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19 de abril

Sant' Expedito de Melitene

Mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le fonti storiche e i martirologi

Le notizie riguardanti Sant'Espedito si ricavano solamente dai martirologi e per questo motivo è impossibile avere dettagli più precisi sulla sua esistenza. Il Martirologio Geronimiano risale nella sua originaria formulazione alla prima metà del secolo quinto e commemora il martire Espedito in due date distinte. La prima data della commemorazione è il diciotto aprile a Roma insieme ad altri presunti compagni, mentre la seconda data della commemorazione è il diciannovesimo giorno di aprile nella città di Militana in Armenia. La data del diciotto aprile sembra essere frutto di un errore e i nomi dei presunti compagni di martirio del diciotto aprile sono ripetizioni di nomi di altri santi. Errori come modificazioni di date e luoghi sono molto frequenti nei martirologi. Le uniche informazioni certe riguardano invece il giorno diciannove aprile e il luogo di morte a Melitene, località che corrisponde ora a Malatya in Turchia. Non si può dire nulla sulle circostanze del martirio di Sant'Espedito e non si può dire nulla nemmeno sull'epoca del suo martirio. L'affermazione che il martirio avvenne sotto Diocleziano non si fonda su dati storici, sebbene il martirio sia sicuramente anteriore alla redazione del Martirologio Geronimiano. Tutti i martirologi fino al Romano dipendono dal Martirologio Geronimiano per la trasmissione del nome di Espedito. L'esistenza di Sant'Espedito è stata più volte messa in dubbio senza prove decisive, e tutti i tentativi di sminuire la sua figura si scontrano con la persistenza della memoria liturgica. È assolutamente impossibile avere notizie precise sull'epoca della vita e sul martirio di Espedito a causa della scarsità di fonti.

Questioni critiche e ipotesi sul nome

Secondo lo studioso Delehaye, il nome Espedito sarebbe una lettura errata di Elpidio, ma la tesi di Delehaye sembra essere troppo sbrigativa. Sant'Espedito e un martire di nome Elpidio morirono entrambi a Melitene insieme a un compagno di nome Ermogene. Nulla indica che si tratti dello stesso Ermogene per entrambi i santi, e il Martirologio Geronimiano segnala i martiri Elpidio ed Ermogene in date diverse dal diciannovesimo aprile. Al contrario, il diciannovesimo aprile sono riportati i nomi di Ermogene, Espedito e altri compagni. È quindi una forzatura considerare Elpidio ed Espedito appartenenti allo stesso gruppo di martiri o identificarli nella stessa persona. Elpidio è un altro martire del gruppo di Melitene il cui nome è pervenuto sotto ben cinque forme diverse. Espedito fa parte comunque del gruppo dei martiri di Melitene, i quali sono venerati il diciannovesimo aprile insieme con Ermogene. Tra tutti i componenti del gruppo di Melitene, solo Espedito ha goduto di un culto popolare assai diffuso, sviluppatosi a partire da un'epoca abbastanza recente. Il Martirologio Geronimiano indica solo il nome del martire Espedito. È stata inoltre avanzata l'ipotesi che la parola expeditus debba essere intesa come aggettivo e non come nome proprio. In latino expeditus poteva essere sia aggettivo che sostantivo, e nel linguaggio militare il plurale expediti indicava la fanteria leggera. Non ci sono tuttavia prove per affermare che expeditus sia un aggettivo riferito a San Menna. L'unico legame tra Sant'Espedito e San Menna consiste nel fatto che entrambi sono rappresentati in vesti militari, e dopo il secolo diciassettesimo l'iconografia di Sant'Espedito e San Menna fu confusa in Occidente.

Leggende, iconografia e giochi di parole

Intorno alla figura di Sant'Espedito sono nate diverse leggende. È frutto di invenzione la storia che presenta Sant'Espedito come comandante della legione romana Fulminante, così come è frutto di invenzione la storia che attribuisce a Sant'Espedito il miracolo dell'acqua all'epoca di Marco Aurelio. Esiste un'altra leggenda secondo cui il nome Expeditus deriverebbe dalla scritta spedito su un pacco di reliquie di un santo sconosciuto. Le storie sull'origine del nome da un pacco di reliquie sono completamente false, ma il nome Expeditus si trova già nel Martirologio Geronimiano. Una variante della leggenda del pacco è presente in una poesia della raccolta Palmström del mille ottocentodieci. L'autore della poesia nella raccolta Palmström è il tedesco Christian Morgenstern, nato a Monaco nel mille ottocentonetantuno e morto a Merano nel millenovecentoquarantuno. Nell'opera di Morgenstern viene nominata un'opposizione della Chiesa di Roma al culto del santo. Il nome Expeditus ha facilitato giochi di parole, rendendolo il santo della rapidità per antonomasia. Il nome di Espedito ha dato origine al precetto di non rimettere a domani ciò che si deve e si può fare oggi, ed Espedito è divenuto il santo nemico del domani. Sant'Espedito fu inizialmente invocato per le cause urgenti. I fedeli si rivolgono ad Espedito per ottenere la concessione immediata e oggi stesso di qualsiasi grazia chiesta. Questa opinione popolare ha tratti che sanno di superstizione, e la concezione popolare della grazia immediata è legata, almeno nel mondo latino, a un facile gioco verbale sul nome del santo.

Il culto, i patronati e la diffusione nel mondo

L'iconografia di Espedito è molto suggestiva e il santo è abitualmente rappresentato vestito da soldato romano. Sant'Espedito viene raffigurato nelle vesti di soldato armato alla leggera, e nelle rappresentazioni iconografiche tenta di scacciare un corvo che grida cra cra oppure cras, che significa domani in latino. Il corvo che grida cras rappresenta lo spirito maligno apparso al santo dopo la conversione al cristianesimo. Nell'area germanica il santo è rappresentato con un orologio che indica la scritta hodie, che significa oggi in latino. Nel resto del mondo il santo ha in mano un crocefisso aggiunto in epoca successiva, sempre accompagnato dalla scritta hodie. Il culto non è di origine recente e non nacque in Sicilia e in Germania nel secolo diciassettesimo. Già nel Medioevo a Torino esisteva la contrada di Sant'Espedito ed il santo era patrono dei commercianti. In Francia il culto del santo risale almeno al secolo sedicesimo. Si trova traccia del culto di Espedito in Sicilia a partire dalla metà del secolo diciottesimo. Messina e Acireale sono i luoghi in Sicilia con particolare presenza del culto. Nel mille settecentottantuno Espedito fu proclamato patrono secondario della città di Acireale. Espedito veniva venerato ad Acireale come protettore dei mercanti e dei navigatori, ed era invocato più in generale per il celere disbrigo degli affari con il titolo di negotiorum et expeditionum patronus. La Germania meridionale costituisce un secondo centro di devozione particolare ad Espedito, e le ragioni originarie della venerazione in Germania sembrano uguali a quelle riscontrate in Sicilia. All'inizio del secolo ventesimo vi furono numerose dispute intorno alla soppressione del culto. Nel mille novecentocinque si diffuse la voce infondata che il culto era stato vietato. Oggi Espedito è conosciuto ed invocato in molti Paesi del mondo. Austria, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Filippine e Francia sono tra i Paesi in cui è invocato. Nell'Ile de La Réunion il culto di Espedito è particolarmente diffuso. In Italia la devozione è forte soprattutto in Sicilia, Campania e Lombardia. Sant'Espedito è divenuto patrono dei commercianti per il celere disbrigo degli affari, Sant'Espedito è divenuto patrono dei naviganti, ed è inoltre pregato dagli esaminandi e per il buon esito dei processi.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Espedito?

La memoria liturgica di Sant'Espedito si celebra il diciannovesimo giorno di aprile, data in cui il martire viene ricordato nella città di Melitene.

Di cosa è patrono Sant'Espedito?

Sant'Espedito è patrono dei commercianti, dei mercanti, dei naviganti e dei navigatori, ed è invocato dagli esaminandi e per il buon esito dei processi.