Da diversi anni la stampa culturale di alto livello riporta con frequenza notizie sul ritorno del sacro, sulla rinascita della religione e sul risveglio della centralità di Dio. Per molti decenni la cultura prevalente aveva invece teorizzato l'eclissi di Dio, il tramonto delle religioni istituzionali e la fine della necessità del sacro per l'uomo nel passaggio verso la postmodernità. La narrazione dominante del recente passato considerava Dio del tutto estromesso dalla storia, dal pensiero umano e dall'organizzazione della società secolarizzata e ipertecnologica. Parallelamente alla riscoperta del sacro, si assiste a una contestuale nascita o ripartenza dell'interesse verso il fenomeno della mistica. L'analisi culturale permette di identificare due tipologie distinte di mistica. Il primo tipo di mistica si ricollega ai movimenti New Age e Next Age, i cui concetti sono oggi ampiamente assimilati nella cultura di massa. Nelle forme di neomisticismo New Age l'individuo considera il proprio io come l'autorità suprema, superando i dogmi e le pratiche delle religioni strutturate come il Cristianesimo. Questa spiritualità neomistica si configura come una religiosità autosufficiente e priva di Dio, modellata sulle esigenze dell'io al punto da sostituire il primo comandamento con l'esaltazione dell'io. Il neomisticismo si caratterizza per l'assenza di un Dio inteso come 'Totalmente Altro' o come interlocutore trascendente con cui confrontarsi e a cui affidarsi. La seconda tipologia di mistica è quella propria della tradizione cristiana.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (al punto 2014) definisce il progresso spirituale come tendenza all'unione intima con Cristo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce 'mistica' tale unione poiché essa partecipa al mistero di Cristo e della Trinità attraverso i sacramenti. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, Dio chiama tutti gli uomini all'unione intima, pur concedendo solo ad alcuni delle grazie speciali o dei segni straordinari per mostrare il dono offerto a tutti. Ogni credente può sperimentare temporaneamente il sentimento della presenza trasformante di Dio nel proprio cuore, specie dopo esperienze spirituali intense, per poi vederlo affievolirsi a causa delle cure quotidiane. A differenza dei comuni credenti, nei santi la vita mistica e l'unione con Dio non sono occasionali, ma costituiscono uno stato abituale, costante e facilmente accessibile durante la giornata. I mistici vivono la normale quotidianità rimanendo costantemente guidati da una luce trascendente che riduce le realtà terrene al loro carattere parziale e temporaneo. L'iniziativa del processo mistico spetta interamente a Dio, che espande, orienta, sostiene l'anima e ne costituisce l'unico alimento e gioia. La storia dei grandi mistici della Chiesa Cattolica dimostra che tali individui non erano affatto estraniati dalla realtà, frustrati o ripiegati su se stessi.
Santa Elisabetta Anna Bayley Seton, vissuta tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, nacque a New York il ventotto agosto 1774 in seno alla comunità episcopaliana. La sua esistenza terrena si dipanò attraverso i diversi stati della vita femminile, abbracciando il matrimonio, la maternità, la dolorosa prova della vedovanza e infine la consacrazione religiosa. Sposata con William Magee Seton, generò quattro figli prima di rimanere vedova e compiere il coraggioso cammino di conversione al cattolicesimo.
Ricordata per aver fondato le Suore di Carità di San Giuseppe, la prima congregazione femminile nata negli Stati Uniti d'America, ella impiegò la propria vita nell'istruzione delle fanciulle e nell'assistenza ai giovani poveri. La sua opera educativa e caritativa fiorì a Emmetsburg, nel Maryland, dove concluse il suo pellegrinaggio terreno il quattro gennaio 1821, giorno in cui la Chiesa ne celebra la memoria liturgica.
La beata Cristiana de Santa Cruz, nota anche come Oringa Menabuoi, visse nel tredicesimo secolo in un'epoca in cui la santità si esprimeva principalmente attraverso i pellegrinaggi e la vita monastica. Nata a Santa Croce sull'Arno nel 1240 da una famiglia di umili origini, affrontò con coraggio diverse forme di vita cristiana seguendo gli insegnamenti del Vangelo e fondando un importante monastero femminile.
Ricordata per la sua intensa carità, la sua dedizione alla preghiera e il suo profondo legame con la spiritualità agostiniana e francescana, è festeggiata il 4 gennaio ed è patrona della sua comunità d'origine. Il suo culto, confermato dalla Chiesa nel settecento, continua a vivere attraverso l'antico monastero da lei fondato.
El beato Tomás Plumtree fue un sacerdote cuya vida estuvo marcada por una entrega inquebrantable a la fe católica durante el complejo siglo dieciséis en Inglaterra. Su trayectoria comenzó en los ámbitos académicos de Oxford y continuó con su ministerio pastoral como rector en Stubton, donde sirvió con dedicación a su comunidad. Su fidelidad a la doctrina y a la celebración de la Eucaristía lo llevaron a ser una figura fundamental en los acontecimientos de su tiempo, especialmente durante la convulsa etapa de la Rivuelta del Norte.
Es recordado hoy como un testimonio luminoso de coherencia cristiana frente a la persecución religiosa bajo el reinado de Isabel Primera. Al celebrar la Misa católica en la catedral de Durham, el beato Tomás Plumtree reafirmó su compromiso con la tradición de la Iglesia, entregando finalmente su vida como mártir en el año mil quinientos setenta. Su beatificación, proclamada por el Papa León decimotercero en diciembre de mil ochocientos ochenta y seis, honra su memoria como un hombre que antepuso su lealtad a Dios sobre cualquier otra consideración humana o terrenal.
Santa Dafrosa de Roma es una figura luminosa que resplandece en la historia de la Iglesia primitiva, recordada como una mujer de fe inquebrantable y pilar fundamental de una familia santa. Esposa de San Flaviano y madre de las santas Bibiana y Demetria, ella vivió su vocación cristiana con una entereza que la condujo al sacrificio supremo durante el cuarto siglo, bajo el mandato del emperador Juliano el Apóstata.
Su memoria es venerada por haber mantenido la fidelidad a Dios incluso en medio de la persecución. A través de su testimonio, Santa Dafrosa nos recuerda el valor de la fortaleza en la vida familiar y la importancia de preservar la fe frente a las adversidades. Su legado, redescubierto siglos después de su partida, permanece como un faro para quienes buscan vivir su entrega al Señor con sobriedad y esperanza, honrando el camino de santidad que ella recorrió junto a sus seres queridos en la ciudad de Roma.
San Manuel González García nació en Sevilla el 25 de febrero de 1877, en el seno de una familia humilde formada por sus padres Martín González Lara y Antonia. Su vida entera estuvo marcada por una profunda y entregada devoción hacia la Eucaristía, hasta el punto de autodenominarse el obispo de los tabernáculos abandonados y ser recordado como un celoso pastor de almas en las diócesis de Málaga y Palencia.
Su labor apostólica dio origen a numerosas instituciones dedicadas al culto y a la reparación eucarística, dejando una fecunda herencia espiritual que perdura en la actualidad a través de la Familias Eucarísticas. Falleció en Madrid el 4 de enero de 1940 y fue canonizado por el papa Francisco el 16 de octubre de 2016, siendo conmemorado en la Iglesia el 4 de enero.
San Esteban de Bourg-en-Bresse, monje y figura fundamental en el desarrollo inicial de la Orden cartesiana, nació en Bourg-Saint-Andéol, en el territorio de Bourg en Bresse, durante el siglo XII. Su trayectoria espiritual comenzó como canónigo regular en la iglesia de San Rufo, situada en el Delfinato, donde vivió su servicio con gran ardor religioso antes de sentir una profunda vocación hacia la solitaria búsqueda de Dios. Su vida se entrelazó con los orígenes del monacato de la Cartuja al unirse a Maestro Bruno y convertirse en uno de los fundadores del grupo conocido como las siete estrellas. A lo largo de su existencia, que concluyó el 4 de enero de 1187, destacó por su entrega a la penitencia, la obediencia y la construcción de nuevos cenobios, dejando una huella imborrable en la historia de su orden.
El recuerdo de San Esteban permanece vivo en la Iglesia por su decisiva aportación al establecimiento de la primera certosa y por su labor al frente del monasterio de Meyrat. Su memoria litúrgica se celebra el 4 de enero, fecha que marca su nacimiento para el cielo tras una vida consagrada por completo a la soledad y a la comunión divina. La tradición conservada tras su fallecimiento señala que se atribuyeron numerosos prodigios a su intercesión, convirtiéndole en protector del complejo monástico que él mismo dirigió y edificó con celo y virtud, consolidando el legado espiritual que compartió con personalidades insignes de su época.
San Teoctisto de Caccamo è una venerata figura di abate basiliano vissuta nel corso del nono secolo, la cui memoria si intreccia profondamente con la storia religiosa e le tradizioni della Sicilia. Sebbene le fonti agiografiche originarie presentino tratti oscuri e complessi, la sua figura è storicamente ricordata per il fecondo spirito ascetico e per il profondo legame spirituale con il territorio di Caccamo Termini Imerese, dove il suo culto è rimasto vivo nei secoli.
La sua testimonianza di fede monastica viene celebrata liturgicamente nel contesto delle tradizioni italo-greche e locali. Nel corso dei secoli, la memoria di San Teoctisto è stata oggetto di importanti riconoscimenti ecclesiastici, di studi storiografici autorevoli e di inserimenti nei calendari liturgici regionali, giungendo fino ai nostri giorni come segno tangibile di una santità radicata nella preghiera e nel servizio alla Chiesa.
San Ruggero d’Élan visse nel corso del dodicesimo secolo e la sua figura rimane legata alla storia della riforma cistercense e alla fondazione di importanti comunità monastiche in Francia. Un testo agiografico risalente al Duecento indica l'Inghilterra come paese natale di questo religioso che, dopo essersi trasferito in territorio francese, entrò a far parte della comunità cistercense dell'abbazia di Loroy, situata nella diocesi di Bourges e istituita nel 1129 dall'arcivescovo Vulgrino. L'autore del testo biografico descrive Ruggero come un modello virtuoso di umiltà e benevolenza nei confronti dei confratelli, oltre ad attribuirgli la realizzazione di molteplici prodigi durante il corso della sua vita terrena.
La memoria liturgica di san Ruggero si celebra la data del quattro gennaio, giorno in cui si suole comunemente collocare la sua morte avvenuta nel 1160, benché diverse fonti lo datino al 1159. La salma del santo venne tumulata nell'abbazia di Élan e il beato fu oggetto di venerazione, mentre il suo sepolcro divenne luogo di richiamo per un grande numero di devoti. È tuttora consuetudine locale svolgere un pellegrinaggio sui luoghi legati al santo nella data dell'otto settembre.
El beato Jacobo Oh Jong-rye fue un joven laico coreano que vivió durante el siglo diecinueve, destacando por su profunda fe y su entrega generosa a la difusión del Evangelio. Nacido en Eunjin en mil ochocientos veintiuno, dedicó sus años de juventud a estudiar y compartir el catecismo católico, convirtiéndose en un testimonio vivo para sus familiares y vecinos en los diversos lugares que recorrió, incluyendo Gosan y Jinsan.
Es recordado hoy como un mártir valiente que, tras ser arrestado en mil ochocientos treinta y nueve, permaneció firme en su convicción cristiana a pesar de las severas torturas sufridas. Su sacrificio culminó en Jeonju el cuatro de enero de mil ochocientos cuarenta, cuando fue ejecutado por no renunciar a su fe. Su vida representa un modelo de coherencia y amor a Dios, culminando en su beatificación por el Papa Francisco el dieciséis de agosto de dos mil catorce.
En Mesia, en las actuales tierras comprendidas entre Rumanía y Bulgaria, santos Ermete y Cayo, mártires, uno en Arčer, el otro en Vidin.
Sant' Abrunculo
Obispo
En Clermont-Ferrand en la región de Aquitania, en Francia, san Abrunculo, obispo, que, inicialmente al frente de la Iglesia de Langres, huyendo de noche a causa de la amenaza de los Burgundios, pasó a Auvernia y se estableció en la sede que fue de san Sidonio Apolinar.
San Gregorio de Langres
Obispo
En Dijon en Borgoña, en la actual Francia, san Gregorio, que, después de haber sido durante muchos años conde en la región de Autun, fue ordenado obispo de Langres.
San Feréolo de Uzès
Obispo
En Uzès, en la Galia Narbonense, en la actual Francia, san Feréolo, obispo, que escribió una regla para los monjes y, enviado al exilio por envidia, fue después de tres años reconocido como verdadero hombre de Dios y restituido con alegría a su pueblo.
San Rigomero de Meaux
Obispo
En Meaux en el territorio de Neustria, en la actual Francia, san Rigomero, obispo.
Santa Farailde de Gante
Viuda
En Bruay-sur-l'Escaut cerca de Valenciennes en Artois en Neustria, en la actual Francia, santa Faraílde, viuda, que, obligada a casarse con un hombre violento, se transmite que abrazó una vida de oración y austeridad hasta la vejez.
San Rigoberto de Reims
Obispo
En Reims, siempre en Neustria, en la actual Francia, san Rigoberto, obispo, que, expulsado contra las leyes de su sede por parte de Carlos Martel, jefe de los Francos, vivió en humildad.
Beata Clara de Ugarte
Virgen mercedaria
Beato Luis de Halles
Mercedario
San Libencio de Bremen
Obispo
Sant’ Aedo
Rey, abad y obispo
Del Martirologio Romano
En Foligno, en Umbría, beata Ángela, que, muertos su marido e hijos, siguiendo las huellas de san Francisco, se entregó completamente a Dios y confió a su propia autobiografía sus profundas experiencias de vida mística. — Martirologio Romano