24 de septiembre
Sant' Anatalón (Anatalone) de Milán
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il contesto storico
L'arcidiocesi milanese è universalmente nota come Chiesa ambrosiana, un nome che deriva da sant'Ambrogio, il più grande vescovo e dottore della Chiesa dell'arcidiocesi, il quale resse la sede milanese nella seconda metà del quarto secolo. La diocesi di Milano venera come proto-vescovo un certo sant'Anatalone, personaggio alquanto leggendario che fa parte di una schiera di centoquarantatré vescovi che nel corso di diciassette secoli hanno retto la sede episcopale di Mediolanum. Tra questi centoquarantatré vescovi di Milano vi sono trentotto santi e due beati, inclusi Ambrogio e Carlo Borromeo. Dal punto di vista storico, è ipotizzabile che Anatalone sia stato vescovo verso la fine del secondo secolo, un'epoca che corrisponde al momento in cui Milano si trasformò da semplice municipio a colonia imperiale. L'analisi dei nomi di alcuni primi vescovi milanesi, come Anatalone, Calimero, Mona e Mirocle, conferma la penetrazione del cristianesimo dall'Oriente. Antiche iscrizioni tombali relative a sacerdoti milanesi confermano la medesima penetrazione del cristianesimo tramite le vie dei mercanti e dell'esercito. Dal punto di vista storico, Mirocle fu il sesto vescovo di Milano, e fu presente ai Concili di Roma nel trecentotredici e di Arles nel trecentoquattordici. La versione oggi più autorevole ed adottata ufficialmente dall'arcidiocesi di Milano colloca nel terzo secolo gli episcopati di Anatalone e del successore Caio. Secondo i calcoli di Felice Savio, Anatalone fu vescovo fra il duecentocinquantasei e il duecentocinquantanove. La collocazione temporale di sant'Anatalo risale al terzo secolo.
Le tradizioni e le fonti antiche
Alla fine dell'ottavo secolo Paolo Diacono redasse le Gesta episcoporum Mettensium, opera in cui sosteneva che Anatalone fosse un discepolo di Pietro, il quale lo avrebbe inviato a Milano come primo vescovo. L'antico Martyrologium Romanum e altri cataloghi datati sostennero invece che la cattedreda episcopale milanese fu istituita dall'apostolo Barnaba, il quale avrebbe designato Anatalone quale suo successore dopo sette anni. Secondo la Datiana historia ecclesiae mediolanensis, opera anonima dell'undicesimo secolo, un certo Anatelon sarebbe stato vescovo di Milano e di Brescia dal cinquanta al sessantatré. La cronologia stabilita da queste tradizioni fu ideata nell'undicesimo secolo dai milanesi per polemica con Roma circa l'eresia dei Patarini o per la riforma imposta da Gregorio settimo. I milanesi retrodatarono la storia della loro diocesi per stabilire una pari anzianità con la Chiesa di Roma ed esser esentati dalla sua soggezione. Gli storici hanno tuttavia appurato che san Barnaba non si recò mai a Milano e subì il martirio in Oriente. La leggenda vuole che Anatalone costruì una chiesa dedicata al Salvatore su un precedente tempio del dio Mercurio o Apollo, edificio che si troverebbe nel luogo in cui oggi a Milano sorge la chiesa di San Giorgio al Palazzo. Al primo vescovo Anatalone sarebbe succeduto nel sessantuno san Caio, sebbene alcuni considerino san Caio primo vescovo della città tralasciando il predecessore Anatalone. La tradizione aggiunge che Caio avrebbe sofferto sotto la persecuzione anticristiana di Nerone, sebbene tale persecuzione si limitò in realtà alla sola Roma e Caio non ne rimase vittima. L'episcopato di Caio durò ventiquattro anni, sino all'ottantacinque, e a lui è attribuito il battesimo dell'intera famiglia dei protomartiri milanesi, composta dai santi sposi Vitale e Valeria e dai loro figli Gervasio e Protasio. La Storia dell'Ingaunia fu scritta dal canonico Navone sulle versioni leggendarie del protovescovo milanese, narrando che Barnaba e Caio predicarono il Vangelo anche a Genova e nella riviera di Ponente, e che avrebbero designato Anatalone a reggere le sedi episcopali di Albenga e di Milano. Pietro avrebbe inoltre inviato ad Anatalone un aiutante di nome Caio, il quale sarebbe succeduto ad Anatalone nell'anno sessantacinque secondo la medesima Storia dell'Ingaunia.
Il culto, le reliquie e la memoria liturgica
Il culto di Anatalone pare essere ben attestato a Milano da vecchia data, e il vecchio martirologio indicava Anatalone quale discepolo di Barnaba. Alcune reliquie di sant'Anatalone consistevano probabilmente solo in pezze di lino venute a contatto con il suo corpo, e furono portate nella cappella milanese intitolata ad Concilia Sanctorum probabilmente nel quinto secolo. L'autore del De situ ignorava il luogo della sepoltura di Anatalone, ma annotò che la depositio del santo era celebrata nella basilica ad Concilia Sanctorum. Nella Datiana istoria dell'undicesimo secolo non si indica il luogo di sepoltura di Anatalone, ma si annota che l'anniversario della sua depositio veniva celebrato nella basilica milanese di San Babila. Il Beroldo Nuovo è un calendario liturgico milanese del milletrecento sessantatré, il quale aggiunge che Anatalone sarebbe stato sepolto nella chiesa di San Floriano in Brescia, città di cui qualche tarda leggenda vuole Anatalone come primo vescovo. Nel quattordici settantadue alcune reliquie di Anatalone vennero effettivamente ritrovate nella chiesa di San Floriano a Brescia, e le reliquie ritrovate furono solennemente traslate nella cattedrale cittadina, dove sono attualmente oggetto di venerazione. Il giorno della morte di sant'Anatalone è ritenuto il ventiquattro settembre. La festa di sant'Anatalone a Milano fu tuttavia trasferita nel quattordici novanta al venticinque settembre, giorno in cui a Milano si festeggiano tutti i primi santi vescovi milanesi, mentre il ventiquattro settembre ricorreva a Milano la festa della patrona della cattedrale santa Tecla. Il Martirologio ricorda sant'Anatalo a Milano, ritenuto il primo vescovo di Milano, mentre il nome del santo si trova anche nelle varianti Anatelon, Anatalo, Anatolo, Anatolio, Anatalofle, Anatelofl e Anatolofle. La devozione si esprime anche attraverso luoghi e opere d'arte: a sant'Anatalone è stata dedicata una strada di Milano, esiste una statua di sant'Anatalone a Carate Brianza, che è una città di provincia, e il terzo ordine del coro ligneo del Duomo di Milano rappresenta tutti i vescovi milanesi da sant'Anatalone a san Galdino.
La vita e il ministero
La figura di Sant' Anatalone si inscrive nel terzo secolo, epoca in cui la cristianità muoveva i suoi primi passi in territori che diverranno centrali per la storia della Chiesa. La tradizione arcidiocesana di Milano lo riconosce unanimemente come il primo vescovo della città, una guida pionieristica che ha saputo gettare le basi della comunità cristiana in un contesto storico complesso. Sebbene le cronache antiche siano spesso avvolte nell'incertezza del tempo, studi storici, tra cui quelli condotti da Felice Savio, collocano il suo episcopato in un arco temporale circoscritto tra gli anni duecentocinquantasei e duecentocinquantanove.
Il legame di Sant' Anatalone con le terre lombarde non si è limitato alla sola Milano. La sua eredità spirituale ha trovato una dimora duratura a Brescia. È proprio in questa città che, nel corso del quattordicesimo secolo, precisamente nell'anno millequattrocentosettantadue, avvenne il ritrovamento delle sue reliquie all'interno della chiesa di San Floriano. Questo evento segnò un momento di rinnovato fervore, culminato nella solenne traslazione delle spoglie del santo presso la cattedrale di Brescia, luogo in cui ancora oggi la sua memoria viene custodita e onorata con rispetto. Attraverso la sua vita, Sant' Anatalone continua a richiamare l'importanza della fedeltà al mandato apostolico e della perseveranza nel servizio alla Chiesa, offrendo ai fedeli un esempio di dedizione che supera i confini del tempo e dello spazio.
Il culto
Il culto di Sant' Anatalone si manifesta attraverso la preghiera e la memoria liturgica, celebrata con devozione nelle comunità che lo riconoscono come padre nella fede. La liturgia dedica un momento specifico alla sua commemorazione, fissando la festa al venticinque settembre per la Chiesa di Milano e al ventiquattro settembre per il calendario generale, permettendo così ai fedeli di rinnovare il proprio legame con il primo successore degli apostoli nella regione. Questa celebrazione non è soltanto un atto di devozione verso il passato, ma un impegno a vivere con la medesima dedizione il cammino cristiano nel presente.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia sant'Anatalone?
Il giorno della sua morte è ritenuto il 24 settembre, mentre la sua festa a Milano fu celebrata e trasferita dal 1490 al 25 settembre insieme agli altri primi santi vescovi milanesi.
Di cosa è patrono sant'Anatalone?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati per sant'Anatalone, sebbene sia venerato come proto-vescovo e primo pastore di Milano e anticamente associato anche a Brescia e Albenga.
En Milán, san Anatolón, considerado primer obispo de esta ciudad. — Martirologio Romano