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22 de enero

Beato José Nascimbeni

Sacerdote

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Giuseppe Nascimbeni è nato a Torri del Benaco, in provincia di Verona, il ventidue marzo 1851, nel contesto del ventesimo secolo. È figlio unico del falegname Antonio e di Amedea Sartori. Subito dopo la nascita, a causa di un imminente pericolo di vita, viene battezzato d'urgenza dal medico del paese. Dalla madre eredita il senso dell'ordine e della precisione, mentre dal padre impara l'amore al lavoro e la vivacità del carattere. Condivide con entrambi i genitori una grande sensibilità religiosa che segna tutta la sua giovinezza. Frequenta le scuole elementari nel proprio paese natale e prosegue gli studi a Verona. La sua vocazione sacerdotale matura a poco a poco, accompagnata da non pochi contrasti interiori prima della definitiva consacrazione. Nel 1874 viene ordinato sacerdote all'età di ventidue o ventitré anni, coronando il cammino di preparazione spirituale e culturale. Subito dopo l'ordinazione consegue il diploma di maestro, titolo che gli tornerà utile nelle sue future attività educative e pastorali.

L'arrivo a Castelletto di Brenzone

Subito dopo l'ordinazione sacerdotale, viene mandato a San Pietro di Lavagno, in provincia di Verona, come coadiutore del parroco e insegnante. Tre anni dopo l'ordinazione, viene trasferito come coadiutore a Castelletto di Brenzone, sul Lago di Garda. La località conta allora circa mille abitanti e viene descritta come un paese dimenticato da Dio e dagli uomini. A Castelletto di Brenzone il sacerdote rimane per quarantacinque anni, fino alla fine della sua vita terrena. Inizialmente collabora per qualche anno con l'anziano parroco del paese. Nel gennaio 1885, alla morte del vecchio parroco, gli succede ufficialmente come parroco grazie alla ferma richiesta dei capifamiglia del paese che non vogliono che vada via. La situazione locale si presenta fin da subito disastrosa, segnata da bambini trascurati, giovani senza alcuna istruzione, anziani soli e famiglie disgregate dall'emigrazione. Il territorio è totalmente privo di strade, di luce, di acqua potabile e risulta collegato con il resto del mondo unicamente tramite un servizio di traghetto.

La fondazione e le opere sociali

Dopo sette anni di grande attività pastorale, sopraffatto dai numerosi problemi, presenta le dimissioni al vescovo. Si reca in vescovado con la lettera di dimissioni in tasca perché non riesce a trovare suore disposte a collaborare nella parrocchia. Di fronte a questa difficoltà, il vescovo gli risponde con decisione: Se nissuni ve le dà fevele vu come voli. In seguito a questa paterna risposta, il sacerdote straccia le lettere di dimissioni e fa ritorno nella sua parrocchia. Raduna quindi le prime quattro ragazze disposte alla vita religiosa e le manda a compiere il noviziato a Verona. Per loro prepara un piccolo conventino nel paese. Le prime quattro ragazze arrivano alla vestizione nel novembre del 1892. Da questo nucleo iniziale ha origine la congregazione delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. Il fondatore è intimamente convinto che il risanamento della società dipenda unicamente da una famiglia solida. Per raggiungere questo obiettivo, ridà slancio alla vita religiosa stimolando l'attività e valorizzando i talenti dei laici attraverso la nascita di associazioni e confraternite. Conduce tutte le sue molteplici attività unendo la preghiera costante alla collaborazione attiva dei laici. Il suo motto personale è Crocifisso e orologio, formula con cui indica la perfetta unione tra la fede viva e la puntualità nei doveri quotidiani. Prega quotidianamente per molte ore, anche durante i suoi viaggi, tenendo sempre in vista la corona del Rosario e mostrandosi del tutto incurante di eventuali derisioni o insulti. Tra gli episodi della sua carità si ricorda quando regala le proprie scarpe a un mendicante, attraversando poi l'intero paese scalzo e senza scomporsi minimamente.

Per migliorare le condizioni materiali del paese, fa costruire una strada carrozzabile per collegare la comunità. Porta in paese l'illuminazione ad acetilene o elettricità e provvede a canalizzare l'acqua potabile. Fonda una Cassa Rurale con lo scopo preciso di stroncare l'usura che strozza le famiglie. Apre case di accoglienza destinate ai ragazzi che conducono le greggi all'alpeggio e organizza un servizio di assistenza domiciliare dedicato agli anziani soli. Crea asili infantili, scuole apposite per gli orfani e un ospizio per i bisognosi. Avvia inoltre un laboratorio di maglieria e un maglificio per offrire lavoro alle ragazze, impianta una tipografia, promuove la creazione di un oleificio e si impegna tenacemente per far ottenere al paese l'ufficio postale.

Gli ultimi anni e la glorificazione

Una grave paralisi lo colpisce il trentuno dicembre 1916. L'emiplegia lo rende completamente invalido fino al momento della morte, bloccandolo per cinque anni in una sofferenza offerta e in una preghiera incessante. Giuseppe Nascimbeni muore il ventuno gennaio 1922 a Castelletto di Brenzone, in provincia di Verona. Le sue spoglie mortali sono attualmente custodite a Castelletto, all'interno della Casa Madre delle Piccole Suore. Il Martirologio colloca la sua memoria a Castelletto del Garda, in Veneto. Papa Giovanni Paolo II ha celebrato la sua solenne beatificazione nel 1988 a Verona. Nel corso degli anni, le sue suore si sono diffuse in tutto il mondo, dall'Albania all'Angola, dal Paraguay al Brasile, operando al servizio della famiglia, della povertà e della sofferenza, sia in tempo di pace che in tempo di guerra. La congregazione delle Piccole Suore della Sacra Famiglia è attualmente presente in Italia, Svizzera, Albania, Angola, Argentina, Paraguay, Uruguay e Brasile.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato José Nascimbeni?

La sua memoria liturgica si celebra il ventidue gennaio.

Qual è il ruolo del Beato José Nascimbeni?

È stato un sacerdote e il fondatore dell'Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia.

En Castelletto del Garda en Véneto, beato José Nascimbeni, sacerdote, fundador del Instituto de las Pequeñas Hermanas de la Sagrada Familia. — Martirologio Romano