17 de febrero
Santi Siete Fundadores de la Orden de los Siervos de la Santísima Virgen María
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto e la chiamata alla conversione
Intorno all'anno 1233 la città di Firenze era profondamente sconvolta da aspre lotte fratricide che laceravano il tessuto sociale e civile. In questo clima di tensione e smarrimento spirituale operavano sette mercanti fiorentini, i quali erano membri di una compagnia laica di fedeli particolarmente devoti alla beata Vergine, nota come Compagnia di Servi di Santa Maria o Laudesi. Già verso il 1230 i futuri fondatori si erano inseriti stabilmente in questa associazione laicale, alimentando la propria fede attraverso la preghiera e l'ascolto della Parola. I sette mercanti erano profondamente legati dall'ideale evangelico della comunione fraterna e del servizio ai poveri, maturando gradualmente il desiderio di una radicale trasformazione esistenziale.
Le persone che li conoscevano rimasero profondamente colpite dal loro passaggio volontario dalla ricchezza alla povertà, segnato dalla scelta di abbandonare l'attività commerciale e di lasciare le proprie case. I sette fondatori assicurarono una conveniente sistemazione economica che garantisse il necessario ai propri familiari, mentre utilizzarono il resto dei loro beni per aiutare i bisognosi, compiendo una scelta di vita vissuta nella totale povertà e nella rottura di ogni legame con la mondanità. Questa decisione fu maturata anche sotto il forte influsso dei due grandi ordini mendicanti, Francescani e Domenicani, che allora si trovavano in piena espansione nella penisola italiana.
A orientare la loro sensibilità spirituale contribuirono inoltre la presenza dei monaci Camaldolesi, Vallombrosani e Cluniacensi radicati in quelle terre, oltre all'esempio di gruppi penitenziali come quelli ispirati a sant'Agostino, del Monte Carmelo e dei fratelli e sorelle laiche della Penitenza. Gli impegni spirituali comuni favorirono il consolidarsi di un legame di profonda amicizia tra i sette, la quale spinse ciascuno di essi ad appartarsi fuori dalle mura cittadine per una ricerca comunitaria e più autentica di Dio. I sette accentuarono la propria vita penitente frequentando santuari ed eremi per dedicarsi più liberamente alla contemplazione e al silenzio interiore.
L'inizio della vita comune e l'ascesa al Monte Senario
L'otto settembre del 1233 i sette compagni cominciarono a fare vita comune a Villa Camarzia, situata alla periferia di Firenze, dando concretezza al loro ideale di sequela di Cristo. Il sacerdote Iacopo da Poggibonsi, che svolgeva le funzioni di cappellano dei Laudesi, assunse il ruolo di direttore spirituale della piccola comunità nascente. Iacopo da Poggibonsi impose a ciascuno di essi l'abito dei Fratelli della Penitenza, composto da un mantello e da una tunica di lana grezza dal caratteristico colore grigio. Lo stesso sacerdote nominò superiore della comunità il più anziano del gruppo, Bonfiglio Monaldi, il quale seppe guidare i fratelli con autorevolezza e mansuetudine.
La comunità trascorreva le giornate alternando momenti di intensa preghiera, il lavoro manuale e la questua umile praticata per le vie della città di Firenze. Molta gente cominciò a rivolgersi ai sette chiedendo consigli spirituali e conforto nella preghiera, attratta dalla loro fama di santità. Tuttavia, queste continue richieste della popolazione finivano per disturbare il profondo desiderio di solitudine e di raccoglimento che animava il gruppo. Il vescovo di Firenze, Ardingo Foraboschi, conosceva bene le aspirazioni dei sette e decise di venire incontro alla loro ricerca di silenzio.
Nel 1234 il vescovo Ardingo Foraboschi donò ai sette un terreno di proprietà vescovile situato sulla sommità del Monte Senario, a circa diciotto chilometri di distanza da Firenze. Verso il 1245 i sette fondatori si ritirarono definitivamente sul Monte Senario, dove costruirono una piccola dimora e un oratorio dedicato a santa Maria. Sul monte impervio essi edificarono celle a forma di semplici capanne, separate l'una dall'altra per favorire la preghiera solitaria, e fecero costruire sui ruderi di un antico castello una chiesetta intitolata alla Madonna. I fondatori conducevano una vita austera e solitaria, senza tuttavia ricusare l'incontro con le persone che salivano al monte in cerca di conforto spirituale.
La regola di sant'Agostino e lo sviluppo dell'Ordine
Dovendo provvedere al proprio mantenimento mediante la questua quotidiana, gli eremiti del Senario compresero rapidamente di non poter restare segregati per sempre sulla montagna. Per edificare il prossimo e diffondere il Vangelo, essi si impegnarono nell'apostolato della parola, scendendo regolarmente in città per predicare e servire i bisognosi. Quando non facevano in tempo a rientrare sul monte prima del calar della sera, i fondatori si fermavano presso l'oratorio di Santa Maria di Cafaggio, un luogo che in precedenza era stato servito dai Frati Minori. I fondatori ampliarono l'annesso ospizio presso l'oratorio e cominciarono ad accogliere quanti chiedevano di far parte della loro comunità religiosa.
Nel 1239, dopo la visita del Legato Pontificio cardinale Goffredo Castiglioni, che in seguito sarebbe diventato papa Celestino IV, fu data ai sette la regola di sant'Agostino. I nuovi membri che entravano a far parte della famiglia religiosa venivano formati e preparati al sacerdozio dopo la professione religiosa, per espresso desiderio del vescovo locale. Tra di essi, Alessio Falconieri volle restare semplice converso, rinunciando per umiltà al sacerdozio e dedicandosi interamente alla questua e al servizio fraterno. A Bonfiglio fu data la facoltà di aprire nuovi conventi, anche fuori dai confini della Toscana, poiché le vocazioni affluivano numerose e la comunità accentuava progressivamente il proprio carattere cenobitico e apostolico.
Nel 1250 la chiesetta di Cafaggio venne ampliata e solennemente dedicata alla Santissima Annunziata, divenendo la casa generalizia dell'Ordine dei Servi di Maria. Nel corso del tempo l'istituzione rischiò la soppressione nel 1247, quando il concilio di Lione decretò la soppressione generale degli Ordini Mendicanti. Grazie all'intervento di Filippo Benizi, che ottenne nuovamente il riconoscimento pontificio avvalendosi dei pareri positivi dei giuristi del tempo, l'Ordine poté continuare la sua missione. L'approvazione definitiva dell'Ordine arrivò infine nel 1304 ad opera di papa Benedetto XI, e soltanto Alessio Falconieri, unico superstite dei sette fondatori, poté assistere a questo storico traguardo.
I volti e le virtù dei sette fondatori
I santi sette fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria sono storicamente identificati nei nomi di Bonfiglio dei Monaldi, Bonagiunta Manetti, Manetto dell'Antella, Amideo degli Amidei, Uguccio degli Uguccioni, Sostegno dei Sostegni e Alessio dei Falconieri. Sulle generalità dei sette fondatori si creò col tempo una certa confusione che contribuì a ritardare notevolmente il processo ufficiale di canonizzazione. Bonfiglio fu padre e guida del primo gruppo laico e successivamente primo Priore della nascente comunità. Egli viene tradizionalmente raffigurato con una colomba bianca che si posa sulla sua spalla destra, a indicare i doni dello Spirito Santo di cui ciascuno dei Sette era riccamente adornato. Bonfiglio morì, secondo la venerabile tradizione, il primo gennaio del 1262.
Bonagiunta fu un uomo particolarmente austero verso se stesso, ma al contempo dolce, amabile e comprensivo verso il prossimo. Egli ricoprì la carica di Priore Generale tra il 1256 e il 1257 e, a causa della sua tenace difesa della verità e della giustizia, fu quasi avvelenato dai nemici, ma venne miracolosamente liberato da Dio; la sua morte terrena avvenne il trentuno agosto del 1267. Manetto fu un religioso dotato di grandi capacità organizzative e direttive, ricoprendo anch'egli l'incarico di Priore Generale e legando il proprio nome alle prime fondazioni dell'Ordine in terra di Francia, oltre ad accogliere Arrigo di Baldovino, primo tra i laici aggregati. La tradizione colloca il giorno della sua morte al venti agosto del 1268.
Amadio fu nel gruppo dei Sette come una fiamma viva capace di riscaldare tutti i confratelli con la sua immensa carità, alimentata incessantemente dall'amore divino; il suo nome fu un vero presagio della ricchezza della sua vita spirituale e si spense il diciotto aprile del 1266. Di Sostegno e Uguccione la memoria cristiana tramanda il ricordo di una straordinaria e indivisibile amicizia, tanto che l'iconografia sacra li rappresenta sempre insieme. Sostegno e Uguccione morirono esattamente lo stesso giorno e nello stesso anno, il tre maggio del 1282, e questa coincidenza viene considerata un segno e un sigillo di autenticità celeste sulla loro esemplare fraternità. Alessio Falconieri, appartenente alla nobile famiglia dei Falconieri e zio di santa Giuliana, fu insigne esempio di umiltà e purezza, spendendo la sua lunga vita nella lode divina e nella questua per sostenere i confratelli studenti a Parigi, fino a spegnersi ultracentenario il diciassette febbraio del 1310.
Il culto, la canonizzazione e l'eredità spirituale
La storia dei processi di riconoscimento ufficiale della santità dei fondatori fu lunga e articolata, iniziando formalmente poco dopo la canonizzazione del quinto priore generale dell'Ordine, Filippo Benizi, avvenuta nel 1667. Il culto liturgico del beato Alessio Falconieri fu confermato già nel 1717, mentre il culto dei sei compagni fu approvato nel 1725. Questa complessa serie di procedimenti canonici si concluse definitivamente sul finire del diciannovesimo secolo, quando papa Leone XIII iscrisse solennemente i sette fondatori nell'albo dei Santi il quindici gennaio del 1888, approvando quattro miracoli ritenuti ottenuti per la loro collettiva intercessione.
L'Ordine dei Servi di Maria ha mantenuto fedelmente nel corso dei secoli il compito primario di propagare la devozione alla Vergine Addolorata. Questa missione mariana è stata diffusa capillarmente attraverso il Terz'Ordine, la Confraternita dei sette dolori di Maria, la pratica della corona della Via Crucis, la cura pastorale dei santuari e la pubblicazione di riviste specializzate. Nel 1933, in occasione della celebrazione del settimo centenario della nascita dell'Ordine, le ossa e le ceneri dei sette santi fondatori furono raccolte con devozione in un unico reliquiario. Esse furono quindi collocate solennemente in una nuova cappella costruita appositamente all'interno della chiesa di Monte Senario, dove un unico sepolcro raccoglie insieme le spoglie mortali dei primi Padri.
L'eredità spirituale dei Serviti ha trovato espressioni luminose anche in tempi recenti, come nel caso di padre David Maria Turoldo, il quale si è imposto negli ultimi decenni del ventesimo secolo per straordinario carisma ed efficacia di linguaggio. Conosciuto come predicatore dotato di una sorprendente vena poetica, padre Turoldo è giustamente considerato uno dei più rappresentativi ed autorevoli esponenti di un cattolicesimo dinamicamente impegnato nella seconda metà del novecento. La testimonianza dei Sette Fondatori rimane così un simbolo perenne di fraternità vissuta nella comunione di intenti e un segno luminoso di amicizia ispirata da Dio, capace di guidare i fedeli nel cammino verso l'alto.
La senda hacia el monte
La andadura espiritual de estos siete varones florentinos comenzó a dar frutos visibles en el año 1233, cuando iniciaron su experiencia de vida comunitaria en Villa Camarzia. Movidos por un mismo anhelo de perfección evangélica y desprendimiento, decidieron dar un paso más radical al año siguiente, en 1234, al trasladarse a la rigurosa soledad de Monte Senario. En este lugar apartado, abrazaron una existencia puramente eremítica, entregados al ayuno, la contemplación y la alabanza divina bajo el amparo de la Virgen María.
Con el paso del tiempo, la pequeña comunidad necesitó una estructura eclesial para consolidar su carisma. En el año 1239, los hermanos recibieron formalmente la regla de Santísimo Agustín, asumiendo así una disciplina de vida fraterna en común. El reconocimiento eclesial definitivo de la Orden de los Siervos de la Santísima Virgen María llegó en el año 1304, gracias a la aprobación otorgada por el Papa Benedicto XI. El ciclo terrenal de los fundadores concluyó en Monte Senario con el tránsito del último sobreviviente, Alessio Falconieri, acaecido en el año 1310.
Reconocimiento y memoria
La herencia espiritual de los Siete Fundadores, forjada en la oración silenciosa y la fraternidad de Monte Senario, fue solemnemente reconocida por la Iglesia universal en el siglo XIX. En el año 1888, el Papa León XIII procedió a su canonización conjunta, elevando a los altares a estos siete hermanos que compartieron un mismo ideal de santidad. Su memoria litúrgica se celebra de manera unificada, recordando que el verdadero camino hacia Dios se enriquece con la unión de los corazones en la fe.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Bonfiglio e i compagni fondatori?
I Santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria si festeggiano il 17 febbraio di ogni anno.
Di cosa è patrono l'Ordine dei Servi di Maria?
I santi fondatori sono i patroni dell'Ordine dei Servi di Maria, da essi istituito nel tredicesimo secolo.
Santos siete fundadores de la Orden de los Siervos de María: Bonfilio, Bartolomeo, Giovanni, Benedetto, Gerardino, Ricovero y Alessio. Primero mercaderes en Florencia, de común acuerdo, en el monte Senario, se entregaron en las manos de la beata María, instituyendo la Orden bajo la regla de San Agustín. Vienen conmemorados juntos en el día en que se tramita que Alessio, el más longevo, haya muerto centenario. — Martirologio Romano