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11 de abril

Santo Estanislao

Obispo y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la formazione

I genitori di San Stanislao diedero buoni esempi che impressionarono profondamente il figlio, il quale imparò presto a dedicarsi alla preghiera. Stanislao evitava i frivoli divertimenti e si imponeva piccole privazioni, sopportando volentieri le incomodità della vita. Nato a Szczepanowski in Polonia intorno al 1030, dopo i primi studi fu inviato a completarli a Gniezno, celebre università della Polonia. Successivamente Stanislao studiò a Parigi per sette anni, applicandosi allo studio del diritto canonico e della teologia. Per umiltà Stanislao rifiutò il grado accademico di dottore. Alla morte dei genitori, Stanislao ritornò in patria e divenne possessore di una considerevole fortuna. Stanislao dispose dei suoi beni in favore dei poveri, servendo Dio con maggiore libertà dopo aver distribuito le sostanze terrene.

Il ministero sacerdotale a Cracovia

Il vescovo di Cracovia, Lamberto Zurla, riconobbe la grande sapienza e virtù di Stanislao, lo ordinò sacerdote e lo fece canonico della cattedrale. Stanislao fu un modello per il capitolo per le penitenze con cui affliggeva il proprio corpo. Si dedicava alla lettura e alla meditazione continua della Sacra Scrittura, praticando le vigilie e l'assiduità ai divini uffici. Stanislao fu incaricato della predicazione e si acquistò in breve una grande reputazione come predicatore. Ecclesiastici e laici accorrevano da tutta la Polonia per consultare Stanislao per la tranquillità della loro coscienza.

L'episcopato e la cura pastorale

Dopo la morte di Lamberto, tutti elessero Stanislao suo successore all'unanimità. Stanislao si riteneva indegno e incapace di tanto ufficio e rifiutò energicamente la carica, ma dovette piegarsi all'ordine formale di Papa Alessandro Secondo. Stanislao fu consacrato vescovo nel 1072. Costretto a compiere le funzioni degli apostoli, Stanislao cercò di praticarne le virtù. Per tenere sottomessa la carne, Stanislao portò il cilicio fino alla morte. Per distaccarsi dai beni della terra, Stanislao soccorse i bisognosi con generosità. Per non dimenticare nessuno, Stanislao fece compilare un elenco completo dei bisognosi. La casa di Stanislao era sempre aperta a quanti ricorrevano a lui per consiglio e aiuto. Il santo prestò soccorso ai poveri e resse come buon pastore la Chiesa di Cracovia.

Ogni anno Stanislao visitava la diocesi. Le visite diocesane avevano lo scopo di togliere gli abusi ed esigere dal clero una vita edificante per i fedeli, e il santo visitava ogni anno il suo clero. Dimentico delle ingiurie, Stanislao trattava tutti con la dolcezza e la bontà di un padre. Stanislao prediligeva i deboli e gli oppressi, difendendoli sempre e ovunque con invincibile fermezza. Il santo fu strenuo difensore della civiltà e dei valori cristiani tra le ingiustizie del suo tempo.

Il conflitto con il re Boleslao

La Polonia a quel tempo era governata da Boleslao secondo l'Ardito. Boleslao secondo si era dimostrato valoroso nella guerra contro i Russi, ma nella vita privata non rifuggiva dalle orge, mentre nella vita pubblica praticava la tirannia. I rapimenti e le violenze erano i crimini quotidiani commessi da Boleslao secondo con grande scandalo dei sudditi. Nessuno di coloro che si avvicinavano a Boleslao secondo osava fargli la minima rimostranza. Soltanto Stanislao andava a trovare periodicamente Boleslao secondo per indurlo a riflettere sui suoi crimini e sugli scandali. Boleslao secondo in principio cercò di scusarsi, poi diede segni di pentimento e promise di emendarsi. Le buone risoluzioni del re Boleslao secondo non durarono a lungo.

Nella provincia di Siradia, il sovrano fece rapire a viva forza Cristina, moglie del signore Miecislao, la quale era famosa per la sua bellezza. L'atto tirannico e immorale di Boleslao provocò l'indignazione di tutta la nobiltà polacca. L'arcivescovo di Gniezno, primate del regno, e i vescovi della corte furono pregati d'intervenire, ma rimasero dei cani muti per timor di dispiacere al sovrano. Soltanto Stanislao, dopo aver a lungo pregato, osò affrontare il re per la seconda volta. Stanislao minacciò Boleslao delle censure ecclesiastiche se non avesse posto termine alla sua vita disordinata e prepotente. Alla minaccia di scomunica, Boleslao uscì dai gangheri e ingiuriò grossolanamente il prelato, dicendogli che chi parla con poco rispetto a un monarca dovrebbe fare il porcaio e non il vescovo.

Il santo non si lasciò intimidire e rinnovò le sue istanze al sovrano. Stanislao disse al re di non paragonare la dignità regale a quella episcopale, paragonando la prima alla luna e la seconda al sole, o il piombo all'oro. Boleslao secondo, risoluto a vendicarsi anche ricorrendo alla calunnia, si ritirò bruscamente senza congedare Stanislao.

La terra di Piotrawin e il prodigio

Stanislao aveva comperato la terra di Piotrawin da un signore chiamato Pietro. Stanislao aveva pagato il prezzo della terra di Piotrawin alla presenza di testimoni e aveva donato la terra alla chiesa di Cracovia. Nell'atto di vendita della terra di Piotrawin nessuna formalità era stata omessa. Stanislao, confidando nella buona fede dei testimoni, non aveva richiesto una quietanza scritta dal venditore Pietro. Pietro, il venditore della terra, era morto. Il re Boleslao chiamò a sé i nipoti di Pietro e li esortò a richiedere l'eredità come un bene usurpato dal vescovo, assicurando agli eredi che avrebbe saputo intimidire i testimoni per chiudere loro la bocca.

Gli eredi, seguendo le istruzioni di Boleslao secondo, intentarono un processo al vescovo. Gli eredi citarono Stanislao a comparire davanti a un'assemblea di giudici presieduta dal re. Il vescovo fu accusato di avere usurpato la proprietà della famiglia. Il santo sostenne di aver pagato la terra, ma gli eredi negarono. Stanislao allegò dei testimoni, ma essi non ebbero il coraggio di dire la verità. Stanislao chiese ai giudici una dilazione di tre giorni per fare comparire Pietro, morto da tre anni. La richiesta di Stanislao fu accolta con uno sprezzante sogghigno. Stanislao trascorse il tempo digiunando, pregando e vegliando.

Il terzo giorno Stanislao si recò alla tomba di Pietro, fece aprire la sepoltura e toccò la salma con il pastorale. Stanislao ordinò al defunto di alzarsi nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il defunto ubbidì all'ordine del santo. Stanislao condusse il risorto al tribunale dove si trovavano il re, la corte e una grande folla. Stanislao presentò Pietro ai giudici come colui che gli aveva venduto la terra di Piotrawin. Pietro dichiarò davanti ai giudici che il vescovo gli aveva pagato la terra davanti a due testimoni che avevano tradito la verità. Pietro rimproverò i suoi nipoti per aver perseguitato ingiustamente il vescovo di Cracovia e li esortò alla penitenza. Pietro tornò alla tomba supplicando il santo di pregare affinché gli fossero abbreviate le pene del Purgatorio. Il prodigio impressionò Boleslao secondo, che per un certo tempo represse la lussuria e mitigò le crudeltà.

Il martirio e la morte del santo

Boleslao secondo compì una spedizione contro i Russi impossessandosi della capitale Kiew. L'ebrezza della vittoria fece ricadere Boleslao secondo nelle sregolate passioni. Boleslao secondo volle abbandonarsi pubblicamente alle abominazioni di Sodoma e Gomorra. Stanislao decise di porre un freno alla licenza del re affrontando anche il martirio. Stanislao pregò e fece penitenza per la conversione del re e lo visitò varie volte. Il sovrano reagì caricando d'ingiurie Stanislao e minacciandolo di morte. Stanislao chiese il parere di altri vescovi e poi scomunicò pubblicamente Boleslao secondo vietandogli l'ingresso in chiesa. Il re continuò a partecipare ai riti liturgici nonostante le pene canoniche. Il vescovo ordinò ai sacerdoti di sospendere i divini uffici ogni volta che lo scomunicato entrava in chiesa. Stanislao andò a celebrare la Messa nella chiesa di San Michele fuori Cracovia per evitare la presenza del re.

Boleslao secondo si recò furioso alla chiesa di San Michele ordinando alle guardie di massacrare Stanislao. Le guardie furono stramazzate a terra da una forza misteriosa mentre cercavano di catturare il santo. Boleslao secondo si avvicinò a Stanislao con la spada sguainata e lo colpì alla testa con violenza facendone schizzare le cervella contro la parete. L'omicidio di Stanislao avvenne l'undici aprile del 1079, e il re Boleslao era stato severamente rimproverato dal santo. Il santo morì a Cracovia in Polonia l'undici aprile 1079. Boleslao secondo tagliò il naso e le labbra al martire e ordinò che il cadavere fosse trascinato fuori, fatto a pezzi e disperso nei campi per gli animali. La tradizione riferisce che quattro aquile difesero le reliquie del santo per due giorni e le reliquie rilucessero di uno strano splendore di notte. Alcuni sacerdoti e pii fedeli raccolsero le membra profumate e le seppellirono alla porta della chiesa di San Michele. Il corpo di Stanislao fu trasportato a Cracovia due anni più tardi e sepolto nella chiesa della fortezza e poi nella cattedrale nel 1088.

Le conseguenze storiche e la canonizzazione

Papa Gregorio Settimo lanciò l'interdetto sulla Polonia, scomunicò Boleslao secondo e lo dichiarò decaduto dalla dignità regale. Boleslao secondo cercò rifugio presso Ladislao primo re d'Ungheria dopo essere stato perseguitato dalla riprovazione e dai rimorsi. Boleslao secondo intraprese un pellegrinaggio a Roma per chiedere al papa l'assoluzione dalle censure. Il santo giunse ad Ossiach, in Carinzia. La grazia spinse il santo a bussare alla porta del monastero dei benedettini e chiese di poter passare il resto della vita come fratello laico nel monastero. Il santo rimase nel monastero sconosciuto fino alla morte avvenuta nel 1081. Il santo visse dedito alla penitenza e ai lavori più umili.

San Stanislao di Cracovia fu canonizzato da Innocenzo quarto nel 1253. Sulla tomba del santo avvennero dei prodigi, tra i quali vi fu la risurrezione di tre morti.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Stanislao?

San Stanislao si festeggia l'undici aprile.

Di cosa è patrono San Stanislao?

San Stanislao è patrono della Polonia e di Cracovia.

Memoria de san Estanislao, obispo y mártir, que fue strenuo defensor de la civilización y de los valores cristianos entre las injusticias de su tiempo; rigió como buen pastor la Iglesia de Cracovia, prestando socorro a los pobres y visitando cada año a su clero; mientras celebraba los divinos misterios, fue asesinado por el rey de Polonia Boleslao, que había severamente reprobado. — Martirologio Romano