11 de agosto
Santa Filomena de Roma
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
El hallazgo del sepulcro y la llegada a Mugnano
El 25 de mayo de 1802 fue rinvenuto un sepolcro nelle catacombe di Priscilla a Roma. Il sepolcro era chiuso da tre mattoni tombali con raffigurati due ancore, tre frecce, una palma e un fiore. Sulle tegole tombali era presente la scritta dipinta in minio rosso LVMENA - PAX TE - CVM FI. La scritta riordinata formava la frase Pax tecum Filumena. Gli archeologi hanno ritenuto che si trattasse del corpo di una persona di nome Filomena. All'interno della tomba è stata ritrovata un'ampolla con un liquido scuro essiccato, interpretato come il sangue di una martire. Don Francesco De Lucia, sacerdote della Diocesi di Nola, ha ottenuto il corpo della Santa. La concessione è avvenuta tramite la mediazione di monsignor Bartolomeo De Cesare, Vescovo eletto di Potenza. A cedere il corpo è stato monsignor Giacinto Ponzetti, custode delle sacre reliquie dei santi martiri e dei sacri cimiteri di Roma. Don Francesco De Lucia desiderava i resti di un santo martire con un nome proprio per il proprio oratorio o cappella. Le sacre reliquie sono state trasportate prima a Napoli e poi a Mugnano del Cardinale. Le reliquie non sono state collocate nell'oratorio di don Francesco, ma in un'urna nella cappella centrale a sinistra nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Don De Lucia ha descritto i prodigi avvenuti in una sua Relazione istorica della traslazione del sacro corpo di s. Filomena da Roma a Mugnano del Cardinale. La fama dei miracoli della Santa ha iniziato a diffondersi in Italia e nella Francia meridionale. I membri della Casa Reale dei Borboni sono stati tra i primi a promuovere la devozione alla martire. Nel 1806, il cardinale Luigi Ruffo Scilla, arcivescovo di Napoli, ha donato una statua che ha trasudato manna per tre giorni consecutivi nel 1823. Nel 1827, tramite la mediazione di monsignor Ludovici, papa Leone XII ha donato al Santuario le pietre tombali del sepolcro. Le pietre tombali erano state fatte trasferire da papa Pio VII nel Lapidario Vaticano.
La pia rivelazione e la vita della Santa
La notizia della Santa è arrivata a suor Maria Luisa di Gesù, mistica e ascetica residente nel Ritiro dell'Olivella a Napoli. Suor Maria Luisa non ha mai conosciuto di persona don Francesco De Lucia. Suor Maria Luisa era stimata da molti sacerdoti partenopei ed è stata incaricata dal proprio confessore, su richiesta di don Francesco, di cercare notizie sulla vita e sul martirio di santa Filomena. Il 3 agosto 1833, mentre pregava nella sua cella davanti a una statuetta di santa Filomena, la Santa è apparsa a suor Maria Luisa di Gesù. L'apparizione è documentata nell'autobiografia di suor Maria Luisa e riportata da don Francesco De Lucia in una successiva edizione del suo volume. Durante l'apparizione, la Santa ha raccontato la storia del proprio martirio. La Santa era figlia di un principe della Grecia convertito al cristianesimo insieme alla moglie. La Santa era nata il 10 gennaio. All'età di undici anni, la Santa aveva consacrato al Signore la sua verginità. L'imperatore Diocleziano ha dichiarato guerra al padre di Filomena. Il padre di Filomena si è recato a Roma con la famiglia per trattare la pace. L'imperatore si è innamorato della fanciulla, che aveva circa tredici anni. Di fronte al rifiuto della fanciulla, l'imperatore l'ha sottoposta a una serie di tormenti. Filomena è stata flagellata, ma due angeli l'hanno guarita. Filomena è stata legata a un'ancora e gettata nel fiume Tevere, ma è stata salvata. Filomena è stata colpita con frecce, ma i dardi sono stati deviati anche dopo essere stati arroventati. La Santa è stata decapitata il 10 agosto. La Pia Rivelazione di suor Maria Luisa di Gesù è stata approvata dal Sant'Uffizio il 21 dicembre 1833. Il culto a santa Filomena si è propagato enormemente in Italia e in Francia. La chiesa della Madonna delle Grazie è diventata un santuario dedicato a santa Filomena.
Il riconoscimento pontificio e la protezione sul territorio
Nel 1836, Mugnano è stata preservata dall'epidemia di colera e la liberazione è stata attribuita alla Santa. Il 30 gennaio 1837, in seguito ai miracoli ottenuti da Paolina Jaricot e Giovanna Pascutti di Venezia, papa Gregorio XVI ha concesso il culto pubblico alla Santa l'11 agosto. Papa Gregorio XVI ha concesso l'Ufficio Divino per i sacerdoti della Diocesi di Nola e la Messa dal Comune di una Vergine e Martire per tutti gli altri sacerdoti. Il Beato papa Pio IX ha concesso la Messa e l'Ufficio proprio il giorno 11 gennaio 1855. Durante il suo esilio a Gaeta, Pio IX si è recato a Mugnano il 7 novembre 1849. In quell'occasione, Pio IX ha dichiarato santa Filomena Seconda Patrona del Regno delle Due Sicilie. La Festa del Patrocinio di santa Filomena è stata istituita da papa Leone XIII l'8 settembre 1886 e si festeggia la prima domenica dopo il 10 gennaio. Papa san Pio X fu un grande devoto di santa Filomena. Papa san Pio X scrisse il Breve Apostolico Pias Fidelium Societates a favore di santa Filomena all'inizio della questione filomeniana. Papa san Pio X elevò la Pia Arciconfraternita di santa Filomena ad Arciconfraternita Universale il 21 maggio 1912. Paolina Jaricot e san Giovanni Maria Vianney attribuirono la guarigione completa dei loro mali all'intercessione di santa Filomena. Paolina Jaricot è fondatrice dell'Opera della Propagazione della Fede e del Rosario vivente. San Giovanni Maria Vianney è noto come il Santo Curato d'Ars. Predicatori e missionari diffusero il culto di santa Filomena in Europa, Stati Uniti, Canada, Cina, India, Sudamerica e Oceania. Sorsero numerose Congregazioni, arciconfraternite e movimenti cattolici intestati al nome di santa Filomena. Furono composte poesie e inni sacri per diffondere ulteriormente il culto della santa.
La questione filomeniana e le indagini scientifiche
La questione filomeniana sorse con la celebrazione del primo Centenario di santa Filomena nel 1902. Nel 1902 l'archeologo Orazio Marucchi ipotizzò la teoria della riadoperazione dell'epitaffio di santa Filomena basandosi su copie delle pietre tombali. Secondo la teoria di Marucchi, il nome sui mattoni rinvenuti nelle Catacombe di Priscilla era Filomena ma i mattoni erano stati riutilizzati nel IV secolo. A causa del presunto riutilizzo dei mattoni, Marucchi ipotizzò la mancanza d'identità e che le pietre non racchiudessero il corpo di santa Filomena. Marucchi ipotizzò che il contenuto dell'ampolla rinvenuta nella tomba non fosse sangue bensì profumo. La teoria di Marucchi fu subito contestata dall'archeologo Giuseppe Bonavenia. Giuseppe Bonavenia studiò personalmente le tegole rinvenute nelle Catacombe di Priscilla durante la sua visita al Santuario del 27 aprile 1905. Bonavenia concluse che le tegole non furono mai riadoperate e attestò che l'ampolla conteneva sangue. La teoria di Bonavenia fu avallata dall'archeologo gesuita Padre Antonio Ferrua. Nel 1963 Padre Antonio Ferrua rigettò in toto l'ipotesi di Marucchi. Padre Antonio Ferrua dichiarò che i mattoni erano stati disposti in ordine errato perché i fossori probabilmente non sapevano leggere. Nei primi anni 2000 monsignor Giovanni Braschi, Rettore del Santuario di santa Filomena, promosse nuovi studi sui mattoni e su ciò che restava dell'ampolla. Nel 2003 l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze eseguirono esami tramite il Professor Carlo Lalli. Gli esami del 2003 esclusero il riutilizzo dei mattoni anche a causa della presenza dello stesso tipo di malta. Gli esami del 2003 confermarono che l'ampolla conteneva materiale organico, verosimilmente residui di emoglobina.
Le disposizioni liturgiche e la permanenza del culto popolare
La Sacra Congregazione dei Riti inserì una postilla all'interno del Decreto del 14 febbraio 1961 che stabiliva l'eliminazione della festa di santa Filomena da qualsiasi calendario. Nell'edizione del Messale Romano del 1962 pubblicata da San Giovanni XXIII santa Filomena non compariva più nell'appendice per alcuni luoghi. Il nome di santa Filomena non era mai stato incluso nel Martirologio Romano, cosa comune per tutti i Corpi Santi. La postilla del 1961 fu pubblicizzata dalla stampa e male interpretata, generando confusione nella Chiesa e portando alcuni a ritenere che la santa non fosse mai esistita. Nell'aprile 1961 il Vescovo di Nola monsignor Adolfo Binni creò una commissione per ricevere dal Vaticano una linea di condotta. La commissione diocesana di Nola era formata dal Rettore del Santuario monsignor Luigi Esposito, dal Vicario Generale della Diocesi e da alcuni parroci locali. La Sacra Congregazione dei Riti rispose alla commissione diocesana dicendo Seguitate come prima. Nel 1964 il rettore del santuario monsignor Luigi Esposito richiese un ulteriore chiarimento. La Sacra Congregazione dei Riti rispose nel 1964 che il culto liturgico era stato tolto ma il culto popolare era rimasto inalterato. La risposta del 1964 specificava che la santa poteva essere venerata e onorata con la festa esterna e con la Messa dal Commune. La devozione a santa Filomena è tutt'oggi molto diffusa a Mugnano del Cardinale e nelle altre località con culto storicamente radicato. A Mugnano del Cardinale arrivano numerosi pellegrinaggi da molti Paesi del mondo.
Su vida y el hallazgo
Santa Filomena, virgen y mártir, es originaria de Grecia y su testimonio de fe encuentra su lugar definitivo en la ciudad de Roma, donde entregó su vida. Durante siglos, su historia estuvo custodiada por el silencio de la tierra, hasta que en el año mil ochocientos dos, en las catacumbas de Priscilla, fueron hallados sus restos mortales junto a unas tegole que atestiguaban su martirio. Este descubrimiento no fue solo un hecho arqueológico, sino el inicio de una renovada devoción que conmovió a la cristiandad de la época.
En el año mil ochocientos cinco, sus restos fueron trasladados desde Roma hacia Mugnano del Cardinale, lugar que se convertiría en un centro de peregrinación constante. La vida de la santa se vio iluminada por eventos que trascendieron lo humano, como la aparición mística experimentada por la religiosa hermana Maria Luisa de Jesús en el año mil ochocientos treinta y tres. Estos sucesos fortalecieron la convicción de los fieles sobre la santidad de la joven mártir, consolidando un camino de oración que perdura hasta nuestros días.
El culto y su legado
El reconocimiento oficial de su santidad llegó en el año mil ochocientos treinta y siete, cuando el papa Gregorio Decimosexto concedió el culto público. Poco después, en el año mil ochocientos cuarenta y nueve, fue declarada segunda patrona del Reino de las Dos Sicilias, evidenciando el profundo arraigo de su figura en el territorio italiano, especialmente en Nápoles y las regiones circundantes.
Aunque en el año mil novecientos sesenta y uno se procedió a la supresión de su culto litúrgico oficial, la devoción popular hacia Santa Filomena ha permanecido inalterable. La Santa Sede ha autorizado el mantenimiento de las celebraciones externas y el culto popular, reconociendo el valor espiritual que la santa representa para tantos fieles que acuden a ella buscando consuelo y guía. Su presencia sigue siendo un faro de piedad que une el pasado de las catacumbas romanas con la fe viva de los creyentes actuales.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Filomena de Roma?
La festa liturgica si celebra l'11 agosto, mentre l'11 gennaio e la prima domenica dopo il 10 gennaio si ricordano altre ricorrenze legate al suo patrocinio e alla sua traslazione.
Di cosa è patrona Santa Filomena de Roma?
Santa Filomena è riconosciuta come Seconda Patrona del Regno delle Due Sicilie.