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15 de julio

San Pompilio Maria Pirrotti

Padre Escolapio

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e vocazione

San Giuseppe Calasanzio visse tra il 1558 e il 1648 e fu il fondatore dei padri Scolopi nel 1617. I padri Scolopi traggono il loro nome dalla congregazione e sono dediti all'educazione dei fanciulli poveri. L'istruzione era originariamente riservata ai giovani signori e nelle famiglie aristocratiche esisteva un precettore a tale scopo, mentre ai figli del popolo pensavano solo i Santi o i religiosi degli Ordini sorti per questo scopo. Il nome di battesimo del santo era Domenico Pirrotti. Domenico Pirrotti nacque a Montecalvo Irpino in provincia di Avellino il 29 settembre 1710. La sua nascita avvenne nel cuore del XVIII secolo. Domenico Pirrotti era il sesto degli undici figli di Girolamo Pirrotti e di donna Orsola Bozzuti. Il padre di Domenico era dottore in legge. La famiglia Pirrotti apparteneva al ceto nobile. Sul portone d'ingresso dell'antico palazzo nobiliare dei Pirrotti, accanto allo scudo di famiglia, si legge la scritta Virtus et honor in domo Pirrotti semper. All'età di sedici anni Domenico decise di farsi religioso. I genitori di Domenico nutrivano per lui sogni di carriera sociale e opposero resistenza alla sua scelta. Domenico rivolse molte lagrime e preghiere al Signore per essere illuminato nella sua scelta. Domenico si consigliò con il proprio confessore riguardo alla sua vocazione. Domenico fuggì dalla casa paterna e si recò a Benevento dal superiore del Collegio degli Scolopi. Domenico andò a Benevento per essere ammesso in prova per divenire religioso Scolopio. Domenico scrisse una commovente lettera al padre per spiegargli la sua risoluzione attuata per seguire la chiamata di Dio. Domenico chiese al padre di perdonarlo e di impartirgli la sua benedizione. Il 2 febbraio 1727 Domenico vestì l'abito religioso degli Scolopi nel Noviziato di Santa Maria di Caravaggio a Napoli. Alla fine del primo anno di noviziato ottenne la dispensa del secondo anno di prova. Il 25 marzo 1728 fece la professione solenne con i voti di povertà, castità, obbedienza e di istruire la gioventù secondo la Regola dell'Ordine. Al momento della professione solenne cambiò il nome in Pompilio Maria.

Il cammino di studi e l'apostolato

Da Napoli fu inviato a Chieti per continuare gli studi di filosofia. A causa di una malattia, e nella speranza che il cambio di clima potesse giovargli, fu trasferito a Melfi in provincia di Potenza. A Melfi proseguì con successo gli studi sacri e profani. Nel 1733, con la fama di teologo e non ancora sacerdote, si recò a Turi in provincia di Bari. A Turi diede inizio all'insegnamento delle lettere e all'attività di educatore della gioventù. L'anno successivo fu a Francavilla Fontana in provincia di Lecce sempre come insegnante di lettere. Il 20 marzo 1734 fu ordinato sacerdote dall'arcivescovo di Brindisi Andrea Maddalena. Dopo l'ordinazione avvertì il bisogno di allargare il proprio cuore e il campo del suo apostolato. Con l'esplicito permesso dei Superiori prese a predicare e confessare in molte regioni d'Italia. Dal 1736 visse per tre anni a Brindisi. Nel 1739 passò ad Ortona a Mare. Nel 1742 si trasferì a Lanciano in Abruzzo. Le zone di Brindisi, Ortona e Lanciano furono campo particolare e fecondo del suo lavoro. Unì l'attività scolastica a quella dell'apostolato catechizzando le popolazioni dei dintorni. Predicò Quaresime ed esercizi spirituali a studenti e religiosi. Il suo lavoro fu così abbondante da meritargli il titolo di Apostolo degli Abruzzi. Per ottenere la conversione dei peccatori e grazie da Dio si rivolgeva con fervide preghiere alla Madonna. Amava particolarmente i nomi di Maria e di Mamma bella come giaculatorie e le ripeteva spesso esortando anche gli altri a farlo. Il Signore gli concesse doni straordinari per avvalorare la sua opera sacerdotale. Nel 1746, mentre si trovava a Lanciano, fece suonare a distesa le campane alle due di notte. Disse alla gente accorsa allarmata di mettersi a pregare con fervore la Madonna per aver salva la vita da un terremoto imminente. Lanciano fu risparmiata dal sisma mentre altre località abruzzesi subirono ingenti danni.

Contesto storico e sofferenze morali

I tempi in cui visse ed operò padre Pompilio Maria Pirrotti furono duri per la vita e la pietà cristiana. Le filosofie e le politiche dell'epoca favorivano l'affermarsi di un regalismo esoso e anticlericale. Le fredde idee giansenistiche allontanavano i fedeli dai sacramenti e in particolare dall'Eucaristia ironizzando sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù e della Madonna. Per padre Pompilio la devozione al Sacro Cuore e alla Madonna costituiva fin dalla fanciullezza il fulcro della sua vita. La devozione al Sacro Cuore e alla Madonna era il fulcro della sua infiammata predicazione e della sua saggia direzione spirituale. A causa della sua predicazione subì denunce e accuse. Nel 1747 fu bruscamente allontanato da Lanciano. Con l'allontanamento da Lanciano ebbe inizio un lungo periodo di sofferenze morali durato fino alla sua morte. Trascorse undici anni e mezzo a Napoli nella Casa di Santa Maria di Caravaggio. A Napoli si dedicò al culto divino, alle confessioni, alla predicazione e all'assistenza degli ammalati e bisognosi nell'attigua ed omonima chiesa in Piazza Dante. Prestò assistenza nel popoloso rione di Napoli allora denominato di fuori Porta Reale. Fondò e diresse spiritualmente una Compagnia chiamata della Carità di Dio. La Compagnia della Carità di Dio aveva come fine la pratica assidua dei Sacramenti, delle virtù cristiane e nel suffragare le anime dei defunti. Sostenne e difese la pratica della Comunione frequente e quotidiana, allora privilegio di pochi e molto regolamentata. Nutrì una grande devozione al Sacro Cuore di Gesù. Nel XVIII secolo la devozione al Sacro Cuore ebbe un forte impulso e tra i promotori fu maggiormente attivo padre Pompilio. Fu autore della celebre Novena al Sacro Cuore di Gesù scritta nel 1765. La Novena al Sacro Cuore di Gesù fu diffusa rapidamente in tutto il Regno di Napoli. Ebbe la stima dei Superiori e la venerazione del popolo che lo considerava un santo.

False accuse, esilio e prove spirituali

Fu accusato da un'associazione di preti detta dei Cappelloni di essere troppo indulgente nell'assolvere i penitenti ed eccessivamente mite nell'imporre la penitenza. I Cappelloni prendevano il nome dal caratteristico copricapo dalla falda all'insù. Fu accusato di essere un uomo turbolento, inquieto e caparbio. Le accuse provocarono la sospensione del confessare e predicare da parte dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Sersale. Il cardinale Sersale prestò fede alle accuse senza riflettere tanto. Il re Carlo III, attraverso i suoi tribunali, ne decretò l'espulsione dal Regno di Napoli. Padre Pompilio, essendo padre scolopio, emigrò per sei anni da una casa all'altra dell'Ordine. Soggiornò a Chieti, ad Ancona per tre volte, a Lugo di Romagna e a Manfredonia. Rimise piede nel Regno ma fu posto a domicilio coatto e controllato con verbali periodici sulla sua condotta. Il suo comportamento nel susseguirsi convulso delle vicende fu quello di un santo. Non proferì alcuna parola di lamento o di recriminazione contro i provocatori dello sconquasso nella sua vita. Dichiarò esclusivamente di voler fare la volontà di Dio e di ottenere la grazia di soffrire con gioia. Sopportò atroci sofferenze fisiche per malattie sorte da tempo che avanzavano inesorabili. Fu nuovamente denunciato al Sant'Uffizio e di nuovo sospeso dalle sue funzioni sacerdotali. Durante il suo peregrinare fondò nella sua Montecalvo Irpino una Congregazione di pie persone detta del Sacro Cuore.

Ultimo anno a Campi Salentina e transito

Il 15 aprile 1765 iniziò un lungo viaggio da Ancona all'estremità della Penisola italiana. Giunse a Campi Salentina in provincia di Lecce il 12 luglio. Attraversò tanti paesi che lo avevano visto apostolo infaticabile ed esule innocente. Passò a salutare i fedeli di Montecalvo a cui lasciò un Addio in Paradiso. Nel 1631 san Giuseppe Calasanzio, fondatore dei Padri Scolopi, aveva aperto una scuola per i fanciulli poveri a Campi Salentina. Passò un anno a Campi Salentina. Rinnovò le strutture del Collegio di Campi Salentina. Rianimò la Comunità scossa da alcuni disordini. Riorganizzò le scuole vigilando sul loro migliore funzionamento. Durante la terribile carestia del 1765 il suo intervento fu determinante per la cittadina di Campi Salentina dove risiedeva. Campi Salentina riuscì a superare la carestia senza danni grazie a lui. Operò prodigi durante la carestia citata. Intensificò la vita religiosa degli abitanti di Campi Salentina. Gli abitanti riconobbero nella sua opera lo stesso spirito che oltre un secolo prima aveva fatto richiedere la presenza dei Padri Scolopi nel loro paese. Ancora oggi a Campi Salentina, ogni anno nel giorno della sua festa, vengono distribuiti cesti di pane benedetto in ricordo della sua protezione. Dopo aver celebrato la Messa domenica 13 luglio 1766, si mise nel confessionale come al solito. Accusò un malessere nel confessionale e fu trasportato nella sua cameretta. Morì il 15 luglio all'età di cinquantasei anni mentre si annunciavano i primi Vespri della Madonna del Carmine. Morì adagiato poveramente su una cassa.

Glorificazione e culto

Nel 1835 si aprì a Lecce il processo ordinario sulle virtù di padre Pompilio Maria Pirrotti. Fu beatificato da papa Leone XIII il 26 gennaio 1890. Fu proclamato santo da papa Pio XI il 19 marzo 1934 insieme a san Giuseppe Benedetto Cottolengo. La sua salma è custodita e venerata dai fedeli nella chiesa santuario dei Padri Scolopi in Campi Salentina. La sua festa liturgica è fissata al 15 luglio. Nel Martirologio è ricordato come sacerdote dell'Ordine dei Chierici regolari delle Scuole Pie, insigne per austerità di vita, a Campi Salentina in Puglia. La sua vita rimane un faro di luce per quanti operano nell'educazione cristiana e nell'amore verso il prossimo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Pompilio Maria Pirrotti?

La sua festa liturgica è fissata al 15 luglio, giorno in cui si ricorda anche la distribuzione del pane benedetto a Campi Salentina.

En Campi Salentina en Puglia, san Pompilio Maria Pirrotti, sacerdote de la Orden de los Clérigos regulares de las Escuelas Pías, insigne por austeridad de vida. — Martirologio Romano