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2 de julio

Beata Eugenia Joubert

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza in terra francese

Eugénie Joubert nacque l'11 febbraio 1876 a Yssingeaux, una località vicina a Le Puy-en-Velay nel dipartimento dell'Alta Loira in Francia. I suoi genitori, Pierre Joubert e Antoinette Celle, vivevano del proprio lavoro come viticoltori, ed ella era la quarta di otto figli nati in seno alla famiglia. Ricevette la prima istruzione frequentando le scuole tenute dalle suore Orsoline a Monistral fino al 1887, periodo durante il quale ricevette i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. In quegli anni scrisse una lettera a una sorella minore, spiegando che Dio permette il divertimento se lo si ama con cuore puro e senza commettere peccati, aggiungendo che per rimanere fedeli figli di Dio occorreva essere devoti alla Vergine Maria, pregandola ogni giorno di preferire la morte piuttosto che compiere un peccato mortale. Dopo aver studiato per la durata di un anno presso le suore di San Giuseppe a Yssingeaux, proseguì la sua istruzione al Collegio di Santa Maria situato a Le Puy. Le compagne di scuola apprezzavano la sua condotta irreprensibile in classe, la sua devozione vissuta in chiesa e la lodevole costanza nel svegliarsi presto ogni mattina per partecipare alla Santa Messa.

Nello stesso periodo della giovinezza, Eugénie avvertì chiaramente il desiderio di consacrare la propria vita a Dio, sostenuta anche dall'esempio della sorella maggiore che era già membro delle Suore della Santa Famiglia del Sacro Cuore. Questa congregazione era stata fondata dal gesuita Louis-Étienne Rabussier e da madre Maria Ignazia, al secolo Marie-Adélaide Melin. Mentre discerneva attentamente la sua vocazione religiosa, Eugénie aiutava la madre nei lavori domestici e visitava i malati e i bisognosi del paese, offrendo loro generosamente il proprio cibo. Dedicava il tempo libero rimasto alla preghiera assidua, raccogliendosi in particolare nel santuario di Nostra Signora dei Penitenti a Yssingeaux. Trovava immensa gioia nell'insegnare il catechismo ai bambini del paese, un'attività che attirava l'attenzione e l'apprezzamento del viceparroco. Mantenendosi nel frattempo in contatto epistolare con le sue ex insegnanti del collegio di Santa Maria, dichiarò apertamente di non voler entrare nella loro congregazione poiché si trovava ancora alla ricerca della specifica volontà di Gesù per la sua vita.

Ingresso nella vita religiosa e noviziato

Nell'ottobre del 1893, Eugénie partecipò a un ritiro spirituale a La Darne, presso una casa di campagna delle Suore della Santa Famiglia del Sacro Cuore dove viveva la sorella. L'ambiente sereno e profondamente gioioso di quella casa la spinse a maturare la decisione definitiva di entrare proprio in quella congregazione religiosa. Il 2 luglio 1895 ebbe un colloquio risolutivo con il fondatore padre Rabussier, il quale confermò la bontà della sua scelta vocazionale. La festività liturgica della Visitazione di Maria veniva celebrata proprio in quella data. Superata l'iniziale contrarietà del padre, entrò ufficialmente come postulante il 6 ottobre 1895. Al momento dell'ingresso, la madre la salutò affettuosamente esortandola a donarsi interamente a Dio, a non guardare mai al passato e a diventare santa. Eugénie visse il periodo del postulandato con grande serietà fin dal suo inizio, annotando che la fede e l'amore per il Signore le avrebbero reso facile custodire la solitudine del cuore per rimanere sola con Gesù. Le compagne postulanti e le suore anziane la consideravano un modello luminosa da seguire, notando la sua forte capacità di distacco emotivo e di rinuncia. Un giorno di Quaresima, ad esempio, rifiutò la visita di un'amica che non vedeva da prima del suo ingresso in convento, attenendosi strettamente alla regola che vietava le visite. Pianse quando la sorella suor Maria fu trasferita in un'altra casa, ma si fece subito forza per accettare la volontà divina.

Eugénie ricevette l'abito religioso da padre Rabussier il 13 agosto 1896, giorno della memoria liturgica di san Giovanni Berchmans. In occasione di quella vestizione annotò sul suo diario spirituale, intitolato 'Maria e io', il forte desiderio che il suo cuore si lasciasse docilmente plasmare dall'obbedienza e dalla volontà divina. Avviò quindi il noviziato, il cui impianto fu trasferito all'inizio della primavera del 1897 a Saint-Dénis-sur-Seine, all'interno di un ex convento carmelitano. Durante il noviziato le furono affidate le mansioni umili della lavanderia, della pulizia della cappella e della sala comune, e successivamente anche della cucina, compiti che svolgeva con immensa dedizione. Nei mesi di giugno e settembre del 1897 svolse gli Esercizi spirituali in vista della professione dei voti. Durante gli Esercizi applicò la 'composizione di luogo' di stampo ignaziano, immedesimandosi profondamente nei passi del Vangelo. Grazie a questa costante pratica di preghiera, sosteneva di non sentirsi mai sola pur svolgendo le faticose faccende quotidiane, ma di sentirsi sempre accompagnata da Gesù, Maria e Giuseppe. L'8 settembre 1897 emise finalmente la professione dei voti temporanei.

Apostolato ad Aubervilliers e Liegi

Subito dopo la professione religiosa, suor Eugenia fu inviata ad Aubervilliers, un centro abitato caratterizzato da una popolazione a maggioranza operaia e i cui abitanti erano frequentemente coinvolti nella propaganda di orientamento socialista. Il compito principale assegnato a suor Eugenia in quell'ambiente fu l'insegnamento del catechismo ai bambini, svolto con dedizione in collaborazione con alcune consorelle. Tra i fanciulli a lei affidati, suor Eugenia mostrava una particolare preferenza per i più rozzi, i malati, i disabili intellettivi e coloro che non potevano frequentare la dottrina cristiana con regolarità. La sua consueta serenità interiore fu tuttavia temporaneamente compromessa da una prolungata crisi spirituale, caratterizzata da tristezza e dal timore di non essere in piena comunione con Dio. Trovò immenso conforto nel proprio confessore, grazie al quale comprese profondamente che l'obbedienza rappresenta l'espressione più autentica e il frutto diretto dell'umiltà. Suor Eugenia lasciò scritto il proposito di voler obbedire per umiliarsi e di umiliarsi per accrescere il proprio amore divino. Nel 1898 la religiosa venne trasferita a Le Puy e, nel medesimo anno, fu successivamente destinata a La Darne. Tre anni più tardi fu trasferita a Liegi, dove mantenne gli incarichi di catechista e assunse anche quello di sacrestana. Custodiva nel profondo un desiderio intimo di condurre una vita nascosta e non notata dagli altri, esprimendo nei suoi scritti la volontà di cogliere ogni occasione propizia per scomparire tra le consorelle, compiacendosi che queste fossero stimate e che lei rimanesse vista unicamente da Gesù.

Nel corso della sua vita religiosa, suor Eugenia si dedicò con tutto l'ardore all'insegnamento della dottrina cristiana ai bambini. Durante una ricreazione comunitaria, espresse apertamente il desiderio di partire come missionaria per l'Africa. La superiora le rispose che la partenza per l'Africa non era possibile per diversi motivi pratici, ma suor Eugenia si disse comunque persuasa che un giorno si sarebbe recata in terra africana. Sebbene ella non riuscisse a recarsi personalmente in Africa, la sua storia produsse frutti spirituali straordinari in quel continente. Padre Émile François Barril, missionario nel Dahomey, l'attuale Benin, venne a conoscenza della storia di suor Eugenia leggendola sulla rivista «Il Messaggero del Sacro Cuore». Padre Barril fece conoscere la figura della suora a una giovane donna di nome Maria Okoko, la quale desiderava entrare nella congregazione delle suore Oblate Catechiste Piccole Serve dei Poveri, fondata dallo stesso padre Barril. Maria Okoko, che era affetta da tubercolosi, guarì miracolosamente dalla malattia in seguito a una novena rivolta a suor Eugenia Joubert. In segno di profonda gratitudine per la guarigione ottenuta, Maria Okoko assunse il nome di Eugenia dopo essere diventata suora. Il 19 agosto 1919 quattro Suore della Santa Famiglia del Sacro Cuore partirono per il Dahomey, ottenendo importanti risultati spirituali e contribuendo fattivamente allo sviluppo delle Oblate Catechiste Piccole Serve dei Poveri.

La malattia e il transito al cielo

Nel marzo del 1902 suor Eugenia manifestò la prima emottisi. Il medico curante non valutò grave l'episodio emorragico e la autorizzò a proseguire l'attività di catechista. Nel mese di giugno, la sera della festa del Sacro Cuore, manifestò una forte stanchezza e obbedì prontamente alla suora infermiera che le ordinava di andare a riposare a letto. Si accertò ben presto che la religiosa aveva contratto la tubercolosi e, a causa della grave patologia, fu costretta all'isolamento e all'immobilità nel letto. Interpretò il nuovo e doloroso stato di infermità come un prezioso impegno per mantenersi fedele nelle sofferenze e offrire un contributo spirituale alle anime e alla congregazione della Santa Famiglia del Sacro Cuore, vivendo la tisi offrendo la sua sofferenza nell'unione profonda con Cristo. Soggiornò a Saint-Gilles, nei pressi di Liegi, ottenendo un temporaneo sollievo dalla malattia, e in quel luogo la sorella suor Maria svolgeva il ruolo di superiora. Le superiore della congregazione emisero il nobile voto di accompagnarla in un pellegrinaggio a Roma e a Loreto per impetrare la sua guarigione. Il viaggio fu intrapreso non appena suor Eugenia mostrò un lieve miglioramento delle condizioni di salute. Il 2 maggio la religiosa si recò in visita al Santuario della Santa Casa di Loreto e giunse successivamente a Roma, dove le fu dato l'incarico di redigere la cronaca della nuova casa religiosa in fase di fondazione. Nel mese di ottobre tornò nuovamente a Loreto, ma le sue condizioni apparivano ormai irrimediabilmente compromesse. Il 6 maggio 1904 lasciò definitivamente Roma per fare ritorno a Liegi, accompagnata da una consorella.

Nelle ultime lettere redatte descriveva eventi lieti della comunità, tra cui l'arrivo di una postulante e la vestizione di alcune novizie, scrivendo alla madre di non avere più altro pensiero fuorché il Cielo. Dal 18 giugno 1904 rimase allettata in modo definitivo. Il 26 giugno le fu amministrata l'Unzione degli Infermi e domandò alle consorelle di sostenere la sua anima con la preghiera, promettendo il suo potente intercesso dal Cielo. Dal 27 giugno in poi ricevette la Santa Comunione con cadenza quotidiana, e l'Eucaristia ricevuta il 1° luglio costituì il suo santo Viatico. La sorella suor Maria le mostrò una statuetta di Gesù Bambino, riproduzione dell'immagine venerata nella chiesa dell'Ara Coeli a Roma, a cui Eugenia era particolarmente devota. Pur con il respiro quasi spento, suor Eugenia mormorò chiedendosi quando il Signore sarebbe giunto. Il 2 luglio, intorno alle dieci del mattino, si informò sull'ora esatta, che coincideva con il momento in cui, nove anni prima, Dio l'aveva chiamata tra le Suore della Santa Famiglia del Sacro Cuore tramite padre Rebussier. Mentre le veniva mostrata ancora la statuetta del Bambino Gesù, pronunciò per tre volte il nome di Gesù e spirò subito dopo con il volto sorridente, all'età di ventott'anni. La Chiesa cattolica la venera con il titolo di Beata e vergine, attestabili nel Martirologio che ricorda come sia deceduta a Liegi, in Belgio, appartenendo alla Congregazione della Sacra Famiglia del Cuore di Gesù. I suoi resti mortali, inizialmente sepolti nel cimitero di Saint-Gilles, sono stati traslati nella cappella delle sue consorelle a Dinant, dove riposano tuttora.

Processo canonico e riconoscimento del miracolo

Il processo informativo sulle virtù eroiche di suor Eugenia si aprì a Liegi il 26 settembre 1919 e si concluse nel 1933. Tra il 1921 e il 1922 si svolsero importanti inchieste rogatorie presso la diocesi di Parigi, mentre ulteriori inchieste ebbero luogo a Le Puy e a Roma tra il 1923 e il 1924. Il decreto d'approvazione degli scritti della Serva di Dio fu emesso il 28 aprile 1936 e, il 1° giugno 1938, fu pubblicato il decreto d'introduzione della causa, avviando formalmente il processo apostolico. Il 19 luglio 1939 venne emanato il decreto sul non culto e il decreto di convalida del processo informativo e di quello apostolico fu firmato il 18 aprile 1953. Il 1° dicembre 1982 la causa fu ripresa con la riunione dei consultori e degli officiali della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 12 aprile 1983 i cardinali e i vescovi espressero parere favorevole all'esercizio eroico delle virtù cristiane e di stato, e il 9 giugno 1983 papa Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che la dichiarava Venerabile. Per la futura beatificazione fu preso in esame come presunto miracolo il caso del cittadino belga Émile Legaye, rappresentante di commercio, il quale soffriva di enfisema polmonare e di gravi problemi cardiocircolatori. Il 3 giugno 1928 Émile Legaye avvertì forti dolori al diaframma, al torace e al fianco destro e, il 10 luglio, fu ricoverato in ospedale poiché le cure prescritte non avevano sortito effetto. Sottoposto a un intervento chirurgico, il 10 agosto potette fare ritorno al proprio domicilio, ma la piaga conseguente all'operazione rimaneva aperta e sanguinava continuamente.

La moglie di Émile Legaye, che aveva precedentemente conosciuto suor Eugenia Joubert, decise di recarsi sulla tomba della religiosa presso il cimitero di Saint-Gilles per chiederne l'intercessione, chiedendo anche alle consorelle di pregare per la guarigione del marito. Il 17 settembre 1928 Émile Legaye fu nuovamente ricoverato in ospedale a causa di un'emorragia particolarmente intensa. Le suore intensificarono le preghiere e consegnarono alla moglie un'immaginetta contenente una reliquia. Il 27 settembre fu dimesso e riportato a casa con la raccomandazione di evitare sforzi e, il 1° ottobre 1928, volle recarsi di persona sulla tomba di suor Eugenia Joubert. Émile Legaye non si accostava ai Sacramenti da diversi anni, ma confidava fermamente nell'aiuto di suor Eugenia. Una volta rientrato a casa, subì un'ulteriore abbondante perdita di sangue, ma il giorno seguente apparve totalmente guarito. Tra il 1930 e il 1932 fu sottoposto a ripetute visite da parte di medici ed esperti, i quali giudicarono sorprendente e inspiegabile la guarigione. Émile Legaye visse per altri ventidue anni in uno stato di perfetta salute. Sulla sua guarigione fu aperta un'inchiesta diocesana, che ottenne la convalida il 30 ottobre 1987. La Commissione medica della Congregazione delle Cause dei Santi dichiarò l'inspiegabilità scientifica della guarigione l'8 ottobre 1992. La Consulta dei teologi confermò il legame tra la guarigione e l'intercessione di suor Eugenia l'11 dicembre 1992, e i cardinali e i vescovi espressero parere positivo il 16 febbraio 1993. Il 2 aprile 1993 papa Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva la guarigione come inspiegabile, completa, duratura e ottenuta per intercessione di suor Eugenia Joubert. Papa Giovanni Paolo II ha infine beatificato suor Eugenia Joubert a Roma il 20 novembre 1994, insieme ad altri cinque candidati. L'Imprimatur della preghiera dedicata alla Beata Eugenia Joubert è stato concesso dal cardinale Virgilio Noè il 5 gennaio 1994.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Eugenia Joubert?

La memoria liturgica della Beata Eugenia Joubert si festeggia il 2 luglio, giorno della sua nascita al cielo.

En Lieja, en Bélgica, beata Eugenia Joubert, virgen de la Congregación de la Sagrada Familia del Corazón de Jesús, que se esforzó por transmitir a los niños la doctrina cristiana y, enfermando de tisis, siguió con amor a Cristo sufriente. — Martirologio Romano