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29 de octubre

Beata Chiara Luce Badano

Joven laica focolarina

Beata Chiara Luce Badano

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e infanzia a Sassello

Chiara nasce a Sassello il 29 ottobre 1971. Sassello è un paesino dell'entroterra ligure in provincia di Savona appartenente alla diocesi di Acqui in Piemonte. Le date biografiche note di Chiara Badano sono Sassello, Savona, 29 ottobre 1971 – 7 ottobre 1990. La bambina nasce dopo undici anni di attesa da parte dei genitori, Maria Teresa e Fausto Ruggero Badano. I genitori esultano e ringraziano la Madonna per la nascita. Il padre aveva chiesto la grazia di un figlio in particolare alla Vergine delle Rocche. La piccola mostra subito un temperamento generoso, gioioso e vivace. La piccola mostra un carattere franco e determinato. La mamma educa Chiara attraverso le parabole del Vangelo ad amare Gesù. La mamma educa Chiara ad ascoltare la Sua vocina e a compiere tanti atti di amore. Chiara prega volentieri a casa e a scuola. Chiara è aperta alla grazia ed è sempre pronta ad aiutare i più deboli. Chiara si corregge docilmente e si impegna a essere buona. Chiara vorrebbe che tutti i bimbi del mondo siano felici come lei. A soli quattro anni, dopo essere venuta a conoscenza della loro estrema povertà, Chiara ama in modo speciale i bambini dell'Africa. A quattro anni afferma: D'ora in poi penseremo noi a loro! Chiara mantiene fede all'impegno preso per i bambini dell'Africa. Molto presto matura la decisione di divenire medico per poter andare a curare i bambini dell'Africa. Dai quaderni delle prime classi elementari traspare tutto il suo amore per la vita. Chiara è una bambina davvero felice. Nel giorno della prima Comunione riceve in dono il libro dei Vangeli. Il libro dei Vangeli diventerà per lei il libro preferito. Pochi anni dopo scriverà di non voler e non poter rimanere analfabeta di un così straordinario messaggio.

Crescita, sport e adesione all'Ideale

Chiara cresce e mostra un grande amore per la natura. Chiara è portata per lo sport e lo pratica in vari modi tra cui corsa, sci, nuoto, bicicletta, pattini a rotelle e tennis. Chiara preferisce in special modo la neve e il mare. Chiara è socievole e, sebbene molto vivace, riesce a divenire tutta ascolto. Chiara mette l'altro sempre al primo posto. Fisicamente bella, Chiara è da tutti ammirata. Intelligente e ricca di doti, dimostra una precoce maturità. Molto sensibile e servizievole verso gli ultimi, li copre di attenzioni. Chiara rinuncia anche a momenti di svago per gli ultimi, svaghi che recupererà con spontaneità. In seguito ripeterà di dover amare tutti, sempre e per prima, vedendo in loro il volto di Gesù. Piena di sogni e di entusiasmi, a nove anni scopre il Movimento dei Focolari. Il Movimento dei Focolari è fondato da Chiara Lubich. Chiara intesse una filiale corrispondenza con Chiara Lubich. Chiara fa suo l'ideale del Movimento dei Focolari sino a coinvolgere i genitori nel medesimo cammino. Bambina, adolescente e giovane come tante altre, si mostra totalmente disponibile al disegno di Dio su di lei e mai vi si ribellerà. Tre realtà si rivelano determinanti nella sua formazione e nel cammino verso la santità: la famiglia, la Chiesa locale in particolar modo il suo Vescovo, e il Movimento. Chiara appartiene al Movimento come Gen, cioè Generazione Nuova. L'Amore è al primo posto nella sua vita. Chiara pone al primo posto in special modo l'Eucaristia, che anela a ricevere ogni giorno. Pur sognando di formarsi una famiglia, sente Gesù come Sposo. Gesù sarà sempre di più il suo tutto, fino a farla ripetere, anche nei dolori più atroci, che se lo vuole Gesù, lo vuole anche lei. Terminate le elementari e le medie, Chiara sceglie il liceo classico. L'aspirazione a divenire medico per recarsi in Africa non è sfumata.

La vita quotidiana e il cammino spirituale

Il dolore inizia a entrare nella sua vita quando, non compresa e accettata da un'insegnante, viene respinta a scuola. A nulla vale la difesa dei compagni e Chiara deve ripetere l'anno. Dopo un primo momento di sconforto, sul suo volto riappare il sorriso. Decisa afferma che amerà i nuovi compagni come ha amato quelli di prima. Chiara offre la sua prima grande sofferenza a Gesù. Chiara vive in pieno la propria adolescenza. Nel vestirsi ama il bello, l'armonia dei colori e l'ordine, ma non la ricercatezza. Alla mamma che la invita a vestire abiti un po' più eleganti replica di andare a scuola pulita e ordinata e che ciò che conta è essere belli dentro. Chiara si trova a disagio se le dicono che è proprio bella. Tutto questo la porta più volte a esclamare quanto sia duro andare controcorrente. Non si atteggia a maestra e non fa prediche. Afferma di non dover dire di Gesù a parole, ma di doverlo dare col proprio comportamento. Vive il Vangelo sino in fondo e rimane semplice e spontanea, come un raggio di luce che riscalda i cuori. Percorre, senza saperlo, la Piccola Via di Santa Teresa di Gesù Bambino. Nel gennaio 1986, in una riunione, afferma di aver capito l'importanza di tagliare per essere e fare solo la volontà di Dio. Cita quanto diceva Santa Teresina, ovvero che prima di morire a colpo di spada bisogna morire a colpi di spillo. Si accorge che le piccole cose sono quelle che non fa bene, oppure i piccoli dolori e quelle che si lascia sfuggire. Vuole andare avanti amando tutti i colpi di spillo. Al termine della riunione formula il proposito di amare chi le sta antipatico. Chiara nutre una grande devozione per lo Spirito Santo. Chiara si prepara coscienziosamente a ricevere il sacramento della Cresima. Monsignor Livio Maritano, Vescovo di Acqui, amministra la Cresima a Chiara il 30 settembre 1984. Chiara si era preparata con impegno alla Cresima. Chiara invoca spesso lo Spirito Santo chiedendo luce e una luce d'Amore. Chiara si inserisce bene nella nuova classe scolastica. Chiara viene compresa e valutata positivamente nella nuova classe.

La malattia e l'incontro con la croce

Durante una partita di tennis, Chiara avverte un lancinante dolore alla spalla sinistra. Il dolore alla spalla sinistra costringe Chiara a lasciar cadere la racchetta a terra. A Chiara viene fatta una lastra e subisce un'errata diagnosi. In seguito all'errata diagnosi, Chiara viene ricoverata. La TAC a cui viene sottoposta Chiara evidenzia un osteosarcoma. La diagnosi di osteosarcoma avviene il 2 febbraio 1989. Il giorno della diagnosi di osteosarcoma la Chiesa ricorda la presentazione di Gesù al tempio. Al momento della diagnosi Chiara ha diciassette anni. Per Chiara inizia una via crucis fatta di viaggi, esami clinici, ricoveri, interventi e cure pesanti. Gli spostamenti per le cure di Chiara avvengono tra Pietra Ligure e Torino. Quando comprende la gravità del caso e le poche speranze, Chiara non parla. Rientrata a casa dall'ospedale, Chiara chiede alla mamma di non porle domande. Alla notizia della malattia Chiara non piange, non si ribella e non si dispera. Chiara si chiude in un assorto silenzio della durata di venticinque minuti. La Chiara vive mezz'ora di lotta interiore, buio e passione definita il suo orto del Getsemani. Dopo la crisi iniziale, Chiara decide di non tirarsi mai più indietro. Chiara esclama alla mamma che la grazia ha vinto e le chiede di poter parlare. Sul volto di Chiara torna il sorriso luminoso di sempre dopo la lotta interiore. Chiara dice sì a Gesù. Il sempre sì alla volontà di Dio era stato scritto da Chiara da bambina su una piccola rubrica alla lettera S. Chiara ripeterà il suo sempre sì a Gesù sino alla fine. Per rasserenare la mamma, Chiara non mostra alcuna preoccupazione e le dice che ce la farà perché è giovane. Il male di Chiara galoppa e si trasferisce al midollo spinale. Chiara si informa di tutto e parla con i medici e con gli infermieri. La paralisi blocca Chiara. Chiara afferma che se le chiedessero se vuole camminare direbbe di no per essere più vicina a Gesù.

Testimonianza di luce e offerta d'amore

Nonostante la malattia Chiara non perde la pace, rimane serena, forte e senza paura. Il segreto della serenità di Chiara è la certezza che Dio la ama immensamente. La fiducia di Chiara in Dio e nel suo Papà buono è incrollabile. Chiara vuole compiere sempre e per amore la volontà di Dio e vuole stare al gioco di Dio. Chiara vive momenti di totale contatto con il Signore. Chiara avverte che Dio le chiede qualcosa di più grande e si sente avvolta in uno splendido disegno. Chiara si sente a un'altezza fatta di silenzio e contemplazione da cui non vorrebbe mai scendere. Chiara rifiuta la morfina perché le toglie lucidità. Chiara afferma di non avere più niente e di poter offrire solo il dolore a Gesù. Chiara dichiara di avere ancora il cuore e di poter sempre amare. La vita di Chiara è ormai tutta un dono e offerta per la Diocesi, per il Movimento, per la gioventù e per le Missioni. Chiara sorregge con la preghiera e trascina nell'Amore chiunque le passa accanto. Chiara è profondamente umile, dimentica di sé ed è disponibile ad accogliere e ascoltare chi l'avvicina. Chiara lascia un ultimo messaggio ai giovani definendoli il futuro. Chiara paragona il passaggio della fiaccola ai giovani al momento della staffetta alle Olimpiadi. Chiara afferma che i giovani hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene. Chiara non chiede il miracolo della guarigione. Chiara scrive un biglietto alla Vergine SS. affidandole il suo desiderio di guarigione e chiedendo la forza di non mollare. Chiara si abbandona come un bambino all'amore di Colui che è l'Amore. Chiara avverte che lo Sposo sta arrivando a trovarla. Chiara si fida totalmente di Dio. Chiara invita la mamma a fidarsi di Dio e ad andare avanti quando lei non ci sarà più. I dolori attanagliano Chiara ma lei non piange. Chiara trasforma il dolore in amore. Chiara volge lo sguardo al suo Gesù Abbandonato, un'immagine posta sul comodino. L'immagine di Gesù Abbandonato ritrae Gesù incoronato di spine. Alla mamma che le chiede se soffre molto, Chiara risponde che Gesù la sta smacchiando con la varechina dai puntini neri. Chiara spiega che la varechina brucia ma serve per arrivare in Paradiso bianca come la neve. Nelle notti insonni Chiara canta. Dopo una notte insonne particolarmente tragica, Chiara afferma che la sua anima cantava nonostante il forte soffrire fisico.

Le nozze eterne e il ritorno alla casa del Padre

Negli ultimi giorni Chiara riceve da Chiara Lubich il nome di Luce. Chiara Lubich motiva il nome Luce spiegando di vedere nei suoi occhi la luce dell'Ideale vissuto e la luce dello Spirito Santo. Negli ultimi giorni Chiara prova un grande desiderio di andare in Paradiso ed essere tanto felice. Chiara si prepara alle nozze eterne. Chiara chiede di essere rivestita con un abito da sposa bianco, lungo e semplice. Chiara predispone la liturgia della sua Messa scegliendo le letture e i canti. Chiara stabilisce che nessuno dovrà piangere ma cantare forte e fare festa. Chiara motiva la festa affermando che Chiara incontra Gesù e che ora Chiara Luce vede Gesù. Chiara aveva affermato in precedenza che quando una giovane di diciassette-diciotto anni va in Cielo, in Cielo si fa festa. Le offerte della Messa dovranno essere destinate ai bambini poveri dell'Africa. Chiara aveva già destinato ai bambini poveri dell'Africa il denaro ricevuto in regalo per i suoi 18 anni. La motivazione della donazione è l'affermazione Io ho Tutto! Chiara muore alle 4,10 di domenica 7 ottobre 1990. La morte avviene nel giorno della Resurrezione del Signore e festa della Vergine del Santo Rosario. Il momento della morte viene definito il suo dies natalis in cui raggiunge il Sposo. Nel testo viene citato il Cantico dei Cantici al capitolo 2, versi 13-14. Poco prima di morire Chiara rivolge un ultimo saluto alla mamma raccomandandole di essere felice perché lei lo è. Al funerale, celebrato due giorni dopo dal suo Vescovo, partecipano centinaia di persone, soprattutto giovani. L'atmosfera del funerale è di gioia con canti che esprimono la certezza che lei è nella vera Luce. Prima di morire, Chiara acconsente alla donazione delle sue cornee. Le cornee di Chiara sono state trapiantate in due giovani, ridando loro la vista. I due giovani riceventi sono considerati la reliquia vivente della beata Chiara.

L'inchiesta diocesana e la via verso la beatificazione

L'11 giugno 1999, festa del Sacro Cuore di Gesù e centenario della consacrazione del mondo al Sacro Cuore di Papa Leone XIII, monsignor Maritano inizia ufficialmente l'Inchiesta per la Canonizzazione di Chiara. L'inchiesta viene avviata secondo le norme della Santa Sede per le Cause dei Santi presso il vescovado di Acqui Terme. Monsignor Maritano afferma che la testimonianza di Chiara è significativa in particolare per i giovani per trovare orientamento, scopo e superare insicurezze e solitudine. La Chiesa di Acqui istituisce un Tribunale in cui vengono ascoltati 72 testimoni. Il Processo diocesano si conclude il 21 agosto 2000. La fase romana ha inizio in Vaticano il 7 ottobre 2000 presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Il 21 febbraio 2004 si richiede al Vescovo di Trieste di iniziare il Processo diocesano super miro riguardante una presunta guarigione miracolosa avvenuta a Trieste nel 2001. Il Processo diocesano super miro viene istituito il 25 marzo 2004 e concluso il 29 settembre 2004. Il miracolo riguarda la guarigione del giovane Andrea Bartole da gravi patologie tra cui shock settico, sepsi meningococcica e insufficienza renale acuta. Il 3 luglio 2008 il Santo Padre autorizza il Cardinale José Saraiva Martins a promulgare il Decreto di Venerabilità della Serva di Dio Chiara Badano. Il 15 gennaio 2009 i medici convocati dalla Congregazione delle Cause dei Santi valutano il caso della guarigione di Andrea Bartole. I medici giungono all'unanimità alla conclusione che la guarigione rapida, totale e duratura di Andrea Bartole è inspiegabile per mezzo delle sole forze della natura. Il 19 dicembre 2009 Papa Benedetto XVI firma il Decreto di approvazione del miracolo attribuito all'intercessione di Chiara Badano. Sabato 25 settembre 2010 alle ore 16 si svolge il solenne rito di Beatificazione nel santuario della Madonna del Divino Amore a Roma - Castel di Leva. Il rito di beatificazione è presieduto dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Le lettere della Beata Chiara Badano sono tratte dalla Positio. Per giungere alla canonizzazione si attende da Dio il dono di un nuovo miracolo ottenuto per intercessione della Beata Chiara. I fedeli sono invitati a pregare, chiedere il miracolo con umile fiducia e notificarlo alla Postulazione. Mariagrazia Magrini è la Vicepostulatrice.

Pensiero spirituale ed eredità interiore

Chiara Badano ha vissuto ogni attimo nella pienezza di Dio. A dodici anni ha conosciuto l'Ideale essendone subito molto attratta. Durante un congresso la realtà per lei più importante è stata il riscoprire Gesù Abbandonato. Inizialmente viveva Gesù Abbandonato piuttosto superficialmente accettandolo per poi aspettarsi la gioia. Ha capito che stava sbagliando tutto nel strumentalizzare Gesù Abbandonato anziché amare Lui e basta. Ha scoperto che Gesù Abbandonato è la chiave dell'unità con Dio. Ha scelto Gesù Abbandonato come primo Sposo preparandosi per quando viene e preferendolo. Ha capito di poter trovare Gesù Abbandonato nei lontani e negli atei, decidendo di amarli in modo specialissimo e senza interesse. Ha riscoperto il Vangelo sotto una nuova luce. Ha capito di non essere una cristiana autentica perché non lo viveva sino in fondo. Ha deciso di fare del Vangelo l'unico scopo della vita rifiutando di rimanere analfabeta di tale messaggio. Considerava facile vivere il Vangelo così come è facile imparare l'alfabeto. Ha riscoperto la frase Date e vi sarà dato. Ha deciso di imparare ad avere più fiducia in Gesù e a credere al suo immenso amore. A causa della sua debolezza, avendo la febbre molto alta da circa una settimana, ha avuto molte occasioni d'amore per essere radicata in Dio. Ha offerto il suo nulla affinché lo Spirito Santo elargisse sui giovani i suoi doni di amore, di luce e di pace. Desiderava che tutti comprendessero quanto la vita sia un dono gratuito e immenso e quanto sia importante viverla ogni attimo nella pienezza di Dio. Si sentiva piccola di fronte a una strada ardua e si sentiva spesso sopraffatta dal dolore. Considerava il dolore come lo Sposo che andava a trovarla. Ripeteva la frase Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io. Pur essendo richiesto il miracolo da tutti, lei non riusciva a chiederlo perché sentiva che non rientrava nella volontà di Dio. Ha offerto tutto a Dio, compresi i fallimenti, i dolori e le gioie, ricominciando ogni volta che la Croce faceva sentire il suo peso. Considerava l'importanza principale nel fare la volontà di Dio. Pur avendo propri piani su di sé, ha riconosciuto che Dio aveva pensato a un disegno diverso. La malattia le è arrivata al momento giusto. Avvertiva che Dio le chiedeva qualcosa di più grande e poteva restare su quel letto per anni. Il suo unico interesse era la volontà di Dio, fare bene quella nell'attimo presente e stare al gioco di Dio. È uscita dalla vita precedente in un attimo, rammaricandosi di non aver potuto fermare quel treno in corsa che l'allontanava. Inizialmente era troppo assorbita da cose insignificanti, futili e passeggere senza capire. Ha compreso che un altro mondo l'attendeva e non le restava che abbandonarsi. Si sentiva avvolta in uno splendido disegno che le si svelava a poco a poco.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Chiara Luce Badano?

La festa liturgica della Beata Chiara Badano è fissata al 29 ottobre.