22 de enero
Beata Laura Vicuña
Virgen
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e infanzia in terra cilena
Il nome completo della santa è Laura del Carmen Vicuña. La fanciulla nacque nella capitale cilena, Santiago, il 5 aprile 1891. Era la primogenita di José Domingo e di Mercedes Pino. Tra gli antenati di Laura vi erano parecchi personaggi illustri. A causa delle tensioni politiche e militari che attraversavano la città fu necessario attendere quasi due mesi per il battesimo. Il battesimo di Laura ebbe luogo il 24 maggio successivo alla nascita.
La rivoluzione imperante si scagliò anche sulla famiglia di Laura. Il padre fu forzatamente costretto all'esilio e dovette trasferirsi verso sud, alla frontiera con l'Argentina sulle Ande. L'intera famiglia traslocò a Temuco. Nel 1893 morì il padre, lasciando la famiglia in una triste situazione di precarietà. L'anno successivo alla morte del padre nacque la seconda bambina, Giulia Amanda. La madre si ritrovò sola con due figlie a dover lottare contro la fame e la disperazione.
Il trasferimento in Argentina e la prova della famiglia
Nel 1899 il nucleo familiare residuo si trasferì nella vicina regione argentina del Neuquén. La madre trovò lavoro nella tenuta agricola di Manuel Mora, un colonizzatore dei terreni incolti della Patagonia. Mercedes Pino divenne la compagna di Manuel Mora in seguito a pressioni subite dal datore di lavoro. La situazione influì negativamente sull'educazione delle due bambine.
Laura, nonostante fosse piccola, comprese la precarietà e l'irregolarità religiosa della madre, esclusa dai sacramenti. La mamma non abbandonò mai completamente le figlie e tentò di educarle anche religiosamente nei limiti del possibile. Nel gennaio 1900 la madre affidò Laura e la sorella ad un piccolo collegio missionario tenuto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il collegio si trovava a Junin de los Andes, ai confini con il Cile.
Nel consegnare Laura alla superiora, la madre assicurò che la bambina non le aveva mai dato dispiaceri e che fin dall'infanzia era stata obbediente e sottomessa. Laura si trovò subito a proprio agio nel nuovo ambiente del collegio. Il suo animo fu conquistato dalle verità evangeliche apprese tramite la catechesi. La catechesi portò Laura a rendersi conto della contrarietà della convivenza della madre rispetto alla legge divina.
La prima Comunione e i santi propositi
Il 2 giugno 1901 Laura ricevette la prima Comunione. Il giorno della prima Comunione la sofferenza di Laura aumentò nel vedere la madre incapace di accostarsi ai sacramenti. Laura iniziò a pregare intensamente per la pacifica conclusione della relazione della madre. La speranza di una rapida risoluzione non ebbe compimento.
L'esperienza della prima Comunione segnò una grande svolta nella vita di Laura, descritta come un vero e proprio solido progresso. Il giorno della prima Comunione Laura scrisse alcuni propositi simili a quelli di Domenico Savio. Laura offrì a Dio la sua anima, il suo cuore e tutto il suo essere, promettendo di morire piuttosto che offendere Dio col peccato.
Laura propose di mortificarsi per allontanarsi da ciò che l'allontanava da Dio e di fare il possibile per far conoscere e amare Dio. Laura volle riparare le offese ricevute da Dio ogni giorno dagli uomini, specialmente dai familiari. Laura chiese a Dio una vita di amore, mortificazione e sacrificio. Laura si abbandonò totalmente al Signore per ottenere la conversione della madre.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice compresero rapidamente di trovarsi di fronte a una bambina eccezionale. Sin dal primo anno di collegio Laura si distinse per l'applicazione nello studio e l'intensità della vita interiore. Dall'8 dicembre 1900 Laura si iscrisse alla Pia Unione delle Figlie di Maria.
Le vacanze difficili e la difesa della dignità
Durante il secondo anno le sorelle Vicuna furono mandate in vacanza dalla madre. Laura fu negativamente scossa dall'impatto con il convivente della madre durante le vacanze. Laura soffrì profondamente nell'intimità, mostrando la sua amarezza solo nei momenti più difficili. Un momento di grande amarezza per Laura fu la mancata partecipazione della madre alla missione popolare predicata a Junin de los Andes.
L'anno successivo le sorelle raggiunsero la madre a Quilquihué per le vacanze. Manuel Mora manifestò un interesse eccessivo nei confronti di Laura. Laura si accorse prontamente delle intenzioni di Mora e cercò di difendersi corazzandosi contro i suoi propositi. Mora reagì crudelmente rifiutandosi di pagare la retta del collegio. La direttrice del collegio, mossa da pietà e comprensione, accolse ugualmente le due bambine.
Il 29 marzo 1902 le due sorelline ricevettero la cresima. La madre era presente alla cresima ma continuò ad astenersi dai sacramenti. Laura fece richiesta di essere ammessa tra le postulanti delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Laura ottenne una risposta negativa alla sua richiesta a causa della situazione familiare. Laura si rassegnò senza però desistere dal suo intento. Il mese successivo Laura emise privatamente i voti di castità, povertà ed obbedienza. Laura si consacrò a Gesù offrendogli la propria vita.
Il declino della salute e la prova suprema
Verso la fine dell'anno iniziò a manifestarsi in Laura un leggero deperimento fisico. Laura trascorse l'intero anno successivo rinchiusa nel collegio. Nel settembre 1903 Laura non riuscì a prendere parte agli esercizi spirituali a causa della salute cagionevole. Laura tentò un cambiamento climatico tornando dalla madre, ma non fu salutare. Laura tornò a Junin. La madre si trasferì a Junin alloggiando privatamente.
Nel gennaio 1904 giunse in visita il signor Mora con il proposito di trascorrere la notte nella medesima abitazione. Laura minacciò di andarsene in collegio dalle suore se Mora si fosse fermato lì. Laura si recò in collegio seppur stravolta dal male. Mora inseguì Laura, la raggiunse e la percosse violentemente lasciandola traumatizzata.
Giunta in collegio Laura si confessò dal suo direttore spirituale. Laura rinnovò l'offerta della propria vita per la conversione della madre. Il 22 gennaio Laura ricevette il Viatico. Quella sera Laura fece chiamare la madre per esprimerle il suo grande sogno di morire. Laura rivelò alla madre di aver chiesto a Gesù di morire e di aver offerto la vita per lei da quasi due anni. Laura chiese alla madre se prima di morire avrebbe avuto la gioia di vederla pentita. La madre promise di cambiare completamente vita. Laura spirò serenamente dopo aver pronunciato le parole di ringraziamento a Gesù e Maria.
Il transito, le spoglie e il cammino verso la gloria
In occasione del funerale la mamma tornò ad accostarsi ai sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucaristia. Laura Vicuña è morta nel villaggio di Junín de los Andes in Argentina il 22 gennaio 1904. La tomba di Laura è collocata nella cappella del Collegio Maria Ausiliatrice di Bahia Blanca in Argentina. La tomba di Laura è meta di pellegrinaggi in particolare per le popolazioni cilena ed argentina.
Laura è stata venerata fin dalla sua morte. L'apertura della causa di canonizzazione di Laura avvenne il 19 settembre 1955. Il 5 giugno 1986 vi fu il riconoscimento delle virtù eroiche e il conferimento del titolo di venerabile. Laura del Carmen Vicuna fu beatificata dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II. La beatificazione avvenne il 3 settembre 1988 sul Colle delle beatitudini giovanili presso Castelnuovo Don Bosco.
Il nuovo Martyrologium Romanum commemora Laura il giorno della sua morte. La memoria liturgica per la Famiglia Salesiana è fissata nel giorno della sua morte. Laura era una vergine ed è stata alunna nell'Istituto di Maria Ausiliatrice. All'età di tredici anni Laura Vicuña offrì la sua vita a Dio per la conversione della madre.
Profilo spirituale e memoria nella Chiesa
Laura è descritta come poema di candore, di amore filiale e di sacrificio. Laura è definita eletto fiore di santità sbocciato sulle Ande Patagoniche. La grazia fece dell'esistenza di Laura un modello di pietà, di obbedienza e di vittoriosa purezza. Laura è considerata ideale della Figlia di Maria e vittima nascosta e gradita dell'amor filiale. Laura è definita emula di Agnese, Cecilia e Maria Goretti.
La Chiesa propone Laura come modello di adolescente e coraggiosa testimone di Cristo. Laura fu docile allo Spirito Santo e si nutrì di Eucaristia. Dio è descritto come padre d'immensa tenerezza. Nell'adolescente Laura Vicuña sono unite in modo mirabile la fortezza d'inestimabile candore e l'innocenza. Si invoca l'intercessione di Laura Vicuña per ottenere il coraggio di superare le prove della vita. Si chiede di testimoniare al mondo la beatitudine dei puri di cuore per mezzo di Laura Vicuña.
Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Gesù Cristo vive e regna con il Padre nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Laura Vicuña è beata.
Una vida de entrega
La historia de la Beata Laura Vicuña comienza en Santiago de Chile, pero su camino se despliega a través de diversos lugares de Argentina, incluyendo Temuco, Neuquén, Bahía Blanca y finalmente Junín de los Andes. La precariedad económica fue una constante que marcó sus pasos desde el traslado familiar en 1899. En el año 1900, su ingreso al colegio de las Hijas de María Auxiliadora supuso un punto de inflexión fundamental, donde su espiritualidad comenzó a florecer con una madurez inusual para su edad.
El 2 de junio de 1901, Laura recibió su primera Comunión, un evento que intensificó su unión íntima con el Señor. Con el propósito de consagrarse plenamente, en 1902 emitió privadamente sus votos de castidad, pobreza y obediencia. Esta decisión fue la base de su fortaleza ante un entorno familiar difícil. La joven vivió una realidad de sufrimiento físico y espiritual, marcada por las agresiones del conviviente de su madre. Con una fe inquebrantable, Laura tomó la decisión de ofrecer su propia vida como un sacrificio de amor por la conversión materna. Las lesiones sufridas a causa de la violencia del conviviente deterioraron su salud, conduciéndola al final de su camino terrenal en 1904, cuando contaba apenas trece años de edad.
El recuerdo de su santidad
La memoria de la Beata Laura Vicuña se mantiene viva como un testimonio de luz en medio de las sombras del sufrimiento. El 3 de septiembre de 1988, su vida de virtud heroica fue reconocida oficialmente por la Iglesia cuando el Papa Juan Pablo II procedió a su beatificación. Este acontecimiento permitió que su figura fuera presentada al mundo como un ejemplo de fidelidad y de fortaleza ante la adversidad.
Su legado es una invitación constante a la oración y a la perseverancia en la gracia, incluso en las circunstancias más dolorosas. La Iglesia celebra su memoria cada año, invitando a los fieles a contemplar la pureza de su corazón y la profundidad de su entrega. Su intercesión es buscada con especial devoción por aquellos que atraviesan momentos de angustia, encontrando en ella una compañera que supo transformar el dolor en un don de amor infinito hacia los demás.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la beata Laura Vicuña?
La sua memoria liturgica si celebra il 22 gennaio, giorno della sua morte, come stabilito dal nuovo Martyrologium Romanum e osservato dalla Famiglia Salesiana.
En el pueblo de Junín de los Andes en Argentina, beata Laura Vicuña, virgen, que, nacida en Santiago de Chile, alumna en el Instituto de María Auxiliadora, a la edad de trece años ofreció su vida a Dios por la conversión de la madre. — Martirologio Romano