2 de enero
Sant' Adalardo de Corbie
Abad
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita monastica e l'esilio
Provando profonda riprovazione per i vizi presenti nell'ambiente di corte in cui era cresciuto fino all'età di vent'anni, Sant'Adalardo decise di ritirarsi nel monastero di Corbie. Presso questa struttura monastica svolse inizialmente la mansione di monaco giardiniere. Desiderando poi proteggere la propria vita contemplativa da possibili distrazioni, si trasferì in incognito nell'abbazia di Montecassino. Dopo un soggiorno di due anni in quella terra, fu costretto a fare ritorno a Corbie a causa delle pressioni esercitate da Carlo Magno, del quale era cugino. Al suo rientro a Corbie venne nominato abate della struttura. Nel monastero di Corbie organizzò la gestione dei beni affinché ciascuno avesse il necessario, nessuno godesse di superfluo e niente andasse sprecato, ma ogni risorsa fosse caritatevolmente donata a gloria di Dio. Nell'anno 817 Bernardo, re d'Italia e nipote di Carlo Magno di cui Sant'Adalardo era diventato tutore dopo la morte di Pipino il Giovane, si oppose a Ludovico il Pio, successore all'impero. Sant'Adalardo fu ritenuto complice della ribellione guidata da Bernardo. A causa del presunto coinvolgimento fu esiliato nell'abbazia di San Filiberto, situata sull'isola di Héri alla foce della Loira. I suoi fratelli Wala, Gondrada e Teodrada furono anch'essi colpiti dal provvedimento di esilio. Mentre si trovava in esilio, raccomandò ad Adalardo secondo, suo sostituto alla guida di Corbie, di promuovere l'evangelizzazione dei Sassoni, e su suo suggerimento venne fondato un priorato a Héthis. Al ritorno di Sant'Adalardo dall'esilio nell'anno 822, il priorato di Héthis fu trasferito a Hoexter, dando origine all'abbazia di Korvey, conosciuta anche come Nouvelle-Corbie. Nel 822 fu tra i principali promotori e ispiratori della Dieta di Attigny. Morì a Corbie il 2 gennaio 827 e alla sua morte gli succedette nella carica di abate il fratello Wala.
Opere e incarichi pubblici
Oltre al cammino spirituale, Sant'Adalardo ricoprì diverse cariche di natura politica, servendo come ministro di Pipino il Giovane. Nell'anno 809 prese parte al Sinodo di Aquisgrana. Sempre nell'ottocentonove partecipò a una missione diplomatica presso papa Leone Terzo per ottenere l'approvazione dell'inserimento del Filioque nel Credo, missione che ebbe tuttavia esito negativo. Grazie alle sue spiccate doti oratorie e alla sua vasta cultura venne soprannominato l'Agostino dell'epoca. Mostrò una profonda umiltà personale, dedicandosi costantemente e con sollecitudine al cammino di santificazione dei propri monaci. La sua produzione scritta fu notevole, sebbene parte dei testi sia andata perduta. Compose un'opera intitolata Livre des statuts. Scrisse il trattato De ordine palatii, testo successivamente smarrito. Fu autore anche del trattato De ratione lunae paschalis, anch'esso andato perduto. Redasse inoltre le Admonitiones in congregatione, che furono raccolte da Mabillon nei suoi Acta. Il santo è menzionato in diversi martirologi, ma risulta assente dal Martirologio Romano. Negli Acta Sanctorum si trova una sua biografia redatta sotto forma di panegirico da san Pascasio Radberto. Gli Acta Sanctorum contengono anche una seconda biografia, scritta da san Gerardo abate, intenzionata a essere più aderente alla realtà storica.
Le reliquie e il culto
Le reliquie di Sant'Adalardo furono rinvenute in modo ritenuto miracoloso. Ai suoi resti furono attribuiti vari miracoli e guarigioni, specialmente a beneficio di persone paralitiche e sordomute. A causa dei frequenti prodigi verificatisi, nel 1026 papa Giovanni diciannovesimo decretò la riesumazione dei suoi resti. La solenne traslazione delle sue reliquie avvenne il 10 ottobre 1040, atto che equivaleva a una canonizzazione ufficiale secondo le norme canoniche dell'epoca. Dopo diversi trasferimenti, la maggior parte delle sue reliquie è conservata dal 1827 nella casa dei Gesuiti a Saint-Acheul.
La vita e il ministero
La vicenda terrena di Sant' Adalardo ebbe inizio a Huyse nel settecentocinquantatré. Fin dai suoi primi anni di vita monastica, scelse di incarnare lo spirito di servizio, dedicandosi con umiltà alle mansioni di giardiniere presso l'abbazia di Corbie. Questo periodo di silenziosa dedizione alla terra e alla preghiera formò il suo carattere, preparandolo alle importanti sfide che il tempo gli avrebbe riservato all'interno della struttura ecclesiastica e imperiale. La sua saggezza fu presto riconosciuta, tanto da portarlo a svolgere il delicato compito di tutore di Bernardo, re d'Italia, un incarico che egli assolse con profonda consapevolezza del proprio dovere morale.
Il cammino di Sant' Adalardo non fu privo di sofferenze. Egli conobbe l'esperienza dell'esilio, trovando accoglienza presso l'abbazia di San Filiberto a Noirmoutier, momento che visse con la dignità propria di chi ha posto ogni speranza nel Signore. La sua vita fu costantemente orientata verso l'edificazione del regno di Dio, testimoniata in modo particolare dalla fondazione dell'abbazia di Korvay. Anche il suo passaggio per Montecassino lasciò un segno indelebile nel suo percorso spirituale. La partecipazione attiva al Sinodo di Aquisgrana nell'ottocento nove conferma il suo ruolo di guida autorevole, capace di intervenire nelle questioni cruciali del suo tempo con equilibrio e dottrina. Fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta nell'ottocento ventisette a Corbie, Sant' Adalardo mantenne intatta la sua dedizione all'abbazia e ai fratelli, offrendo un esempio di vita monastica vissuta nella pienezza dell'obbedienza e della carità.
Il culto e la memoria
La santità di Adalardo di Corbie fu solennemente riconosciuta dalla Chiesa nel mille ventisei, quando Papa Giovanni diciannovesimo ne sancì la canonizzazione. Da quel momento, il suo nome è stato inscritto nel catalogo dei Santi, rendendo onore a un uomo che seppe coniugare la vita contemplativa con le responsabilità del governo e dell'educazione. La sua memoria liturgica, che ricorre il due gennaio, invita i fedeli a riflettere sulla fecondità di una vita spesa interamente nell'umiltà e nell'obbedienza alla volontà divina.
Il culto verso Sant' Adalardo è indissolubilmente legato all'abbazia di Corbie, luogo che lo vide operare e dove infine riposò. La sua eredità spirituale continua a vivere attraverso il ricordo delle sue opere e la testimonianza della sua costante ricerca di Dio. Celebrare la sua festa nel giorno dell'anniversario della sua morte significa unirsi alla preghiera di un uomo che, nelle avversità dell'esilio come negli onori dell'amministrazione, non smise mai di considerarsi un umile servitore della vigna del Signore, offrendo la propria esistenza come un sacrificio gradito e fecondo per l'intera comunità cristiana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Adalardo?
Sant'Adalardo viene festeggiato il 2 gennaio, giorno che coincide con la data della sua morte avvenuta nell'anno 827.
En el monasterio de Corbie en el territorio de Amiens en Francia, san Adalardo, abad, que todo dispuso de modo que cada uno tuviera lo suficiente, o sea que ninguno tuviera en exceso y nada se perdiera, sino que todo fuera donado amorosamente a alabanza de Dios. — Martirologio Romano