13 de agosto
Santa Concordia
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il martirio e le origini della testimonianza
L'unica traccia documentata delle origini di Santa Concordia si trova all'interno del Martirologio Romano. Il testo attesta che la beata Concordia svolgeva il ruolo di nutrice di Ippolito di Roma. Lo stesso Ippolito di Roma è una figura di rilievo nella storia della Chiesa antica, essendo autore di un canone della liturgia eucaristica ancora oggi in uso e considerato il terzo dei canoni attuali. La vita di Ippolito si concluse in seguito a vivaci contrasti con i Papi Callisto e Ponziano. Ippolito morì in Sardegna assieme a Ponziano, dopo che entrambi furono condannati ad metalla, ovvero in miniera. Questa dura condanna fu emessa dall'Imperatore Massimino il Trace e fu determinata da una persecuzione di natura politica e non strettamente religiosa.
Il Martirologio Romano riporta che Santa Concordia, sua nutrice, fu percossa con flagelli di piombo prima di lui e in quel modo migrò al Signore, suggellando la sua fede con il martirio. Lo stesso testo menziona inoltre altri diciannove membri della sua casa, i quali furono decapitati fuori da Porta Tiburtina e in seguito sepolti insieme a lei nel cimitero del Verano. Queste memorie antiche costituiscono il fondamento storico e spirituale della venerazione tributata alla santa lungo i secoli successivi.
L'arrivo delle reliquie a Rubiera
Santa Concordia Martire è uno dei protettori del Castello di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia. All'interno della chiesa parrocchiale di Rubiera, i santi Donnino e Biagio sono vescovi, martiri e titolari dell'edificio sacro. Le reliquie del corpo di Santa Concordia riposano sotto l'altare maggiore della chiesa principale di Rubiera, e la sua immagine è dipinta insieme ai santi titolari nell'ancona dell'altare maggiore. Il parroco don Sabbatini fu rettore della parrocchia tra gli anni mille seicentoventuno e mille seicentotrentadue. Fu proprio don Sabbatini a ottenere da Roma le sacre reliquie di Santa Concordia nel mille seicentoventuno, dopo che le stesse furono estratte dalle catacombe di Roma. Il coraggioso rettore collocò le reliquie sotto l'altare maggiore della sua chiesa con grande rispetto e devozione.
Il trasferimento delle sacre spoglie fu accompagnato dall'autentica ricognizione rilasciata dal Monsignor Vicario del Vescovo. La data della traslazione viene confermata da una lettera ufficiale inviata dalla comunità al Duca di Modena Cesare primo d'Este in data due ottobre mille seicentoventuno. Nella lettera, la comunità dichiarava che il rettore aveva ottenuto da Roma il corpo di Santa Concordia Martire Romana come dono prezioso per la terra di Rubiera. La comunità dichiarava inoltre che la santa veniva presa in protezione e invocata come avvocata. La comunità aveva stabilito di compiere la traslazione domenica sette ottobre, giorno in cui si teneva la fiera di San Donnino. Per dare solennità all'evento, la comunità inviò un messo straordinario per informare il Duca di Modena e supplicare il suo aiuto e concorso per l'onore della santa. La comunità ordinò persino al governatore di fare sparare tutta l'artiglieria all'ingresso della processione dentro la terra e di fornire la polvere necessaria allo scopo. Nella missiva si affermava che tale atto avrebbe fatto cosa gradita a Sua Maestà Divina e a Santa Concordia, promettendo al contempo un eterno obbligo di gratitudine nei confronti del Duca.
Diffusione del culto e vicende storiche
Il Duca di Modena, profondamente mosso dalla protezione che la santa dimostrava verso i suoi devoti, richiese nell'anno mille seicentoventicinque una reliquia di Santa Concordia. Tale reliquia fu concessa per essere donata a suo genero, il Duca della Mirandola, ed essa fu destinata alla Pieve di San Paolo di Concordia in provincia di Modena. Don Sabbatini e la comunità di Rubiera eseguirono la richiesta attenendosi al rogito del due aprile mille seicentoventicinque. Il vicario di Reggio autenticò la reliquia di una gamba di Santa Concordia il tredici giugno successivo. In quella medesima occasione, un'altra reliquia fu inserita con cura in una teca d'argento destinata alla chiesa di Rubiera.
Oltre cento anni dopo l'arrivo in paese, in concomitanza con il passaggio dalla vecchia alla nuova chiesa parrocchiale, il corpo della santa e la sua urna furono trasferiti. Il trasferimento solenne avvenne per mano del parroco arciprete don Lombardini il sei ottobre mille settecentosessantadue, sebbene i fatti riportino la data del mille settecentosventidue. Il corpo fu collocato nella nuova chiesa sull'altare maggiore, e la custodia delle reliquie fu posta dapprima sotto la responsabilità di arciprete, consorziali e comunità, e in seguito sotto quella di arciprete, canonici e comune.
Verso la fine del secolo Settecento, le truppe franco-napoletane di passaggio a Rubiera imitarono i sacrileghi attentati compiuti d'oltralpe. I soldati aprirono, frugarono e profanarono le reliquie e gli oggetti preziosi, compiendo furti a Rubiera e altrove. L'arca di Santa Concordia venne violentemente violata dai profanatori. Subito dopo la partenza dei profanatori, l'arciprete don Chierici, in carica dal mille settecentonovantuno al mille ottocentotrentaisei, raccolse i resti delle sante reliquie scampate alla profanazione. Don Chierici ripose i resti in una cassetta di legno preparata appositamente per questo fine. Allo scopo di autenticare nuovamente le reliquie, egli inserì nell'urna l'atto primitivo di ricognizione risalente all'epoca dell'arrivo da Roma. Don Chierici stipulò un atto solenne su tutta l'operazione l'otto ottobre mille settecentonovantanove.
Studi storici e identità della martire
Il saggio storico intitolato Memorie Ecclesiastiche di Rubbiera, risalente all'anno mille ottotentoquarantaquattro ma comunemente noto come opera del mille ottocentoquinqantaquattro o meglio del mille ottocentonovantaquattro, è conservato con cura nell'archivio vescovile di Reggio Emilia. Tale saggio ipotizza che la santa venerata a Rubiera sia Vera Nominis, basandosi sulle indicazioni contenute nel Repertorio delle sorgenti istoriche del Medio Evo curato da Ugo Chevalier. Il repertorio di Ugo Chevalier dimostra chiaramente che nel mondo cristiano non vi è nessun'altra Santa Concordia venerata all'infuori della nutrice di San Ippolito. Il saggio conclude quindi che è assai probabile che le spoglie venerate a Rubiera siano proprio quelle di questa illustre santa del cristianesimo antico.
La vita e il martirio
La storia di Santa Concordia si iscrive nel contesto delle persecuzioni che segnarono il terzo secolo. Ella è ricordata primariamente per il suo ruolo di nutrice di Ippolito di Roma, un legame che trascende l'affetto terreno per elevarsi a una comunione spirituale profonda. La sua fedeltà al Vangelo la condusse a condividere il destino drammatico dei cristiani perseguitati. A causa della sua ferma adesione alla fede, Concordia subì la condanna ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, un luogo di estrema sofferenza e privazione.
La sua testimonianza culminò nel martirio. Prima che Ippolito fosse giustiziato, Concordia fu uccisa mediante flagellazione, coronando così il suo cammino terreno con il dono supremo della propria vita. Il suo corpo fu inizialmente deposto nel cimitero di Verano a Roma, luogo che custodisce la memoria di numerosi martiri dei primi secoli. La sua vicenda, pur nella sobrietà delle cronache, rimane un esempio limpido di come il servizio umile e la carità cristiana possano trasformarsi in una testimonianza pubblica e coraggiosa davanti al mondo.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Concordia ha attraversato i secoli, mantenendo viva la memoria del suo sacrificio. La sua figura è ufficialmente riconosciuta nel Martirologio Romano, che ne attesta la santità e il valore per la tradizione universale della Chiesa. Un momento fondamentale per la venerazione della martire avvenne nel mille seicento ventuno, quando le sue reliquie furono traslate a Rubiera. Questo evento segnò l'inizio di un legame speciale tra la santa e la comunità locale, che da allora la riconosce come sua patrona.
Ancora oggi, la presenza di Santa Concordia a Rubiera rappresenta un segno tangibile di continuità con la Chiesa dei martiri. I fedeli che si accostano alla sua memoria sono invitati a riflettere sulla costanza necessaria per vivere la propria fede in ogni circostanza. La sua vita, pur lontana nel tempo, continua a parlare alla sensibilità contemporanea, offrendo un modello di dedizione che non teme le difficoltà né la sofferenza, ma che trova la sua forza nella certezza del dono di sé.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Concordia?
La memoria liturgica di Santa Concordia si celebra il tredici agosto.
Di cosa è patrono Santa Concordia?
Santa Concordia Martire è uno dei protettori del Castello di Rubiera.