana, entró adolescente en la Congregación de la Pasión, donde concluyó su breve existencia. — Martirologio Romano