6 de mayo
Beata Anna Rosa Gattorno
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
I primi anni e la giovinezza a Genova
La protagonista nacque a Genova il 14 ottobre 1831 all'interno di una famiglia benestante, stimata e di profonda fede cristiana. Venne battezzata il giorno stesso della nascita nella parrocchia di San Donato con i nomi di Rosa Maria Benedetta. I suoi genitori si chiamavano Francesco e Adelaide Campanella ed ebbero cinque fratelli e sorelle. I genitori furono i principali educatori della sua vita morale e cristiana. A dodici anni ricevette il sacramento della Cresima nella chiesa di Santa Maria delle Vigne dal cardinale e arcivescovo Placido Tadini. In gioventù ricevette l'istruzione a domicilio, secondo l'uso delle famiglie agiate dell'epoca. Aveva un carattere sereno, amabile, incline alla pietà e alla carità, ma anche fermo. Riuscì a reagire con fermezza al clima politico e anticlericale del tempo, che coinvolse anche alcuni suoi familiari.
Il matrimonio, il dolore e la conversione
All'età di 21 anni, il 5 novembre 1852, sposò il cugino Gerolamo Custo. Dopo il matrimonio si trasferì a Marsiglia. Un improvviso tracollo finanziario scombussolò la famiglia, che dovette tornare a Genova in condizione di povertà. La loro prima figlia, Carlotta, fu colpita da un malore improvviso che la rese sordomuta per sempre. Il marito Gerolamo cercò di fare fortuna all'estero, ma tornò a casa colpito da una grave malattia. Meno di sei anni dopo le nozze, il 9 marzo 1858, il marito morì lasciandola vedova con tre figli. Pochi mesi dopo la morte del marito, morì anche l'ultimo dei suoi figli. Il susseguirsi di queste disgrazie segnò una svolta radicale nella sua vita, da lei definita come la sua conversione all'offerta totale di sé a Dio e al prossimo. Le prove e le sofferenze la rafforzarono nello spirito e la radicarono nella sua nuova vocazione.
Il cammino spirituale e la chiamata alla fondazione
Sotto la guida spirituale del confessore don Giuseppe Firpo, emise i voti privati perpetui di castità e obbedienza nella festa dell'Immacolata del 1858. Nel 1861 emise anche il voto di povertà come terziaria francescana, ispirandosi a San Francesco d'Assisi. Nel 1862 ricevette il dono delle stimmate occulte, che percepiva con maggiore intensità nei giorni di venerdì. Continuò ad amare e ad accudire con tenerezza i figli superstiti senza trascurarli. Sviluppò una maggiore disponibilità verso la carità apostolica, dedicandosi ad assistere i poveri e i malati a domicilio e negli ospedali. Le Associazioni cattoliche di Genova cercaronoi di coinvolgerla nelle proprie attività. Nonostante il suo desiderio di vivere nel silenzio e nel nascondimento, il suo stile di vita evangelico fu notato da molti. Temendo di dover abbandonare i propri figli per seguire la sua vocazione, si dedicò alla preghiera, alla penitenza e alla richiesta di consigli spirituali. San Francesco da Camporosso, religioso cappuccino laico, la incoraggiò e la sostenne pur mostrandosi trepidante per le difficoltà che l'attendevano. Anche il suo confessore e l'Arcivescovo di Genova le offrirono sostegno e incoraggiamento. Sentendo forti i suoi doveri materni, cercò la conferma definitiva nella parola del papa Pio IX, sperando di essere sollevata dal compito di fondare una congregazione. Nell'udienza del 3 gennaio 1866, Papa Pio IX le ordinò di dare subito inizio alla nuova fondazione. Accettò il mandato papale come volontà di Dio. Superò l'opposizione dei suoi parenti e lasciò le opere caritatevoli di Genova, provocando il dispiacere del suo vescovo.
La nascita e lo sviluppo delle Figlie di Sant'Anna
L'8 dicembre 1866 diede inizio a Piacenza alla nuova famiglia religiosa, denominata definitivamente Figlie di Sant'Anna, madre di Maria Immacolata. Il 26 luglio 1867 indossò l'abito religioso. L'8 aprile 1870 emise la professione religiosa solenne insieme a 12 consorelle. Nello sviluppo dell'Istituto fu affiancata da Padre Giovanni Battista Tornatore, dei Preti della Missione, che scrisse le Regole su sua richiesta e fu considerato cofondatore. Affidandosi alla Provvidenza, avviò la costruzione di quella che il Papa e lei stessa definivano l'Opera di Dio. Si dedicò con spirito materno a ogni forma di sofferenza e miseria morale o materiale, con l'intento di servire Gesù e di evangelizzare prima di tutto con l'esempio della propria vita. Sotto la sua guida nacquero varie opere caritative rivolte a poveri, malati di ogni tipo, anziani soli, bambini, persone abbandonate e giovani donne a rischio. Per le giovani a rischio previde una formazione adeguata e il successivo inserimento nel mondo del lavoro. Alla forma di vita originaria si aggiunse presto l'apertura di scuole popolari destinate ai figli dei poveri. Vennero avviate altre opere di promozione umano-evangelica rispondenti ai bisogni più urgenti dell'epoca. L'opera mantenne una presenza attiva nella realtà sia ecclesiale sia civile. Rosa Gattorno definiva le sue figlie spirituali Serve dei poveri e ministre di misericordia. La fondatrice esortava le consorelle a considerare il servizio verso i fratelli come un segno di predilezione divina. Esortava le suore a compiere il loro servizio con amore e umiltà, ritenendosi le ultime e le più miserabili tra le creature al servizio della Chiesa. Nel 1876, a meno di dieci anni dalla fondazione, l'Istituto ottenne il Decreto di Lode. L'Istituto ricevette l'approvazione definitiva nel 1879. Le Regole dell'Istituto vennero approvate il 26 luglio 1892.
Le opere a Roma e l'espansione nel mondo
Rosa Gattorno godeva di grande stima e apprezzamento da parte di tutti. A Piacenza collaborò con il vescovo monsignor Scalabrini, successivamente proclamato beato. La collaborazione con monsignor Scalabrini si svolse principalmente all'interno dell'Opera a favore delle Sordomute da lui fondata. Nel 1878 inviò le prime Figlie di Sant'Anna in Bolivia. In seguito le Figlie di Sant'Anna vennero inviate anche in Brasile, Cile, Perù, Eritrea, Francia e Spagna. Iniziò la propria opera a Roma a partire dal 1873. A Roma organizzò scuole maschili e femminili per i poveri. A Roma istituì asili nido e un servizio di assistenza per i figli neonati delle operaie della Manifattura dei tabacchi. A Roma creò case di accoglienza per ex prostitute, donne di servizio e infermiere a domicilio. A Roma sorse la Casa generalizia dell'ordine, dotata di una chiesa annessa. Nel 1894, dopo essersi dedicata ai poveri e agli emarginati, estese la sua attenzione alle giovani delle famiglie più facoltose di Palermo. L'obiettivo di questo intervento a Palermo era offrire alle fanciulle un'educazione completa sul piano fisico, intellettuale, morale e religioso. A tale scopo fondò a Palermo l'Istituto di Educazione Sant'Anna. Al momento della sua morte aveva avviato complessivamente 368 case. Nelle case da lei fondate operavano 3500 suore.
Il transito e l'eredità spirituale
Nel febbraio del 1900 fu colpita da una grave influenza che portò a un rapido peggioramento delle sue condizioni di salute. Il suo organismo era indebolito da penitenze, viaggi frequenti ed estenuanti, una fitta corrispondenza, preoccupazioni e grandi dispiaceri. Il 4 maggio 1900 ricevette il Sacramento degli infermi. Il 6 maggio 1900, alle ore 9, morì nella Casa generalizia. La fama di santità che la circondava in vita si manifestò ampiamente alla sua morte e crebbe continuamente in tutto il mondo. Ha vissuto una triplice esperienza di vita come sposa e madre, vedova e infine religiosa fondatrice. Con la sua missione al servizio dell'umanità e della diffusione del Regno, Rosa Gattorno ha reso onore alla dignità e al genio femminile. Si mantenne sempre fedele alla chiamata di Dio e fu riconosciuta come maestra di vita cristiana ed ecclesiale. Mantenne una costante attitudine materna verso i propri figli, verso le suore e verso i bisognosi, i sofferenti e gli infelici. Contemplò il volto di Cristo povero, piagato e crocifisso nella figura dei bisognosi e dei sofferenti. Dal suo carisma sono nate altre forme di vita evangelica: Suore di vita contemplativa, l'Associazione religiosa Sacerdotale, un Istituto secolare e un Movimento ecclesiale di laici. Queste realtà derivate dal suo carisma operano attivamente nella Chiesa in quasi tutto il mondo. Il Martirologio la cita come beata Anna Rosa Gattorno, religiosa, madre di famiglia e vedova. Il Martirologio ricorda che istituì le Figlie di Sant’Anna Madre di Maria Immacolata, dedicandosi ai malati, agli infermi e all'infanzia abbandonata. Nacque a Genova il 14 ottobre 1831 e morì a Roma il 6 maggio 1900.
Il cammino di una vita
La storia di Anna Rosa Gattorno ha inizio a Genova nel 1831. La sua vocazione si è delineata progressivamente attraverso le vicende umane che hanno segnato il suo percorso. Nel 1852 si unì in matrimonio con Gerolamo Custo, ma la vita le riservò la prova della vedovanza già nel 1858. È in questo momento di profondo mutamento che Anna Rosa scelse di consacrarsi interamente al Signore, emettendo voti privati di castità e obbedienza. Tale decisione non ha rappresentato un ritiro dal mondo, ma l'inizio di una dedizione più ampia verso il prossimo.
Il punto di svolta decisivo avvenne nel 1866, quando ricevette da Papa Pio IX l'ingiunzione di fondare un istituto religioso. Accogliendo tale invito come una chiamata imperativa, l'8 dicembre dello stesso anno, a Piacenza, diede vita alla congregazione delle Figlie di Sant'Anna. Da quel momento, la sua vita è stata un continuo pellegrinare tra diverse città, tra cui Marsiglia, Piacenza, Roma e Palermo, per radicare e sostenere la crescita della sua opera. La sua visione non si è limitata ai confini italiani; a partire dal 1878, ha promosso con vigore l'espansione missionaria dell'istituto, portando il carisma delle Figlie di Sant'Anna fino in Sud America e in Eritrea. Il suo cammino terreno si è concluso a Roma nel 1900, lasciando una eredità spirituale di servizio e carità che continua a dare frutti ancora oggi.
Memoria e celebrazione
La Beata Anna Rosa Gattorno viene commemorata il 6 maggio, giorno in cui, nell'anno 1900, ha fatto ritorno alla casa del Padre a Roma. Questa ricorrenza liturgica invita i fedeli a fare memoria del suo instancabile apostolato e della sua capacità di leggere i segni dei tempi. La sua figura è venerata in particolare dalle comunità che hanno beneficiato del lavoro delle Figlie di Sant'Anna, istituto che, sotto la sua guida ispirata, ha saputo rispondere alle necessità sociali e spirituali di molte popolazioni nel corso del diciannovesimo secolo.
Il culto della Beata si esprime nel ringraziamento per la sua fedeltà al magistero e per la sua dedizione verso i poveri, valori che ha saputo trasmettere con sapienza e umiltà. Celebrare la sua memoria significa rinnovare l'impegno cristiano a servire con amore, guardando alla sua vita come a un faro che, pur nelle difficoltà della storia, ha saputo mantenere lo sguardo fisso su Dio e il cuore aperto alle sofferenze dell'umanità.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Anna Rosa Gattorno?
La memoria liturgica della Beata Anna Rosa Gattorno si celebra il 6 maggio, giorno della sua nascita al cielo.
Quali istituzioni fondò la Beata Anna Rosa Gattorno?
Fondò la congregazione delle Figlie di Sant'Anna, madre di Maria Immacolata, e nel corso della sua vita avviò centinaia di case di accoglienza, scuole e opere caritative in tutto il mondo.
En Roma, beata Ana Rosa Gattorno, religiosa, que, madre de familia, al quedar viuda, se consagró enteramente al Señor y al prójimo e instituyó las Hijas de Santa Ana Madre de María Inmaculada, empleándose de todas las maneras por los enfermos, los inválidos y la infancia abandonada, en cuyo rostro contemplaba a Cristo pobre. — Martirologio Romano