16 de agosto
Sant' Ugolina de Vercelli
Virgen y eremita
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la chiamata alla vita solitaria
All'età di dieci anni Ugolina esercitava la carità verso il prossimo, la preghiera personale e comunitaria e l'adesione agli insegnamenti dei genitori. Ugolina provava un grande amore per i pellegrini, molto numerosi a quel tempo. Ugolina mostrava particolare sollecitudine per i pellegrini diretti in Terra Santa, fornendo loro viveri e denaro. A quattordici anni Ugolina subì la prima grande prova con la morte della madre, che aveva formato il suo spirito ai nobili sentimenti cristiani. Dopo la morte della madre, Ugolina rimase col padre che per poco tempo frenò l'impulso di sedurla. Il padre di Ugolina tentò di commettere un grave crimine incestuoso contro di lei. Ugolina non fu abbandonata dal Signore e riuscì a ricondurre il padre sulla retta via usando le buone maniere e la preghiera. L'equilibrio familiare fu compromesso e Ugolina maturò la vocazione alla vita ritirata dal mondo per servire Cristo nella preghiera. L'unica confidente di Ugolina fu una donna di nome Libera, a cui confidò il suo desiderio. Libera consigliò a Ugolina di meditare a fondo la decisione e di aspettare un segno celeste. Ugolina decise di fuggire quando il padre si fosse assentato per affari. Il giorno seguente la decisione, il padre si recò ad affari a Torino e Ugolina attuò la fuga.
L'eremo di Billiemme e la vita nascosta
Ugolina indossò abiti maschili e un cappuccio prima di lasciare il palazzo. Ugolina si diresse verso un bosco distante un miglio dalla città, dove sorgeva la cappella di Santa Maria di Betlemme. Accanto alla cappella sorgeva la cella vuota di un eremita di nome Favorino, che l'aveva costruita di ritorno dalla Terra Santa. Ugolina decise che la cella di Favorino sarebbe stata la sua nuova dimora. Per quarantasette anni Ugolina visse nella cella facendo credere di essere un uomo di nome Ugone. Ugolina visse con lo stretto necessario, in preghiera, con intensi colloqui con Dio e penitenze per combattere le tentazioni. Ugolina si applicò nel povero eremo di Billiemme ai rigori della penitenza. Ugolina si dedicò alle veglie in preghiera e ai digiuni. Ugolina praticò la macerazione della sua carne innocente. Ugolina si dedicò all'orazione fino ad ottenere un'intima unione con Dio. La cappella divenne un punto di riferimento per il territorio circostante, luogo di orazione, conforto e consiglio per persone di vari ceti sociali. Ugolina comunicava con le persone attraverso una finestrella senza mostrare il volto. Solo il confessore Padre Valentino e la confidente Libera conoscevano la vera identità dell'anacoreta.
I prodigi e la morte
Una povera vedova di Vercelli, vessata dal Procuratore malvagio della città, chiese aiuto a Ugolina. Ugolina fece eccezionalmente entrare la vedova nella propria cella. Alla mezzanotte del giorno seguente, nella cappella vicina, un angelo confortò Ugolina e la vedova dicendo che il persecutore avrebbe pagato per le sue malefatte. Il persecutore della vedova fu condannato poco tempo dopo. La vedova mantenne il segreto e continuò ad andare a trovare Ugolina ogni giorno. Il fisico di Ugolina declinò a causa di disturbi allo stomaco e febbri che la costrinsero a letto. Qualche giorno prima di morire, Ugolina chiamò Padre Valentino per la confessione generale e la Santa Comunione. Ugolina morì il sedici agosto millesecento. Ugolina morì a Vercelli il 16 agosto 1300. La notizia della morte di Ugolina si diffuse rapidamente per la città. Padre Valentino informò il Vescovo Aimone di Challant, che era già a conoscenza dei fatti. Il Vescovo, insieme al clero e al popolo, si recò in solenne processione a renderle omaggio. Ugolina riposava su un povero giaciglio tenendo tra le mani il costato del Crocifisso appoggiato alla bocca. Il Vescovo si inginocchiò commosso e le baciò le mani. Il popolo sfilò davanti alla salma scoprendo che l'anacoreta era la figlia del ricco De Cassami.
Il culto e le vicende del santuario
Ugolina fu sepolta nella cella secondo il suo volere e successivamente in chiesa. La tomba di Ugolina divenne meta di pellegrini, i quali ricevevano spesso miracoli. Nel 1453 i Francescani eressero un convento accanto alla chiesa, chiamato Santa Maria di Billiemme dal nome Betlemme, a causa della perdurante devozione. La reliquia del cranio di Santa Ugolina fu autenticata dal vescovo Monsignor D’Angennes il 26 giugno 1832. Ai tempi delle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, il luogo fu tenuto per breve tempo da una pia persona. Il luogo pervenne successivamente al Capitolo Metropolitano. Il luogo fu infine ricollocato in chiesa. La cappella, dotata di volte a vela, fu pregevolmente affrescata nel secolo XVI. La cella fu distrutta nell'assedio del 1704. Nel XIX secolo a Billiemme sorse il cimitero cittadino. Nel 1996 la secolare presenza dei Francescani cessò. Nel 1996 subentrarono i Padri Marianisti.
Il cammino dell'anima
La vita di Sant' Ugolina de Vercelli ebbe inizio in una nobile dimora a Vercelli. Fin dalla giovinezza, il suo cuore cercò una via diversa da quella tracciata dalle aspettative del suo ceto sociale. Animata da un ardente desiderio di solitudine spirituale, compì il gesto radicale di fuggire dalla casa paterna, travestendosi da uomo per poter sottrarsi alle costrizioni del mondo e consacrarsi interamente alla vita eremitica. Questa scelta coraggiosa segnò l'inizio di un lungo pellegrinaggio interiore che la condusse presso la cappella di Santa Maria di Betlemme, nel territorio di Vercelli.
Per quasi mezzo secolo, Ugolina dimorò in quel luogo solitario, vivendo come anacoreta. La sua esistenza, trascorsa nel silenzio e nella preghiera, fu un costante elevarsi verso l'Altissimo, lontano dagli sguardi dei contemporanei. Nonostante la sua identità fosse rimasta celata per gran parte della sua vita terrena, la forza del suo spirito non poté restare ignota per sempre. Il suo percorso terreno si concluse il sedici agosto del millesimo trecento. Prima di rendere l'anima a Dio, Ugolina poté accostarsi al sacramento della confessione generale, purificando il suo spirito in preparazione al definitivo incontro con il Signore. Solo dopo la sua morte, il popolo di Vercelli comprese pienamente la grandezza della donna che aveva vissuto accanto a loro nel nascondimento, rivelando al mondo la sua identità e la sua profonda dedizione cristiana.
La devozione popolare
La venerazione verso Sant' Ugolina de Vercelli nacque spontaneamente nel cuore dei fedeli, che riconobbero in lei una testimone autentica del Vangelo. La sua santità non fu proclamata attraverso processi formali, ma fu riconosciuta a furor di popolo, che vide nella sua vita eremitica un segno tangibile della grazia divina operante nel silenzio. La comunità di Vercelli, custode della sua memoria, ha continuato a onorare il luogo dove ella trascorse i suoi anni di ascesi, trasformando la cappella di Billiemme in una meta di devozione.
La testimonianza di Ugolina continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, invitando alla riflessione sull'essenzialità della fede e sulla ricerca di Dio al di sopra di ogni gloria mondana. La sua figura rimane un faro di umiltà, ricordando che la vera grandezza risiede nel compiere la volontà del Signore con costanza e dedizione, anche quando il mondo non ne è testimone.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Ugolina?
La memoria liturgica si celebra l'otto di agosto e il sedici agosto.