9 de octubre
Santi Inocencio de la Inmaculada (Emanuel Canoura Arnau) y 8 compañeros
Religiosos y mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Contexto histórico y las primeras tensiones en Asturias
La persecución anticlericale que marcó profundamente la historia de la guerra civil en España tuvo su culminación dramática desde el año 1936 hasta el año 1939. Sin embargo, las primeras y sanguinarias avvisaglie de aquel conflicto fratricida se registraron ya en el año 1931, con violentas sommosse, rappresaglie e vendette che ebbero come teatro principale la regione delle Asturie. Questa terra montuosa e mineraria della Spagna settentrionale, estesa dai monti Cantabrici fino al golfo di Biscaglia, presentava una forte concentrazione operaia e marxista, divenendo il terreno fertile per agitazioni radicali.
Negli anni successivi, gli scontri aspri tra la forza pubblica e le fazioni politiche contrapposte provocarono più di mille morti e migliaia di feriti in tutta la regione asturiana. La città di Oviedo fu la capitale più colpita da questa ondata di violenza, accogliendo il triste primato di feriti e caduti. In questo clima di crescente intolleranza, i rivoltosi mostrarono particolare aggressività nei confronti di religiosi e sacerdoti, i quali venivano frequentemente imprigionati e uccisi nonostante il loro prezioso ruolo di educatori, assistenti ospedalieri e dispensatori di pace spirituale.
Il bilancio complessivo di quella crudele repressione contò trentatré vittime consacrate alla Chiesa. Tra i trentatré martiri figuravano dieci sacerdoti diocesani, sei seminaristi, tre padri passionisti, tre vincenziani, due gesuiti, un carmelitano e otto fratelli delle Scuole Cristiane. Otto fratelli delle Scuole Cristiane e un padre passionista subirono il martirio il 9 ottobre del 1934 proprio nella località di Turón, presso Oviedo, dove gestivano con grande dedizione un istituto scolastico frequentato dai figli dei minatori.
La figura di Padre Innocenzo dell'Immacolata
Padre Innocenzo dell'Immacolata, il cui nome civile era Emanuele Canoura Arnau, nacque il 10 marzo 1887 a Santa Lucia del Valle de Oro, nel territorio di Lugo, in Spagna. Fin dalla prima giovinezza, coltivò una profonda devozione alla Madonna e, già da adolescente, avvertì con chiarezza la chiamata del Signore alla vita consacrata. All'età di diciotto anni decise di entrare a far parte della Congregazione dei Passionisti, illustre istituto religioso fondato da San Paolo della Croce nel corso del Settecento.
Al momento della sua professione religiosa, emessa il 27 luglio del 1905, assunse il nome di Innocenzo dell'Immacolata. Si dedicò con grande profitto allo studio della teologia, della filosofia e delle altre discipline ecclesiastiche, coronando il suo cammino di preparazione con l'ordinazione sacerdotale avvenuta il 20 settembre 1913. Subito dopo l'ordinazione, i superiori lo impegnarono attivamente nella delicata opera di formazione dei nuovi missionari passionisti e nell'attività di predicazione. Trascorse buona parte della sua esistenza insegnando ai giovani studenti nelle comunità passioniste della provincia del Preziosissimo Sangue di Madrid, distinguendosi per lo zelo apostolico e la mitezza.
Nel periodo della Rivoluzione delle Asturie del 1934, Padre Innocenzo faceva parte della comunità passionista di Mieres. Il 4 ottobre dello stesso anno, i suoi superiori gli chiesero la disponibilità di recarsi a Turón per amministrare il sacramento della confessione agli alunni della scuola dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Accettò prontamente la missione, divenendo l'unico sacerdote presente tra i religiosi sorpresi dagli eventi rivoluzionari, e seppe infondere coraggio e conforto spirituale ai confratelli durante i giorni della dura prigionia.
I Fratelli delle Scuole Cristiane: le origini e le vocazioni
La comunità educativa di Turón era composta da valorosi religiosi dediti all'insegnamento cristiano della gioventù. Tra di essi vi era Fratel Cirilo Bertrán, il cui nome civile era José Sanz Tejedor, nato a Lerma, nella provincia di Burgos, il 20 marzo 1888 da una famiglia di umili lavoratori. Da essi aveva appreso l'austerità, lo spirito di sacrificio e un profondo attaccamento alla religione. Entrato nel noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Bujedo il 12 luglio 1905, si distinse per saggezza e prudenza, venendo nominato direttore di importanti istituti prima di assumere la guida della scuola di Turón.
Un altro membro autorevole era Fratel Marciano José, registrato all'anagrafe come Filomeno López López, nato a El Pedregal, in provincia di Guadalajara, il 15 novembre 1900. Cresciuto in una famiglia di lavoratori, imparò fin da piccolo a superare i disagi della fatica. Dopo una prima interruzione dovuta a un'infermità all'orecchio, fu ripreso nella Congregazione a condizione di dedicarsi ai lavori manuali. Emise i primi voti il 9 luglio 1919 e la professione perpetua il 9 luglio 1925. Nel 1933 fu incaricato della direzione della scuola di Nostra Signora di Covadonga a Turón, e nell'estate del 1934 partecipò a un ritiro spirituale a Valladolid in preparazione al supremo sacrificio.
Insieme a loro operava Fratel Victoriano Pío, nato a San Millán de Lara, in provincia di Burgos, il 7 luglio 1905 con il nome di Claudio Bernabé Cavo. Formato a Bujedo, emise i primi voti nel 1923 e quelli perpetui il 22 agosto 1930. Appassionato di musica, curava i cori scolastici. A causa delle leggi inique del 1933, che costringevano i religiosi a frequenti spostamenti per ragioni di prudenza, fu chiamato a Turón nel 1934, dove visse l'ultimo mese della sua vita terrena prima della testimonianza suprema.
Il cammino di fede dei compagni martiri
Il gruppo dei martiri comprendeva anche Fratel Julián Alfredo, nato a Cifuentes de Rueda, in provincia di León, il 24 dicembre 1903 come Vilfrido Fernández Zapico. Cresciuto in un'atmosfera di profonda pietà dopo la prematura perdita della madre, tentò dapprima la via cappuccina prima di essere accolto, a ventidue anni, tra i Fratelli delle Scuole Cristiane a Bujedo. Emise la prima professione religiosa il 15 agosto 1927 e i voti perpetui il 28 agosto 1932, trovandosi al suo secondo anno di insegnamento a Turón quando giunse il martirio.
Fratel Benjamín Julián, battezzato Vicente Alonso Andrés, nacque a Jaramillo de la Fuente, in provincia di Burgos, il 27 ottobre 1908. Entrato nell'aspirantato di Bujedo ad appena dodici anni, superò con una volontà ferrea le difficoltà iniziali nell'insegnamento. Dopo aver emesso i primi voti il 15 maggio 1926 e i voti perpetui il 30 agosto 1933, fu destinato alla scuola di Turón, nonostante le resistenze delle famiglie di Santiago de Compostela che desideravano trattenerlo.
Accanto a loro vi era Fratel Benito de Jesús, al secolo Héctor Valdivielso, nato a Buenos Aires, in Argentina, il 31 ottobre 1910 da poveri emigrati spagnoli. Rientrato in Spagna con la famiglia a causa delle difficoltà economiche, compì il noviziato in Belgio con il desiderio di tornare in patria come missionario. Destinato inizialmente ad Astorga, fu trasferito a Turón nel 1933. Per la sua totale dedizione ai giovani, questo religioso è ricordato con particolare affetto come il primo santo nato in terra argentina.
I più giovani della comunità e l'epilogo tragico
Il più giovane della comunità di Turón era Fratel Aniceto Adolfo, nato a Celada Marlantes, in provincia di Santander, il 4 ottobre 1912 con il nome di Manuel Seco Gutiérrez. Rimasto orfano di madre in tenera età e presto anche di padre, fu educato cristianamente insieme ai fratelli, tre dei quali intrapresero la vita religiosa. Emise i primi voti il 2 febbraio 1930 e i voti triennali nel 1931, conseguendo poi il diploma di insegnante e prestando servizio a Valladolid prima di essere destinato a Turón nell'estate successiva.
Completava la schiera dei martiri Fratel Augusto Andrés, registrato all'anagrafe come Román Martín Fernández, nato il 6 maggio 1910 a Santander. Figlio di un militare di professione e di una madre pia, ereditò dal padre il senso della precisione e dell'obbedienza, e dalla madre una straordinaria gentilezza. Poiché la madre si opponeva alla sua vocazione, il giovane fu colpito da una grave malattia; la madre promise allora di non ostacolarlo in caso di guarigione. Guarito miracolosamente, entrò nel noviziato di Bujedo, emise i primi voti il 15 agosto 1927 e li rinnovò con i voti triennali nel 1929, offrendo la vita a ventiquattro anni.
La tragedia si consumò nei primi giorni dell'ottobre del 1934, durante la Rivoluzione delle Asturie. La mattina del 5 ottobre, mentre celebravano la Santa Messa, una trentina di persone violente irruppero nella chiesa di Turón. Gli aggressori catturarono gli otto confratelli educatori e il padre passionista, che si trovava sul posto per le confessioni, insieme a due ufficiali dei carabinieri tenuti in ostaggio. Rinchiusi per quasi quattro giorni in una Casa del popolo, i prigionieri affrontarono la detenzione con esemplare serenità. La notte del 9 ottobre furono prelevati in silenzio e condotti al cimitero di Turón, dove era stata scavata una fossa comune. Fucilati senza processo in odio alla fede con due scariche di mitragliatrice nei pressi della loro scuola, consegnarono al cielo la propria testimonianza di amore e perdono.
Una vida dedicada al Señor
San Inocencio de la Inmaculada nació en Santa Lucia del Valle de Oro en mil ochocientos ochenta y siete. Su vocación floreció al ingresar en la Congregación de los Pasionistas en mil novecientos cinco, recibiendo la ordenación sacerdotal en mil novecientos trece. A lo largo de su ministerio, desarrolló su labor en diversos lugares, siempre con la mirada puesta en la evangelización y el compromiso espiritual. Junto a su entrega, ocho religiosos de los Hermanos de las Escuelas Cristianas, originarios de diversos puntos de España y de Argentina, formaban una comunidad educativa y fraterna en Turón.
El grupo estaba compuesto por hombres que habían emitido sus votos religiosos en distintas fechas durante el siglo veinte, dedicándose a la enseñanza y a la formación de la juventud. Cada uno de ellos, desde el director del centro hasta los profesores recién destinados a la comunidad, demostró una madurez espiritual forjada en el estudio y la oración. Su convivencia en el colegio de Turón se vio interrumpida bruscamente el cinco de octubre de mil novecientos treinta y cuatro, cuando fueron capturados por grupos revolucionarios. A pesar del encierro y la presión recibida, mantuvieron su firmeza. El nueve de octubre de mil novecientos treinta y cuatro, fueron conducidos al cementerio de Turón, donde fueron fusilados. Su muerte, aceptada con serenidad y valentía, constituye un acto supremo de amor a Cristo, confirmando la vocación religiosa que habían abrazado con esperanza durante sus años de vida y apostolado.
El testimonio de su martirio
La Iglesia celebra la memoria de San Inocencio de la Inmaculada y sus ocho compañeros mártires como un recordatorio constante de la fuerza del Espíritu Santo en el corazón de los creyentes. Su sacrificio no fue un evento aislado, sino la culminación de una vida entregada a la misión de educar y servir en el nombre del Señor. El reconocimiento de su santidad por parte del Papa Juan Pablo Segundo en mil novecientos noventa y nueve consolidó su figura como un modelo de coherencia cristiana.
El culto a estos mártires se centra en la gratitud por su fidelidad, que brilla especialmente en el contexto del siglo veinte, una época marcada por grandes tensiones sociales. Los fieles acuden a ellos buscando intercesión y fortaleza ante las propias pruebas de la vida. Su ejemplo invita a los adultos de hoy a renovar el compromiso con los valores del Evangelio, recordando que el amor a la fe es capaz de trascender incluso la muerte, dejando una huella de paz y esperanza para las generaciones venideras.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la memoria dei Santi Inocencio de la Inmaculada y 8 compañeros?
La memoria liturgica si celebra il 9 ottobre, giorno in cui subirono il martirio a Turón nel 1934.
Quali furono le tappe della glorificazione di questi martiri da parte della Chiesa?
I martiri furono beatificati da Papa Giovanni Paolo II il 19 aprile 1990 e successivamente canonizzati dallo stesso pontefice il 21 novembre 1999.
En la localidad de Turón en Asturias en España, santos mártires Inocencio de la Inmaculada (Emanuel) Canoura Arnau, sacerdote de la Congregación de la Pasión, y ocho compañeros, de los Hermanos de las Escuelas Cristianas, que, en las adversas circunstancias de sus tiempos, consiguieron la suprema victoria exterminados por odio a la fe sin proceso. — Martirologio Romano