7 de noviembre
Sant' Ercolano de Perugia
Obispo y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita monastica e l'episcopato a Perugia
Vi sono poche notizie sulla vita di Ercolano e qualcosa in più sul periodo successivo alla sua morte. Sant'Ercolano visse nel sesto secolo e prima di diventare vescovo faceva vita monastica nel monastero dei Canonici Regolari di sant'Agostino. Chiamato alla cattedra episcopale di Perugia come successore del defunto vescovo Massimiano, guidò la comunità cristiana con dedizione. Papa san Gregorio Magno scrisse di Ercolano nei Dialoghi, offrendo una preziosa testimonianza della sua santità. La sua azione pastorale si svolse in un contesto storico particolarmente difficile per l'intera penisola italiana.
L'assedio dei Goti e il martirio
Verso il cinquecentoquarantasette i Goti di Totila penetrarono nella città di Perugia dopo tre anni di assedio. Totila fu re degli Ostrogoti dal cinquecentoquarantuno al cinquecentoquarantacinque e i Goti erano in guerra con i bizantini nella penisola italiana. La penetrazione dei Goti a Perugia fu favorita dalla delazione di un chierico che informò i nemici sui piani di difesa. Il vescovo Ercolano aveva resistito eroicamente insieme ai concittadini e per questo motivo fu definito defensor civitatis. Ercolano fu catturato per ordine di Totila, che era impegnato nell'assedio di Roma, e subì il martirio essendo scorticato vivo e poi decapitato davanti a Porta Marzia. Il martirologio colloca il martirio di sant'Ercolano vescovo e martire a Perugia, decapitato per ordine di Totila re dei Goti, e stabilisce la data di morte il sette novembre cinquecentoquarantasette. Gli antichi martirologi storici di Floro, Adone e Usuardo considerano il martirio avvenuto proprio il sette novembre.
La sepoltura e il prodigioso ritrovamento
Il corpo di Ercolano fu gettato senza pietà fuori delle mura cittadine. Mani pietose di fedeli raccolsero e ricomposero il corpo di Ercolano, seppellendolo insieme a quello di un bambino trovato morto nello stesso luogo. Una quarantina di giorni dopo, i profughi perugini ottennero dal comandante dei Goti il permesso di ritornare in città e ricordarono il vescovo Ercolano morto martire per mano dei barbari. I perugini ricercarono il corpo sepolto di Ercolano per trasferirlo nell'antica cattedrale di San Pietro. Alla apertura della primitiva sepoltura, il corpo del bambino fu trovato in avanzata fase di decomposizione, mentre il corpo del vescovo fu trovato intatto, quasi fosse morto quel giorno stesso. Il capo di Ercolano era unito al corpo come se non fosse mai stato tagliato e non vi erano cicatrici al collo di Ercolano né segni delle torture e delle scorticature subite sul corpo.
La questione storica e la definizione del culto
Nei secoli successivi, il santo vescovo Ercolano fu confuso con un omonimo santo martire del primo secolo ricordato a Perugia il primo marzo. Lo sdoppiamento del santo è legato a una romanzesca leggenda nota come Leggenda dei dodici Siri, riportata per tutto il Medioevo con altri nomi. La leggenda narra di dodici santi tutti parenti fra loro venuti in Umbria dalla Siria al tempo dell'imperatore Giuliano, tra i quali vi era un sant'Ercolano. Lo sdoppiamento resistette nella storia fino al millenovecentoquaranta. Nel millenovecentoquaranta il vescovo monsignor Giovan Battista Rosa, con l'approvazione della Sacra Congregazione dei Riti, ordinò la liturgia della diocesi perugina. Il vescovo stabilì il sette novembre come festa liturgica di san Ercolano vescovo e martire e stabilì il primo marzo come memoria della prima traslazione delle reliquie avvenuta nel settecentoventitré.
Il culto e la memoria nella città
Il culto di san Ercolano a Perugia è testimoniato da una chiesa a lui dedicata ed eretta alla fine del secolo tredicesimo. La chiesa di San Ercolano è l'emblema dell'autonomia municipale della città e fu eretta nel luogo fuori delle antiche mura indicato dalla tradizione come quello della prima sepoltura del martire. La devozione per questo coraggioso pastore continua a vivere nel cuore dei fedeli che riconoscono in lui un faro di speranza e un intercessore presso Dio.
La vita e il martirio
Sant' Ercolano è vissuto nel corso del sesto secolo, un periodo segnato da grandi trasformazioni e conflitti. La sua vocazione è fiorita all'interno della vita monastica, dove ha abbracciato la disciplina e la spiritualità dei Canonici Regolari di sant'Agostino. La sua preparazione interiore lo ha condotto a essere eletto vescovo di Perugia, succedendo a Massimiano nella cura pastorale della diocesi. In quegli anni di servizio, egli ha dimostrato una profonda dedizione per la comunità cristiana, preparandosi inconsapevolmente alla prova decisiva che la storia avrebbe richiesto.
Durante l'assedio dei Goti, guidati dal re Totila, Sant' Ercolano si è distinto per la sua incondizionata resistenza a difesa della città di Perugia. La sua presenza è stata un punto di riferimento spirituale per gli abitanti, in un momento in cui la città subiva la violenza e l'oppressione degli invasori. Catturato dalle truppe nemiche, egli ha affrontato la sofferenza con la dignità di un vero confessore della fede. Davanti a Porta Marzia, ha subito il martirio venendo scorticato vivo e successivamente decapitato nel corso dell'anno cinquecentoquarantasette. La sua fine cruenta non ha tuttavia spento il suo messaggio, ma lo ha reso, agli occhi dei posteri, un esempio indelebile di coraggio e amore verso la propria gente.
Il culto e la memoria
Il ricordo di Sant' Ercolano è strettamente legato alla città di Perugia, di cui è eletto patrono. La venerazione per il vescovo martire si è consolidata nel tempo attraverso la cura delle sue spoglie mortali, che rappresentano un tesoro prezioso per la comunità. Le sue reliquie hanno trovato collocazione definitiva nella cattedrale di San Pietro, luogo che custodisce la memoria storica e spirituale del santo.
La liturgia celebra la sua figura il giorno sette novembre, data in cui i fedeli si riuniscono per onorare il suo sacrificio. Inoltre, la Chiesa conserva una memoria particolare il giorno primo marzo, dedicata specificamente alla traslazione delle sue reliquie. Questi appuntamenti liturgici permettono ai fedeli di rinnovare il legame con il loro pastore, trovando nella sua testimonianza di vita e di morte un costante incoraggiamento a perseverare nella fede, con la stessa fermezza che Sant' Ercolano mostrò nel sesto secolo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Ercolano de Perugia?
La festa liturgica si celebra il sette novembre, mentre il primo marzo si fa memoria della prima traslazione delle reliquie avvenuta nel settecentoventitré.
Di cosa è patrono Sant'Ercolano de Perugia?
Sant'Ercolano è il santo compatrono della città di Perugia.
En Perugia, san Herculano, obispo y mártir, decapitado por orden de Totila, rey de los Godos. — Martirologio Romano