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11 de septiembre

Santi Proto y Jacinto

Mártires de Roma

Santi Proto y Jacinto

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini storiche e il sepolcro

I martiri Proto e Giacinto riposavano originariamente nel cimitero di Bassilla, noto in seguito come cimitero di San Ermete, custoditi all'interno di un apposito cubicolo. Nel corso del quarto secolo, papa Damaso intervenne con grande dedizione per ripulire il sepolcro dalla terra franata che lo aveva quasi interamente nascosto sotto il monte. Per agevolare l'accesso dei fedeli, il pontefice dotò il luogo di una scala d'accesso e di un lucernario, immortalando il faticoso lavoro di recupero attraverso una apposita lapide commemorativa. Nello stesso testo, papa Damaso dedicò ai due santi dei versi in cui li descriveva come fratelli dotati di grandi animi, narrando con intensa commozione il loro estremo sacrificio. Ulteriori interventi di riparazione furono eseguiti nei secoli successivi, come attestato da iscrizioni e dal Liber Pontificalis.

La riscoperta archeologica e la traslazione delle reliquie

Tra l'ottavo e il nono secolo, a causa dell'insicurezza dei tempi, i pontefici iniziarono a trasferire le reliquie dei martiri dalle catacombe alle chiese urbane. In quell'epoca di traslazioni, soltanto le ossa di Proto furono portate a Roma, mentre quelle di Giacinto rimasero nel luogo d'origine. Per molti secoli, e precisamente fino al mille ottocento quarantacinque, si credette erroneamente che i resti mortali di entrambi i santi si trovassero racchiusi in città. La verità emerse il ventuno marzo mille ottocento quarantacinque, quando una scoperta archeologica guidata da padre Marchi dimostrò che la tomba di san Giacinto era rimasta intatta e inviolata nel cimitero di San Ermete. Quel giorno, un abile scavatore mise in luce una lastra marmorea recante l'iscrizione dedicatoria al martire Giacinto, posizionata esattamente nel sito originario e contrassegnata dalla data delle idi di settembre. Non molto distante, gli studiosi individuarono anche un frammento di lapide che indicava con precisione il sepolcro del martire Proto. All'interno della tomba di Giacinto furono rinvenute ossa visibilmente bruciacchiate, un dettaglio che indicava chiaramente la natura del martirio subito tra le fiamme. La scarna e angusta struttura della tomba ha indotto gli storici a ipotizzare che sia stata frettolosamente scavata durante la feroce persecuzione dell'imperatore Valeriano, periodo in cui ai cristiani era severamente proibito l'accesso ai sepolcri tradizionali. Attualmente, le sacre ossa di san Giacinto sono custodite e venerate nel prestigioso collegio di Propaganda Fide, mentre i resti di san Proto si trovano nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.

La tradizione agiografica

La narrazione agiografica fiorita attorno a Proto e Giacinto presenta elementi tipici della letteratura leggendaria cristiana dei primi secoli. Secondo tale racconto, i due giovani servivano come schiavi eunuchi presso Eugenia, la nobile figlia di Filippo, prefetto di Alessandria d'Egitto. Durante il soggiorno in Egitto, i due cristiani riuscirono a guidare Eugenia verso la scelta della vita monastica, dando inizio a una serie di vicende romanzesche che culminarono nella conversione dell'intera famiglia di Filippo. Rientrata successivamente a Roma, Eugenia si dedicò con fervore all'apostolato e affidò i suoi due fidi servitori all'amica Bassilla, la quale nutriva un profondo desiderio di abbracciare la fede cristiana. Dopo aver ricevuto l'istruzione religiosa e aver compiuto la propria conversione, Bassilla fu crudelmente denunciata dal fidanzato a un magistrato dell'impero. Per ordine dell'autorità, Bassilla fu condannata a morte insieme ai due giovani schiavi che l'avevano guidata alla verità. Il motivo letterario di giovani eunuchi al servizio di donne nobili trova riscontro in altre leggende coeve della Roma cristiana, come quelle di Calogero e Partenio oppure di Giovanni e Paolo, confermando l'esistenza di stilemi narrativi ricorrenti nella tradizione agiografica antica.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santi Proto y Jacinto?

La festa liturgica dei santi martiri Proto e Giacinto si celebra l'undici settembre.

Di cosa è patrono Santi Proto y Jacinto?

Non risultano patronati storici o ufficiali documentati per i santi Proto e Giacinto.

En Roma en el cementerio de Basila sobre la vía Salaria antigua, deposición de los santos mártires Proto y Jacinto, que el papa san Dámaso celebró en sus versos, recuperando sus túmulos escondidos bajo tierra. En este lugar, cerca de quince siglos después han sido nuevamente hallados el sepulcro intacto de san Jacinto y su cuerpo consumido por el fuego. — Martirologio Romano