30 de junio
Santa Lucina
Mártir venerada en Rosate
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il viaggio delle reliquie e l'arrivo a Rosate
I resti mortali della santa furono estratti dalle Catacombe di San Sebastiano sulla Via Appia a Roma nel milleseicentoventuno, con l'autorizzazione di papa Gregorio XV. Nello stesso anno i resti furono consegnati a Massa Lubrense, località che rientrava sotto la giurisdizione del vescovo di Sorrento. Nel ventesimo secolo il vescovo di Sorrento donò le reliquie al cardinal Alfredo Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, il quale era particolarmente interessato all'archeologia sacra e al culto dei martiri. Alfredo Ildefonso Schuster è stato proclamato Beato nel millenovecentonovantasei. Nel millenovecentotrentatré, in occasione dell'anno giubilare straordinario della Redenzione, Schuster decise di donare reliquie di martiri ad alcune comunità della sua Arcidiocesi, poiché considerava le reliquie uno strumento per rinnovare la fede. Le reliquie di Santa Lucina furono così destinate all'antica parrocchia di Santo Stefano in Rosate, vicino Milano. Il dodici febbraio millenovecentotrentatré l'Arcivescovo in persona guidò la processione che accompagnò le reliquie a Rosate.
La ricognizione e la conservazione delle ossa
Inizialmente le reliquie furono inserite in una capsella di stagno con i sigilli del vescovo di Sorrento. Il prevosto parroco don Gaetano Orsenigo decise di ricomporre le reliquie in una statua di cera. La statua di cera fu inserita in un'urna di bronzo e cristallo. L'urna fu destinata alla cappella del Crocifisso dopo i necessari restauri della stessa. Il diciassette luglio millenovecentotrentatré si procedette alla ricognizione e al trattamento conservativo delle ossa rinvenute. Tra i resti ossei fu rinvenuta una mandibola con dodici denti molto consumati. Tra i resti ossei fu rinvenuta una tibia sinistra. Tra i resti ossei furono rinvenuti due femori sinistri, appartenuti evidentemente a persone diverse. Tra i resti ossei furono rinvenute due ossa del metatarso o forse del metacarpo. Tra i resti ossei fu rinvenuto un piccolo osso del carpo. Tra i resti ossei fu rinvenuta una vertebra cervicale. Tra i resti ossei fu rinvenuta una falange dell'alluce. Tra i resti ossei furono rinvenuti numerosi frammenti ossei provenienti dalle costole e dalla calotta cranica.
La diffusione del culto e le ipotesi sull'identità
È stato accertato che dal medesimo corpo santo è stata estratta un'altra reliquia. Un'altra reliquia dello stesso corpo è conservata presso la chiesa di Santa Lucina a Cortereggio di San Giorgio Canavese, in provincia di Torino. Il cardinal Schuster ipotizzava che la santa fosse l'omonima matrona di Roma. L'omonima matrona romana era discepola degli apostoli e collaboratrice di papa Marcello. Tuttavia, non vi è certezza riguardo all'identificazione della santa con la matrona romana.
La storia delle reliquie
Le vicende legate a Santa Lucina si intrecciano con la riscoperta e la custodia dei resti dei martiri cristiani. Originariamente riposante presso le Catacombe di San Sebastiano a Roma, il corpo della martire è stato oggetto di una solenne estrazione nell'anno 1621. Questo evento ha segnato l'inizio di un percorso di devozione che ha portato le reliquie a essere custodite con cura e rispetto, in attesa di trovare una dimora definitiva presso una comunità pronta ad accoglierle.
Un momento di particolare importanza per la storia della santa si è verificato nel 1933, anno in cui avvenne la traslazione delle sue reliquie verso la cittadina di Rosate. Per preparare degnamente questo passaggio, il 17 luglio 1933 fu eseguita una meticolosa ricognizione dei resti, accompagnata da un delicato trattamento conservativo delle ossa. Tale operazione ha garantito che la testimonianza fisica della martire potesse essere conservata con la dignità dovuta. Oltre al legame con Rosate, la figura di Santa Lucina è presente anche nella memoria storica di Massa Lubrense e Cortereggio, luoghi che hanno partecipato, in modi differenti, alla diffusione e al mantenimento del suo culto nel corso dei secoli.
Il culto e la venerazione
La figura di Santa Lucina è profondamente radicata nel tessuto spirituale di Rosate, comunità che la riconosce come sua santa patrona. La devozione dei fedeli si manifesta attraverso celebrazioni liturgiche che scandiscono il tempo e rinnovano il legame con la martire. La festa in suo onore viene celebrata solennemente il giorno 30 giugno, momento in cui la comunità si riunisce per invocare la sua intercessione e celebrare la sua testimonianza.
Il culto di Santa Lucina non si limita ai confini di Rosate, ma si estende con fervore anche a Cortereggio, dove la memoria della santa viene onorata con una celebrazione liturgica fissata per la prima domenica di luglio. Queste ricorrenze rappresentano occasioni preziose per i fedeli, che trovano nella vita di Santa Lucina un esempio di perseveranza e un punto di riferimento per il proprio cammino di fede, mantenendo viva la memoria di colei che ha offerto tutto per amore di Dio.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Lucina?
La festa di Santa Lucina si celebra il trenta giugno a Rosate e la prima domenica di luglio a Cortereggio.
Di cosa è patrono Santa Lucina?
Santa Lucina è compatrona di Rosate.