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23 de marzo

Beata Annunciata Cocchetti

Virgen y fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Annunciata Asteria Cocchetti nacque a Rovato, in provincia di Brescia, il 9 maggio 1800. Venne al mondo come la terza dei sei figli di Marc'Antonio Cocchetti e Giulia Albarelli, appartenenti alla classe sociale borghese. Ricevette il battesimo tre giorni dopo la nascita nella Collegiata di Santa Maria Assunta, occasione in cui le furono imposti i nomi di Annunciata Asteria. La sua infanzia fu segnata da precoci e dolorosi lutti familiari. I suoi tre fratelli minori morirono in tenera età, prima della madre. A sette anni, Annunciata rimase orfana di entrambi i genitori. La madre morì per una probabile broncopolmonite, mentre il padre perse la vita combattendo come soldato nell'esercito di Napoleone. Di fronte a questa drammatica situazione, lo zio Carlo, residente a Milano e impegnato negli affari e in politica, fu nominato tutore degli orfani. Lo zio prese con sé la nipote maggiore Giuseppina, mentre inviò il fratello Vincenzo nel Collegio degli Orfani di Guerra. Annunciata fu invece affidata alla nonna, che le garantì affetto e cure costanti durante gli anni della crescita. La sua prima istruzione avvenne presso le Dimesse Orsoline di Rovato, istituto in cui fu accuratamente preparata alla ricezione della Prima Comunione e della Cresima. Ricevette la Cresima il 28 febbraio 1810 dalle mani di monsignor Gabrio Maria Nava, vescovo di Brescia. Negli anni successivi, in seguito alla partecipazione a una missione popolare, Annunciata decise di adottare un impegnativo metodo di vita per intraprendere un cammino di fede più serio e consapevole.

La vocazione e la scuola a Rovato

A diciassette anni, Annunciata ottenne dalla nonna il permesso di aprire una scuola gratuita nella propria casa, destinata alle fanciulle povere del paese. Dopo quella missione popolare, l'oratorio femminile locale si rinnovò profondamente grazie alla preziosa collaborazione di don Luca Passi. L'oratorio accolse la Pia Opera di Santa Dorotea con il suo specifico metodo per la formazione cristiana e civile delle ragazze del popolo, e Annunciata ne divenne ben presto un'assidua e convinta frequentatrice. Tuttavia, a ventidue anni, dovette chiudere la scuola domestica a causa di una nuova riforma scolastica imposta dall'Impero austriaco. Determinata a non abbandonare la sua missione educativa, studiò per conseguire l'abilitazione e fu successivamente assunta come prima maestra della scuola femminile comunale di Rovato. In quel periodo ebbe l'opportunità di incontrare santa Maddalena di Canossa, che aveva intenzione di aprire una casa delle Figlie nella zona bresciana. Annunciata nutriva il forte desiderio di entrare tra le madri Canossiane, ma Maddalena di Canossa intuì in lei una chiamata diversa e le suggerì di continuare la ricerca della propria strada. Il 19 aprile 1823 la nonna morì, e dopo questo lutto lo zio Carlo volle che Annunciata lo raggiungesse a Milano. L'intenzione dello zio era quella di trovarle un buon matrimonio e di distoglierla dalle sue inclinazioni religiose. Nonostante le nuove esperienze vissute a Milano, Annunciata non rinunciò mai alla sua vocazione profonda.

Il trasferimento in Valcamonica

Tramite fitti scambi epistolari con don Luca Passi, Annunciata venne a conoscenza di una piccola scuola aperta per le ragazze in Valcamonica. Una sera del 1831 prese una decisione radicale per la sua vita, rifiutando di partecipare a una serata di gala al Teatro alla Scala di Milano. Lasciò una lettera sullo scrittoio dello zio e partì risolutamente per Cemmo. La scuola di Cemmo era stata fondata dalla nobildonna Erminia Panzerini e gestita da una nipote omonima. Arrivata sul posto, Annunciata si affiancò a Erminia Panzerini come maestra, incrementando con entusiasmo le iniziative scolastiche e di assistenza a bambine e ragazze. Fu una fedele collaboratrice per dieci anni, dimostrandosi sempre attiva, intelligente e generosa. Amò e stimate la Direttrice Erminia Panzerini nonostante la profonda diversità di temperamento e di mentalità che le caratterizzava, diventando una vera maestra e madre per tutte le ragazze della valle in cerca di istruzione ed educazione. Nel frattempo, don Luca Passi fondò a Venezia la Congregazione delle suore Maestre di Santa Dorotea in appoggio alla Pia Opera. Annunciata ed Erminia Panzerini chiesero con insistenza di entrare a far parte della nuova Congregazione, ma Erminia Panzerini morì il 2 maggio 1842, prima che questo desiderio potesse realizzarsi concretamente. Sul finire dell'anno scolastico, Annunciata partì per Venezia. Dopo un brevissimo periodo di formazione, il 3 ottobre 1842 vestì l'abito religioso, e tornò a Cemmo il 9 ottobre dello stesso anno insieme ad altre due suore. Emise i voti religiosi nel 1843, consacrandosi definitivamente al Signore.

La vita religiosa e l'opera educativa

Possedendo una robusta spiritualità unita a un notevole senso pratico, Annunciata iniziò la sua vita consacrata con un profondo spirito di preghiera, un grande amore per Gesù Eucaristico e uno zelo inesauribile per la salvezza della gioventù. Ogni domenica raggiungeva a piedi alcune parrocchie vicine per incontrare le animatrici dell'Opera di Santa Dorotea, collaborando attivamente con loro nell'apostolato. Nel 1853 fu inaugurato il noviziato a Cemmo sotto la protezione delle sante Dorotea e Angela Merici. Negli anni successivi si dedicò interamente alla comunità, alla scuola e alle sezioni della Pia Opera nei vari paesi della regione. Aprì un apposito collegio per ospitare le ragazze provenienti da lontano e curò progressivamente l'ampliamento del convento e delle strutture necessarie per sostenere le attività educative crescenti. Nel 1866 don Luca Passi morì, lasciando un grande vuoto nella Congregazione; decenni dopo, don Luca Passi è stato beatificato nel 2013. In quello stesso anno 1866, monsignor Girolamo Verzeri era il vescovo di Brescia. Il vescovo Girolamo Verzeri chiese che la comunità delle Suore di Santa Dorotea residente a Cemmo fosse posta alle sue dirette dipendenze, con l'intento di difendere la comunità dalle teorie perniciose che si stavano diffondendo nella società. Suor Annunciata obbedì prontamente alle disposizioni del vescovo, trascorrendo anni nascosti e fecondi. Continuò con la sua inalterata passione educativa, rimanendo semplice e nascosta, vivendo nell'accoglienza dell'Amore di Dio e nella contemplazione del Crocifisso per testimoniare autenticamente il Vangelo. Dalle lettere di suor Annunciata traspare chiaramente la cura amorevole per le maestre, le ragazze e le suore. Le indagini successive all'apertura del processo di beatificazione hanno inoltre evidenziato la sua straordinaria tenacia nel difendere l'istituto dalle leggi eversive del Regno d'Italia promulgate nel 1866. Suor Annunciata mostrò sempre grande generosità verso gli operai che lavoravano all'ampliamento e al servizio del convento, e manifestava la sua carità quotidiana lasciando ogni giorno un pane sul muretto di cinta del convento per i poveri del luogo.

Gli ultimi anni e il transito

Gli ultimi nove anni di vita di suor Annunciata trascorsero privi della vista, senza tuttavia che lei ne lasciasse mai trasparire i disagi o le difficoltà. Per le questioni tecniche di governo, fu validamente assistita da suor Illuminata Alberti. La mattina del 18 marzo 1882 madre Annunciata scese in cappella per la Santa Messa e si sentì male dopo aver ricevuto la Comunione. Uscì dalla cappella a preghiere concluse, sperando che quel malore passeggero si attenuasse. Alla suora sopraggiunse invece la febbre e il medico le diagnosticò una malattia mortale. Annunciata chiese prontamente che le fossero amministrati il Viatico, l'Unzione degli infermi e la benedizione apostolica in articulo mortis. Le suore la circondarono in lacrime durante le sue ultime ore. Madre Annunciata lasciò alle sorelle il suo testamento spirituale, esortandole ad amarsi reciprocamente, a compatirsi, a vivere tranquille e concordi nella Regola e a fare sempre del bene alle giovani affidate alle loro cure. Chiese inoltre di ricevere di buon grado e di obbedire con spirito di fede alla superiora che sarebbe stata data dopo la sua morte. Il 23 marzo, dopo cinque giorni di malattia e una breve agonia, madre Annunciata morì all'età di ottantadue anni. Si tenne un solenne funerale con la partecipazione dell'intero paese, e il cimitero di Cemmo accolse le sue spoglie mortali. Annunziata Cocchetti è morta a Cemmo di Capo di Ponte, in provincia di Brescia, il 23 marzo 1882. Nonostante la sua richiesta in punto di morte di non fare memoria di lei se non per suffragare la sua anima, il ricordo di madre Annunciata rimase sempre vivo nel cuore della gente.

Glorificazione e sviluppo del carisma

La sera del 22 gennaio 1951 avvenne in forma privata la traslazione delle spoglie di madre Annunciata, che furono tumulate nell'atrio della Cappella di Casa madre. Il 6 agosto 1951 fu aperto nella diocesi di Brescia il Processo ordinario informativo per la causa di beatificazione, per volere del vescovo ausiliare monsignor Pietro Gazzoli, e il processo informativo fu concluso il 17 febbraio 1955. Il 20 giugno 1972 la Congregazione per le Cause dei Santi decretò l'introduzione della causa come causa storica. Successivamente, il 27 maggio 1986 si riunirono i consultori storici che approvarono la positio super virtutibus, e il processo apostolico fu convalidato insieme a quello informativo il 17 ottobre 1987. I consultori teologi espressero parere positivo il 27 settembre 1988, mentre i cardinali e i vescovi membri della Congregazione per le Cause dei Santi si espressero positivamente il 7 marzo 1989. In seguito, san Giovanni Paolo II autorizzò il 13 maggio 1989 la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile madre Annunciata. Per quanto riguarda il riconoscimento della santità, Bortolina Milesi era affetta da un tumore maligno all'intestino e invocò madre Annunciata insieme alle suore e alla famiglia, guarendo improvvisamente all'età di tredici anni. Il miracolo fu indagato negli anni 1952-1953 nel processo ordinario diocesano sul miracolo, il quale fu convalidato il 17 ottobre 1987. Il 18 ottobre 1989 i membri della Giunta Medica si espressero positivamente sull'inspiegabilità scientifica della guarigione; tale parere medico fu confermato il 19 gennaio 1990 dai consultori teologi. Il 24 aprile 1990 cardinali e vescovi della Congregazione per le Cause dei Santi confermarono la validità del miracolo, e il 10 luglio 1990 san Giovanni Paolo II autorizzò il decreto che riconosceva la guarigione di Bortolina Milesi come miracolosa per intercessione di madre Annunciata Cocchetti. La solenne beatificazione si svolse in piazza San Pietro a Roma il 21 aprile 1991, in una celebrazione in cui furono elevate agli altari anche suor Chiara Bosatra e madre Maria Teresa del Sacro Cuore di Gesù. I resti mortali della beata furono quindi composti in un'urna sotto l'altare della cappella di Casa madre. Nel frattempo, l'approvazione pontificia delle Suore Dorotee di Cemmo era arrivata nel 1934, anno in cui cominciò un periodo di forte espansione dell'istituto con l'apertura della prima casa a Brescia, seguita dalle fondazioni di case a Roma e Milano. Si registrarono presto i primi invii all'estero nel Regno Unito, precisamente a Londra e Nottingham, oltre che in Argentina e nel Burundi, seguiti da missioni in Uruguay, in Brasile, nella Repubblica democratica del Congo e in Camerun. La beata Annunziata Cocchetti resse con saggezza, fortezza e umiltà l’Istituto delle Suore di Santa Dorotea da poco fondato nel villaggio di Cemmo in Lombardia. Il carisma fondazionale oggi è vissuto anche dalle Consacrate secolari e dalla Comunità Laicale Annunciata Cocchetti, un'associazione privata di fedeli approvata dal vescovo di Brescia nel 2005. La Comunità Laicale e le consacrate laiche sono presenti anche in America Latina e in Africa, analogamente all'Istituto delle suore, continuando a sottolineare l'immenso Amore con cui Dio ci ama e la missione di testimoniare questo amore vivendo pienamente il Vangelo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Annunciata Cocchetti?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il 23 marzo, mentre l'11 maggio viene festeggiata dalle Suore Dorotee di Cemmo e nella diocesi di Brescia.

Quali furono le opere principali della Beata Annunciata Cocchetti?

Fu fondatrice e guida saggia delle Suore di Santa Dorotea di Cemmo, dedicandosi instancabilmente all'educazione scolastica e cristiana delle fanciulle e delle ragazze povere.

En la aldea de Cemmo en Lombardía, beata Anunciata Cocchetti, virgen, que dirigió con sabiduría, fortaleza y humildad el Instituto de las Hermanas de Santa Dorotea recién fundado. — Martirologio Romano