1 de enero
Beata Carmen Godoy Calvache de Colomina
Viuda y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e vita familiare
Carmen Godoy Calvache è nata ad Adra, situata nella provincia di Almería, il 12 settembre 1888. Il battesimo della donna è avvenuto tre giorni dopo la sua nascita, all'interno della chiesa parrocchiale dell'Immacolata ad Adra. Il 16 gennaio 1916 ha contratto matrimonio con Antonio María Colomina Bignati. Il marito era stato precedentemente sposato con la sorella di Carmen, la quale in punto di morte le aveva fatto promettere che lo avrebbe sposato. Dall'unione tra Carmen e Antonio sono nati quattro figli, due dei quali sono deceduti durante l'infanzia. Antonio è deceduto mentre Carmen era in attesa del loro ultimo figlio, lasciandola vedova all'età di trentasette anni. Dopo la morte del marito, Carmen si è trasferita a vivere con un'anziana zia di nome Emilia.
Opere di carità e impegno ecclesiale
Si è dedicata all'educazione dei suoi figli secondo i principi della fede cattolica. Carmen garantiva un compenso equo ed onesto a tutti i suoi dipendenti. Ha impiegato gran parte delle sue sostanze economiche in opere caritatevoli, distribuendo tra l'altro il pane quotidiano ai pescatori locali. Svolgeva il ruolo di stretta collaboratrice del proprio parroco, don Luis Eduardo López Gascón. Ha promosso una raccolta fondi per finanziare i lavori di restauro della chiesa parrocchiale, che era stata incendiata dai repubblicani nel 1932. A causa del suo impegno per la chiesa è diventata bersaglio di persecuzioni, motivo per cui è fuggita a Madrid.
Arresto e persecuzione
Nell'agosto del 1936 è stata arrestata a Madrid e reclusa presso l'Ospedale della Principessa della medesima città. In seguito è stata condotta nuovamente ad Adra e sottoposta agli arresti domiciliari con l'obbligo di non uscire di casa. Durante questo periodo di prigionia psicologica e fisica, i suoi carcerieri le hanno negato il cambio d'abito e le hanno somministrato solo urina da bere. I persecutori intendevano costringerla a consegnare l'elenco delle persone che avevano donato fondi per la chiesa. Carmen ha opposto un fermo rifiuto a consegnare la lista, dichiarandosi pronta alla morte per sé e per i suoi figli. È stata sottoposta a continue torture per oltre quattro mesi senza mai rivelare alcun nome presente nell'elenco. In diverse occasioni è stata percosse, ha subito violenze sessuali ed è stata condotta al porto con la minaccia di annegamento. Nel corso delle torture le è stato mutilato un seno. Durante la persecuzione, i suoi aguzzini hanno assassinato uno dei suoi fratelli e hanno fatto ricoverare sua zia in un manicomio.
Martirio e beatificazione
Nella notte tra la fine del 1936 e l'inizio del 1937 è stata trasferita presso la zona lagunare dell'Albufera de Adra. Giunta sul luogo, è stata percosse con violenza e colpita alla testa mediante una zappa. È stata infine sepolta ancora viva all'età di quarantanove anni. Carmen Godoy Calvache fa parte dei centoquindici martiri appartenenti alla diocesi di Almería, gruppo che comprende solo un'altra donna, Emilia Fernández Rodríguez de Cortés, e il parroco don Luis Eduardo López Gascón. L'intero gruppo dei centoquindici martiri è stato proclamato beato il 25 marzo 2017 durante una cerimonia svoltasi ad Aguadulce, nei pressi di Almería.
Su vida y testimonio
La trayectoria vital de Carmen Godoy Calvache de Colomina se desarrolló en un contexto de compromiso constante con los valores evangélicos. Tras contraer matrimonio con Antonio María Colomina Bignati en el año 1916, su vida se convirtió en un ejemplo de dedicación al hogar y a la comunidad. Su amor por la casa de Dios se manifestó de manera práctica cuando, ante el incendio que devastó la iglesia parroquial, Carmen no dudó en emprender una labor activa para recaudar los fondos necesarios para su restauración, demostrando una fe que se traducía en obras concretas de caridad y servicio.
La etapa final de su vida estuvo marcada por la persecución religiosa. Tras ser arrestada, Carmen fue sometida a crueles torturas físicas, buscando sus captores que revelara los nombres de otros benefactores de la Iglesia. A pesar del inmenso sufrimiento, ella mantuvo un silencio valiente, protegiendo a sus hermanos en la fe por encima de su propia integridad. Su martirio, consumado mediante la atroz modalidad de ser enterrada viva en la Albufera de Adra en el año 1937, representa el culmen de una vida entregada sin reservas. Su figura permanece como un recordatorio de que la fidelidad a los principios cristianos puede requerir el sacrificio supremo, pero garantiza una herencia de luz y esperanza para todos los creyentes.
El culto y la memoria
La memoria de la Beata Carmen Godoy Calvache de Colomina es preservada con profunda devoción por la Iglesia. Su beatificación, celebrada el 25 de marzo de 2017, supuso el reconocimiento oficial de su sacrificio martirial y de su heroica virtud. La Iglesia la incluye en la lista de los ciento quince mártires de la diócesis de Almería, un grupo de testigos cuya entrega colectiva fortalece la fe de las generaciones actuales.
Su culto se celebra con el deseo de que su ejemplo no sea olvidado, sino que sirva de inspiración para quienes enfrentan las dificultades de la vida con espíritu de servicio. Recordarla es también honrar a todos aquellos que, en silencio y desde la sencillez de su vida cotidiana, trabajan por sostener la fe en tiempos de prueba. Su intercesión es invocada por los fieles, quienes encuentran en ella una intercesora cercana, ejemplo de mujer fuerte que supo transformar su dolor en un acto de entrega absoluta a Dios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Carmen Godoy Calvache de Colomina?
La memoria liturgica della Beata Carmen Godoy Calvache de Colomina si celebra il primo gennaio.
Qual è il ruolo ricoperto dalla Beata Carmen Godoy Calvache de Colomina nella Chiesa?
È ricordata come madre di famiglia, vedova e martire, facente parte del gruppo dei centoquindici martiri della diocesi di Almería.